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  2. Marcello

    IoScrittore

    Sì, @Isadora ti sfugge questo: che è stato solo l'ultimo di una serie di interventi dello staff. Sinceramente non sappiamo con quali altre parole cercare di spiegare il concetto. È stato fatto anche in passato? Male, probabilmente i toni erano meno esagitati e nessuno se n'è accorto. Non è comunque un buon motivo per reiterare il comportamento .
  3. Ippolita2018

    [LP 10] Dita

    Ti ho conosciuta con Sai e ho continuato ad apprezzarti molto con Linea di fondo. Mi è venuto in mente, leggendoti qui, che il tuo poetare necessiti forse di uno spazio maggiore, proprio come nei due testi citati. Il tuo respiro è lungo e calmo: come un fiume carsico si nasconde nella terra e poi riemerge. La mia impressione è che in pochi versi, dovuti probabilmente alla fretta del contest, il tuo sentire si concentri al punto da non riuscire a far passare tutto il potenziale. Qui noto un'eterogeneità che penalizza il contenuto, e nei versi finali racchiuso un senso che mi sfugge. È comunque sempre molto bello e istruttivo avere a che fare con chi, è evidente, sa maneggiare il linguaggio poetico. Grazie e a presto, @novemai.
  4. Rescritto

    Premio Italo Calvino XXXIII edizione [scad. 28/10/19]

    Una cosa è presentare l'opera, un'altra è presentare gli autori. Per la prima hanno avuto tutto il tempo di prepararsi e non serve avvisare in anticipo i finalisti. Se però devono presentare gli autori, magari da un punto di vista personale, gli serve tempo, quindi devono averli avvisati per forza.
  5. Rescritto

    Premio Italo Calvino XXXIII edizione [scad. 28/10/19]

    Potrebbe essere, ma se dal 16 presentano i finalisti vuol dire che gli serve il tempo di preparare le presentazioni. Poi dipende da che presentazione sarà, può essere un video autoprodotto dai finalisti, un'intervista registrata ecc
  6. Nightafter

    La messa - Pt. 4

    La messa - Pt. 4 A quell'incontro Nella si preparò con lo spirito mesto del condannato che si rechi al patibolo: la sua anima, i suoi principi morali e religiosi si ritraevano, con disgusto dall'idea di quel sesso ripugnante e contro natura. Lei non era una di quelle sciacquette pronte a darla al primo venuto nel bagno di una discoteca, o di quelle battone raccolte per strada che, lui, di certo frequentava. Ciò che l'attendeva era una prova estrema, non di meno, fece appello alla sua forza d'animo e indossò l'intimo più raffinato che possedeva: si truccò e profumò al meglio delle sue capacità, riesumò dall'armadio il grazioso tailleur primaverile rosa shocking. Se doveva subire quella cosa turpe e umiliante, l'avrebbe fatto con la dignità di una donna che sapeva guardare con coraggio alle avversità della vita. Se era costretta a sacrificarsi lo faceva solo per amore, Filippo prima o dopo l'avrebbe compreso e apprezzato, ne era certa. Siccome lui non possedeva una abitazione propria, poiché viveva ancora con i suoi, per consumare quel delicato e impegnativo convegno amoroso, ritenne che la 124 spider non fosse adeguata, per tanto la condusse nella garconniere prestatagli da un amico. Nella aveva un ricordo poco nitido di quegli accadimenti, come avviene quando si vive un'esperienza sensoriale negativa: una protezione che la mente attua per farci elaborare un lutto o superare uno shock subito. Il luogo non brillava per il fasto dell'insieme: posto in una mansarda di un fatiscente edificio nel quartiere San Salvario, era costituito da una unico vano di pochi metri quadri, aveva alle pareti una vetusta tappezzeria a motivo liberty floreale, l'arredo si riduceva a una turca da una piazza e mezza, affiancata da un piccolo comodino, un vecchio divano, dalla pelle lisa e unta, era relegato in un angolo della stanza. Sulla parete più ampia, per conferire una nota peccaminosa all'alcova, stavano affisse alcune discinte playmate, tratte dal paginone centrale di Playboy, al fondo del locale, in un bugigattolo, si apriva un minuscolo bagno, privo di bidet e con le ceramiche dei servizi di un tono indefinito. Inoltre, la giovane, notò con disappunto che le lenzuola del letto, non apparivano fresche di bucato. La cosa per cui erano lì, si risolse in tempi rapidi, non vi furono preliminari: le cosparse la parte interessata di crema Nivea, raccolta con due dita dal barattolino metallico che si era portato e con quanto rimasto sui polpastrelli, si umettò la punta del sesso. Per facilitare l'atto, le consigliò di imitare la spinta attuata nell'evacuare, quindi, senza altri preamboli, la prese in quel modo inusuale. Nel raccontarlo Nella, aveva le lacrime agli occhi. Marco non avrebbe voluto sentire tutti quei particolari scabrosi, ma lei aveva insistito, perché voleva sapesse quanto aveva patito da quel depravato individuo. - Amore. Che brutta storia. - disse Marco, con tono compassionevole - Quanto devi aver sofferto. Chissà che male deve averti fatto quello stronzo. - Era pieno di livore verso quella carogna di Filippo. Sì, amore, sono ricordi che... non farmici pensare. E' stato doloroso farlo a quel modo insano. Non proprio come quando lo si faceva nel modo classico, ma le prime volte, davvero ho sentito molto male. - - Ah? Quindi lo avete fatto diverse volte, amore mio? - - Sì, tante purtroppo, a lui piaceva molto. Poi era comodo: non aveva bisogno di fare attenzione, non c'era rischio di ingravidarmi. Non usava più neanche il profilattico. - Quelle parole per lui erano rasoiate sul fegato. Non solo perché gli rendevano più odiosa la figura di quel verme, facendo crescere in maniera esponenziale la gelosia provata, ma erano anche una sentenza senza appello nel sancire che, tra lui e Nella, il sesso non avrebbe potuto che osservare la più stretta ortodossia. Ovvero la strada che, da sempre, a loro, era stata preclusa per i noti problemi di penetrazione. Marco aveva anche tentato d'affrontare l'argomento, cercando i toni più delicati e rispettosi per non ferire la sua sensibilità, ma il risultato era stato scoraggiante. Amore – le aveva detto, distillando le parole - Ho pensato che, senza ostinarci a voler fare sesso in maniera completa, noi si potrebbe limitarci al petting. Questo darebbe maggiore confidenza ai nostri corpi. Giocando in leggerezza saremmo più rilassati, senza la necessità di mirare alla penetrazione finale. Non credi? - Nella si rabbuiò in viso: - Cioè vorresti che baciassi il tuo coso, oltre a essere tu baciarmi lì sotto? Oppure dovrei stimolartelo con la mano? O perché no, magari fare anche quelle porcate contro natura che tanto piacevano a lui? - aveva concluso piccata. No dai, amore, non prenderla male così. Volevo solo trovare una via che ci faccia stare bene insieme, per superare le difficoltà che abbiamo. - Lui l'abbracciò teneramente - Non devi pensare che ti voglia indurre a fare cose sgradite o che ti ripugnano, ho rispetto di te, cerco soltanto un modo possibile di amarci - Nella, più calma, ricambiò l'abbraccio - Amore, credimi, ti amo. Con te certe cose non potrei mai farle, mi sentirei sporca. Non chiedermi quello che mi chiedeva lui, sarebbe rivivere momenti umilianti. Mi faceva sentire una puttana e vergognarmi di me. Se mi ami, ti prego, non farlo. - Questo discorso chiuse in maniera tombale ogni possibile alternativa: il futuro si presentava oscuro e disseminato di sesso solitario, la sua forza d'animo iniziò, per la prima volta, a vacillare. Quei malesseri sopiti permanevano come brace ardente sotto una coltre di cenere, bastava un alito di vento a ravvivarne la fiamma. Era fortemente risentito per come lei non avesse trovato sconveniente e fino offensivo, dati i loro trascorsi, quell'invito di Filippo. Pareva avere rimosso ogni memoria di quanto le aveva fatto: come se, il poco tempo trascorso, avesse cancellato con una sola passata di spugna i segni oltraggiosi lasciati sulla lavagna della sua mente. Per quanto ci riflettesse, non riusciva a capacitarsi di come un ridicolo pagliaccio come quello, potesse suscitare interesse e passione a occhi femminili, al punto da accettare ogni sorta di vergognosa mortificazione, pur di stargli insieme. Cosa passasse nell'animo e nel cuore di una donna, allo stato attuale della sua esperienza di vita, restava un mistero impenetrabile. Se si fosse abbandonato a ciò che l’emoziono di quel momento gli ispirava: avrebbe buttato sul tavolino i soldi della consumazione e se ne sarebbe andato, piantandola lì da sola, nel dehors affollato della gelateria. Non lo fece e in un mutismo di pensieri avvelenati, la riaccompagnò a casa prima d’ora di cena. Quella sera, gonfio di rabbia repressa, prese dal cassetto del comodino una rivista porno che usava per mitigare la tensione accumulata nelle loro pomiciate senza costrutto: col sapore amaro della frustrazione, consumò quel piacere solitario, come un vendicativo atto di infedeltà. (Continua)
  7. nescio

    La mia esperienza con Amazon KDP

    PS: ovviamente il ragionamento vale per ebook "venduti" al prezzo di 0 euro nello store regolare. Altra cosa è il discorso Kindle Unlimited.
  8. nescio

    La mia esperienza con Amazon KDP

    Ciao, premetto che condivido il tuo ragionamento e che, penso, seguirò più o meno la stessa strada, vorrei però portare una considerazione -probabilmente fine a se stessa ma che comunque riguarda quello che hai esposto. E devo premettere anche che non conosco le meccaniche degli acquisti di libri online in piattaforme come Amazon. Il tuo è un ragionamento lineare, logico e non fa una piega. Non esclude nemmeno che qualcuno investa una cifra X per acquistare il libro di uno sconosciuto, se attratto dalla trama. L'unico appunto che mi sentirei di fare è che, in questi casi, subentrano altri fattori, meno logici e ragionevoli. Su tutti, credo, si potrebbe considerare il valore percepito del prodotto. Pur non essendo perfettamente logico, ma forse intuitivo, sappiamo che se un prodotto o un servizio viene venduto a una cifra molto bassa mentre lo stesso servizio/prodotto viene venduto altrove a una cifra molto più alta, di solito, pensiamo a una fregatura. O a un prodotto scadente, da nulla. Questo vale per tutti i settori, tutti i prodotti e servizi. Certamente ci sarebbero ulteriori considerazioni da fare (come, per esempio, il fatto che in molti settori l'utente finale preferisce pagare di meno pensando di avere lo stesso identico servizio di uno che costi il triplo, ignorando completamente la quantità di tempo, impegno e competenze questo richieda), ma penso che nel nostro caso possiamo limitarci a questa considerazione. Sarebbe interessante quale sia la soglia massima che il lettore -casuale, in questo caso- è disposto a investire nell'acquisto di un libro di autore sconosciuto. So che questo contributo alla discussione è praticamente nullo, dato che non cambia di molto le cose per gli aspiranti autori. Che ne pensate? Avete informazioni, studi, ricerche...?
  9. Ngannafoddi

    Psocoidea

    Anche a me è successo. Dopo dieci/undici mesi senza risposta, li contatto e mi dicono che la scheda era pronta da tempo ma che non era stata inviata per non so quale motivo. Ops, dimenticato . Molto molto articolata, paroloni complicati. Ho usato il traduttore di Google per capire . Però analisi perfetta, la miglior scheda mai ricevuta!
  10. Nightafter

    L'impronta

    Ciao @Edu In prima lettura, data la scarsità di riferimenti e la brevità del racconto, non riuscivo ad afferrarne il senso. Ovvero ho pensato di trovarmi davanti a un racconto simbolista, quelli di natura metafisica, un qualche sogno o delirio surreale come ne esistono in letteratura, quindi mi stavo accingendo a decifrarne le figure allegoriche che mia averbbero dato la chiave d'interpretazione. Sicuramente, l'avevo letto con troppa velocità, tralsciando, nell'essere preso dal proseguo del racconto, dall'importanza di questo inciso: infatti, appena scorrendo i primi commenti ho finalmente compreso che tutto il senso del racconto fosse legato al problema: "attacco di panico" Non mi sono stupito più che tanto, ho piena coscienza di essere ormai seriamente rincoglionito. Cosa che io attribuisco all'avanzare dell'età, ma che mia moglie sostiene invece di non notare nessun cambiamento in merito alla cosa, poichè anche in gioventù, a suo dire, era una della mie più brillanti peculiarità. Ora devi sapere amico mio, che nella mia lunga esistenza, difficilmente mi sono, nel male o nel bene, privato di esperire le più amene esperienze che possono incorrere nella vita di un uomo: quindi anche questa fastidioso disturbo mi ha accompagnato per quasi due anni, prima di scoprire che lo Xanax fosse il farmaco in grado di restituimi ad una più normale dimensione dell'esistenza. Scoperto quale fosse il focus della tua storia, mi è stato facile comprenderne ogni dettaglio, per altro scritto col la tua consueta mano felice, ma soprattutto molto calato (dal di dentro) nella gamma di sensazioni e atti che caratterizzano questo disturbo della mente. Trovo eccellente il descrivere come una sorta di realtà parallela, la dimensione in cui, l'individuo che ne è afflitto, percepisce sé e gli altri che lo circondano come "fantasmi", poiché è così che ci si sente: esseri non più in grado di gestire la propria realtà fisica, in preda a una forza invisibile che ti impedisce di gestire, con un atto di volontà, azioni e situazioni che un tempo risultavano facili e consueti automatismi. L'attacco di panico, si manifesta improvviso, senza alcuna regola apparente che ti possa essere utile per evitarne la comparsa. E' un tuo nemico interiore che sembra, in un gioco sadico, comparire e aggredirti a sopresa, quando meno te lo attendi, ma sicuramente quando meno desidereresti che comparisse. Durante un percorso nel traffico, posto che tu ancora abbia l'ardire di porti alla guida di un auto. Durante una importante riunione di lavoro, nella quale sarebbe vitale che tu fossi al meglio delle tue capacità reattive e intellettuali. Nel pieno di un'occasione di festa, o mentre sei in una lunga coda alla cassa di un supermercato, in attesa di pagare la tua spesa. Finisci col vivere in una sorta di bolla, il tuo contatto con la realtà è continuamente intossicato dall'ansia di non riuscire a portare a termine ciò che stai facendo, per il timore che questo molesto "nemico" decida di visitarti da un momento all'altro. I sintomi si presentano con una gamma di disturbi che oscillano da: freddo improvviso alle membra, gambe molli che sembrano non reggerti, sudori gelidi, vertigini, tachicardia, respiro affannoso e senso di soffocamento, nausea diffusa, in fine un senso angoscioso di morte incombente. Ma non si muore mai per gli attacchi di panico. Perchè la morte li farebbe cessare e quindi il nostro nemico interiore, smetterebbe di gipcare e divertirsi a tormentarci. Mi sono ritrovato in pieno in questi escamotage con cui Arianna cerca di impegnare la mente, per tenere lontano il pensiero che la nuova crisi possa coglerla mentre tenta di raggiugere quei obiettivi minimali prefissati. Sa Dio quali trucchi ho inventato, per distrarre la mente e cercare di fare le cose che dovevo fare per continuare la mia vita, nonostante questa zavorra di malessere che lavorava nell'ombra per impedirmelo. Ottimo lavoro amico mi. Un saluto.
  11. Karl Rossmann

    Premio Italo Calvino XXXIII edizione [scad. 28/10/19]

    Ora non vorrei autoilludermi a tutti i costi ma... Questa è un'annata pazza. Pensandoci bene: se fanno la premiazione in streaming, e se - sembrerebbe salvo smentita - i finalisti non saranno a Torino il 22... A che scopo avvisarli prima? Cade tutto il discorso prenotazione del viaggio, richiesta di ferie al tuo capo eccetera. C'è l'altro discorso della "presentazione" delle opere finaliste tra il 16 e il 21, ma quella potrebbe consistere benissimo in video a cura dei giurati (il che combacerebbe con quanto segnalato da @Stefano Deda sul giurato che ha pubblicato su instagram "sul set per il Premio Calvino coming soon"). A queste condizioni che sei in finale potresti scoprirlo come tutti gli altri il 15.
  12. Oggi
  13. Poeta Zaza

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Hotell: albergo degli arcieri svizzeri. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  14. Poeta Zaza

    [LP10] A non pensarli

    Sono commossa e ti ringrazio di cuore, cara Ippolita.
  15. Ospite Rica

    ... ma non è la stessa cosa

    Invece a me piacerebbe sapere. Proprio perché parla una bambina. A questo pensavo. Oltre il fatto che i "coloro" di cui parli sono i miei bambini. Non mi convince mica troppo, passi pure per "file", ma la bambina vive fra videochiamte, tablet e zoom... che non abbia mai sentito "mail" è anche plausibile, ma secondo me poco probabile... Infatti. L'ho chiesto agli alunni e l'ho chiesto alla protagonista. Mi hanno risposto tutti che "prima" non conoscevano queste parole. Allora do detto a Gemma: e ora che le hai conosciute, queste parole, mi sai dire che cosa sono? Ha risposto: non lo so, so solo che mamma ti ci rimanda i compiti. Hanno sette anni, i miei. Nonostante tutti pensino che a quest'età sanno tutto, magari solo perché nativi digitali, non è proprio così. Sanno cos'è un tablet, uno schermo, un mouse... Però non sei il primo a dirlo. Segno che dovrò trasformare la realtà? Non so. Ci penso. Grazie del passaggio, amico mio.
  16. luca zone

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Eh, @Agorà @Agorà! Giovine e ingenuo.
  17. Ippolita2018

    [LP10] A non pensarli

    Cara Mariangela, non ho saputo trovare niente che corrispondesse meglio ai tuoi versi di quello che ho già scritto nell'off topic in risposta al nostro simpatico cane rosa: "@Poeta Zaza è così diretta e comunicativa in quanto estremamente sofisticata. Zaza ha interiorizzato le figure retoriche e le maneggia con talento e maestria: tu non le vedi più, perché le ha rese trasparenti. Come l'eleganza vera". Complimenti e un saluto!
  18. Assolutamente dello stesso avviso. Quando ho suggerito di "trovare le 'parti buone'" alla base di quel comportamento intendevo anche questo. Riferito all'esempio specifico, ci si può interrogare come sentimenti e sensazioni che proviamo tutti -"amore", bisogno di attenzione, desiderio, fascinazione, etc- possano poi sfociare nell'ossessione e, magari, sarebbe interessante coglierne alcuni aspetti "condivisibili" e poi storpiati ed esasperati. Per dire: tutti noi proviamo/abbiamo provato il desiderio di ricevere attenzioni da qualcuno e magari abbiamo anche fatto piccole cose -consapevolmente o meno- per tentare di attirare l'attenzione, ma ci siamo fermati -si spera- entro limiti generalmente ritenuti accettabili. Ecco, mostrare come questi limiti vengano superati senza rendersene conto -semplificando-, pensando di avere ragione, essere nel giusto, del "non star facendo nulla di male", potrebbe essere interessante. Parlando, invece, in generale, quando descrivo personaggi "negativi", in genere mi riferisco ad aspetti che sono preponderanti in certe persone -anche in me stesso. Purtroppo, credo che non sia possibile rappresentare una persona nella sua interezza e rendergli giustizia, non basterebbero un migliaia di pagine per descriverne esattamente la complessità. Allora, per ovviare a questo, prendo un certo aspetto, una certa caratteristica della quale voglio parlare, e la mostro nel modo in cui io credo si palesi, magari non solo nelle manifestazioni più ovvie (es: un uomo possessivo che non fa vestire """"la propria donna"""" con pantaloni attillati) ma anche in quelle che lasciano intravedere qualcosa (es: lei riceve un messaggio e lui, quasi distrattamente chiede chi sia, come se fosse semplice curiosità; lui che, in qualche modo "concede" a lei di uscire con amiche; lui in un momento in cui mostra una certa propensione al machismo e all'ipervirilità). Oppure mi è capitato di voler parlare di un aspetto del mio carattere che non mi piace: in quel caso l'ho preso e l'ho pensato come preponderante di quel personaggio, così da parlare sì di me stesso, ma come dall'esterno, senza una sovrapposizione totale e costante. @Elisah15Ahahah figurati, sono solo piccoli spunti, fascinazioni. Cosa ti "affascina" del personaggio del quale vuoi parlare? Quale dettaglio ti intriga, quale aspetto vuoi sviscerare? Pensa a questo, magari. Così, su due piedi, io penso che proveri a scrivere -ma è sempre e solo uno spunto- riflettendo su quello che "mi accomunerebbe" al carnefice -o alla vittima, dipende poi dal focus-, che detta così sembra una cosa spaventosa e orrenda -e, in effetti, è un pensiero disarmante. In fondo, quando parliamo del mondo parliamo di noi stessi, del modo in cui percepiamo gli altri. Allora focalizza quegli aspetti che più ti colpiscono, che ti turbano... e vedi cosa succede. Perdonatemi: non ho scritto in maniera ordinata e ragionataa.
  19. Ippolita2018

    "Il metodo Winnie" di Domenico Santoro

    Mi dispiace solamente di non riuscire in nessun modo a stare dietro a tutte queste belle pubblicazioni, le tue e quelle degli altri amici del WD, @Domenico S..
  20. Domenico S.

    "Il metodo Winnie" di Domenico Santoro

    @Ippolita2018 Grazie Ippolita sei sempre incoraggiante :-)
  21. Ippolita2018

    "Il metodo Winnie" di Domenico Santoro

    Fantastico. E che nomi! Sinossi entusiasmante. Complimenti e in bocca al lupo, Domenico.
  22. Bluesman

    [Gioco] Catena musicale

    Keep It to yourself - Sonny Boy Williamson II
  23. Ippolita2018

    [LP10] Il tempo non s’affanna

    Sarai "Profana" di nome, ma certo non lo sei di fatto: ci hai regalato una sequenza di settenari perfetti almeno fino al nono verso, ben amalgamati tra loro ed egregiamente aderenti alla traccia. E il settenario è il metro più usato dopo l'endecasillabo! Gli unici non settenari mi paiono i seguenti: In un miraggio viviamo, sfiorando quegli attimi che ambiremmo cogliere, fino a ridiventare polvere. Suggestiva anche l'immagine del Tempo, perché lasci al lettore la possibilità di personificarlo come vuole: può immaginare un fiume, un animale possente o un astro nell'universo. E dietro quest'entità immensa e indifferente si trascina, minuscolo, l'uomo. La poesia tutta riesce a esprimere sia il senso di fatica sia la rabbia vana di fronte all'ineluttabile. Leggendo e rileggendo, mi è venuto in mente di proporti minimi interventi sulla punteggiatura e un paio più consistenti relativi a due termini. Riguardo alla punteggiatura, nei seguenti due versi Il tempo non s’affanna non rallenta, non corre, inserirei la virgola anche dopo il primo verbo, oppure la toglierei nelle altre due occorrenze; qui sotto E vorremmo fermarlo stringerlo, dilatarlo farei la stessa cosa: inserirei la virgola dopo "fermarlo" oppure la eliminerei dopo "stringerlo". Riguardo ai termini cui accennavo, ho immaginato la poesia priva di due parole che, pur contribuendo al settenario, possono essere eliminate senza che il senso le rimpianga: "inani" e "infine". Il testo tutto acquisirebbe a mio avviso una nota di simmetrica irrequietezza di non poco conto: Il tempo non s’affanna non rallenta, non corre, per sua natura scorre. Intangibile e muto, mentre noi ci ostiniamo a inseguirlo. E vorremmo fermarlo stringerlo, dilatarlo e possederlo. In un miraggio viviamo, sfiorando quegli attimi che ambiremmo cogliere, fino a ridiventare polvere, ché ineffabile il tempo per sua natura scorre. Fammi sapere cosa ne pensi, sperando di non essere risultata invasiva. Mi complimento, @Befana Profana: sei stata bravissima.
  24. Rescritto

    Premio Italo Calvino XXXIII edizione [scad. 28/10/19]

    Infatti che senso ha avuto rimandare?? In streaming potevano farla anche ieri come programmato all'inizio!
  25. Isadora

    IoScrittore

    E' da un po' che manco e noto con dispiacere che l'atmosfera si è incupita. Perché non si possono dare degli indizi generici quando gli scorsi anni lo si è sempre fatto? Mi sfugge qualcosa? Io non credo ci sia nulla di male nell'indicare il genere al quale l'incipit si riferisce, il voto e un indizio vago. Qualche anno fa una persona del forum aveva il mio romanzo e io non capii l'indizio fin quando me lo disse lui (a torneo finito e perché sono stata una finalista, altrimenti non l'avrei mai saputo). Quindi questa severità perché?
  26. Karl Rossmann

    Premio Italo Calvino XXXIII edizione [scad. 28/10/19]

    A quel che capisco (ma non è chiarissimo) il 22 premiazione in streaming con i giurati, ma non si parla dei finalisti, che si suppone guarderanno da casa e avranno il contentino di una presentazione sul sito dal 16 al 21: edizione in tono decisamente minore allora, anche se i motivi sono comprensibili. C'era poi bisogno di rimandare di un mese?? A meno che i giurati siano presenti "dal vivo" e il rinvio avesse lo scopo di permetterne la partecipazione. Boh! Ad ogni modo les jeux sont faits, rien ne va plus.
  27. RobinK

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Istriota: teatrante un po' scemotto KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
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