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Ospite Spritz

Scheletri per uso didattico

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Ospite Spritz

Ho bisogno disperatamente di avere qualche informazione sugli scheletri umani che, per esempio, possiamo trovare a scuola per scopi didattici. I classici scheletri appesi a mo' di giaccone sull'appendiabiti, per intenderci.

Sono veri? O almeno, quelli vecchi?

Nel mio liceo ne avevamo uno, dimenticato nel laboratorio di chimica (ugualmente dimenticato, per la cronaca XD)

un giorno la prof ci ha portato lì, e lo abbiamo visto. All'intervallo gli altri se ne sono andati ma io e alcuni miei compagni siamo rimasti, e abbiamo chiesto alla prof se fosse vero o finto (in effetti sembrava vero).

La prof ne era quasi certa, ma per confermare ha provato a usare l'acido su un dito. Quello ha cominciato a sfrigolare e a far bollicine, allora la prof ha confermato che era vero (il carbonato di calcio nelle ossa, esposto a un'acido, dà origine a una reazione chimica che generava CO2.

Quindi sembrava proprio vero. Forse i modelli nuovi usano materiali sintetici, ma questo mi porta a pensare che una volta erano veri.

Posto che sono veri, il mio dubbio ora è un altro: come si legavano le ossa tra loro? Ho ricordi confusi, ma mi sembra che, per esempio, le ossa della mano fossero unite da pezzi di fil di ferro inseriti direttamente nella struttura (si fa un buco su entrambe le ossa, si infila il fil di ferro e poi le si unisce secondo le disposizioni dettate da madre natura).

Qualcuno ne sa qualcosa in più?

Per esempio su come si inseriva il cranio sulla colonna, ecc ecc?

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Ospite Lem Mac Lem

Mi sembra moooooolto strano che si possano usare scheletri autentici a scopo didattico (tranne forse per test di neurologia e similari), si tratta pur sempre di salme, gente morta, cadaveri che non possono essere maneggiati se non da personale autorizzato.

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Ospite Spritz

o.O e allora che ci faceva quello nel mio liceo? In ogni caso proverò a contattare la mia prof, per saperne qualcosa in più

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Nella mia scuola era chiaramente finto, fintissimo.

Però mi dispiacerebbe se non mettessi uno scheletro... magari puoi risolvere, chessò, con una donazione di molti molti anni prima? Un qualche ex alunno facoltoso/direttore di museo/simili che regala sto scheletro, magari perché stava in magazzino e non lo avrebbero esposto perché troppo, coff, banale?

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Ospite Lem Mac Lem

Sì, ma penso che sei hai lo scheletro nell'armadio e lo vuoi donare, devi come minimo aspettarti i carabinieri che ti chiedono "scusi signor filantropo che fa donazioni alle scuole, ma chi ha scannato di recente, o anche non di recente?"

Cioè, parliamo di una salma umana, non di un souvenir.

Spritz, non ho idea del perché nella tua scuola ci fosse uno scheletro vero, ma tendo a credere che non lo fosse e che la prof si sia divertita alle vostre spalle XD

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Ospite Spritz

uhm... ragazzi, lei era in buona fede :umhh:

Ma sarebbe un macello perchè questo fantomatico scheletro sarebbe... il protagonista! :facepalm:

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Ospite Spritz

l'alternativa sarebbe farlo saltar fuori da qualche altra parte o, eventualmente, cambiare contesto. Siccome tra i protagonisti ci sono anche una gatta imbalsamata e un topolino anch'esso imblsamato, potrei spostare le vicende in un museo

Sì, lo so cosa state pensando... se non son malati non li vogliamo XD

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nelle università scheletri veri se ne usano, noi ne abbiamo addirittura uno di cavallo messo in corridoio a mo' di ornamento (leggenda vuole siano i resti dell'equino appartenuto ai uno dei vecchi "capoccia" dell'istituto) :D

quindi non escludo che possa essercene uno anche in una scuola superiore, anche se immagino che sia molto più semplice ed economico prenderne uno finto... potresti inventarti che fu donato in seguito alla dismissione di una vicina facoltà di medicina, o qualcosa di simile...

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Ospite Spritz

Il fatto è che quello scheletro era davvero molto vecchio. Tra l'altro, mi sembra che attaccato ci fosse un cartellino con un numero di identificazione, ma non so, ho ricordi un po' troppo nuebulosi.

Però il cartellino sembrava davvero qualcosa che lo identificasse di marca come vero XD

Ma diciamo una cosa: da quando grazie alla tecnologia si sanno riprodurre scheletri umani? Lo scheletro, a occhio, non sembra essere più recente degli anni '60 (ma stando proprio sul recente). Negli anni '60 si potevano già costruire scheletri?

Che casino... bisognerebbe anche sapere qualcosa sulle leggi di allora in questo campo. L'idea di una donazione non è male, magari un museo lo ha donato alla scuola. Ci penso su e vedrò di farmi saltar fuori un'idea.

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ma dev'essere uno scheletro antico quanto? Comunque negli anni '60 figurati se non c'erano già gli scheletri finti, non era il medioevo XD

comunque le articolazioni di solito vengono sostituite da una sorta di pasta bianca che una volta indurita fa da collante e pezzi di fil di ferro, almeno negli scheletri a uso didattico, nei musei non so se usino metodi meno evidenti.

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Ospite Spritz

ma dev'essere uno scheletro antico quanto? Comunque negli anni '60 figurati se non c'erano già gli scheletri finti, non era il medioevo XD

non lo so ancora, sto ancora decidendo come muovermi e che background dare ai personaggi *una volta tanto non si butta sul pc a scrivere qualunque cosa gli salti per la testa senza prima documentarsi*

comunque le articolazioni di solito vengono sostituite da una sorta di pasta bianca che una volta indurita fa da collante e pezzi di fil di ferro, almeno negli scheletri a uso didattico, nei musei non so se usino metodi meno evidenti.

come il mio, per quanto riguarda il fil di ferro... ok, potrebbe anche darsi che sia finto :sss: domani chiedo lumi alla mia vecchia prof.

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Ricordo di aver visto una puntata di mistero che parlava proprio di questo scienziato o ricercatore, non ricordo, che dopo la morte donò il suo corpo alla scienza. Il suo corpo venne poi mostrato ridotto ad uno scheletro appeso, appunto, ad uno dei ganci di cui tu parli. (quelli simili a quelli dove ora sono appesi quelli finti, per intenderci). Per questo mi sento di dirti che non mi sembra una cosa così strana. Ci sono molte persone che donano il loro corpo alla ricerca e in passato, quando non si conosceva ancora la plastica, si utilizzavano corpi veri.

Qui ti posso allegare il corpo di uno naturalista, che magari ti aiuterà per un'eventuale idea. http://it.wikipedia.org/wiki/Girolamo_Segato

E qui ho trovato un sito che parla dell''esperienza di una scuola. (troverai alcuni trafiletti di poche righe, ma almeno capisci che non sto dicendo stupidate. Si studia davvero su scheletri veri! :P) http://www.orsolinescuolalanzone.it/indirizzi_galleria.php?IDInd=3&IDGal=6&TipoGal=2

Se troverò qualcos'altro te lo dirò! :D

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Ospite Bradipi

Non vedo motivo di stupore nell'avere uno scheletro vero a scuola, una volta alcuni corpi che nessuno reclamava (avete presenti le fossi comuni?) finivano nelle facoltà di medicina e in artigiani che assemblavano gli scheletri, una volta non tanti anni addietro ho visto un annunzio in rete che reclamizzava scheletri a scopo di studio dall'India.

Oggi gli scheletri a scopo didattico sono realizzati in plastica da calci di veri scheletri, per distinguere un vero scheletro basta osservare se vi sono trabecole ossee.

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come il mio, per quanto riguarda il fil di ferro... ok, potrebbe anche darsi che sia finto :sss: domani chiedo lumi alla mia vecchia prof.

guarda che intendevo che uno scheletro verò viene tenuto insieme a quel modo, non uno finto... tutte le parti di cartilagine vanno perse, devi sostituirle con qualcosa...

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Io alle superiori avevo uno scheletro palesemente finto, ma all'unviersità mi è capitato di imbattermi in scheletri e corpi veri, tra l'altro il fatto è accuduto in un buio scantinato ed io ero solo :o. Piccola digressione a parte non mi stupirebbe se un corpo donato alla scienza venisse poi riciclato da un'università ad un muse.

Per quanto riguarda il test fatto dalla tua professoressa non lo ritengo sufficente a dimostrare che quelle fossero ossa umane in quanto tutti i carbonati reagiscono con un acido rilasciando CO2, quindi poteva essere stato usato un altro carbonato per dare un effetto più verosimigliante allo scheletro

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La mia scuola superiore aveva uno scheletro vero, purtroppo rinchuso in una serie di scatole, con tanto del nome del donatore.

Poi ne trovarono anche uno murato in una stanza, ma questa è un'altra storia.

Nell'aula dove mi sono laureata invece, l'Aula di Medicina al Bo a Padova, ci sono delle teche con dei crani, credo anche di qualcuno famoso (ero impegnata e non ho verificato le targhette :asd: ). Ma a Padova scannano cadaveri da quando era vietato per legge, quindi magari non fa testo.

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Ospite Spritz

Grazie mille a tutti per il prezioso aiuto!

Piano piano sto capendo come muovermi. Quidi ora posso anche renderlo vero. Magari posso usare una salma donata alla scienza che è arrivata fino alla scuola in questione, oppure un morto di guerra (per rifarmi all'ipotesi delle fosse comuni).

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Io ti consiglierei di usare il corpo donato alla scienza, da un lato perché non so se si potessero usare i corpi non riconosciuti dei morti in guerra anche perché molto probabilmente avevano anche i segni dei proiettili, dall'altro lato perché trovo triste che una ragazzo che molto probabilmente aveva anche una famiglia che voleva dargli una degna sepoltura sia finito in un aula di scuola

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Ospite Spritz

eh ma il contesto è un po' strano... più che altro devo ancora decidere se lo scheletro (che viene importunato da alcunni ragazzini e quindi svegliato dal suo "sonno profondo") si ricorda o no della sua vita passata. Comunque la tua osservazione è qualcosa che devo tenere in conto

spero che questo libro per bambini venga bene, se no tutti 'sti consigli saranno vani XD

Modificato da Spritz

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Ospite Bradipi

Niente guerra, gli scheletri a scopo didattico devono essere integri e gli eserciti almeno garantiscono la sepoltura a tutti i loro componenti (negli USA chi abbia fatto parte dell'esercito può essere sepolto in un cimitero militare senza spese). Più che "donato" che fa pensare a qualcuno che volontariamente ha espresso tale desiderio in vita lo immagino come "non reclamato": immagina che si trovi il corpo di un barbone morto per cause naturali che non aveva nessun parente, chi si accolla le spese per l'inumazione?

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Ospite netty

Non so come arrivino alle scuole, ma io vi posso assicurare che sia nel laboratorio delle medie, che in quello delle superiori lo scheletro c'era ed era proprio vero! I professori ci dissero che era vero e, credetemi, al tatto si sentiva proprio che era vero...

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Nel mio liceo si tenevano scheletri veri di animali (alcune parti più che altro) per gli esercizi di disegno; c'erano anche scheletri umani, ma ora non saprei se si trattassero di ossa vere o riprodotte... :o

Modificato da Panzer

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Confermo che anche nel mio liceo c'era uno scheletro vero e il nostro professore ci aveva detto che era un corpo donato alla scienza... purtroppo c'erano anche numerosi vegetali e animali impagliati o conservati in qualche liquido... considerate però che il mio liceo è il più antico della città, quindi non so quando dall'800 a oggi sono stati acquisiti...

Un paio di anni fa è stato anche il settecentesimo compleanno della mia università XD durante il quale hanno aperto una mostra che rappresentava la storia delle varie facoltà... in quella di medicina c'era addirittura un feto (sempre conservato in quei liquidi) T_T

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Bellissimo thread. A Genova, nel liceo artistico di mia moglie avevano uno scheletro vero, di donna. In accademia ne avevamo sia veri che finti. la differenza è evidente per la colorazione. Quelle di osso naturale sono terra di siena e ocra, in generale brunastri e vivaci (LOL). Quelli in plastica sono invece giallino chiari, quasi verdastri. Il suono delle ossa vere poi è diversissimo (suonano tipo legno). Non ricordo come fossero risolte le parti cartilaginee. Essendo i nostri a scopo disegnativo mi pare che non fossero state sostituite, confermo invece la cucitura tra le ossa con fil di ferro passante per buchini (forse buchi già presenti in natura visto che vi passano i nervi, e il midollo? Qui lo sanno i medici). Una differenza notevole fra scheletri veri e di plastica è poi il cranio. In quelli veri è di un solo pezzo, mentre in quelli di plastica è sezionato orizzontalmente a livello delle tempie e con le placche craniche separabili. La scatola cranica è forata e si infila sul supporto metallico cui è appeso tutto il resto. Di solito la testa è quindi indipendente (lo dico perchè i ragazzetti potrebbero staccare la testa senza ledere l'integrita dello scheletro).

Sulla loro derivazione, non statevi a fare troppi scrupoli. Sino a 50 anni fa la percezione di certe cose era mooooolto diversa. Non dico che non si seppellissero i morti, ma essendo da poco usciti dalla guerra, la morte era molto più presente e vicina. Non credo che fosse necessario dare il permesso per finire in una scuola. Anche oggi se il morto non ha parenti che prolungino pagando la sepoltura, dopo un certo tempo finisce nelle fosse comuni. All'epoca magari ci finivi subito o magari veniva pulito e messo in una scuola =D. Sono illazioni ma non credo di esserci andato tanto lontano. Buon lavoro Spritz!

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Ospite Spritz

Molto bene, ringrazio tutti quelli che hanno risposto ultimamente, ora ho un'idea molto più chiara e posso ritenermi soddisfatto delle informazioni che mi avete offerto.

Grazie a tutti dell'aiuto! ^:^

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nelle università scheletri veri se ne usano, noi ne abbiamo addirittura uno di cavallo messo in corridoio a mo' di ornamento (leggenda vuole siano i resti dell'equino appartenuto ai uno dei vecchi "capoccia" dell'istituto) :D

quindi non escludo che possa essercene uno anche in una scuola superiore, anche se immagino che sia molto più semplice ed economico prenderne uno finto... potresti inventarti che fu donato in seguito alla dismissione di una vicina facoltà di medicina, o qualcosa di simile...

Noooo! Mi dovevo iscrivere a WD mille anni fa! Mi sono perso tutte le discussioni più interessanti!

Di "lavoro" (virgolettato d'obbligo visto che non mi pagano) faccio l'antropologo, qualcosa ve la posso dire... ma è passato più di un anno! Vabbè... non resisto, magari a qualcuno potrà servire anche in futuro...

Dunque...

Lo scheletro umano è riproducibile, certo, ma costa! Anche i modelli che trovate nei centri specializzati sono carissimi.

Non so come li facessero negli anni '60, ma ora si usano tecniche che rendono il modello assolutamente perfetto, e si possono avere modelli in multimateriale: uno per le ossa ad esempio, ed un altro per i tessuti molli.

Si parte realizzando un modello 3D di un osso vero (o di un intero scheletro) tramite scanner di vario tipo (personalmente io lavoro con scanner a luce strutturata, o laser), e poi si passa alla stampa tridimensionale del modello con un procedimento detto "Prototipazione rapida" (che nasce e viene maggiormente utilizzato in ambito industriale per la realizzazione di prototipi e pezzi meccanici, e che negli ultimi anni è stato adottato dall'archeologia e dall'archeo-antropologia - il mio settore :asd: ).

Devo dirmi ignorante sulla didattica anatomica e la normativa negli anni '60, ma sono propenso a pensare che lo scheletro in questione fosse vero (acido docet), anche perché, Prototipazione o no, i modelli in questione sono sempre stati cari, e magari per qualche contingenza particolare, è stato più facile reperire uno scheletro vero che non comprare un modello.

Esempio/spunto creativo: nel dipartimento in cui "lavoro" (prima o poi riuscirò a poter omettere le maledette virgolette!), conserviamo le teste degli ultimi ghigliottinati della mia città (Pinarella di Boston), giustiziati per regio decreto nel 1864.

Le quattro teste in questione giacevano letteralmente dimenticate in un angolo dell'ospedale, dove hanno riposato per non so quanti decenni.

Le si trattava per "pietrificarle" nell'orbita degli studi del Lombroso sulla fisiognomica, e furono affidate all'ospedale chissà quando e perché, ma in una data non troppo lontana da quella della pubblica esecuzione, finché non saltarono fuori e ci vennero consegnate per lo studio.

Può darsi che il vostro scheletro avesse subito traversie simili, essendo stato conservato in tempi in cui la legislazione non aveva norme precise su tali questioni, ed essendo poi passato per molte mani fino a finire in classe per ricevere (gioioso) i vostri fiotti d'acido sulle dita.

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