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  2. Poeta Zaza

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Controsoffitto: dicesi pavimento, posto a terra, che si contrappone al suo opposto, su un piano alto e diversamente fruibile. KGU C JROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  3. Poeta Zaza

    [FdI 2019-3] Un cuore furioso

    @Sarettyh Qui tratti dell'esplorazione della prima volta di una fanciulla, vista dallo sguardo e dal racconto in prima persona del suo navigato partner, che però, imprevedibilmente, parte per la tangente e si trova immerso in un mondo meraviglioso e inquietante, un po' casa di vaniglia e dolciumi di Hansel e Gretel, un po' foresta calda e lussureggiante. Strano racconto, ma mai banale. Coraggiosa per la scelta della prima persona maschile come voce narrante.
  4. Lauram

    Ciao a tutti

    Ciao @Iva75, ben arrivata
  5. Lauram

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Unicellulare: preghi che non ti si rompa. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  6. Poeta Zaza

    [FdI 2019-3] NEL CUORE DI GIUDA

    @Adelaide J. Pellitteri Per me è un horror, riuscito, con un parlare di efferate crudeltà fisiche e mentali che crescono esponenzialmente fino al crudo finale (per me inaspettato nella sua atrocità). Giuda era un dilettante a confronto col tuo protagonista! Tra l'altro, il suo raccontare all'interessata, già gravemente inferma, come se niente fosse, il motivo per cui la figlia non la verrà più a trovare, fa parte della maestria nel raccontare l'atroce. E tu ci sei riuscita
  7. Marf

    [FdI 2019-3] Un cuore furioso

    @Sarettyh , racconto molto originale il tuo. Cerco di aggiungere quel poco che non è stato già scritto dagli altri. Il nucleo del racconto, per intenderci tutta la parte dell'esplorazione del "pianeta delle meraviglie", l'ho immaginata come un sogno del protagonista, in un attimo di assopimento dopo le, ehm, fatiche appena compiute in quello reale. Tutti quei riferimenti al cacao, al forno del pasticcere, eccetera, mi hanno trasmesso un'impressione di golosità (non so se del personaggio o della sua autrice), che si è trasmessa al mondo rappresentato, come se l'esplorazione si svolgesse gustandolo. Due punticini da segnalarti: La ripetizione la eliminerei: tra l'altro,sembri quasi contraddirti, visto che prima lui la cerca, poi dice che la conosce, è l'unica, ma non può raggiungerla. Si potrebbe mettere "...da trekking fino a raggiungere quella in verticale sopra di me", o qualcosa del genere Lo dico col beneficio del dubbio, perché magari sono lì per ricercare un effetto, ma mi sembrano due termini tautologici, "desideravano desiderio" Grazie della lettura, e alla prossima!
  8. solidea

    incipit secondo quale scegliere?

    Si forse ha ragione, in effetti con il titolo vorrebbe indirizzare il lettore verso una determinata strada. Sì l' ho letto senza e mi pace. Quanto sono importanti le osservazioni di altre persone. Grazie per il suggerimento e la sua motivazione. Isabella.
  9. @Sjø, sì, sì, provato L'anno della lepre, ma non ce l'ho fatta. Autori nordici me ne piacciono diversi, di altre case editrici.
  10. Claudio Piras Moreno

    In fondo al mare la luna - Claudio Piras Moreno

    Nessuno lo ha letto?
  11. flambar

    [FdI 2019-3] " A b i s s o "

    Buona sera @Alba360Grazie del passaggio e del complimento
  12. Oggi
  13. bwv582

    Le ragazze - Capitolo 8 - 1/2

    Ti stai rivolgendo al lettore in un certo senso, avrei optato per un "per quanto possa sembrare strano". Sono sincero, sono certo che tu abbia visto questo ma mi chiedo il perché di un comportamento simile. Nel senso che mi resta difficile che un cliente che ha sensi di colpa sia quello che fa più regali... casomai li farebbe alla moglie... ma comunque ho solo trentadue anni (quasi) e non sono sposato quindi sono certo di non poter capire. Questo intendevo nei commenti scorsi. Questa è un'immagine diretta e molto densa (non mi viene un altro termine): hai intenzione di sviluppare questo tema? Te lo chiedo per curiosità, non intendo dare suggerimenti, discutere su questo... solo per sapere cosa ne pensi. In questo passaggio fatico a capire l'ordine delle idee. Non cito tutto per non fare un papiro, ma ho messo dei numeri. Inizialmente Aliona dice che in realtà gli uomini sono insicuri e, più che sesso, cercano comprensione, affetto e simili (passaggio 1). In seguito però parla di superiorità (passaggio 2) e del fatto che gli uomini scelgono e fanno quello che vogliono senza rendere conto a nessuno, è questo il nesso. Ora: a me i due passaggi sembrano l'uno il contrario dell'altro. Posso dedurre che dici che alcuni uomini sono fatti in un modo, e altri sono fatti in un altro per avere senso, ma se fosse così, non l'hai scritto prima. Se sono le ragnatele, allora ti "ricordano" ma se è il lampadario è difficile identificarlo come soggetto. Non so come dirtelo, tu osservi le ragnatele appese, il lampadario è quasi un concetto collaterale, almeno per me è difficile pensarlo al soggetto della subordinata successiva. Ma forse perché anche le ragnatele, in fondo, possono ricordare la casa della nonna. Un frammento interessante perché la protagonista acquisisce conoscenza "vera" senza avere un contatto fisico con la strada, ma da esperienza passata. Posso dire che è un po' simile al frammento dove c'era Anka, ma qui lei sta nella sede dell'associazione: non si tratta di un frammento interlocutorio, mi dà l'idea che sia una di quelle cose che faranno vedere la vita (o l'esperienza) con occhi diversi alla protagonista. Mi sembra strano però che si tratti di un "1/2" perché effettivamente c'è il dialogo e poi c'è il ritorno dei due con conseguente ritorno a casa della protagonista. Non so cosa possa succedere ancora di "collegato" in questo capitolo ma... lo scoprirò leggendo. Non aggiungo altro perché comunque uno spunto di riflessione l'ho lasciato nelle note. Buona scrittura e alla prossima lettura, @Kikki.
  14. flambar

    [FdI 2019-3] NEL CUORE DI GIUDA

    Cara @Adelaide J. PellitteriBellissimo, coinvolgente racconto, facile da comprendere errori di scrittura non ne ho visti. Hai tradito te stessa quando dici - una o cento non fa la differenza - in questa frase ti scopri che sei una donna a scrivere il racconto. Però siamo nel cuore di giuda e, tutto si permette, ma l'errore più eclatante che hai commesso è di averla uccisa, con arroganza pensavi di non pagare il delitto che hai commesso. ed invece ti assicuro che io so che tu sai è, tu sai che io so che la stai già pagando da adesso la perdita di una giovane e bella donna di ventidue anni. Piacevole racconto mi sono un po vergognato mi è sembrato di mantenere il moccolo. Ti ringrazio della bella lettura augurandoti tanta fortuna
  15. Alba360

    [FdI 2019-3] " A b i s s o "

    ciao @flambar So che i tuoi racconti sono sempre autobiografici. Accidenti in questo hai inserito parti fantasy bellissime, e complimenti per i tuoi progressi!
  16. Non è che sia sbagliato grammaticamente , però a me suonerebbe meglio così: a tre anni prima. Mi congedavo da lui in un freddo mattino, gli stringevo la mano: ricevetti una pacca sulla spalla e un pacchetto del suo tè in regalo. meglio punto e virgola Molto bella l'immagine della malinconia del passato e del divenire... Brava Alba! il tratto ironico non ti manca mai! Forse meglio questa costruzione: Mi raccontò della sua vita e della sua casa comprata dopo una vita di lavoro, per viverci con sua moglie. Lei se n'era andata troppo presto, Il viaggio, l'esplorazione di altro da noi e di altrove, prevede un'andata e un ritorno. Se le radici e le braccia (i rami) del nostro albero sono forti, sapremo riconoscerne un altro e lasciarcene abbracciare. Poi torneremo al nostro, più ricchi e consci di noi. Così ho capito io, @Alba360 , non so se è stato il tuo pensiero, in questo bel racconto che ho letto con piacere. Grazie
  17. Roberto Ballardini

    Il gioco. 1di3

    comm C’è chi è portato al dramma e chi alla commedia ma ci affanniamo tutti su questa scomoda sedia Seduti in mezzo al nulla con la croce tra le mani siamo dei cannibali travestiti da vegani Negrita, il gioco IL GIOCO Prima parte A che punto stavano? Difficile dirlo, pensò Charles cullato dal ritmico dondolio del treno, mentre si approssimava all’incontro tanto a lungo desiderato e paventato. Se teneva una mano sospesa a mezz’aria, vi ravvisava un leggero ma costante tremolio di cui non s’era mai accorto prima. Certo, non poteva giurare di non esservi soggetto da sempre, ma era più propenso a credere si trattasse del desiderio che aveva di lei, del suo corpo, del suo respiro nella propria bocca. Avevano cominciato a chattare sei mesi prima, lui con il nickname Solo - in omaggio al personaggio di Harrison Ford in Star Wars – lei con Anastasis, tributo a una delle più famose canzoni dei Rockets. Forse per la fantascienza o per la musica elettronica, tra di loro si era instaurato un feeling fin da subito, anche se nessuno dei due si era fatto la minima idea di quale fosse l’età, l’aspetto o il carattere dell’altro. Come base di partenza possedevano soltanto le poche informazioni che ognuno era disposto a concedere all’altro e su quelle imbastirono la cosa. Il feeling fu il primo passo, in effetti, e fu spontaneo, bello. Il secondo furono le bugie, quelle di lei. Charles aveva passato da poco i quarantasei ed era un ingenuo, come sanno esserlo molti uomini e rarissime donne e forse fu per questo che rimase affascinato dalla sua sfrontatezza, dal suo egocentrismo serrato. Ethel era completamente diversa da lui. Gli lasciò intendere di avere ventidue anni e mise sul profilo la foto di un’amica, indiscutibilmente fica. Non che lui facesse una questione dell’aspetto fisico, intendiamoci, ma in quella foto la ragazza era inquadrata dalle spalle in su - scoperte, nient’altro sulla pelle chiara al di fuori di una collana di perle - e malgrado non vi fosse nessun indizio che potesse lasciare intendere che oltre il margine della foto non vi fosse un abito, era impossibile per un uomo non immaginarla nuda. Ethel aveva sei anni più di Charles, quindi cinquantadue, ma si immedesimò talmente nella finzione da lasciar trapelare nelle loro conversazioni particolari così nitidi della sua gioventù che nessuno avrebbe potuto sospettare fossero ricordi. Charles si sarebbe convinto, in seguito, che a un certo punto il sotterfugio avesse cessato per lei di essere tale, o che non fosse più lui a essere ingannato ma Ethel stessa, cioè che quella relativamente piccola bugia fosse diventata, in altre parole, un viaggio a ritroso nelle emozioni di gioventù della donna. Nel frattempo, la reciproca confidenza aumentò. Si mise in moto quel processo di piccoli avanzamenti nell’intimità tra due persone che avviene tanto gradualmente da ritrovarsi più vicini ogni giorno che passa senza nemmeno rendersene conto. Come se fosse normale chiederle il colore delle mutandine o se il tal giorno le portasse o meno, oppure ascoltarla mentire mentre rispondeva (sempre tramite Whatsapp) che effettivamente quel giorno non le portava. Come se fosse normale che lei gli inviasse una foto alle sette della mattina, struccata e spettinata, e che lui la trovasse ancora più bella perché consapevole di quanto quel gesto le fosse costato in termini di coraggio e determinazione. La questione dell’età era bella che superata, a quel punto, e Ethel aveva scavalcato la bugia iniziale con la nonchalance che le era propria, rivelando la verità soltanto quando si era sentita sicura di averlo in pugno. D’altra parte, Charles amava già tutto di lei, incondizionatamente, anche il turpiloquio e le calcolate strategie dell’amore. Amore. Eccola lì, la parola magica di tutti i tempi. Il passe-partout con il quale aprire i ripostigli dell’anima per riporvi tutto ciò che di inspiegabile aumenta le pulsazioni. La parolina che Charles e Ethel si guardavano bene dall’usare perché entrambi consapevoli che il primo a pronunciarla avrebbe dovuto pagare pegno, ma anche perché sapevano quanta parte avesse il sesso in quella fase della reciproca attrazione. In fondo, è possibile amare qualcuno di cui ancora non si è assaggiato il corpo? Non parlo di penetrazione, anche se la mente di Charles la immaginava in molti modi e in molti luoghi diversi. Intendo anche solo con gli occhi, il naso, l’udito, le dita, la bocca. Anche solo sfiorato, accarezzato, annusato – intendo il corpo. È possibile amare soltanto con la mente? Io credo di no. Io credo che nella mente ci sia soltanto la nostra idea dell’altro, e che quell’idea per evolvere e non atrofizzarsi abbia l’assoluta necessità di essere vestita con testimonianze sensoriali che vengano dall’esterno e possano farci credere, anzi ce lo dimostrino con assoluta certezza, che la persona dentro la nostra testa esiste davvero. Sensazioni che possano inchiostrare sotto la pelle della nostra psiche la realtà dell’altra persona, come un tatuaggio. Il suo ego, il suo essere centro di un mondo limitrofo, come un continente che collide con il nostro, che vi si incastra creando per un certo periodo – un minuto, un’ora, giorni, mesi, anni? – un’unica terra. Successe una cosa strana, prima di realizzare l’incontro a cui Charles si accingeva, raggiungendo Ethel a New York. Nel cielo silente e generico della virtualità, un’altra frequenza invase il suo Smartphone e il computer, e sulle prime lo lasciò interdetto. Andromeda. Gli ci volle un po’, ma poi non ebbe dubbi. L’analogia fra i nickname e le immagini di profilo fantascientifiche lo aveva insospettito, ma la sfrontatezza dei nuovi messaggi era la stessa di Ethel, non aveva dubbi. Charles sorrise nella luce siderale del monitor e si compiacque della voglia di giocare che l’animava. Pensò a un suo modo intelligente per movimentare la loro relazione virtuale e decise di stare al gioco, di assecondarla qualsiasi cosa avesse in mente. Rispose alle sue domande seguendola nell’interpretazione di quel nuovo personaggio che lui provocò con delle oscenità di cui non avrebbe mai creduto di essere capace. Pensava a Ethel fingendo di interagire con una sconosciuta. Pensava che fosse un genio per come sapeva intrigare e creare eccitazione dal nulla. Quando Ethel messaggiava con il suo profilo iniziale, Anastasis, Charles le dava risposte ammiccanti, giocava sui doppi sensi e faceva smaccate allusioni ai messaggi più spinti che le inviava sull’altra chat. Come Anastasis, lei faceva finta di niente scrivendo cose del tipo non so di cosa parli. Oppure, se lui diceva qualcosa di spinto, te non stai bene. Charles rispondeva a questi messaggi con batture monosillabiche del tipo seee, oppure come no, sottintendendo gli altri messaggi, quelli che lei inviava come Andromeda. L’erotismo di quell’escamotage virtuale lo intrigò per giorni, raggiungendo picchi di una morbosità non proprio esemplare, tanto che successivamente non ne avrebbero parlato, vergognandosene. continua
  18. Fatto! @H3c70r ho sistemato seguendo i suoi consigli. Ho riletto e ho compreso ogni suggerimento. Ho solo il dubbio se lasciare o no la frase: Vagavo immersa nell’armonia dei fiumi d’umanità screziata, dai rivoli nelle vene azzurre degli artisti di Lascaux, alle note luminose nella mente di Leonardo, fino alla comica sintonia di capelli fluttuanti nella microgravità.  Nello scricchioli leggero, di ghiaia e pneumatici, un’automobile si accostò piano. Calda del viaggio, si brucivano i miei occhi alla luce straripante di nuove risorse Mi scuserà se approfitto della sua pazienza, ma tanta dedizione da parte sua, merita attenzione e riflessione da parte mia. Grazie infinite.
  19. Marf

    [FdI 2019-3] La Casa del Matto

    @H3c70r ,@Adelaide J. Pellitteri , grazie del commento. Avrei voluto accennare al fatto che il misterioso Albert desiderava, vanamente, di farsi emulare nel suo ritorno alla montagna: per questo, anche se lo scopo dei due è in realtà diverso, si adatta bene a entrambi. Avrei voluto, appunto... Gli 8000 sono dei severi maestri... Penso che sia legato al fatto che tutto il racconto (escluso il sogno) è un po' così, ma dopo il sogno si sente in modo particolare. Forse sostituendo l'ultima frase con un discorso diretto: Quando fosse tornato, la primavera successiva, lo avrebbe condiviso coi suoi nuovi compagni. «A primavera, Albert, quando tornerò, avrò compagni a cui presentarti» si potrebbe rompere quest'impressione. Grazie per le vostre impressioni, e buona serata.
  20. Bambola

    Lorem Ipsum

    La risposta, hai ragione, è la stessa per tutti, ma essendo gratuita per me è già tantissimo riceverla a fronte dei vari "se non vi contattiamo entro sei mesi significa che non siamo interessati" o peggio "vi contatteremo solo se interessati" senza dire entro quanto tempo, per cui si rimane perennemente in sospeso. Tempi lunghi - risposta di un'altra agente - non vuole dire nulla. Con me soldi non è hanno guadagnati perchè ho utilizzato la valutazione gratuita che appunto non dà informazioni sul valore del testo nè motiva il rifiuto. In quanto alla facilità di essere puntuali, ho tirato su un mezzo vespaio in un altro topic parlando proprio di mancata puntualità per cui resto dell'idea che la puntualità sia merce rara e quindi da me molto apprezzata.
  21. bwv582

    Un nuovo inizio.

    Benvenuta al forum, @Elisa C., e buona permanenza. Vedo dal tuo avatar che hai un libro in mano che immagino tuo - mi raccomando in questa sezione è spam, non facciamo nomi di opere proprie - perciò posso congratularmi per il risultato raggiunto e augurarti tante soddisfazioni. Ti lascio il link alla discussione di benvenuto che può aiutarti a orientarti nel forum (e ha anche il link al regolamento). Ci si vede nel forum.
  22. Ludwig von Drake

    CTL Editore Livorno

    Nome: CTL Editore L Sito: https://www.ctleditorelivorno.it Catalogo: https://www.ctleditorelivorno.it/acquista-i-nostri-libri Modalità di invio dei manoscritti: https://www.ctleditorelivorno.it/ctleditore-contatti Distribuzione: non specificato Facebook: https://www.facebook.com/groups/liburni/
  23. bwv582

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Goliador: 1. Nel calcio, attaccante gigantesco che segna spesso. 2. Sempre nel calcio, giocatore che segna tanto a cui piacciono le mentine. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  24. Buonasera @H3c70r Ho letto con vero piacere il suo accurato commento. Felice, del fatto che lei abbia apprezzato e speso del tempo per me, ho preso in considerazione tutto quanto lei mi ha fatto notare. e ne terrò conto perché voglio revisionare e migliorare questo racconto. Di un errore mio mi sono accorta proprio leggendo nello spoiler. Ecco come avrei voluto scriverla! dai rivoli nelle vene azzurre degli artisti di Lascaux: è chiaro il riferimento preistorici graffiti nelle grotte di Lascaux. alle note luminose nella mente di Leonardo: qualcosa di unico che ci ha proiettato come un filo unico d'umanità, Fino alla comica sintonia di capelli fluttuanti (dell'astronauta Samantha Cristoforetti) nella microgravità.  Ecco questa è l'inica cosa che non avrei volto sbagliare in questo racconto, devo aver cambiato più di una volta la costruzione della frase sbagliandola, alla fine.
  25. Buongiorno @Alba360. Sotto spoiler le metto le mie umili impressioni, mentre qui cito la bellissima frase che - per me - è il cuore di tutto il racconto: Purtroppo lo stile non del tutto scorrevole - specie nella prima parte - penalizza un pochino quello che - per me - è un brano davvero riuscito: mi è piaciuta la contrapposizione tra il viaggio "fisico" e quello "interiore" della protagonista! Nulla di particolare da segnalare sulla costruzione dei personaggi; i contenuti sono ben trattati e li ho trovati non solo tutti plausibili, ma ben funzionali al dipanarsi della trama, che "incespica" un po' all'inizio, ma che scorre via poi tranquilla fino alla fine, facendo a quel punto capire al lettore che è un cerchio che si apre con l'incipit iniziale e si chiude nelle ultime righe, e trapelando la speranza che tutte le cose si sistemino o - addirittura - che ci aspettino nuove e migliori esperienze. Insomma, una lode all'ottimismo, ad avere fiducia nella vita (per come ho interpretato io questo brano): mi ha coinvolto e mi è piaciuto un sacco, bravissima!
  26. Nestor Neroman

    Lorem Ipsum

    Essere puntuali è facile se fai leggere il racconto o il romanzo a qualcuno di esterno che non per forza è capace di valutarlo coem si deve. Non penso che il mio romanzo valga di più di quello di altri, ma dalla loro risposta standard, mi sembra ovvio che vogliono solo guadagnare qualche soldo sulla nostra pelle.. ciao
  27. Ludwig von Drake

    Chiado Editore

    Perdonatemi, ma dove avete letto che salvo amato non ha pagato? Lui stesso ha scritto che gli hanno imposto l’acquisto di 100 copie da pagare al prezzo di copertina con 30 copie in omaggio (o 130 da pagare con uno sconto del 23% circa, a seconda di come si voglia fare il calcolo) entro due settimane dalla presentazione del libro. Riporto la citazione del suo commento.
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