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Feleset

Folletti (ed elfi)

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Forse questa volta ce la farò! Scriverò un romanzo fino alla fine! :la:

Esaltazione a parte, vedo di farla breve: quali sono secondo voi le cose che devo assolutamente sapere sui folletti? Quali i libri che devo assolutamente leggere?

So che l'argomento "folletti" di per sé vuol dire tutto e niente, nel senso che viaggiando nel tempo e nello spazio ne sono stati creati di talmente tanti tipi che ci si perde facilmente. Mi piacerebbe però farmi una cultura almeno su quelli più famosi, da cui posso poi scegliere se trarre o meno ispirazione. I folletti che immagino nella mia storia, comunque, sono di aspetto umano (bassi e con le orecchie a punta, ma comunque senza arti di animali e cose simili).

Un'altra cosa importante sarebbero poi gli elfi, che ho messo tra parentesi perché non vorrei essere subito fraintesa: non intendo gli elfi di Tolkien, ma quelli bassi delle leggende popolari (in un certo senso assimilabili ai folletti). Nella mia storia vorrei differenziarli in una razza differente (di cui ho già inventato le caratteristiche), però anche qui mi piacerebbe avere una base più solida, che vada a sommarsi ai fantasy che ho letto.

Ringrazio in anticipo chiunque risponderà! :D

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Ospite Bradipi

Esaltazione a parte, vedo di farla breve: quali sono secondo voi le cose che devo assolutamente sapere sui folletti?

Assolutamente nulla: ogni scrittore reiventa e usa le varie definizioni come vuole: prima di Tolkien gli elfi erano dispettosi, In Harry Potter diventano servi domestici, quindi fa qule che vuoi.

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Assolutamente nulla: ogni scrittore reiventa e usa le varie definizioni come vuole: prima di Tolkien gli elfi erano dispettosi, In Harry Potter diventano servi domestici, quindi fa qule che vuoi.

E' proprio qui che sta il punto: io voglio reinventare, non inventare di sana pianta. Altrimenti sarebbe vero che "tanto è fantasy". :)

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Ospite Bradipi

Fel, non ti seguo, i più letti scrittori di fantasy inventano di sana pianta senza problemi, qual è il tuo? Non stai scrivendo un libro di tradizioni popolari.

P.S. Babbo Natale veste di rosso solo per pubblicizzare una bevanda.

cocacola%201951.jpg

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Ehm, gli autori che hai citato hanno fatto tutto tranne inventarsi di sana pianta. °___°

Sai farmi qualche altro esempio? (che non sia Licia Troisi, magari XD)

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Ci sono tantissimi folletti tradizionali e sono anche molto diversi fra di loro, leggiti qualche raccolta di racconti tradizionali irlandesi, inglesi, gallesi ecc.

Il libro di Fate di Froud è sempre utile. Ci sono i Bogles, i Pixie, il folletto dal berretto rosso che intinge nel sangue delle vittime e tanti altri...

Per i folletti italiani (Entità fatate della Padania) elenca soprattutto quelli del nord, ma parla anche dei monacielli che sono campani.

In generale sono rappresentati come burloni e dispettosi, o malvagi. Molti sono legati all'aria, fanno apparire mulinelli, si trasformano in vento. Altri possono trasformarsi in animali.

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Ci sono tantissimi folletti tradizionali e sono anche molto diversi fra di loro, leggiti qualche raccolta di racconti tradizionali irlandesi, inglesi, gallesi ecc.

Il libro di Fate di Froud è sempre utile. Ci sono i Bogles, i Pixie, il folletto dal berretto rosso che intinge nel sangue delle vittime e tanti altri...

Per i folletti italiani (Entità fatate della Padania) elenca soprattutto quelli del nord, ma parla anche dei monacielli che sono campani.

In generale sono rappresentati come burloni e dispettosi, o malvagi. Molti sono legati all'aria, fanno apparire mulinelli, si trasformano in vento. Altri possono trasformarsi in animali.

Grazie mille, me lo segno. ^^

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Ospite Bradipi

Ribadisco: Tolkien trasforma gli elfi da spiriti dispettosi, rapitori di neonati, in creature splendide; la Rowling li trasforma in una sorta di Jeeves, la Meyer inventa i vampiri vegetariani (?!).

Solo se vuoi scrivere un fantasy ironico alla Prachett devi seguire i canoni del fantasy per stravolgersi (il prescelto, Carota, il quale preferisce fare il poliziotto piuttosto che il re).

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Ribadisco: Tolkien trasforma gli elfi da spiriti dispettosi, rapitori di neonati, in creature splendide; la Rowling li trasforma in una sorta di Jeeves, la Meyer inventa i vampiri vegetariani (?!).

Solo se vuoi scrivere un fantasy ironico alla Prachett devi seguire i canoni del fantasy per stravolgersi (il prescelto, Carota, il quale preferisce fare il poliziotto piuttosto che il re).

Sì, ma mettere in un unico calderone Tolkien e la Meyer ha poco senso. °_° C'è una differenza sostanziale tra i due: Tokien ha sì trasformato gli elfi, ma l'ha fatto consapevolmente, dopo anni e anni di studi, mentre al contrario la Meyer ha fatto i vampiri così perché non aveva mai letto niente su di loro. Ora, io non dico di voler emulare Tokien nella documentazione, ma almeno un passo avanti rispetto allo zero assoluto penso di poterlo fare.

@nerina: l'autore di cui parli è questo? http://it.wikipedia.org/wiki/Brian_Froud

Modificato da Feleset

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Ospite Bradipi

Fel, Tolkien studia moltissimo la lingua e gli usi del suo popolo, poi si chiede come li chiamo e li chiama Elfi perchè era un vocabolo già esistente come nani ma non hobbit o orchetti, non studia le tradizioni popolari e quello che stabiliscano per gli elfi, in realtà la Meyer è più precisa: i suoi personaggi bevono sangue.

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Sì è lui, Fate è un libro (splendidamente illustrato) di varie creature del piccolo popolo, tra cui alcuni folletti, mette appena appena le caratteristiche principali di ogni razza e le illustra con disegni. E' un libro bello da avere comunque, e le creature di cui parla sono effettivamente quelle che si ritrovano nelle varie leggende. Ho letto diversi libri di racconti, ma i titoli ora non li ricordo, presi nelle biblioteche decenni fa, però le storie sono sempre simili. Poi ho letto e ho diversi altri libri sul piccolo popolo, soprattutto francesi, ma anche lì si parla di creature specifiche di alcune regioni, Entità fatate della padania di Alberta Dalbosco e Carla Brughi raccoglie invece moltissime creature del folklore dell'Italia del Nord (e anche qui le storie, gira e rigira ricordano quelle più nordiche, ma ogni provincia, vallata o simili ha nomi diversi con cui li chiama e qualche caratteristica particolare.

Quelli che cita Froud sono i più famosi (c'è Puck ad esempio quello di Shakespeare), ma se cerchi anche solo su google, mitologie celtiche, folletti o qualcosa di simile e ti leggi un po' di storie (spesso ci sono le illustrazioni onnipresenti di Froud), puoi già saperne un sacco senza doverti leggere qualcosa di troppo specifico. Vedrai che le caratteristiche per definire una creatura folletto sono di base questo essere irriverenti e dispettose, legati alla natura e quindi che vivono nei boschi, spiano i contadini o i viaggiatori per fare scherzi, alcuni legati a qualche cosa di specifico (alcuni animali in cui si trasformano, il whisky, un luogo, altri si trasformano in rametti, attrezzi dei contadini, ponti, fanno cadere i malcapitati, liberano gli animali dalle stalle, altri sono una sorta di continuazione dei numi familiari), con berretti o meno, verdi o più simili a nanetti, con artigli eccetera. Spesso ci sono creature che sfumano in altre, non c'è ovviamente una chiarissima tassonomia ed effettivamente conosciuti i più famosi, puoi inventare sulla falsariga.

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Non so se questo ti possa essere utile, ma un certo tipo di folletto (o di gnomo?) esiste veramente. Intendo quelli che di solito vengono raffigurati mentre suonano un violino e danzano, magari vestiti di panno e con un berretto a punta.

Sono più piccoli della media della comunità a cui appartengono, quindi non necessariamente piccolissimi, anche la loro intelligenza è limitata e difficilmente imparano a scrivere. Si somigliano molto tra loro, tutti hanno il nasino all'insù e spessissimo gravi problemi ai denti, molto irregolari, labbra carnose e bocca larga, guance paffute..

Hanno un talento innato per la musica e un grande orecchio. Indispemsabile perché non imparano a leggere degli spartiti. E sanno improvvisare racconti, magari senza ne capo ne coda ma sempre affascinanti.

Hanno una vita anch'essa più breve della media e soffrono di alcune malattie caratteristiche. Un tempo il loro destino era quello dei musicisti girovaghi e degli intrattenitori per feste di villaggio, perché sono sempre molto estroversi e fiduciosi nel prossimo. Sono coloro che nascono con una sindrome in qualche modo paragonabile a quella di Down: la sindrome di Williams, una malattia di origine genetica. In media un bambino ogni 20000 nasce così.

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Non so se questo ti possa essere utile, ma un certo tipo di folletto (o di gnomo?) esiste veramente. Intendo quelli che di solito vengono raffigurati mentre suonano un violino e danzano, magari vestiti di panno e con un berretto a punta.

Sono più piccoli della media della comunità a cui appartengono, quindi non necessariamente piccolissimi, anche la loro intelligenza è limitata e difficilmente imparano a scrivere. Si somigliano molto tra loro, tutti hanno il nasino all'insù e spessissimo gravi problemi ai denti, molto irregolari, labbra carnose e bocca larga, guance paffute..

Hanno un talento innato per la musica e un grande orecchio. Indispemsabile perché non imparano a leggere degli spartiti. E sanno improvvisare racconti, magari senza ne capo ne coda ma sempre affascinanti.

Hanno una vita anch'essa più breve della media e soffrono di alcune malattie caratteristiche. Un tempo il loro destino era quello dei musicisti girovaghi e degli intrattenitori per feste di villaggio, perché sono sempre molto estroversi e fiduciosi nel prossimo. Sono coloro che nascono con una sindrome in qualche modo paragonabile a quella di Down: la sindrome di Williams, una malattia di origine genetica. In media un bambino ogni 20000 nasce così.

Perdonami, non sono sicura di aver capito. Stai parlando di persone che nascono realmente con quella malattia o di una leggenda popolare molto diffusa?

In ogni caso i folletti che avevo in mente sono esseri intelligenti quanto noi, quindi pensavo a tutt'altro.

Fel, Tolkien studia moltissimo la lingua e gli usi del suo popolo, poi si chiede come li chiamo e li chiama Elfi perchè era un vocabolo già esistente come nani ma non hobbit o orchetti, non studia le tradizioni popolari e quello che stabiliscano per gli elfi, in realtà la Meyer è più precisa: i suoi personaggi bevono sangue.

Perché non dovrebbe averle studiate? Lui ha compiuto studi umanistici sulla Gran Bretagna, non potrebbe aver evitato quelle cose neanche volendo. °_°

E la Meyer non è affatto più precisa: che i vampiri si nutrano di sangue è una cosa che può capire chiunque. Senza contare poi che Twilight non è fantasy, quindi anche se la componente fantastica non ha avuto uno studio di fondo la si può giustificare di più (tanto ciò che conta è il romance).

Sì è lui, Fate è un libro (splendidamente illustrato) di varie creature del piccolo popolo, tra cui alcuni folletti, mette appena appena le caratteristiche principali di ogni razza e le illustra con disegni. E' un libro bello da avere comunque, e le creature di cui parla sono effettivamente quelle che si ritrovano nelle varie leggende. Ho letto diversi libri di racconti, ma i titoli ora non li ricordo, presi nelle biblioteche decenni fa, però le storie sono sempre simili. Poi ho letto e ho diversi altri libri sul piccolo popolo, soprattutto francesi, ma anche lì si parla di creature specifiche di alcune regioni, Entità fatate della padania di Alberta Dalbosco e Carla Brughi raccoglie invece moltissime creature del folklore dell'Italia del Nord (e anche qui le storie, gira e rigira ricordano quelle più nordiche, ma ogni provincia, vallata o simili ha nomi diversi con cui li chiama e qualche caratteristica particolare.

Quelli che cita Froud sono i più famosi (c'è Puck ad esempio quello di Shakespeare), ma se cerchi anche solo su google, mitologie celtiche, folletti o qualcosa di simile e ti leggi un po' di storie (spesso ci sono le illustrazioni onnipresenti di Froud), puoi già saperne un sacco senza doverti leggere qualcosa di troppo specifico. Vedrai che le caratteristiche per definire una creatura folletto sono di base questo essere irriverenti e dispettose, legati alla natura e quindi che vivono nei boschi, spiano i contadini o i viaggiatori per fare scherzi, alcuni legati a qualche cosa di specifico (alcuni animali in cui si trasformano, il whisky, un luogo, altri si trasformano in rametti, attrezzi dei contadini, ponti, fanno cadere i malcapitati, liberano gli animali dalle stalle, altri sono una sorta di continuazione dei numi familiari), con berretti o meno, verdi o più simili a nanetti, con artigli eccetera. Spesso ci sono creature che sfumano in altre, non c'è ovviamente una chiarissima tassonomia ed effettivamente conosciuti i più famosi, puoi inventare sulla falsariga.

Grazie dei consigli. ^^

Sì, le cose che hai detto sui folletti sono quelle che sapevo anch'io, difatti ho visto che alla fine gira e rigira le caratteristiche sono sempre quelle. Su internet mi sono informata per un'infarinatura generale, però devo ammettere che non so quanto fidarmi dei vari siti (nel senso che chiunque può svegliarsi una mattina e scrivere una cosa a caso, mentre in un libro presumo che tutto sia più documentato, anche se ovviamente questo vale solo in generale).

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Allora, ci sono due modi per affrontare uno studio simile.

La prima è la via della fiaba e del folklore. La seconda è la via esoterica/religiosa.

Io ti consiglio di percorrere entrambe le strade.

La prima strada è molto più semplice. In libreria o in rete si trova di tutto. Esistono vere e proprie enciclopedie/dizionari sul piccolo popolo (così è definito), conditi con narrazioni e illustrazioni. Si dice che si rendano visibili ai bambini o alle persone semplici, ingenue, buone, prive di malizia o avidità. Possono essere molto dispettosi o essere d'aiuto nelle faccende domestiche. Esistono diversi tipi. Anche l'Italia vanta un arsenale di folletti nel proprio folklore. C'è un sito (Bryonia, il laboratorio delle fate) che ne fa un elenco.

Ti racconto quello che mi ha raccontato un mio amico, per stimolare un po' la curiosità. Lui viveva in una riserva naturale (è un nipote dei fiori, cioè figlio di figli dei fiori). Al padre avevano venduto una cavalla a un pezzo stracciato. I contandini che gliel'avevano venduta avevano informato il padre che quella era una cavalla difficile e per quello costava poco. Non ricordo come chimavano la cavalla. Cavalla delle fate, penso. Insomma, a causa di un fulmine caduto vicino quando era ancora puledra, la cavalla era impazzita. Era diventata stralunata, balorda, vedeva cose che non c'erano. Si diceva che il piccolo popolo la proteggesse a causa di questa sua infermità.

Il mio amico mi ha raccontato che spesso la mattina la trovavano nella stalla con i lacci snodati (nonostante, come prova del nove, facessero particolare attenzione ad annodarli stretti e forti). Spesso la criniera o la coda erano annodati a trecce, nonostante la spazzolassero ogni sera meticolosamente. Del mio amico mi fido, perché lui è uno scettico e tra l'altro sincero. Ci si può credere o no. Però è una bella storia, giusto?

La seconda strada invece è più complicata. Partendo da Paracelso fino ad arrivare alla corrente neopagana Wicca di tradizione fairy.

In questa visione gli abitanti del piccolo popolo sono entità elementali che vivono nel mondo di mezzo (o, per parlare esotericamente, nel piano astrale, percepibile con la seconda vista). Gli spiriti elementali si chiamano così in quanto contraddistinti dagli elementi. Mentre gli umani sono fatti di tutti e quattro gli elementi (terra, aria, fuoco, acqua), i folletti, fate, gnomi etc., appartengono principalmente a un solo elemento. Salamandre per il fuoco, gnomi per la terra, ondine per l'acqua, silfidi per l'aria. Si può avere un contatto con loro, tramite specifici viaggi in trance, o sono loro ad avere un contatto con te nel piano fisico.

Un libricino che costa poco è quello dell'edizione Xenia, di Laura Rangoni. Oppure testi più seri (a livello di importanza nell'ambito wicca fairy) li trovi solo in inglese.

Se hai bisogno di sapere altro, sono a tua completa disposizione :D

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Sì, Fele, sono persone reali, la cosa vera dietro la leggenda.

No, Nanni, stai semplificando troppo. Spesso il piccolo popolo è la folklorizzazione di divinità passate (come fauni, ninfe e satiri e divinità ctonie boschive) e la fantasia di persone che credono nei diavoli.

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Grazie per il post esaustivo, Mattonzolo.

La via esoterica non mi interessa particolarmente, nel senso che nel fantasy che ho in mente i folletti sarebbero una specie vera e propria (in carne e ossa, insomma), senza contare che non ho intenzione di inserire citazioni a particolari culti religiosi.

Per quanto riguarda la via folkloristica, vedrò di informarmi su qualche enciclopedia (anche se ne esistono talmente tante che spero di trovarne una valida). Magari guardo in biblioteca.

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Sì, Fele, sono persone reali, la cosa vera dietro la leggenda.

No, Nanni, stai semplificando troppo. Spesso il piccolo popolo è la folklorizzazione di divinità passate (come fauni, ninfe e satiri e divinità ctonie boschive) e la fantasia di persone che credono nei diavoli.

Più che semplificando forse può sembraare che stia generalizzando, ma non è questa la mia intenzione.

Ho solo detto che una ben precisa figura del folclore, quella del folletto che danza e suona il violino, ha una precisa corrispondenza nella realtà. Ovviamente altre figure possono avere le origini più diverse. Magari essere l'ultimo portato di antichi culti animistici, per esempio.

Sono anche cosciente di come possano esistere sovrapposizioni e sincretismi vari. Per esempio, ne "La pentola dell'oro" di James Stephens è proposto un sincretismo con la figura del dio Pan. Le cose non sono mai troppo semplici.

Un'altra cosa che ho sentito spesso dire è che il mito del "figlio scambiato" nascerebbe dalla necessità di giustificare i casi di autismo, in cui un bambino, apparentemente normale, cambiava carattere e diventava strano e incapace di comunicare. Ma mi limito a riportare questa interpretazione senza aggiungervi commenti,

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