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  2. Ospite

    Gli Stati Uniti sono il miglior paese del mondo?

    Sì in inglese se ne fregano se c'è quello "states" plurale e usano "is". Di base, ma non è raro imbattersi anche nel plurale, ma come da sospetto sia una libertà che le persone si prendono per comodità. Da noi direi che restiamo fregati dall'impossibilità di rendere "stati uniti" singolare. Il miglior animale è il cane / il miglior animale sono i cani. Qui non c'è dubbio su quale forma sia corretta: proprio perché possiamo scegliere tra cane e cani. Ma c'è un però che non avete considerato: il nome non è "stati uniti" ma "stati uniti d'america" e riformulando col nome corretto suona meglio. Il miglior paese del mondo è gli Stati Uniti d'America. Stati Uniti d'America è un'entità unica con quel nome, un'entità singolare, e come tale necessita del verbo singolare. Certo è che non manderei al patibolo nessuno se dovesse usare il "sono" sia nel parlato, sia in un libro. Se invece si dicesse: i migliori paese del mondo sono gli stati uniti d'America, con stati e uniti non maiuscoli a indicare che stiamo parlando dei singoli stati, e non dell'entità federale che li racchiude.
  3. Pawn371

    Persona che ricorda una vita non sua

    Salve Avrei bisogno di qualche informazione sulle persone che hanno ricordi di una vita che non è la propria, cerco di spiegarmi meglio, ricordano fatti e persone della loro vita che però non trovano riscontro nella realtà in cui vivono. In particolare avrei bisogno di sapere quale tipo di patologia può avere un effetto del genere su una persona, così magari da potermi poi documentare su questa patologia, e poi anche come nel corso del tempo è cambiato l'approccio e la cura a pazienti che presentino tale patologia. Grazie in anticipo.
  4. Marcello

    Il killer dei camerieri al Covo del Lovo

    Fino a
    Completamente riscritta, torna la prima avventura di Gretije de Witt, esaurita da anni. Presenterò il romanzo assieme all'amico Maurizio Gioiello, autore di "Adriatika"; possibilità per chi lo desidera di degustare l'aperitivo rustico dell'amico Spino. Vi aspetto.
  5. Ink J. Cartier

    Le case editrici pagano le royalties?

    L'unico che paga è Amazon, con gli altri campa cavallo. Anzi, se vai nelle piccole molte spesso di telefonano a oltranza finchè non gli compri delle copie!
  6. Titolo: Ucciderò Piero Pelù Autore: Enrico Antonio Cameriere Editore: Compagnia Editoriale Aliberti Pagine: 387 ISBN: 9788893232883 Genere: humor nero Formato: ebook Prezzo: € 9,90 Trama Il romanzo è ambientato nella Milano degli anni novanta. Arturo, il protagonista e voce narrante, è un giovane affascinato dalla luce che viene chiamato da alcuni amici a collaborare, in qualità di direttore della fotografia, nella realizzazione di un film autoprodotto. La vita privata di Arturo e la lavorazione del film procedono appaiate e la luce, che il protagonista riesce a manipolare così abilmente sul set, sembra poi sfuggirgli di mano quando si tratta della sua vita privata: nei rapporti con le donne, infatti, Arturo si muove impacciato e incerto come in una stanza buia. Le uniche cose ad apparire chiare sono il dolore e il risentimento per essere stato lasciato da Daniela, invaghita del cantante Piero Pelù. Nel corso del libro Arturo si astrarrà sempre più dalla vita reale, maturando un odio profondo nei confronti del cantante fino a giungere alla decisione di ucciderlo. Contenuti Il libro è una sorta di autobiografia che il protagonista rivolge direttamente al lettore a cui è demandato il compito di distinguere il “mondo reale” dal “mondo di Arturo”, L’impresa è meno semplice di quanto appare a inizio lettura perché l’autore è molto abile nel rendere naturale ogni comportamento del protagonista. Nel corso romanzo non accade molto, di certo nulla di straordinario fino alla fine, ma il lettore rimane invischiato nella lavorazione del film e nelle vicende di Arturo, desideroso di scoprire come si svilupperanno. Il libro è catalogato come humor nero. A parte qualche battuta divertente e ironica a mio parere non è un libro che “fa ridere” mentre è invece ben presente una componente noir che peraltro non ricalca pedissequamente i paradigmi del genere. Ambientazione e personaggi Il romanzo si svolge a Milano, ma la vera ambientazione è il set cinematografico con le sue luci: la descrizione della progettazione e della realizzazione dell’illuminazione è uno degli aspetti più curati dell’ambientazione; non avendo alcuna nozione di cinematografia, non saprei dire se i procedimenti descritti siano realistici ma di sicuro le descrizioni sono interessanti e donano un tocco di originalità all’ambientazione. Proprio come in un film, la narrazione è accompagnata da una colonna sonora costituita dai brani musicali ascoltati dal protagonista. All’interno del romanzo si mischia e si confonde la recitazione sul set con la “recitazione” della vita reale; tutti i personaggi del libro sono legati in qualche modo al film che si sta girando oppure al mondo del cinema e arrivano al lettore attraverso la “telecamera Arturo” che a volte interpreta gli avvenimenti in modo sognante, a volte ironico, a volte cinico. Anche gli unici personaggi non legati al cinema - la famiglia Redez - sembrano recitare una parte e, con il loro carico di difetti, non possono che essere legati a un sottoprodotto del cinema come le soap opere. Capitolo a parte spetta ai - non - rapporti con le donne che Arturo sogna e desidera ma non riesce ad avvicinare nemmeno quando sono loro a fare il primo passo. Da ultimo arrivo a parlare del protagonista che, attraverso la narrazione in prima persona, ho percepito inizialmente come un “bravo ragazzo” un po’ timido e impacciato; proseguendo la lettura, però, la prima impressione si è a poco a poco modificata.  Stile e forma Lo stile è molto semplice e diretto, spesso colloquiale, ma corretto e non povero a livello lessicale: nel complesso ho percepito lo stile come funzionale a far emergere il carattere del protagonista. L’esperienza di lettura è stata quindi gradevole e non intralciata da refusi eccessivi. Giudizio finale Ho apprezzato il romanzo per l’originalità dell’ambientazione e per il finale. Lo consiglio a chi cerca qualcosa di diverso dal solito e ama il genere noir.
  7. dyskolos

    Gli Stati Uniti sono il miglior paese del mondo?

    Questa è un aspetto a cui ho pensato. In inglese "The United States" è singolare, quindi la frase "The best country in the world IS the United States" dovrebbe essere corretta. Poi ho preso una lingua romanza: il siciliano. Bene, in siciliano invece il plurale va bene. La frase sarebbe: lu megghiu paisi di lu munnu sunnu (=sono) li Stati Uniti. Tra l'altro, in inglese anche la versione originale col Brasile e il verbo al singolare dovrebbe essere giusto: [the] Brazil of women's football is the United States. Nelle vostre lingue locali/dialetti/idiomi quelle frasi come diventerebbero e il verbo sarebbe al plurale o al singolare?
  8. swetty

    Gli Stati Uniti sono il miglior paese del mondo?

    Non lo so. Nel senso che secondo me è sbagliato, cioè il soggetto è sempre "gli Stati Uniti" o "noi", e la costruzione: il miglior paese del mondo è gli Stati Uniti è al massimo una constructio ad sensum, un po' come quando diciamo la maggior parte delle persone mangiano a mezzogiorno. Però ho una pulcettina nell'orecchio che mi dice che non è così tanto sbagliato, quantomeno nel caso delle terze persone, e l'esempio che hai portato me lo conferma: il momento più interessante della conferenza è stato la parte sul cinema surrealista mi sembra quasi corretto, del tipo preferisco la versione è stata solo perché la trovo più elegante, non perché senta è stato veramente scorretto (a differenza di quello che percepisco quando il soggetto è "noi" e anche meno di quando è "gli Stati Uniti"). Per questo ho detto che dovrei approfondire, perché la cosa può essere dovuta a: delle particolarità della terza persona, che è più soggetta a confusioni singolare/plurale, constructio ad sensum, influenza dei collettivi e via discorrendo; l'arbitrarietà dell'uso del femminile, e il fatto che la concordanza di genere è spesso debole; influenze dialettali o di lingue vicine (es. francese) o della lingua dominante (inglese); forme latenti di ergatività; evoluzione della lingua; altro che non mi viene in mente adesso.
  9. Oggi
  10. zorrozagni

    Premio Italo Calvino XXXII edizione [scad. 12/10/18]

    Però il NP non si rivolge agli esordienti. Di fatto partecipano scrittori potenzialmente poco noti, o addirittura sconosciuti, perché se sei sotto contratto con una CE medio-grande avrai un contratto che ti vincola, o farai scelte diverse per cercare di pubblicare il tuo ultimo lavoro. Ma da nessuna parte dice che l'obiettivo del premio è scoprire nuovi talenti. Semmai, scoprire nuovi romanzi. Nemmeno paiono "professionisti"... quello che li separa dall'utente medio del WD è forse solo una pubblicazione o due, e magari un colpo di fortuna? Questo per dire che non credo si debba abbandonare la speranza e considerare tutti i premi degni di nota come "per addetti ai lavori"... il fatto che solo l'1% riesca a trarre qualcosa da queste esperienze va ricercato soprattutto nella statistica (e forse nella qualità, va bene, ma questo lo si scopre magari a posteriori). Se credi nel tuo romanzo, partecipa. A questo, al Calvino, al DeA, insomma... è improbabile, ma non impossibile. Dire che non si viene selezionati perché non si è addetti ai lavori secondo me è miope. Ci sono così tanti fattori in gioco che ci si può barricare dietro ad altri alibi. Io ad esempio penso che la mia mancata selezione sia stata colpa del numero di partecipanti
  11. AndC

    [MI128] Il peso della colpa

    Carissima @Lauram Dato il nome del protagonista, mi son buttato a capofitto nella storia pensando "sarà il racconto di un eroe strafico!"... Scherzo, anche per sdrammatizzare... la storia è in realtà molto profonda, il tema toccante, il finale commovente: i miei complimenti! Alla resa dei conti, il piccolo Andrea resta comunque un "supereroe" mi verrebbe da dire... brava... hai usato il tatto giusto per descrivere una storia molto difficile, a tratti pesante, ma la scrittura si mantiene fluida e il tutto si segue bene. Hai ben dosato il peso delle emozioni, senza esagerare e mi sei piaciuta. Molto ben giocata e descritta la trama. Per il resto, sicuramente un po' di fretta da Contest può aver influito su piccoli particolari secondo me da aggiustare... nulla di grave. Per lo più, secondo me, ci andrebbe qualche virgola in più... Qui ci va la maiuscola dopo il punto: "Il bimbo..". Questa frase non mi ha convinto appieno... proprio suona strana alla logica sintattica... il "dalla" non capisco bene a cosa sia riferito... se è riferito a "libera", ha senso, ma "chi ha perso la vita" può ingannare... in prima lettura ho infatti collegato questi due elementi e non mi tornava: "chi ha perso la vita dalla sporcizia del mondo"... se isoliamo e leggiamo così di seguito la frase, non ha molto senso... secondo me; se invece il senso è quello iniziale, si potrebbe proprio eliminare "chi ha perso la vita". "La morte violenta non libera dalla sporcizia del mondo". Oppure: "la morte violenta non libera le vittime (o simili) dalla sporcizia del mondo" Creerei un inciso: "In soggiorno (virgola), intorno a un tavolo (virgola), seduti ci sono"... Ma, già che ci siamo, sposterei anche quel "seduti": "In soggiorno, seduti intorno a un tavolo, ci sono i suoi genitori". - Qui, hai provato un po' a variare "tavolo" con piano... ma poi comunque riusi "tavolo", come riusi "esserci" ("ci sia")... il tutto ritorna un po' dalla frase che ho quotato subito sopra. - Ritorna poi la parola "mani". "Che resta fermo" è connesso a "girotondo" ma "mani che non si stringono" allontana/rompe questa connessione... sintatticamente, sarebbe più logico aspettarsi un verbo collegato a "mani" e non a "girotondo". "Un girotondo che resta fermo", poi... non mi convince perché dà al girotondo la capacità di agire (scegliere se muoversi o restare fermo)... meglio un aggettivo e non un verbo, tipo "un girotondo immobile", secondo me. Il verbo "dire" mi pare praticamente l'unico che userai nei dialoghi (o almeno il principale che ritorna più volte). Qui, ad esempio, userei "ripete", perché la frase è identica a ciò che la medium ha espresso nell'incipit: “Andrea. Dove sei?” ripete la donna.  Metterei una virgola. Ugualmente qui, aggiungerei una virgola. Anche perché: senza virgola suona come due informazioni consecutive sul colore degli occhi... "bianchi" e "dello stesso colore"... ci vuole secondo me uno stacco, una divisione... oppure modificare il verbo: "I capelli bianchi sono dello stesso colore"... Ti segno le virgole dove ce le vedrei bene. Varierei la ripetizione di "urla". - "Monocorde" non mi convince troppo, forse più "monotone", anche se effettivamente ripete "nota/monotone". Oppure al plurale (esiste? Non so, sei tu la musicista... ): "note monocordi"... uhmm... qualcosa non mi torna. - Anche poco sopra ("fatto di mani che non si stringono"), usi il verbo "fare" per dire "composto" (o simili)... userei dei sinonimi appositi. Aggiungerei virgole... una sicuramente prima di "Andrea", ma creerei proprio un inciso: "La mattina, quando si svegliava, Andrea..." Oppure: "Quando alla mattina si svegliava, Andrea..." "Appiccicare" l'hai già usato nell'incipit riferito ai peli del cane. Nuovamente aggiungerei una virgola a creare un inciso. Qui ti è sfuggita la "d" di "dice"... comunque userei un sinonimo per il verbo. Probabilmente aggiungerei ancora una virgola prima del soggetto, ma soprattutto eliminerei l'aggettivo "possessivo"... il "suo tetto" fa quasi sembrare Andrea il proprietario . Anche se usi "suo" per far capire che è il "suo rifugio", però non mi convince appieno, sinceramente. - Metterei un sacco di virgole in più, a creare degli incisi. - Eliminerei il "suoi" di genitori. - "In fondo" va scritto staccato. - Usi nuovamente "esserci" (ci sono). - "Sono ritratte" si riferisce alle gambe... il problema è che già c'è un verbo per il soggetto "le gambe"... così suona tutto attaccato: "ci sono le gambe dei suo genitori sono ritratte in fondo alla sedia"... non suona affatto bene! - Sicura del verbo "ritratte"? Nel senso di "ritirate"? Perché potrebbe anche suonare come un sinonimo di "dipinte"... Insomma... riformulerei questa frase in generale. Più semplicemente, anche perché se no la frase diventa piena di virgole, basterebbe secondo me spezzarla con un bel punto prima di "magre e grigie": "... ci sono le gambe dei genitori. Magre e grigie, di una carnagione non viva, sono ritratte ("raggrinzite", o altro) in fondo alla sedia come a nascondersi dalla vergogna per il gesto commesso". In generale, in tutto il racconto, dopo le virgole o all'interno dello stesso periodo, adoperi molto una costruzione di frasi composta da molti verbi principali... ci vedrei bene, ogni tanto, qualche subordinata (causale, temporale etc..) o l'uso di gerundi e simili... Attenzione all'uso eccessivo del verbo "sentire": Potrebbe andare, ma potrebbe anche essere variato il verbo "dire", a seconda di quante volte lo usi o lo vari nel resto del racconto. Ci vedrei bene una virgola che divida le parole iniziali proferite dal padre. Forse ci andrebbero anche bene le virgolette alte, così come dopo per il pensiero ("sembra più grande"). Attenzione alla ripetizione molto vicina di "giorni". Anche poco sopra, c'era questa ripetizione: E anche poco sotto ancora: "Rilievi" non mi ha convinto molto: ne fa quasi una scultura (un bassorilievo)... vedrei meglio "pieghe" o simili. Ti sei persa uno dei tre puntini finali. A parte decidere se lasciare o variare il verbo "dire"... c'è un punto a fine dialogo, dopo ci va la maiuscola. Ci vedrei bene un'ulteriore virgola ancora. Il finale mi è strapiaciuto e commuove... non proprio da lacrime, ad essere sincero, ma è molto incisivo e sopratutto narrativamente bello, a mio gusto s'intende. Ciao, amica mia e complimenti! Alla prossima!
  12. Lauram

    Black out rain - (2/3)

    Ora è chiaro anche l'incipit. Questa seconda parte mi piace notevolmente di più caro @AndC Si vede il mondo di fuori, quello accennato nella prima parte ora ha i sui confini tracciati. C'è sempre molto di riflessivo, ti dico come la vedo: se all'inizio di un libro dove tutto è nuovo dove devo sforzarmi a capire, incappo anche nelle titubanze dei personaggi, nella mia mente le incognite da risolvere e che rimangono sospese potrebbero ingolfarsi. È un bene, perché mi porta avanti a leggere, ma qualche dato è bene darlo per finito, vagliato, così che di volta in volta si possa godere dei pensieri successivi. Dalla serie, si chiude un enigma e se ne apre un altro (tipo le telenovelas). Poi parlo io, il mio manoscritto è tutto incasinato (faccia che ride col sorriso per sbieco). La trama mi piace, mi piace la pioggia nera, mi piace il mondo dei robot, mi piace il viaggio nel tempo e lo stoppare i pianeti, mi piacciono le diseguaglianze sociali. Mi piace come scrivi. Ciao
  13. dyskolos

    Gli Stati Uniti sono il miglior paese del mondo?

    Ho usato "somiglia" per diplomazia Allora, quando dicevo che entrambe le forme (il miglior paese del mondo è gli Stati Uniti e il miglior paese del mondo sono gli Stati Uniti) sono corrette, non sbagliavo?
  14. Salvatore D'Antoni

    Parentesi Croniche

    Parentesi Croniche è una raccolta di racconti brevi che toccano svariati temi: la solitudine, le mosche, le occasioni perse e quelle che in certi casi si ripresentano. Le vicende narrate nei 12 racconti che compongono il libro spaziano dal tragico al comico, episodi di vita o vite intere confinate tra Parentesi, Luoghi in cui è facile entrare ma difficile, se non impossibile, uscire.
  15. swetty

    Gli Stati Uniti sono il miglior paese del mondo?

    Non è che gli somiglia, è la stessa situazione, perché la concordanza riguarda persona, numero e genere, non i tre separatamente. Quindi quello che vale per il genere deve valere anche per il numero, quindi: il momento più interessante della conferenza è stata la parte sul cinema surrealista il momento più interessante della conferenza sono state le esibizioni del clown Ma perché se in una frase hai due candidati soggetti, per esempio nel nostro caso: Il miglior paese del mondo siamo noi i due candidati sono "il miglior paese" e "noi", allora per decidere chi è il soggetto vai a vedere il verbo. In questo caso il verbo concorda con "noi" e quindi il soggetto è "noi". Da questo poi ne deduci che se la costruzione è la stessa, anche cambiando la persona le cose devono rimanere nello stesso modo: Il miglior paese del mondo siamo noi Il miglior paese del mondo sono gli Stati Uniti
  16. Luigi Amendola

    Il professore

    Ciao Lauretta @Lauram molto bello il tuo commento. Troppo per un farabutto della parola come me. Un abbraccio e grazie. ”...ci son delle lacrime che m’aspettano nei petali di una rosa.” Luigi
  17. dyskolos

    Gli Stati Uniti sono il miglior paese del mondo?

    Era la stessa discussione: cominciammo con "a me queste cose fanno paura" e finimmo col parlare di "quant'altro", se la memoria non m'inganna
  18. mercy

    Gli Stati Uniti sono il miglior paese del mondo?

    Mi confondi con un'altra Ho scritto "a me queste cose fanno paura", dopo aver inserito due errori di consecutio in una frase. E lo Staff non ha accolto la mia richiesta di inserire la faccina che fa harakiri (sarebbe stata molto appropriata). Mannò, si scherza.
  19. dyskolos

    Gli Stati Uniti sono il miglior paese del mondo?

    Forse mi ricordo. Parlavamo di "... e quant'altro"? Mi stanno crescendo due protuberanze sulla testa. Che saranno mai? Dai, non sono così cattivo
  20. SeeEmilyPlay

    [Gioco] Catena musicale

    Prince, Purple rain
  21. mercy

    [Gioco] Catena musicale

    Adolescenza portami via. Billie Myers_Kiss the rain Hello Do you miss me? I hear you say you do But not the way I'm missing you What's new? How's the weather? Is it stormy where you are? You sound so close but it feels like you're so far Oh, would it mean anything If you knew What I'm left imagining In my mind In my mind Would you go Would you go Kiss the rain.
  22. dyskolos

    Gli Stati Uniti sono il miglior paese del mondo?

    Dico un po' l'origine di questa riflessione. Mi è venuta mentre guardavo la partita di calcio femminile Italia-Giamaica (per la cronaca, l'Italia ha vinto cinque a zero, grandi!). Ho immaginato un fatto. Lo racconto come se fosse realmente accaduto, ma non è accaduto (se non nella mia testa). Amico: Dysk, che fai? Io: Sto guardando una partita di calcio femminile, Italia-Giamaica. Amico: calcio femminile? bello! Ma... ascolta, dysk, io non me n'intendo, ma... qual è la squadra più forte nel calcio femminile. Per i maschi credo sia il Brasile... Io (me ne esco con una metafora): Be', il Brasile del calcio femminile SONO gli Stati Uniti. Amico: Ma no, dysk! Si dice il Brasile del calcio femminile È gli Stati Uniti. Il soggetto è "il Brasile", quindi il verbo va accordato di conseguenza. Io: No, no, ti sbagli. Il Brasile del calcio femminile SONO gli Stati Uniti è giusto: il soggetto è "gli Stati Uniti". Tempo fa leggevo il servizio di domande&risposte della Treccani. Un tizio chiese (più o meno, vado a memoria): nella frase l'albero è fiorito come faccio a capire se è fiorito è un predicato nominale (come in l'albero è grande) o il participio passato del verbo fiorire? La risposta, piuttosto imbarazzata, fu di questo tipo: in effetti la situazione è ambigua, come in molti casi in cui c'è il predicato nominale. In italiano non è possibile stabilirlo. Sull'Enciclopedia dell'Italiano Treccani leggo: "La proprietà fondamentale del soggetto in italiano è quella di determinare l’➔accordo col predicato (verbale o nominale) [...] L’accordo riguarda la ➔ persona e il ➔ numero (tu canti / il ragazzo canta / i ragazzi cantano) e [...] il ➔ genere. [...] Uniche possibili deflessioni si hanno coi verbi copulativi (➔ copulativi, verbi) nel caso di presenza di soggetto e predicato nominale di generi diversi: il momento più interessante della conferenza è stato [o è stata] la parte sul cinema surrealista". L'Enciclopedia, faccio notare, parla di "generi diversi", che non è esattamente il mio caso, ma somiglia molto.
  23. The_Butcher_of_Blaviken

    [Gioco] Catena musicale

    Guns N' Roses - November Rain
  24. Lauram

    Il professore

    Ciao @Luigi Amendola ho letto il tuo racconto, ho letto il racconto di @Roberto Ballardini e il commento che hai fatto a lui, un racconto per commento oserei dire. Regali immagini e scenari. È bellissima come frase. Anche questa va quotata. Il finale è etereo come tutto il testo. Le tue parole volano, viaggiano senza far cadere le immagini che trasportano, sembra che anche loro restino sospese. Ciao
  25. Roberto Ballardini

    [Gioco] Catena musicale

    The Adventures of Rain Dance Maggie
  26. Roberto Ballardini

    Oltre

    @segg99 Onorato! Grazie e buona giornata anche a te.
  27. mercy

    Gli Stati Uniti sono il miglior paese del mondo?

    Ma perché? La questione si fa più spinosa di commento in commento. Grazie @swetty, aspettiamo che ripassi...
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