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Bene, direttamente dalle vene

plasmo una retta col mio plasma

che assembla un'assemblea di parole ansimanti come l'asma

o come spasimanti che fanno gli amanti,

non parlo di diamanti ma di quegl'istanti

contenuti in contenti attimi "con te" ma anti-romantico

per eccellenza, con eccellenza pratico

masturbazione testuale con la pratica

della pratica arte derivante dal classico,

lo scrivere,

alla deriva da me ne deriva un succo gastrico

assente in ogni plico già esistente, applico

un qualcosa presente nel mio presente,

gli spasmi di cui ho detto precedente-mente

sono orgasmi di piacere che mi fanno il piacere

di cancellare fantasmi derivanti dalle ere

sempre più nere, parole come cure.

Senza la presenza d'atmosfere con sfumature scure,

non sento una scure sul cuore, incastri

castrano negatività descrivendo la realtà,

se il mio appiglio lo vendo, vendo i miei frutti

quindi farei il fruttivendolo, tutti

i sogni e le illusioni trasformate in trasfusioni

infette e corrotte dalla fame di fama

che diffama chi ama l'arte,

regala contante evviva il "sogno del cantante"

folta chioma e spumante, quel che conta, l'importante,

porta a essere. Io non voglio aprire una porta con cui essere

il prossimo essere che si vende al prossimo.

Diciamo fare "la puttana", solo un emblema(sono antisessista).

Mi sistemo fuori da un sistema

che chiama a se l'avarizia porca,

dolce liquirizia mmm, stesso colore m' assassina come l'orca.

E se mettessi in una fossa piena di liquame infame,

in una massa di merda ogni mia parola?

Una viscida mole cola sopra alla mia trama,

sporca ogni molecola, si dirama

dentro ogni teorema

che muove ogni mia rima.

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