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Robin

Schiuma - Gente di un certo livello

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Ecco qui lo spunto per un romanzo che sto scrivendo.

Il romanzo è ambientato nel 2010. Ci troviamo in una piccola cittadina dell'Umbria (Porto Flaminia, che non esiste), di quelle dove apparentemente non accade mai nulla.

Tutto inizia quando un bambino di dieci anni (Antonio) decide di scappare di casa rubando un borsone pieno zeppo di soldi. Come c'è finito quel borsone a casa sua? Be'... sua madre (Claudia) è una prostituta d'alto borgo, o una "escort", come si è soliti chiamarle in questi giorni. Riceve a casa sua clienti di tutti i generi, ma sopratutto "gangster di provincia", come quelli che si vedono a Porto Flaminia. Dicevamo, il borsone... quello appartiene a un sicario noto nell'ambiente col nome di "Morte". "Morte" aveva deciso di spassarsela, e aveva poggiato il borsone nella cucina.

Ma cos'è che spinge il bambino a fuggire? Non andando troppo per le lunghe, nei mesi precedenti sua madre (la escort di cui sopra, lo ripeto) l'ha lasciato solo (o meglio, insieme a quei "gangster di provincia" che di sicuro non sono i migliori pedagoghi del mondo) per scappare insieme al suo uomo, un latitante.

Insomma, il piccolo Antonio decide di scappare. E ruba il borsone con dentro i soldi. Nei giorni precedenti ha addirittura studiato la persona che, nel suo periodo di evasione, sarà il suo "padre temporaneo": Un trentatreenne (Enrico) che abita nel palazzo di fronte al suo: quest'uomo non lavora, non studia, e vegeta nell'appartamento della nonna (morta), ricevendo ancora i suoi assegni per la pensione d'invalidità. Con una piccola parentesi: La nonna è morta di cancro da tre mesi.

Inizialmente, Enrico rifiuta di "giocare a Non è un Paese per Vecchi". Ma il fatto che il sicario (Morte) si sia accorto della mancanza del suo borsone, e che sia sceso da casa sua diretto da lui, gli fa subito cambiare idea.

Parte così una caccia all'uomo "all'italiana" in cui s'intrecciano però altre tematiche, oltre a quella della sopravvivenza: La disperazione della madre per aver perso suo figlio, il desiderio di avere un "genitore" da parte del piccolo Antonio (cresciuto senza padre e con una madre "assenteista"), il sicario a cui viene diagnosticato un tumore e che non sa a chi affidare la sua nipotina (essendo i suoi parenti, in toto, morti o chiusi in carcere), e la ricerca di un "senso per vivere" da parte di Enrico, il trentatreenne "vegetante".

Il romanzo, inoltre (o almeno, è quello che mi auguro), punta anche a far sorridere, e perché no, ridere, il lettore, attraverso una lunga lista di personaggi improbabili, praticamente tutti quelli secondari.

Sono stato ispirato dai film di Joel & Ethan Coen, e dai romanzi di Joe R.Lansdale (ma anche di Wu Ming), come penso s'intuisca.

Questo, in sintesi, è lo spunto. Se ritenete che sia eccessivamente "scheletrico", fornirò altre informazioni.

Non ho inserito molte info sui personaggi perché temevo di annoiare gli utenti con un wall-post eccessivamente lungo.

Se vi va, commentate.

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Ospite Bradipi

Il romanzo è ambientato nel 2010. Ci troviamo in una piccola cittadina dell'Umbria (Porto Flaminia, che non esiste), di quelle dove apparentemente non accade mai nulla.

Il primo problema di questa storia è l’ambientazione. Premettendo di non essere un esperto frequentatore di escort e di avere solo notizie giornalistiche, ma quanti clienti può avere Claudia in una piccola città dell’Umbria? Le piccole città hanno la caratteristica che tutti sanno tutto di tutti, i clienti sarebbe noti a tutti e non credo che ne sarebbero soddisfatti.

Se dovessi aprire un negozio che vende oggetti di lusso (e il bene che affitta Claudia è di lusso) ad esempio orologi Rolex, gioielli Bulgari o borse Luis Vuitton o lo apri in una grande città o in un piccolo centro ma ben frequentato come Cortina.

Che tipo di cittadina immagini Porto Flaminia? Tra l’altro l’Umbria è una delle poche regioni senza sbocco al mare, proprio “Porto” la devi chiamare?

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Secondo me è una buona base per un romanzo di contenuti "importanti", ma come ti hanno detto chiamare la cittadina "porto" quando non c'è sbocco sul mare in Umbria...mmm...penso che ti farebbe perdere di credibilità fin dall'inizio!

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Per Porto ho verificato, perché ero incredula anch'io, ed esiste una frazione che si chiama proprio "Porto" a Castiglione del Lago:

http://italia.indett...lago_porto.html

Giusto per ricordare a tutti che la navigazione non è solo di mare. :asd:

Detto questo, la trama mi piace, soprattutto se decidi di darle un taglio ironico/comico. Suggerisco di leggere Pennac e di vedere i film Il missionario e Gloria (entrambe le versioni).

I francesi in generale sono maestri in questo tipo di storie.

I problemi che vedo sono:

Ma il fatto che il sicario (Morte) si sia accorto della mancanza del suo borsone, e che sia sceso da casa sua diretto da lui, gli fa subito cambiare idea.

Come ha fatto Morte a scoprire dov'è scappato il bambino? Inoltre crea maggiore tensione (e momento comico) se non lo sa, ma lo si vede che indaga. Magari non crede che sia stato il bambino a scappare coi soldi, ma pensa che chi li ha rubati lo abbia rapito?

La disperazione della madre per aver perso suo figlio

Cioè, lei lo ha affidato a un suo "cliente" poco raccomandabile e se n'è scappata con l'amante, e si dispera? Secondo me è già tanto che si accorga che il figlio è scappato.

Resto perlpessa sul rapporto tra la madre e il gangster e anche sul rapporto tra l'amante della madre e la malavita locale, varrebbe la pena approfondire e cercare qualcosa di originale. Per esempio, Morte in realtà è un po' succube di questa donna, per questo ha accettato di badare al bambino, ed è spaventato all'idea di dirle che il bambino è sparito. Giusto per dare un'idea, magari invece vuoi un taglio diverso.

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Una buona base, ha degli spunti interessanti. Se ben gestita, questa trama può esprimere grandi potenzialità.

Invece che Claudia affidi il figlio ad un cliente mi sembra realistico, drammatico. Dei sensi di colpa ce li avrà, cercherà di darsi giustificazioni, il figlio le pesava troppo, può poi rendersi conto di ciò che ha fatto e sentirsi una merda, e quindi disperarsi. Ci sta, a mio parere.

"Morte", come nome di un gangster, non mi va troppo a genio.

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Certo, la trama sarebbe molto più drammatica se a fuggire con il bambino fosse Morte (concordo, nome da cambiare) magari perché deve recuperare i soldi che sono della mafia e il pargolo è l'unico a conoscere in viso chi li ha rubati. O magari la madre lo aveva lasciato dal trentenne, suo amico ma che ne era innamorato, ed è lei ad essere fuggita col malloppo. Anche se il killer in viaggio col bambino, o bambina?, che naturalmente mano a mano poi si intenerisce, mi ricorda altre trame...

Insomma, gli spunti possono essere tanti. Quello che personalmente non mi piace è proprio il ruolo da protagonista del trentenne. Non sarebbe meglio ucciderlo subito? :omicida:

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Perdonami la pignoleria, ma la prostituta al massimo può essere di "alto bordo", non di "alto borgo" ;)

Te lo dico perché una mia conoscente ha fatto finire sul libro terminato, dato alle stampe e anche venduto, una frase in cui il protagonista maschile stava a "Dorso nudo" (come le gheishe, che hanno il vestito tutto aperto dietro... :D ), invece che a "Torso nudo" :)

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