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Mattonzolo

Disturbo psichiatrico

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Avrei una domanda.

Ho in mente un personaggio, nella fattispecie il protagonista di una storia molto lunga che mi frulla per la testa. Mi servirebbe sapere che tipo problema abbia il protagonista. Potrebbe essere affetto da schizofrenia? Se sì, di quale tipo?

Ho provato a fare una ricerca, ma non riesco a decidermi. Mi chiedo se ci sia qualche esperto...

Ve lo descrivo:

Ha i demoni nella testa. Sente delle "voci", ma i demoni non gli parlano, non usano proposizioni. Sono più tendenze mentali. Stati irrazionali di paura e dolore. Si tappa le orecchie e si rigira nel letto, gli occhi infossati. Si graffia il viso, urla. Quando non ha quegli attacchi è una persona molto tranquilla, ma anaffettiva e apatica. Apatica che sembra privo di qualunque espressione facciale. Bianco in volto, non parla mai. Ha un rapporto d'amicizia solo con una ragazza, un'amica di liceo ora sua coinquilina, che si prende cura di lui. Come la moglie di Forrest Gump, per intenderci. Con lei lui è molto gentile. E in un certo modo anche saggio. Non è uno stupido, lui, anzi.

Questo ragazzo ha una visione molto astratta della realtà, si prodiga in filosofie tra sé e sé. E' il suo modo di approcciarsi con il mondo. Quello che più desidera è che i demoni nella testa lo lascino in pace. Perché soffre da morire. Ha una tremenda paura della paura.

Ultima peculiarità: dialoga con le rane. Ci parla e loro gli rispondono.

Grazie mille a tutti per l'aiuto!

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Ospite Bradipi

Hai il personaggio, che rilievo ha sapere in quale casella lo inquadra il DSM IV? Domando per sapere non per polemica.

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Perché ha un problema significativo, fortemente debilitante. La ragazza, i genitori e altri sono al corrente della malattia e cercano di essere d'aiuto. Tutta la questione è affrontata sul piano della malattia.

Ovviamente i genitori l'hanno portato da uno psichiatra. Il medico gli ha assegnato una cura con farmaci che, per qualche ragione ancora da definire, il protagonista non usa più.

Quindi mi serve sapere che tipo di problema abbia (anche perché le persone coinvolte - rappresentano l'aspetto sociale - ritengono che lui abbia una malattia, anche se nel romanzo cercherò di uscire dall'ottica psichiatrica - per una questione epistemologica ancora non certa).

Inoltre sono curioso di sapere certe logiche conseguenze di un disturbo simili. Anche solo per prendere spunto.

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Ospite Bradipi

Continuo a non capire bene la tua domanda, vuoi sapare qualche parolone tipo "schizofrenia ebefrenica" o piuttosto vuoi un po' di bibliografia sulle malattie mentali?

Ti suggerisco di leggere questo topic:

Rispetto a

per qualche ragione ancora da definire, il protagonista non usa più.

beh, pochi amano assumere farmaci, quasi tutti li dimenticano, tendono a ignorarli. Tieni presente che si studia l'aderenza alla terapia, si usa il termine inglese di compliance, che è bassa anche per farmaci con pochi effetti collaterali,.gli anti-psicotici hanno effetti sgradevoli.

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Beh, probabilmente parli di una persona con un quadro di psicosi, che sia schizofrenia di un tipo o di un altro.

La questione della compliance terapeutica dipende anche dal contesto familiare: se sono molto preoccupati per lui, a meno che non siano convinti che lui sia posseduto veramente dai demoni, perché smettere di fargli prendere le medicine?

Hai visto l'esorcismo di Emily Rose? Mi sembra che lei prendesse degli antipsicotici o antiepilettici, non ricordo bene.

Il prete, credo, le disse di smettere di prenderli perché se no l'esorcismo non sarebbe stato efficace.

Questo è un esempio di come spostarsi da un quadro psichiatrico a un quadro diverso.

Lei era considerata malata mentale, poi posseduta dal demonio.

La parte psichiatrica è tuttavia complessa, se vuoi svilupparla in modo approfondito.

Tuttavia non credo ci sia bisogno di inserire, come ha detto Bradipi, "paroloni".

A presto!

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Mah, secondo me anche un generico quadro di depressione risponde alle tue esigenze e hai il vantaggio che è diffusa e variegata e in pratica a un depresso puoi fargli avere l'approccio alla malattia che vuoi senza tema di non beccare i sintomi: basta che sia irrazionalmente disperato per una certa quantità di tempo.

La questione della compliance terapeutica dipende anche dal contesto familiare: se sono molto preoccupati per lui, a meno che non siano convinti che lui sia posseduto veramente dai demoni, perché smettere di fargli prendere le medicine?

Quando sei sotto psicofarmaci incontri due tipi di persone:

a. quelli che dicono che dovrai prenderli per tutta la vita;

b. quelli che dicono che sono inutili e non dovresti prenderli, ma dovresti cercare di farcela da te.

Nessuno dei due invoglia a continuare, anzi: dai primi ti senti condannato alla pazzia a vita; sui secondi preferisco non esprimermi. Imparare a ignorare entrambi è forse uno degli scogli maggiori da superare quando si ha problemi di questo tipo.

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E' difficile dirlo, ogni malattia ha un pool di sintomi che possono anche variare drasticamente. Fossi in te utilizzerei una malattia molto ad ampio spettro quale potrebbe essere un disturbo ossessivo-compulsivo o la sindrome di Asperger. La stessa cosa puoi fare per le medicine, io ti consiglierei la benzodiazepine che è utilizzata abbastanza largamente. Il motivo per il quale potrebbe smettere di prenderle sono uno qualsiasi degli effetti collaterali, a volte sono molto pesanti.

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Ospite Bradipi

Le benzodiazepine se vi sono deliri (sentire "voci") non sono efficaci.

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oddio, dire Sindrome di Asperger (autismo), dire depressione, dire schizofrenia ebefrenica, dire disturbo ossessivo compulsivo, é alquanto diverso.

per il resto concordo con Bradipi.

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Mah, io lavoro sul campo... sono educatore - formatore e mi occupo nello specifico di teatro terapia in favore di soggetti con disagio psichico.. sono stato volutamente generico anche adesso, perchè il problema che come equipe riscontriamo spesso, specie quando dobbiamo inserire casi di pazienti nuovi in contesti di gruppo già definiti, è proprio che esistono le condizioni di "multiproblematicità": difficile trovarsi davanti a uno psichiatrico puro, a un comportamentale puro o a uno schizofrenico puro. Molto spesso i sintomi sono associati, e a queste componenti specificatamente mediche, se ne aggiungono delle altre che riguardano fattori ambientali o altre malattie contingenti, non ultimo il ritardo mentale, talora acquisito post traumi... casi di ictus grave comportano infatti anche la parziale o totale regressione di facoltà e abilità cognitive connaturate dalla nascita e poi deviate.

Pertanto venendo al caso che descrivi tu, a me non viene da etichettarlo in modo netto ma su due piedi mi sembrerebbe inopportuno parlare di "depressione", così come di schizofrenia conclamata o di bipolarismo frontale. Sentire voci, poi, nello specifico non prova quasi nulla. Abbiamo una paziente in comunità che parla in terza persona... molti sono "traditi" da questa cosa, scambiandola per un generico sentire di voci esterne. Invece dopo monitoraggio abbiamo evidenziato come le "voci" nel suo caso non siano di persone immaginarie, ma bensì sorta di "coscienza dall'alto", di super io che la rimprovera di certe sue azioni sbagliate e cerca di riportarla sulla retta via. Infatti i suoi sono soliloqui in cui sembra ripetere ciò che ha appena sentito dagli operatori, come avesse ben immagazzinato un rimbrotto o un intervento! Insomma, sulla malattia psichiatrica permangono molti misteri, ti consiglierei di rimanere sul vago

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Per la mia esperienza solo un esperto può fare la diagnosi di un disturbo psichico, anche se molto serio. Per esempio a un mio amico è stato diagnosticato quello che dovrebbe essere una psicosi maniaco-depressiva, il classico disturbo bipolare. Ma, da quello che ho potuto constatare io, non c'è una riconoscibile alternanza tra episodi depressivi ed episodi maniacali. A volte il suo stato sfiora l'ebefrenia, nel senso che si lascia andare, non si cura ne cura la sua casa e, in diverse occasioni, ha dovuto essere ricoverato. In altri momenti appare afflitto da ossessioni più o meno innocue, guarda programmi di quiz in televisione e telefona agli amici chiedendo ragguagli sulle risposte, in altri momenti è pressocché normale.

Invece un'altra persona che conosco ha avuto una diagnosi di schizofrenia. E' estremamente estroverso, iperattivo, delirante anche se i suoi deliri non sono, almeno per quello che ho potuto capire, di tipo allucinatorio. Fa cose come tingersi la faccia di rossetto e sembra continuamente sulla scena di uno spettacolo. Quando prende i medicinali è torpido, sempre di cattivo umore, per cui approfitta di ogni pretesto per non prenderne.

Non lo vedo da qualche anno e so che ora tiene un blog pieno dei suoi disegni, quindi credo che sia come minimo in fase di remissione. Il fatto è che, nella sua famiglia, c'è almeno un altro caso di schizofreia (sono un'enormità tra fratelli e sorelle, credo dodici o tredici), dovrebbe quindi trattarsi di una sindroma con una base almeno in parte genetica, ma i sintomi di questo fratello appaiono completamente diversi, anche se so poco di ciò che gli è successo, l'ultima volta che l'ho visto era molto giovane e la malattia non si era ancora manifestata.

Quindi, almeno all'interno di un'opera narrativa, penso che tu abbia una grande libertà nell'immaginare una sintomatologia.

A posteriori puoi chiedere a un esperto che cosa gli suggeriscano quei sintomi che hai scelto e quindi che medicinali potrebbero essergli somministrati.

Comunque la tendenza a smettere con le medicine sembra essere un problema diffusissimo, nei casi di disturbo psichico.

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Le benzodiazepine se vi sono deliri (sentire "voci") non sono efficaci.

E' (anche) un anticonvulsivo per cui mi sembra adatto, non sarebbero stati adatti per le allucinazioni ma a quanto descrive l'OP sono più stati d'ansia e anche per quello le benzodiazepine sono indicate.

oddio, dire Sindrome di Asperger (autismo), dire depressione, dire schizofrenia ebefrenica, dire disturbo ossessivo compulsivo, é alquanto diverso.

per il resto concordo con Bradipi.

La sindrome di Asperger va molto aldilà della definizione di autismo, l'ho citata perchè ha più attinenza con i problemi nel relazionarsi e perchè è una malattia ad ampio raggio. Anche per il disturbo ossessivo-compulsivo è così: E' talmente esteso e variegato che potrebbe essere adattato per il caso. Nonostante Asperger e disturbo ossessivo-compulsivo non c'entrino niente l'una con l'altra trovo inutile andare a scegliere in un gruppo di malattie simili o cercare una definizione molto specifica.

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Grazie a tutti per le risposte. :lol: Molto gentili, come sempre.

Non so cosa diavolo farò. Al momento non so dire quale piega prenderà il romanzo (devo ancora iniziarlo), forse mi focalizzerò anche sull'aspetto epistemologico (il classico e reiterato tema "follia o diversità?").

Sono al corrente delle difficoltà del DSM IV, le cui classificazioni sono più eidetiche che concrete, motivo per cui è difficile trovare il caso perfetto di schizofrenia, per esempio.

Se fossi uno scrittore, se fossi bravo, interessante e pubblicato mi prenderei la briga di affrontare meglio il discorso psichiatrico, dandomi allo studio sfrenato e a interviste.

Da quello che ho capito, mi pare più saggio evitare una classificazione. Evitare il parolone, come hanno detto alcuni.

Grazie comunque a tutti, ora so che quello di questo ragazzo non è un caso paradigmatico di qualche disturbo. Volevo evitare che qualcuno potesse saltare fuori e dire: è palese che è schizofrenico, e chi è affetto da schizofrenia non si comporta così, è irrealistico!

Grazie ancora a tutti!

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Grazie comunque a tutti, ora so che quello di questo ragazzo non è un caso paradigmatico di qualche disturbo. Volevo evitare che qualcuno potesse saltare fuori e dire: è palese che è schizofrenico, e chi è affetto da schizofrenia non si comporta così, è irrealistico!

Tranquillo, ogni caso psichiatrico è a sé o quasi, una frase del genere sarebbe irrealistica lei.

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Ospite Njagan

In genere le allucinazioni di tipo uditivo vengono associate alla schizofrenia. C'è un articolo che può interessarti:

PSICHIATRIA. Sentire le voci e vivere normalmente (12/11/2010 ...

www.vita.it/news/view/108650

E poi trova su google Sandra Escher ha scritto un altro articolo interessante con varie esperienze di questo tipo.

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Mio padre è uno psichiatra, però non torna spesso a casa, potrei chiedere a lui. Ah, se può esserti d'aiuto, anni fa uscivo con un ragazzo che inizialmente credevo fosse solo paranoico (ripeteva spesso gli stessi concetti, voleva vedermi sempre ad orari prestabiliti), poi ho scoperto che aveva proprio problemi psicotici (diceva di avere incontrato Dio in sogno che gli aveva ordinato di divenire un medico per curare i bambini in africa, e diceva spesso di avere un "blocco" che gli impediva di andare a scuola, ero rimasta la sua unica amica e faceva di tutto perchè non mi allontanassi da lui, ecc..). Questo suo problema non l'ho scoperto subito perchè normalmente si comportava come una persona "comune", piuttosto equilibrata e tranquilla, solo quando entrava più in confidenza mostrava i sintomi. L'uso unico dei farmaci non aiuta, occorre anche un supporto psicologico.

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Mi dispiace molto per il tuo amico, zenzero.

Grazie mille per l'aiuto, ogni informazione o ipotesi è preziosa.

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