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Liusca

Comportamento materno

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In tag mi è sorto questo dubbio:

come si dovrebbe comportare la madre in caso di maltrattamenti da parte del padre verso la figlia? Come, invece, si potrebbe comportare?

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Ospite Bradipi

Non vi sono limiti alla fantasia umana in fatto di maltrattamenti e non esiste un comportamento che si dovrebbe avere.

Su questo argomento ti consiglio il film "Precious", ma è molto duro, molto crudo.

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Non è che abbia capito molto la domanda, comunque da un punto di vista strettamente legale presumo che debba denunciare il consorte. In realtà, diciamocelo, dovrebbe anche da un punto di vista umano, non fosse altro che perché di solito il padre è molto più forte della figlia.

Nella pratica, purtroppo, spesso e volentieri chiude tutti e due gli occhi e si tappa le orecchie, quando non è esplicitamente complice. Emblematico è il caso di alcuni lontani parenti, dove il padre abusava della figlia (o addirittura delle figlie). Quando la cosa finì in tribunale e la ragazza fu data in affido, lei si schierò col marito e le sue parole furono: «Io l'ho sposato davanti a Dio.»

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Ospite Lem Mac Lem

Legalmente dovrebbe denunciarlo e, naturalmente, impedirgli di proseguire nei maltrattamenti.

Umanamente, a gamma di possibili reazioni è infinita, anche se generalmente, va detto, la madre chiude gli occhi e lascia correre. D'altronde, se certe cose succedono, è perché vengono lasciate succedere, nel senso: laddove la madre non lascia correre, alle prime avvisaglie mette il marito alla porta con una bella diffida, o comunque fa in modo di tutelare la figlia. Se si arriva a botte e/o abusi sessuali, é perché sono state ignorate tutte le avvisaglie, per i motivi più disparati (salvare la facciata, onore di famiglia, quieto vivere, anche paura, perché no; non è impossibile che la madre possa temere conseguenza ancora peggiori, può darsi che venga maltrattata a sua volta e non sia in grado di agire).

Per capirci, a una mia conoscente è successo di affidare suo figlio di 4 anni a una baby sitter che si è rivelata una pedofila (la pedofilia femminile è diffusa quanto quella maschile, ma per motivi culturali si tende a ignorarlo). Dopo tre giorni, nei quali il bambino mimava strani comportamenti e non voleva più dormire, la madre ha fatto un esposto, fatto mettere videocamere in casa sua e chiesto di intervenire subito, appena ottenuta qualche prova. Per fortuna, l'abuso era 'solo' di qualche bacio troppo spinto.

Ma lei se n'è accorta dopo tre giorni netti. E' assolutamente impossibile che una madre non si accorga di abusi continui, reiterati, sulla propria figlia,a meno che non scelga di tapparsi occhi e orecchie. Consiglio, a questo proposito, il libro 'piccolo amore di papà' e l'immortale King con Dolores Claiborne (che non è documentaristica, ma in quanto a reazione di madre che non si tappa gli occhi, direi che è emblematica)

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Oltre il bellissimo film consigliatoti da Brad, ti inviterei a leggere due libri molto brevi - si leggono in un paio d'ore - ma estremamente costruttivi, sia dal punto di vista letterario che per la tematica che vai studiando: "Zoo" di Isabella Santacroce e "Il ballo" di Irene Nemirovski, entrambe scrittrici reduci da un'infanzia poco idilliaca.

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Ospite Njagan

Sul dovere: una bella denuncia. Sul potere: se la madre potesse rendere le ferite visibili e invisibili al padre...beh non sarebbe male!

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Potrebbe denunciare il marito, fuggire con la figlia, uccidere il marito.

O far fuggire la figlia. C'è moltissima filmografia e anche musica che parla di questo. Ti suggerisco Frozen, dei Within Temptation. Il video fa vedere il terzo caso che ti ho detto.

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Credo sia impossibile dare una risposta univoca a questa domanda. Per logica mi verrebbe da rispondere 'Castra il marito e poi lo denuncia'. Almeno, personalmente credo che la mia reazione sarebbe questa. Ma sappiamo bene che tante madri preferiscono fingere di non vedere piuttosto che affrontare questo genere di situazione. Non so se hanno più la mia compassione o il mio disprezzo, devono essere persone davvero deboli...

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Ospite Njagan

Premetto che ho risposto nel post precedente da un punto di vista personale.

In realtà l'argomento e' abbastanza complesso. Nelle donne che subiscono violenza, che scelgono l'uomo sbagliato, che non riescono a reagire contro un uomo violento nemmeno trattandosi di difendere il proprio "cucciolo", si scatenano dinamiche non facili da comprendere da un punto di vista umano. Pero' c'è una vasta bibliografia sull'argomento. Se ti interessa ti consiglio: La Violenza Domestica. Testimonianze, interventi, riflessioni, di Merete, Gainotti, Pallini; Amorosi assassini. Storie di violenze sulle donne, di AAVV; Donne che amano troppo, di Robin Norwood (dello stessa autrice puoi trovare altri libri); Le pantofole dell'orco, di R.B.Penfold (davvero un bellissimo libro); Relazioni perverse. La violenza psicologica nella Coppi, di S. Filippini. Infine, c'è un'autrice che a me piace molto: Hirigoyen. Ci sono due libri (Sottomesse, e Molestie morali) che possono esserti davvero utili se vuoi entrare nel problema da un punto di vista di chi studia queste dinamiche.

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