Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Ospite Linda Rando

Uniti contro l'editoria a pagamento: perché l'eap fa male

Post raccomandati

Ospite Cristina

Vi rivolgo un appello, o una preghiera. Intendetela come preferite.

La maggior parte di quelli che passano di qui sono aspiranti scrittori o scrittori esordienti; tutti noi desideriamo emergere.

Emergere non è possibile non per colpa dei grandi editori: non solo. E' colpa di editori che infognano il panorama editoriale con centinaia di pubblicazioni annue, tutte assai poco curate - per non dire peggio - e di pessima qualità materiale e di contenuti stessi.

Ci lamentiamo tutti di questa situazione: ne abbiamo ogni ragione, ma le parole non bastano: c'è bisogno di fare qualcosa.

Non vi sto chiedendo grandi gesti, assolutamente. Quello che vi chiedo è di non dare spazio, nei vostri siti, blog, forum, librerie anobiane e scaffali di casa, wish list e discussioni, a titoli o autori pubblicati a pagamento.

Ignorateli, fate finta che non esistano; non recensiteli, non comprateli, non leggeteli; sconsigliateli agli altri, perché su 10'000 libri pubblicati a pagamento forse uno o due sono meritevoli o contengono qualche buona idea.

I libri sono tanti, troppi: dare spazio a chi non lo merita danneggia chi ne è meritevole, voi compresi!

E non pubblicate a pagamento, per carità... se volete togliervi uno sfizio, rivolgetevi ai print on demand.

O, meglio ancora, lavorate con umiltà e non alzate la testa furiosi se vi rifiutano, andando a umiliarvi - sì, umiliarvi - pagando fior di soldi per pubblicare.

Se il vostro testo merita prima o poi qualcuno che vi pubblica gratis lo trovate.

Se la Rowling avesse accettato di pagare, per pubblicare, quando i grandi editori l'hanno rifiutata nessuno di noi saprebbe chi è.

J. K. Rowling ha pubblicato con un piccolo editore sconosciuto in Inghilterra: il successo non è impossibile. Pagando, invece, lo diventa.

Gli editori a pagamento immettono sul mercato migliaia di titoli l'anno, rendendo impossibile entrare in libreria, per chi non è pubblicato dai big.

Non lo dico io, lo dicono le statistiche: sessantamila libri pubblicati ogni anno, la metà degli editori a pagamento ne mette sul piatto un centinaio all'anno: considerato che gli editori a pagamento sono più di 1000, vedete voi quali sono i numeri in gioco!

Eliminando gli editori a pagamento è possibile per moltissimi autori ed editori accedere alle librerie: di conseguenza i lettori potranno acquistare prodotti che si avvicinano di più alle loro esigenze, non solo per trama, qualità materiale ecc ma anche per prezzo, in quanti i piccoli e i medi editori hanno prezzi di copertina più bassi; come naturale conseguenza di tutto ciò, i big subiranno dei colpi, che li costringeranno a pubblicare non solo le schifezze che troviamo sugli scaffali, ma autori davvero meritevoli.

Se in questo processo, che porta IMMENSI benefici a TUTTI si perde per strada qualche bel libro, pazienza.

Pensateci.

concordo in pieno...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Vi rivolgo un appello, o una preghiera. Intendetela come preferite.

La maggior parte di quelli che passano di qui sono aspiranti scrittori o scrittori esordienti; tutti noi desideriamo emergere.

Emergere non è possibile non per colpa dei grandi editori: non solo. E' colpa di editori che infognano il panorama editoriale con centinaia di pubblicazioni annue, tutte assai poco curate - per non dire peggio - e di pessima qualità materiale e di contenuti stessi.

Ci lamentiamo tutti di questa situazione: ne abbiamo ogni ragione, ma le parole non bastano: c'è bisogno di fare qualcosa.

Non vi sto chiedendo grandi gesti, assolutamente. Quello che vi chiedo è di non dare spazio, nei vostri siti, blog, forum, librerie anobiane e scaffali di casa, wish list e discussioni, a titoli o autori pubblicati a pagamento.

Ignorateli, fate finta che non esistano; non recensiteli, non comprateli, non leggeteli; sconsigliateli agli altri, perché su 10'000 libri pubblicati a pagamento forse uno o due sono meritevoli o contengono qualche buona idea.

I libri sono tanti, troppi: dare spazio a chi non lo merita danneggia chi ne è meritevole, voi compresi!

E non pubblicate a pagamento, per carità... se volete togliervi uno sfizio, rivolgetevi ai print on demand.

O, meglio ancora, lavorate con umiltà e non alzate la testa furiosi se vi rifiutano, andando a umiliarvi - sì, umiliarvi - pagando fior di soldi per pubblicare.

Se il vostro testo merita prima o poi qualcuno che vi pubblica gratis lo trovate.

Se la Rowling avesse accettato di pagare, per pubblicare, quando i grandi editori l'hanno rifiutata nessuno di noi saprebbe chi è.

J. K. Rowling ha pubblicato con un piccolo editore sconosciuto in Inghilterra: il successo non è impossibile. Pagando, invece, lo diventa.

Gli editori a pagamento immettono sul mercato migliaia di titoli l'anno, rendendo impossibile entrare in libreria, per chi non è pubblicato dai big.

Non lo dico io, lo dicono le statistiche: sessantamila libri pubblicati ogni anno, la metà degli editori a pagamento ne mette sul piatto un centinaio all'anno: considerato che gli editori a pagamento sono più di 1000, vedete voi quali sono i numeri in gioco!

Eliminando gli editori a pagamento è possibile per moltissimi autori ed editori accedere alle librerie: di conseguenza i lettori potranno acquistare prodotti che si avvicinano di più alle loro esigenze, non solo per trama, qualità materiale ecc ma anche per prezzo, in quanti i piccoli e i medi editori hanno prezzi di copertina più bassi; come naturale conseguenza di tutto ciò, i big subiranno dei colpi, che li costringeranno a pubblicare non solo le schifezze che troviamo sugli scaffali, ma autori davvero meritevoli.

Se in questo processo, che porta IMMENSI benefici a TUTTI si perde per strada qualche bel libro, pazienza.

Pensateci.

Sono nuovo del forum, ma volevo dire la mia sull'argomento. Ritengo il tuo appello imprescindibile per ogni lettore che si ritenga tale. In Italia, statistiche alla mano, il problema principale è riconducibile al fatto che ci sono più scrittori che lettori; questa piaga con le pubblicazioni a pagamento puó solamente che aumentare. Io non capisco una cosa: ma se ad un colloquio lavorativo non venite scelti, cosa fate? Richiamate l'azienda proponendogli un'assegno? Non credo. Quindi perchè se l'editore vi rifiuta, decidete di pagare per pubblicare? Forse non è meglio provare a rileggere il manoscritto per capirne i motivi del rifiuto?

Le strade facili, si sá, sono sempre le più veloci, ma le soddisfazioni arrivano solo col sudore sulla carta.

Piuttosto, mia sindacabalissima opinione, pubblicate gratuitamente tramite ebook: un modo per ottenere il giudizio sul lavoro svolto. Anche perchè scrivere lo si fa per passione, non per guadagno.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

 

Vi rivolgo un appello, o una preghiera. Intendetela come preferite.

La maggior parte di quelli che passano di qui sono aspiranti scrittori o scrittori esordienti; tutti noi desideriamo emergere.

Emergere non è possibile non per colpa dei grandi editori: non solo. E' colpa di editori che infognano il panorama editoriale con centinaia di pubblicazioni annue, tutte assai poco curate - per non dire peggio - e di pessima qualità materiale e di contenuti stessi.

Ci lamentiamo tutti di questa situazione: ne abbiamo ogni ragione, ma le parole non bastano: c'è bisogno di fare qualcosa.

Non vi sto chiedendo grandi gesti, assolutamente. Quello che vi chiedo è di non dare spazio, nei vostri siti, blog, forum, librerie anobiane e scaffali di casa, wish list e discussioni, a titoli o autori pubblicati a pagamento.

Ignorateli, fate finta che non esistano; non recensiteli, non comprateli, non leggeteli; sconsigliateli agli altri, perché su 10'000 libri pubblicati a pagamento forse uno o due sono meritevoli o contengono qualche buona idea.

I libri sono tanti, troppi: dare spazio a chi non lo merita danneggia chi ne è meritevole, voi compresi!

E non pubblicate a pagamento, per carità... se volete togliervi uno sfizio, rivolgetevi ai print on demand.

O, meglio ancora, lavorate con umiltà e non alzate la testa furiosi se vi rifiutano, andando a umiliarvi - sì, umiliarvi - pagando fior di soldi per pubblicare.

Se il vostro testo merita prima o poi qualcuno che vi pubblica gratis lo trovate.

Se la Rowling avesse accettato di pagare, per pubblicare, quando i grandi editori l'hanno rifiutata nessuno di noi saprebbe chi è.

J. K. Rowling ha pubblicato con un piccolo editore sconosciuto in Inghilterra: il successo non è impossibile. Pagando, invece, lo diventa.

Gli editori a pagamento immettono sul mercato migliaia di titoli l'anno, rendendo impossibile entrare in libreria, per chi non è pubblicato dai big.

Non lo dico io, lo dicono le statistiche: sessantamila libri pubblicati ogni anno, la metà degli editori a pagamento ne mette sul piatto un centinaio all'anno: considerato che gli editori a pagamento sono più di 1000, vedete voi quali sono i numeri in gioco!

Eliminando gli editori a pagamento è possibile per moltissimi autori ed editori accedere alle librerie: di conseguenza i lettori potranno acquistare prodotti che si avvicinano di più alle loro esigenze, non solo per trama, qualità materiale ecc ma anche per prezzo, in quanti i piccoli e i medi editori hanno prezzi di copertina più bassi; come naturale conseguenza di tutto ciò, i big subiranno dei colpi, che li costringeranno a pubblicare non solo le schifezze che troviamo sugli scaffali, ma autori davvero meritevoli.

Se in questo processo, che porta IMMENSI benefici a TUTTI si perde per strada qualche bel libro, pazienza.

Pensateci.

Sono nuovo del forum, ma volevo dire la mia sull'argomento. Ritengo il tuo appello imprescindibile per ogni lettore che si ritenga tale. In Italia, statistiche alla mano, il problema principale è riconducibile al fatto che ci sono più scrittori che lettori; questa piaga con le pubblicazioni a pagamento puó solamente che aumentare. Io non capisco una cosa: ma se ad un colloquio lavorativo non venite scelti, cosa fate? Richiamate l'azienda proponendogli un'assegno? Non credo. Quindi perchè se l'editore vi rifiuta, decidete di pagare per pubblicare? Forse non è meglio provare a rileggere il manoscritto per capirne i motivi del rifiuto?

Le strade facili, si sá, sono sempre le più veloci, ma le soddisfazioni arrivano solo col sudore sulla carta.

Piuttosto, mia sindacabalissima opinione, pubblicate gratuitamente tramite ebook: un modo per ottenere il giudizio sul lavoro svolto. Anche perchè scrivere lo si fa per passione, non per guadagno.

 

 

 

Scusa tanto mrkferrari,  perché "Piuttosto".....? Pubblicare tramite ebook sarebbe una seconda scelta? E di conseguenza una scelta di serie B?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Scusa tanto mrkferrari,  perché "Piuttosto".....? Pubblicare tramite ebook sarebbe una seconda scelta? E di conseguenza una scelta di serie B?

 

 

Mi sono espresso male; anzi ho usato la parola "piuttosto" in maniera sbagliata. L'ebook, per quel che mi riguarda, è la logica conseguenza della controparte cartacea. Come negli anni 90' è successo per il cd e l'mp3. Quindi ritengo che gli ebook siano il "futuro", tanto che inzio a preferirli alla versione cartacea (con qualche piccola malinconia, non lo nascondo). Certamente non una scelta di serie B; lungi da me un pensiero del genere.

Quello che volevo esprimere era un "piuttosto" legato ad una scelta migliore di quella dell'Eap.

E sia chiaro: non intendo nei contenuti, non sono nessuno per giudicare. Intendo il servizio Eap in sè stesso.

Mi scuso e spero d'essermi spiegato meglio.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

 

Scusa tanto mrkferrari,  perché "Piuttosto".....? Pubblicare tramite ebook sarebbe una seconda scelta? E di conseguenza una scelta di serie B?

 

 

Mi sono espresso male; anzi ho usato la parola "piuttosto" in maniera sbagliata. L'ebook, per quel che mi riguarda, è la logica conseguenza della controparte cartacea. Come negli anni 90' è successo per il cd e l'mp3. Quindi ritengo che gli ebook siano il "futuro", tanto che inzio a preferirli alla versione cartacea (con qualche piccola malinconia, non lo nascondo). Certamente non una scelta di serie B; lungi da me un pensiero del genere.

Quello che volevo esprimere era un "piuttosto" legato ad una scelta migliore di quella dell'Eap.

E sia chiaro: non intendo nei contenuti, non sono nessuno per giudicare. Intendo il servizio Eap in sè stesso.

Mi scuso e spero d'essermi spiegato meglio.

 

Purtroppo e soprattutto in Italia si tende a relegare gli ebook in seconda fascia rispetto al cartaceo, che avrà il suo fascino secolare, ma che secondo me è destinato a scomparire. Peraltro nella maggior parte dei concorsi letterari non accettano il formato digitale....Scusami per il tono, ma rispetto a questo modo di pensare ho il dente avvelenato....A presto.

  • Non mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Nel mio caso, è solo da due mesi che sto cercando di pubblicare con serietà. Dopo la delusione avuto dalla Falzea, ho cominciato a spedire il mio lavoro un po' a casaccio. Non avevo esperienza del web e non conoscevo questo blog. Di conseguenza sono inciampata in diverse case editrici eap come la Booksprint, l'Aletti editore, la Chiado edizione e il gruppo Albatros, attirata da tutti quei concorsi, che sembrano promettere pubblicazioni, senza parlare di contributi. Poi trovo la Dark-Zone, la quale mi risponde, dopo aver chiesto una scheda di tutti i miei lavori, che non rispecchio i canoni della loro casa editrice. E va beh. Ora sono in attesa di altre notizie...aspettiamo e speriamo!

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Cassy è un percorso duro e periglioso, ma tieni duro e ce la farai ;) 

E, per quanto mi riguarda, gli EAP dovrebbero essere messi fuori legge. Ma io sono un pericoloso estremista :asd:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non vedo tutto questo pericolo. L'EAP non entra nelle librerie, raramente è facilmente ordinabile, spesso la trovi solo sui siti online. Del tutto identica al self, quindi, con la sola differenza che anziché gratuitamente l'autore paga (il perché sarebbe da psicanalisi ma lasciamo perdere). Il problema vero secondo me non è il volume di testi destinati al macero che produce una EAP, ma la vera e propria colonizzazione che le "grandi" CE fanno nelle librerie, in cui di fatto trovi solo libri loro. E non sto parlando di cose di qualità, ma romanzetti, libercoli scritti da blogger quindicenni, testi tradotti di scrittori stranieri. Se si volesse davvero modificare la situazione, allora si dovrebbe mettere mano a questo aspetto, obbligando qualsiasi libreria a limitare i titoli di una CE e costringendola a tenerne qualcuno anche delle piccole CE, lasciando libera la scelta dei titoli ovviamente. Per quanto ne so, gli stessi librai non guardano neppure più le schede di presentazione dei libri editi dalle piccole, tanto sanno che sotto Natale arriva l'ultimo della grande CE che venderà comunque le sue X copie, anche se scritto da fare accapponare la pelle. Perché rischiare quindi un investimento su di uno che non se lo fila nessuno? Ricordo quando anni fa, da ragazzo, andavo nella libreria vicino a casa e il libraio era un amico, a cui chiedere consiglio. Conosceva i tuoi gusti e ti proponeva un libro (che magari aveva letto anche lui) perché sapeva che ti sarebbe piaciuto. Ora se vai in un Mondadori Store o una Giunti e chiedi un libro, guardano sul computer oppure ti indicano la corsia dove puoi trovarlo. Ma se chiedi loro di cosa si tratta ti guardano cadendo dalle nuvole come se chiedessi il pin del loro bancomat. Questo è la vera rovina dell'editoria: le file al Salone del Libro davanti allo stand  delle grandi, stand che sono uguali allo store sotto casa (dove però non pagheresti il biglietto) e pochi sprovveduti che si aggirano in quelli deserti dei piccoli editori che affrontano spese non certo insignificanti per stare una settimana a Torino (o Milano), allestire lo stand e pagarne l'affitto. Questo non vuole essere una difesa dell'EAP o dei piccoli editori, ma una fotografia obiettiva di ciò che è ora l'editoria in Italia. E ci credo che non legge nessuno! Cosa dovrei leggere? La vita del ragazzotto che fa video su Youtube e mi racconta che, "zio, quella volta la tipa era troppo fuori, e allora mentre facevo la fila alle poste gli ho chiesto se mi alzava una bionda!"?

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 minuto fa, unacasanellospazio ha detto:

L'EAP è un servizio come un altro. Non occorre demonizzarlo, né affibiargli più colpe di quante non ne abbia. Di per sé non fa male a nessuno.

 

Leggendo il tuo post mi è venuta in mente la Sanità: i poveracci come me fanno la fila al CUP e, se sono fortunati, hanno la visita prenotata dopo mesi. Poi, se il medico non fa sciopero, forse lo cureranno per il suo male. Accanto a questi sfigati ci sono i "ricchi" che vanno alla clinica e si fanno fare tutto a pagamento. 
Alla fine però la pelle è uguale e magari in una struttura pubblica (che che se ne dica) ti curano pure meglio e sono più attrezzati. Però se vuoi un servizio "come dici tu", allora è giusto che paghi e se non hai voglia di rispettare i tempi, allora salta la fila come a Gardaland pagando un sovrapprezzo. Il giro in giostra è garantito a tutti, ma chi ci guadagna è solo il proprietario della giostra.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non so se sia vero, ma un editore mi disse che: Ogni giorno, compresi Natale, Santo Stefano ecc ecc. Venivano pubblicati sui 100 libri, 36000 circa ogni anno, che fossero di cucina o saggi, romanzi o manuali.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite masterofnumbers

"Eppur si muove" (cit.)

Anche se in questo caso direi "eppur sopravvivono"... 

Con tutto sto passaparola i fessi che pagano dovrebbero essere già spariti, penso io. Forse ne esiste anche qualcuna tra queste EAP che almeno offre un servizio decente oppure c'è gente così masochista che ama buttare i soldi? Boh.

Voglio dire, se tutti questi furboni campano sui polli che spennano - pubblicando anche l'impubblicabile  - poi alla fine la brutta figura la fanno in primis loro stessi come editori, proponendo alle librerie solo di queste ciofeche....o no? O_-

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Steve666 Va beh, ora non esageriamo. Se la sanità pubblica in Italia va a rotoli non è colpa delle cliniche private. Anzi la gente che va a pagamento fa risparmiare soldi e tempo alla sanità pubblica. Detto questo. L'EAP è in definitiva un servizio. E sebbene i modi di fare siano quelli della truffa legalizzata, alla fine uno paga per farsi aiutare a stampare e pubblicare. I soldi sono i suoi, e direi che ci può fare cosa gli pare. Quello che possiamo fare è diffondere il verbo del WD e far sapere che esistono altre vie da seguire. Tanti si affidano all'EAP perché è la sola cosa che conoscono, o che vogliono conoscere.

 

Ne conosco uno che va solo a pagamento. Non ho ancora capito se non conosce ce free, o troppo pigro per il self.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
On 17/6/2017 at 11:40, Steve666 ha detto:

allora si dovrebbe mettere mano a questo aspetto, obbligando qualsiasi libreria a limitare i titoli di una CE e costringendola a tenerne qualcuno anche delle piccole CE, lasciando libera la scelta dei titoli ovviamente.

Spero che voglia soltanto essere una simpatica provocazione: con tutti i balzelli a cui è sottoposto un commerciante gli vorremo almeno lasciare la scelta di spendere il proprio denaro come preferisce?

On 17/6/2017 at 11:40, Steve666 ha detto:

Per quanto ne so, gli stessi librai non guardano neppure più le schede di presentazione dei libri editi dalle piccole, tanto sanno che sotto Natale arriva l'ultimo della grande CE che venderà comunque le sue X copie, anche se scritto da fare accapponare la pelle

No, non è così.  Stai mescolando il tuo giudizio di qualità con la competenza imprenditoriale del libraio.  Il bestseller che vende tantissime copie in realtà non rappresenta alcun vantaggio per il libraio, a meno che non porti in libreria gente che non c'era mai andata (e i casi sono davvero pochi, credimi).  

Perché? Perché il numero di libri che il pubblico compra rimane lo stesso e se vendi tanto di un titolo, significa che molti altri titoli rimarranno invenduti.  

Per riprendere il tuo esempio dei bestseller sotto Natale: ipotizzando il venduto della libreria pari a 100, il commerciante non ha alcun vantaggio se, per assurdo, 90 di quei 100 provengono dallo stesso titolo.  Significa che ha dovuto continuare a rifornire lo stesso libro pur avendo la libreria piena e le rese di gennaio saranno più cospicue su tutti gli altri titoli, con un forte aggravio di spese e parecchie difficoltà a ottenere le relative autorizzazioni.  Il libraio invece sarebbe contentissimo se quel 100 provenisse dalla vendita di due copie di 50 titoli diversi.

On 17/6/2017 at 11:40, Steve666 ha detto:

andavo nella libreria vicino a casa e il libraio era un amico, a cui chiedere consiglio. Conosceva i tuoi gusti e ti proponeva un libro (che magari aveva letto anche lui) perché sapeva che ti sarebbe piaciuto. Ora se vai in un Mondadori Store o una Giunti e chiedi un libro, guardano sul computer oppure ti indicano la corsia dove puoi trovarlo.

Qui purtroppo hai ragione: i veri librai sono sempre più rari, purtroppo.  Ma esistono ancora e sono amati.  

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
On 3/7/2017 at 09:32, darktianos ha detto:

Non so se sia vero, ma un editore mi disse che: Ogni giorno, compresi Natale, Santo Stefano ecc ecc. Venivano pubblicati sui 100 libri, 36000 circa ogni anno, che fossero di cucina o saggi, romanzi o manuali.

È un dato vecchio: in realtà erano già più di 40.000 quando iniziai a fare il libraio io, più di trent'anni fa.  Ora i dati più recenti (2016) parlano di 61.000 all'anno.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Waoow, il che mi convince ancora di più che scrivere per soldi è una possibilità più remota del vincere al totocalcio. 61000 libri in un anno è un quantitativo mostruoso, tenendo conto poi che nella mia cerchia di conoscenze su 10 persone, 1 legge, anche arrivando a comprare 3-4 romanzi in un anno la sproporzione tra lettori e scrittori è a dir poco abissale.

Considero anche la mia cerchia di conoscenze, di un livello culturale paurosamente al di sopra della media.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
On 26/3/2013 at 14:00, Ospite Cristina ha detto:

Vi rivolgo un appello, o una preghiera. Intendetela come preferite.

La maggior parte di quelli che passano di qui sono aspiranti scrittori o scrittori esordienti; tutti noi desideriamo emergere.

Emergere non è possibile non per colpa dei grandi editori: non solo. E' colpa di editori che infognano il panorama editoriale con centinaia di pubblicazioni annue, tutte assai poco curate - per non dire peggio - e di pessima qualità materiale e di contenuti stessi.

Ci lamentiamo tutti di questa situazione: ne abbiamo ogni ragione, ma le parole non bastano: c'è bisogno di fare qualcosa.

Non vi sto chiedendo grandi gesti, assolutamente. Quello che vi chiedo è di non dare spazio, nei vostri siti, blog, forum, librerie anobiane e scaffali di casa, wish list e discussioni, a titoli o autori pubblicati a pagamento.

Ignorateli, fate finta che non esistano; non recensiteli, non comprateli, non leggeteli; sconsigliateli agli altri, perché su 10'000 libri pubblicati a pagamento forse uno o due sono meritevoli o contengono qualche buona idea.

I libri sono tanti, troppi: dare spazio a chi non lo merita danneggia chi ne è meritevole, voi compresi!

E non pubblicate a pagamento, per carità... se volete togliervi uno sfizio, rivolgetevi ai print on demand.

O, meglio ancora, lavorate con umiltà e non alzate la testa furiosi se vi rifiutano, andando a umiliarvi - sì, umiliarvi - pagando fior di soldi per pubblicare.

Se il vostro testo merita prima o poi qualcuno che vi pubblica gratis lo trovate.

Se la Rowling avesse accettato di pagare, per pubblicare, quando i grandi editori l'hanno rifiutata nessuno di noi saprebbe chi è.

J. K. Rowling ha pubblicato con un piccolo editore sconosciuto in Inghilterra: il successo non è impossibile. Pagando, invece, lo diventa.

Gli editori a pagamento immettono sul mercato migliaia di titoli l'anno, rendendo impossibile entrare in libreria, per chi non è pubblicato dai big.

Non lo dico io, lo dicono le statistiche: sessantamila libri pubblicati ogni anno, la metà degli editori a pagamento ne mette sul piatto un centinaio all'anno: considerato che gli editori a pagamento sono più di 1000, vedete voi quali sono i numeri in gioco!

Eliminando gli editori a pagamento è possibile per moltissimi autori ed editori accedere alle librerie: di conseguenza i lettori potranno acquistare prodotti che si avvicinano di più alle loro esigenze, non solo per trama, qualità materiale ecc ma anche per prezzo, in quanti i piccoli e i medi editori hanno prezzi di copertina più bassi; come naturale conseguenza di tutto ciò, i big subiranno dei colpi, che li costringeranno a pubblicare non solo le schifezze che troviamo sugli scaffali, ma autori davvero meritevoli.

Se in questo processo, che porta IMMENSI benefici a TUTTI si perde per strada qualche bel libro, pazienza.

Pensateci.

Non potrei essere più d'accordo. Purtroppo, le EAP sono un callo che sarebbe da togliere...

Non permette l'emergere dei veri talenti, per questo ogni volta che vorrò comprare un libro, mi assicurerò che non sia pubblicato con una EAP

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

BRAVA!!! Ben detto!!! L'arte, di ogni genere, deve volare libera.... I soldi si sono immischiati in troppe cose delle nostre vite, e hanno dominato su tutto. Portandoci via tanta bellezza e poesia in molti campi. Se nessuno comincia a dire BASTA, la cosa andrà sempre peggiorando.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×