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Donnie-Darko

Informazioni sulla vita medievale (nobili, vita di corte ecc...)

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Ciao ragazzi, sto per scrivere un fantasy medievale e mi ritrovo completamente ignorante, spero che sappiate aiutarmi!

1) Avete qualche idea sulla vita di corte di un giovane nobile? Di circa quindici anni? E la sua vita quotidiana?

2) Meglio scegliere come residenza un castello o una villa? Qual è più verosimile? Immagino che un nobile non possa vivere in un piccolo villaggio, ma più probabilmente in una città, dico bene?

3) Nella residenza di un nobile (un generale ormai troppo anziano per combattere), quanti paggi, servi, domestiche, ancelle, cuochi ci sono solitamente? Quali altre figure appaiono: non so, menestrelli, buffoni, giardinieri... che altro?

Cosa sapete sul loro conto? Da dove venivano? Avevano alloggi nella villa/castello?

4) Equipaggiamento da guerra: cotta di maglia, schinieri, bracciali, gambali, elmo e scudo? O sbaglio?

5) Che gradi di autorità esistevano in battaglia, intendo: c'era il capitano, il cavaliere, il generale, gli altri? E la gerarchia qual è?

6) A che tipo di addestramento è sottoposto un aspirante cavaliere? Gli venivano insegnate anche materie scolastiche? Pensavo di

7) Conoscete qualcosa riguardo feste, rituali, cerimonie e riti di iniziazione?

8) Un generale troppo vecchio per combattere, un veterano, che tipo di impegni avrebbe? O meglio: si trova nella sua dimora di frequente, oppure spesso è impegnato in viaggi o altri impegni?

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Ospite Bradipi

Il medioevo dura mille anni (dal 476, caduta di Roma al 1492 scoperta dell'america) e interessa tutta l'Europa, devi essere più preciso.

In ogni caso a 15 anni si era adulti, la durata della vita media era di 30 anni.

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In effetti ancora non so bene qual è il periodo esatto, immaginavo una società di stampo medievale, perché comunque il romanzo si ambienta in un mondo immaginario, comunque direi basso medioevo, spero di essere stato un po' più preciso!

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2) Meglio scegliere come residenza un castello o una villa? Qual è più verosimile? Immagino che un nobile non possa vivere in un piccolo villaggio, ma più probabilmente in una città, dico bene?

Credo di no. La nobiltà medievale nasce sostanzialmente con l'invenzione della staffa, che permette l'esistenza dei cavalieri armati di lancia lunga. Il modello è quello di Re Artù e dei cavalieri della tavola rotonda.

Il cavaliere armato di lancia lunga rappresenta una novità molto importante, la sua efficenza bellica è, per l'epoca, notevolissima. Però richiede un lungo addestramento, praticamente chi pratica quest'arte non fa quasi altro e deve essere mantenuto dalla comunità. Che questa lo voglia o no.

Così gruppi di cavalieri fanno perno su castelli (o comunque edifici fortificati) da cui dominano le campagne e i villaggi circostanti. Le città sono ai margini di questo mondo e sviluppano, molto gradualmente, una loro nobiltà di origine mercantile.

I cavalieri si prestano per attività belliche anche su larga scala, obbedendo alla nota gerarchia feudale. Spesso il loro scopo è conquistare nuovi feudi, come avverrà in Palestina a seguito delle prime crociate. Anche lì verranno costruiti castelli e le città, una volta conquistate, saranno sostanzialmente lasciate a loro stesse e agli amministratori locali.

Tutto questo finirà con l'introduzione e il perfezionamento delle armi da fuoco. Le città (i comuni) riprenderanno importanza e i potenti locali le trasformeranno in signorie. Convenzionalmente la fine della cavalleria viene associata alla morte del Cavalier Baiardo (Pierre Terrail du Bayard) nel 1524, ma si trattava di una cavalleria già molto diversa da quella originaria.

Spero di esserti stato d'aiuto e di non aver scritto troppe stupidaggini. E' quello che mi ha insegnato il mio professore di liceo tanti anni fa, e spero di ricordare bene.

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1) Avete qualche idea sulla vita di corte di un giovane nobile? Di circa quindici anni? E la sua vita quotidiana?

Già qui è importante specificare cosa intendi per giovane nobile, perché i nobili non sono tutti uguali. Se intendi l'erede al trono di un regno, il giovane rampollo sarà stato educato nelle arti della guerra e gli sarà stato insegnato il codice cavalleresco, perché all'epoca per un sovrano era più importante figurare e comportarsi da guerriero che da sovrano (erano i maestri di palazzo e il concilio di consiglieri a occuparsi attivamente dell'amministrazione, salvo in rari casi). In parole povere, il re doveva dare un'idea di forza per intimorire i regni rivali o, più spesso, i vassalli che minacciavano la sua autorità. Pertanto, il principe passava le giornate a cavalcare, ad addestrarsi, ad andare a caccia e così via. Magari studiava qualcosina, ma proprio il minimo indispensabile.

Per un giovane nobile generico, magari figlio di un potente vassallo, la vita non era molto diversa. Tuttavia, trattandosi dell'erede di un vassallo e non di un re, la sua educazione doveva essere improntata a un maggior interesse verso l'amministrazione, poiché le terre non si mantengono da sole. Il padre del giovane penso volesse assicurarsi che il figlio non mandasse in malora le sue conquiste i suoi possedimenti, pertanto lo manteneva vicino a sé, lo faceva partecipare alle udienze affinché imparasse il mestiere di governante (nel Medioevo, ogni signore con un po' di terra era in pratica un governante).

La vita era più dura per i giovani nobili non primogeniti, specialmente per gli ultimi. L'eredità di un signore andava tutta al primogenito, agli altri (quando gli andava bene) spettavano le briciole. Il destino comune per gli altri figli era il convento: i giovani nobili imparavano a leggere e scrivere per dedicarsi alle tipiche attività nobili di un monastero, come la copiatura dei testi e la loro preservazione. Naturalmente, nel monastero avrebbero raggiunto posizioni di rilievo, come abate o priore, ma non avrebbero in tal modo potuto reclamare diritti sull'eredità paterna.

2) Meglio scegliere come residenza un castello o una villa? Qual è più verosimile? Immagino che un nobile non possa vivere in un piccolo villaggio, ma più probabilmente in una città, dico bene?

La villa è una struttura di derivazione romana, abitata non da nobili ma da contadini. Il castello era la dimora della nobiltà, e la villa decadde come struttura nel Medioevo. Un nobile abita in un castello, penso di non sbagliare dicendo che questo è un punto fermo su cui non si può discutere. I castelli, per loro stessa natura, devono essere isolati, in posti non raggiungibili troppo facilmente, poiché la loro funzione primaria è quella di proteggere, difendere. Attorno al castello si sviluppava il borgo, ossia la comunità di abitanti, artigiani, contadini che vivevano nei suoi pressi per esserne protetti e mantenerlo. E' dai borghi che nascono le città fortificate, quelle che possiedono un castello. Comunque sia, all'inizio queste città erano poco più che villaggi. Un nobile potente domina diversi villaggi, ma vive in un castello, in poche parole. Non vive in mezzo alla plebe.

3) Nella residenza di un nobile (un generale ormai troppo anziano per combattere), quanti paggi, servi, domestiche, ancelle, cuochi ci sono solitamente? Quali altre figure appaiono: non so, menestrelli, buffoni, giardinieri... che altro?

Cosa sapete sul loro conto? Da dove venivano? Avevano alloggi nella villa/castello?

Questo è molto variabile. Dipende dalla corte che vive attorno al padrone del castello (generale mi piace poco come termine, riferito a un ambito medievale... non perché sia troppo moderno il termine, ma perché è superfluo indicarlo: ogni nobile a quell'epoca comandava sul campo il proprio esercito, per cavalleria). Penso che per mantenere un castello come quello sforzesco a Milano, non meno di 150 servi fossero necessari. Ma il numero andrebbe calcolato in base al numero di persone che necessitano di un servo: non solo la famiglia proprietaria del castello, ma anche i nobili di passaggio e vassalli che vivevano alla sua corte. Più gente c'è da servire, più aumentano i servi, logicamente.

Tutta questa servitù sicuramente da qualche parte doveva pur alloggiare, ma non è detto che lo facesse nel castello: probabilmente risiedevano al di fuori di esso, ma entro i suoi confini, in specifici alloggi. La servitù composta da ancelle, servi, sguatteri, eccetera proveniva dal popolo sottomesso al signore. Menestrelli e goliardi erano girovaghi, viaggiatori che si presentavano alle corti chiedendo ospitalità in cambio di intrattenimento.

4) Equipaggiamento da guerra: cotta di maglia, schinieri, bracciali, gambali, elmo e scudo? O sbaglio?

Il cavallo, direi. Elemento fondamentale in qualsiasi battaglia medievale. Non dimentichiamo gli attendenti, che aiutavano il signore a indossare l'armatura (è impossibile mettersene una da soli).

5) Che gradi di autorità esistevano in battaglia, intendo: c'era il capitano, il cavaliere, il generale, gli altri? E la gerarchia qual è?

Beh, non sono espertissimo, ma dubito esistessero i gradi militari odierni. Devi tenere conto di un aspetto importantissimo della guerra medievale: non esistevano eserciti permanenti. Dunque, se l'esercito viene sciolto una volta finita la guerra, non ha senso creare gradi duraturi. A comandare l'esercito era il re o un suo fidato vassallo, il quale delegava il comando delle varie sezioni ad altri suoi vassalli, e così via. Erano i nobili a guidare l'esercito. Più grande era, più grande era il numero di ufficiali nobili necessario a mantenerlo equilibrato. In questo contesto, sappi che ogni nobile è un cavaliere (anche se non tutti i cavalieri erano nobili nel senso di ricchi).

6) A che tipo di addestramento è sottoposto un aspirante cavaliere? Gli venivano insegnate anche materie scolastiche?

L'addestramento di un cavaliere comincia da bambino. Un nobile invia il suo figliolo a fare da paggio a un altro nobile (diventare cavaliere allora era l'equivalente di diventare astronauta oggi - cose da ricchi, insomma), il quale impara da questo mentore l'arte della guerra, l'uso delle armi, tutto quelle cose che è indispensabile conoscere per affrontare una battaglia (come combattere, usare l'equipaggiamento...). Il paggio viene promosso scudiero, e lo scudiero - quando sarà pronto a diventare cavaliere - trascorrerà giorni di digiuno e preghiera in un monastero per purificarsi e prepararsi all'investitura, ossia alla cerimonia con cui gli vengono concessi un cavallo e, soprattutto, delle terre da governare. Materie scolastiche nel senso odierno no di certo, al cavaliere interessavano poche, semplici cose: la guerra, l'onore, la fede, la terra.

7) Conoscete qualcosa riguardo feste, rituali, cerimonie e riti di iniziazione?

In parte ho risposto citando la cerimonia dell'investitura, con cui un cavaliere veniva nominato appoggiando sulle sue spalle un mantello ('in vestitus'). Per riti di iniziazione mi vengono in mente gli ordini cavallereschi, che sono un discorso a parte e se ne potrebbe parlare per ore. Feste tipicamente medievali... beh, il Medioevo è stato un'epoca contrassegnato dall'influenza della religione cristiana, perciò le feste erano di stampo religioso volte all'espiazione dei peccati e alla venerazione dei santi.

8) Un generale troppo vecchio per combattere, un veterano, che tipo di impegni avrebbe? O meglio: si trova nella sua dimora di frequente, oppure spesso è impegnato in viaggi o altri impegni?

Un nobile che non può più scendere in battaglia si gode la bella vita a corte. Mangia, impone le decime, prega e, a volte, governa. Il feudo di un signore è generalmente non troppo vasto, non ha tutto questo gran che da amministrare. Va detto, però, che sicuramente tu hai un'idea di vecchiaia che mal si compenetra con questo contesto. Nel Medioevo, si era vecchi a 40 anni. E ben pochi ci arrivavano. Dunque, dubito molto che un 'vecchio' quarantenne non riesca a combattere.

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Già qui è importante specificare cosa intendi per giovane nobile, perché i nobili non sono tutti uguali

Grazie per aver elencato i due casi, mi saranno utili le informazioni combinate in ogni caso. Mi riferivo più al secondo, questo ragazzo è figlio di un nobile generico o meglio, un vassallo del re, un cavaliere di drago. Grazie per le informazioni.

Il castello era la dimora della nobiltà, e la villa decadde come struttura nel Medioevo. Un nobile abita in un castello, penso di non sbagliare dicendo che questo è un punto fermo su cui non si può discutere. I castelli, per loro stessa natura, devono essere isolati, in posti non raggiungibili troppo facilmente, poiché la loro funzione primaria è quella di proteggere, difendere. Attorno al castello si sviluppava il borgo, ossia la comunità di abitanti, artigiani, contadini che vivevano nei suoi pressi per esserne protetti e mantenerlo. E' dai borghi che nascono le città fortificate, quelle che possiedono un castello. Comunque sia, all'inizio queste città erano poco più che villaggi. Un nobile potente domina diversi villaggi, ma vive in un castello, in poche parole. Non vive in mezzo alla plebe.

Infatti dubitavo della villa fin dall'inizio, perché la ricordavo come caratteristica romana, però dovevo esserne certo.

Un nobile che non può più scendere in battaglia si gode la bella vita a corte. Mangia, impone le decime, prega e, a volte, governa. Il feudo di un signore è generalmente non troppo vasto, non ha tutto questo gran che da amministrare. Va detto, però, che sicuramente tu hai un'idea di vecchiaia che mal si compenetra con questo contesto. Nel Medioevo, si era vecchi a 40 anni. E ben pochi ci arrivavano. Dunque, dubito molto che un 'vecchio' quarantenne non riesca a combattere.

Quando dici governa, intendi sul borgo a lui assegnatogli? Ho le idee un po' confuse. Il nobile, un vassallo, è un uomo a cui il re, e soltanto il re, ha assegnato un feudo? E questo a renderlo tale? Oppure un vassallo può avere un secondo vassallo? Voglio dire, solo il re si arroga questo diritto? Scusa l'ignoranza, spero riuscirai a illuminarmi :D

Grazie per le tue risposte, sono entusiasta di ricevere tutte queste informazioni, non voglio adularti ma, rispetto a me, sei un pozzo di cultura :D

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Ospite Bradipi

Quando dici governa, intendi sul borgo a lui assegnatogli? Ho le idee un po' confuse. Il nobile, un vassallo, è un uomo a cui il re, e soltanto il re, ha assegnato un feudo? E questo a renderlo tale? Oppure un vassallo può avere un secondo vassallo?

http://it.wikipedia.org/wiki/Feudalesimo

Ogni regno aveva regole diverse che sono cambiate nei secoli (in Sicilia i nobili sostenevano che i loro antenati erano sati compagni d'arme del re normanno e quindo pari grado, altrove la terra era del re o imperatore che la concedeva ai nobili), sotto il vassallo c'era il valvassore (talvolta).

Ma talvolta il potere era diviso tra re e maggiordomo (Franchi) o tenno e shogun (Giappone), dove il secondo aveva un enorme potere militare (nel "signore degli anelli" esiste il re di Gondor, che va in giro e scompare, e il sovraintendente).

In soldoni immagina quello che vuoi un esempio storico simile si trova.

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http://it.wikipedia....iki/Feudalesimo

Ogni regno aveva regole diverse che sono cambiate nei secoli (in Sicilia i nobili sostenevano che i loro antenati erano sati compagni d'arme del re normanno e quindo pari grado, altrove la terra era del re o imperatore che la concedeva ai nobili), sotto il vassallo c'era il valvassore (talvolta).

Ma talvolta il potere era diviso tra re e maggiordomo (Franchi) o tenno e shogun (Giappone), dove il secondo aveva un enorme potere militare (nel "signore degli anelli" esiste il re di Gondor, che va in giro e scompare, e il sovraintendente).

In soldoni immagina quello che vuoi un esempio storico simile si trova.

Grazie e anche per il link, dovevo pensare prima a wikipedia :D

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Quando dici governa, intendi sul borgo a lui assegnatogli? Ho le idee un po' confuse. Il nobile, un vassallo, è un uomo a cui il re, e soltanto il re, ha assegnato un feudo? E questo a renderlo tale? Oppure un vassallo può avere un secondo vassallo? Voglio dire, solo il re si arroga questo diritto? Scusa l'ignoranza, spero riuscirai a illuminarmi :D

Il feudalesimo, citato da Bradipo, è una forma di governo cardine per capire il Medioevo. Un feudo è un lotto di terra di proprietà del re, ma la cui custodia e il cui mantenimento sono stati concessi a un guerriero che si è distinto per valore sotto le armi accanto al re, per cui egli lo beneficia di questo premio. Potremmo definirlo un prestito vita natural durante, che si estende alla progenie del destinatario. Soltanto se la progenie del cavaliere si estinguesse, senza lasciare alcun erede, essa tornerebbe in mano al re. Questo però accadeva raramente, perché attraverso i matrimoni con altre famiglie nobili un erede si trovava sempre. Il concetto chiave del feudalesimo è: "Io do qualcosa a te, tu dai qualcosa a me". Il re dà al signore la terra, questi paga una sorta di 'affitto' con una quota dei proventi che quella terra gli dà: cibo, denaro e qualsiasi altra cosa di valore. Il signore può a sua volta delegare un appezzamento della sua terra a qualcun altro, un altro guerriero che lo ha servito: di nuovo, io do qualcosa a te, tu dai qualcosa a me. Costui è il valvassore, a cui viene assegnata dal vassallo un po' di terra e questi lo ripaga dandogli una parte del ricavato che ne trae. Il valvassore può fare la stessa cosa, e avere quindi un valvassino. Il valvassino non può assegnare terra, soprattutto perché quella di cui dispone non è tale da concederne pezzi ad altri. Può però avere sotto di sé alcuni servi, che - in cambio di protezione - lavorano il suo terreno e gli consegnano buona parte dei frutti. Sono i servi della gleba, ossia il grado ultimo della gerarchia feudale, coloro che non possiedono terra ma fanno parte del feudo stesso. Se il feudo venisse ceduto ad altri, i servi della gleba passerebbero di proprietario con esso, proprio come oggetti. Era una condizione assai diffusa nel Medioevo, dettata spesso dalla miseria e dalla necessità di protezione.

Grazie per le tue risposte, sono entusiasta di ricevere tutte queste informazioni, non voglio adularti ma, rispetto a me, sei un pozzo di cultura :D

Sono solo appassionato di storia. Non prendere le mie parole come oro colato, ma documentati e confronta le mie informazioni con le tue fonti. Controlla se vanno bene, prima di usarle. Metà del divertimento di scrivere sta proprio nella ricerca della verosimiglianza.

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Sono solo appassionato di storia. Non prendere le mie parole come oro colato, ma documentati e confronta le mie informazioni con le tue fonti. Controlla se vanno bene, prima di usarle. Metà del divertimento di scrivere sta proprio nella ricerca della verosimiglianza.

D'accordo, non l'avevo mai vista da questo punto di vista, grazie per l'aiuto :)

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Quello che ti posso dire io è poco, poiché hanno detto tutto quelli prima di me. Ma io ho studiato da poco questo periodo e posso dirti che nella maggior parte dei casi i signori erano analfabeti, tanto che persino i giullari erano più colti di loro.

Per quanto riguarda l'assegnazione del feudo, questo avveniva per quanto riguardava il re ai nobili che riteneva più fedeli e degni di fiducia. Questi, in cambio, dovevano prestargli giuramento e, nel caso scoppiasse una guerra, inviargli aiuti. Andando avanti nel tempo, però, questo sistema si rivoltò contro al "re", in quanto i signori miravano ad avere sempre maggiore autonomia.

I figli di un vassallo (parlo dei secondogeniti ecc.) venivano o mandati in altri feudi per imparare l'arte della guerra e divenire cavalieri (analfabeti!) oppure, come già hanno detto, entravano a far parte della Chiesa.

Questo è quello che mi sentivo di aggiungere. Però, se ho capito bene, il tuo non sarà un romanzo storico, perciò potrai anche non attenerti troppo a queste informazioni. :D

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Questo è quello che mi sentivo di aggiungere. Però, se ho capito bene, il tuo non sarà un romanzo storico, perciò potrai anche non attenerti troppo a queste informazioni. :D

Grazie per le informazioni, mi fanno comodo, comunque sono d'accordo con te! Se fosse un romanzo storico dovrei essere molto più accurato, mentre per il momento mi basta avere un'idea più o meno precisa, cerco solo di non essere incoerente e di non scrivere boiate :D Grazie!

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Grazie per le informazioni, mi fanno comodo, comunque sono d'accordo con te! Se fosse un romanzo storico dovrei essere molto più accurato, mentre per il momento mi basta avere un'idea più o meno precisa, cerco solo di non essere incoerente e di non scrivere boiate :D Grazie!

Di nulla! ^^ Se hai altro da chiedere, fai pure!

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Tornando al discorso, mi è venuto un nuovo dubbio. Un borgo cos'è? Voglio dire, è un villaggio protetto da un castello, in cui c'è il villaggio e vicino, tipo su un pendio o una collina, un castello? Oppure un villaggio che si sviluppa dentro le mura del castello? :D

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Il borgo dovrebbe essere qualcosa di più del villaggio perché, a differenza di questo, è fortificato. Una rapidissima ricerca mi rivela che il termine burgus, in età imperiale viene adottato per indicare una piccola fortificazione o una torre. Possiamo quindi immaginare che un castello sia esso stesso un borgo, non che lo contenga. Almeno inizialmente.

In seguito borgo passa a indicare sia un piccolo villaggio fortificato sia un quartiere urbano fortificato all'interno di una città più vasta.

Quindi i tuoi nobili potranno definire"Borgo" il loro castello, oppure chiamare borgo l'abitato inserito nel sistema di fortificazioni del castello stesso come usare la parola per indicare un villaggio fortificato esterno al castello e da questo indipendente.

Dato che la parola ha mutato significato nel corso del tempo dipenderà dall'uso che se ne farà nel momento e nel luogo in cui hai scelto di fare svolgere la tua storia.

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Secondo me dovresti intento scegliere un periodo. *^*

Il Medioevo comprende molti secoli (qualcuno ha accennato, sopra). Ambienti e usi cambiano molto dall'ottavo-nono secolo (più o meno l'epoca di Carlo Magno, per intenderci) al dodicesimo (giostre e cavalleria erano loro massimo splendore), per esempio. Si tende a pensare al Medioevo come a un grosso "monoblocco" ma se per certi versi può essere vero, per gli usi e costumi della popolazione ci sono variazioni immensi da secolo a secolo.

Anche per un'ambientazione fantasy come la tua scegliere con più precisione potrebbe aiutarti a vedere meglio l'universo che vuoi creare.

Visto che comunque cerchi informazione per lo più sui giovani nobili, penso che potrebbe interessarti il testo "Cavalieri e Cavalleria nel Medioevo" di Jean Flori, Einaudi. E' un testo che prende in esame più realtà e in più periodi, buttando un occhio a particolari che potrebbero colorare molto il tuo lavoro. A me è stato utilissimo!

Buon lavoro!

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Da wikipedia:

Il borgo nel Medioevo era costituito da un gruppo di case che sorgevano intorno ad una piazza, normalmente quella della chiesa o quella in cui era ubicato il palazzo del comune. Si sviluppavano talvolta al di fuori di centri di maggiori dimensioni, sui bordi delle vie principali che portavano ad essi. Sorgevano borghi medievali soprattutto intorno a fortezze militari e castelli (...) Spesso, quando i borghi raggiungevano dimensioni superiori alla stessa città, venivano demolite le mura del borgo per poi ricostruirle.

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penso che potrebbe interessarti il testo "Cavalieri e Cavalleria nel Medioevo" di Jean Flori, Einaudi. E' un testo che prende in esame più realtà e in più periodi, buttando un occhio a particolari che potrebbero colorare molto il tuo lavoro. A me è stato utilissimo!

Buon lavoro!

Grazie, darò un'occhiata!

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