Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Ospite Linda Rando

Uniti contro l'editoria a pagamento: perché l'eap fa male

Post raccomandati

Che cosa volete che vi dica allora: pubblicate a pagamento. Io mi rifaccio a Stephen King. All'inizio della sua carriera ha ricevuto parecchi rifiuti. Molti suoi manoscritti non sono stati presi nemmeno in considerazione. Comunque con il duro lavoro e la fiducia in se stesso è riuscito a diventare quello che è. Nessun editore avrà i miei soldi. Pubblicherò all'estero se, scoprendo di avere talento e non avrò trovato un professionista in Italia; i dilettanti li lascerò a chi vuol pagare, lusingandosi di essere stato pubblicato per bravura.

Se non troverò nessuno e dovessi anche scoprire di non avere talento, allora mi metterò l'anima in pace e continuerò a vivere la mia vita.

quoto in toto

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

poichè siamo in un libero mercato, ognuno può scegliere se pubblicare a pagamento o meno...

(preciso che non tutti gli esordienti sanno che esistono case editrici gratuite, non tutti gli scrittori sono anche manager di loro stessi)

...ma la cosa peggiore è pubblicare a pagamento e ottenere dalla casa editrice finanziata un pessimo trattamento!!!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
poichè siamo in un libero mercato, ognuno può scegliere se pubblicare a pagamento o meno...

(preciso che non tutti gli esordienti sanno che esistono case editrici gratuite, non tutti gli scrittori sono anche manager di loro stessi)

...ma la cosa peggiore è pubblicare a pagamento e ottenere dalla casa editrice finanziata un pessimo trattamento!!!

Nulla da eccepire su quanto hai scritto, però (anche se non sono un moderatore e non vorrei sconfinare in ambiti non miei) mi sembra che si stia un po' deviando e andando off topic, visto che siamo nella discussione "Montag" e si dovrebbe parlare di questo argomento (e quanto hai scritto non è in sintonia con la politica della casa editrice, che, ricapitolando, è a "doppio binario": ad alcuni autori chiede un minimo contributo in termini di acquisto copie, ad altri propone un contratto senza alcun tipo di richiesta finanziaria). Ciao!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Vi ringrazio molto per le precisazioni riguardo al link da me riportato, specificando che quello inserito da syllon è esattamente lo stesso, solo che cambia la parte finale (da "..a1.html" diventa "..e4.html") semplicemente perchè il mio link vi porta alla prima pagina degli editori che iniziano con la lettera "a", il suo alla quarta pagina di quelli che iniziano con la lettera "e". Mi dispiace se qualche link riportato nel sito risulta essere inattivo; in realtà la mia intenzione era solo quella di fornire un elenco per quanto possibile completo delle case editrici italiane, nulla di più. Bene, se qualcuno potrà trovarlo di suo interesse, altrimenti basterà non cliccarci sopra :)

Spero in ogni caso che questa "parentesi del link" non abbia sviato il discorso da quella che era la mia domanda iniziale, ossia come fare per distinguere un libro autopubblicato da uno che non lo è, e ringrazio fin da ora chi sarà così gentile da volermi dare una qualche risposta in merito.

Un saluto, Anedea

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

L'unico sistema è quello di cercare, cercare e cercare...

Comunque gli editori a pago difficilmente li trovi nella grande distribuzione e nelle librerie Giunti, Mondadori, e nelle piccole Feltrinelli.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

Dipende cosa si intende per un tot di copie. Soprattutto dipende se quel tot di copie lo devi pagare a prezzo pieno o a prezzo scontato in quanto autore.

Se il libro è fuori a 12 e ti impongono di comprare tipo 50 copie a 8, allora è da valutare, ma se devi comprarne 100 a prezzo pieno, be'...

Quando ho pubblicato io per es. una dozzina di copie me le hanno regalate e tutte quelle che ho comprato (per rivenderle, visto che le librerie di zona mi boicottavano) le pagavo il 40% in meno.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

Sì, ci vuole moooooolta ricerca. Sapessi quanta ne ho fatta io prima di accettare il mio contratto...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite AfroditeAx

Già... poi mi dici (anche in messaggio privato se vuoi) il titolo del tuo libri e con chi pubblicherai?

p.s. ho postato nella sez racconti a capitoli il primo cap. di Klein Blue, il secondo romanzo al quale stò lavorando ... ci daresti un'occhiatina ???? mi interessa molto la tua opinione ;)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite AfroditeAx

Complimenti, non lo avevo capito. Allora in bocca al lupo per il secondo ;)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

ho già pubblicato con una casa editrice che non fa molto, anzi poco o niente. Mi sono dovuta quindi "sbattere" per pubblicizzare il mio romanzo e ancora lo sto facendo. E' stata una brutta esperienza del 2009, di quelle che ti tolgono ogni entusiasmo ...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
ho già pubblicato con una casa editrice che non fa molto, anzi poco o niente. Mi sono dovuta quindi "sbattere" per pubblicizzare il mio romanzo e ancora lo sto facendo. E' stata una brutta esperienza del 2009, di quelle che ti tolgono ogni entusiasmo ...

penso che sia una condizione comune a quasi tutti quelli che hanno pubblicato con piccoli editori.

giò non sborsare contributo è un traguardo.

presenza a fiere dell'editoria e copartecipazione all'eventuale costo di eventi sono già elementi che per ora possono bastare...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
ho già pubblicato con una casa editrice che non fa molto, anzi poco o niente. Mi sono dovuta quindi "sbattere" per pubblicizzare il mio romanzo e ancora lo sto facendo. E' stata una brutta esperienza del 2009, di quelle che ti tolgono ogni entusiasmo ...

Cioè ti pubblicano il libro non a pagamento e ti lamenti pure se devi andare in giro un po' a pubblicizzartelo? Ma per piacere... Allora tutti quelli che fanno i rappresentanti a domicilio cosa devono fare, spararsi? :roll:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

a me è capitato anche di dormire in auto per andare a fare presentazioni. magari ci vengono 15 persone, e ci ricavi 15 euro, ma se sfrutti l'evento per fare campagna stampa su fonti locali eccecc è un ottimo modo per far girare il nome.

è naturale che un piccolo editore non possa comprare spazi pubblicitari sui giornali nè possa comprare spazio in libreria (perchè anche quello si compra)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Figurati se non sono con te! Basta con questa che, personalmente, considero una vera e propria pagliacciata, la quale sta contribuendo a distruggere definitivamente la già agonizzante editoria italiana!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite
ho già pubblicato con una casa editrice che non fa molto, anzi poco o niente. Mi sono dovuta quindi "sbattere" per pubblicizzare il mio romanzo e ancora lo sto facendo. E' stata una brutta esperienza del 2009, di quelle che ti tolgono ogni entusiasmo ...

Per quanto la mia casa editrice ha fatto promozione a livello nazionale, mettendo pure un'inserzione su un quotidiano nazionale di larga diffusione, ho fatto cento volte più io con l'autopromozione.

Un esordiente, ma anche uno "normale" che non ha la fortuna o la bravura per essere un best sellers, deve sbattersi, sbattersi e sbattersi. Se non si è disposti a farlo, allora meglio ridurre drasticamente le proprie aspettative...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io ero rimasta secoli indietro con l'idea romantica dello scrittore che scrive e l'editore che pubblica.

Quando ho scoperto questo nuovo universo (editoria a pagamento) sono rimasta sconvolta e incredula... addio sogno romantico? Spero di no, io non pagherò mai! :D

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
ho già pubblicato con una casa editrice che non fa molto, anzi poco o niente. Mi sono dovuta quindi "sbattere" per pubblicizzare il mio romanzo e ancora lo sto facendo. E' stata una brutta esperienza del 2009, di quelle che ti tolgono ogni entusiasmo ...

Cioè ti pubblicano il libro non a pagamento e ti lamenti pure se devi andare in giro un po' a pubblicizzartelo? Ma per piacere... Allora tutti quelli che fanno i rappresentanti a domicilio cosa devono fare, spararsi? :roll:

la questione è più complicata: la casa editrice è a pagamento (ha voluto soldi!), ha fatto molti errori e non ha rispettato i termini del contratto, non ha pubblicizzato niente da nessuna parte e non risponde alle mie mail e a quelle di altri conoscenti che hanno pubblicato con lei. Inoltre pare abbia dei problemi con la distribuzione: una che conosco ha cercato di acquistare il libro sul sito ibs e questi le hanno risposto che non riescono a trovarlo dai loro fornitori.

per non parlare delle balle che racconta sul suo sito, tipo che fa editing, e altre cose... (ho letto altri libri di questa casa editrice e sono pieni di errori oltre che essere di scarsa qualità cartacea).

ma non preoccupatevi: presto avrete tutti i dettagli della mia disavventura e ... gratis! ... forse

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

In generale ci troviamo tutti di fronte a un fenomeno che sta prendendo piede: sembra che il mercato editoriale si stia spostando decisamente più verso gli autori che verso i lettori. In pratica, gli editori si fanno pagare (non tutti!) per pubblicare; i distributori prendono percentuali esose per far girare un libro; i librai si fanno pagare per esporre il titolo di un esordiente, ecc. Ci troviamo davanti a quello che più o meno è successo nel mondo della discografia. E il pretesto è semplice: i libri non si vendono. Sono più quelli che scrivono rispetto a quelli che leggono. La questione, secondo me è molto più complessa e va valutata in sé. Innanzitutto dire: "Sono più quelli che scrivono che quelli che leggono" è una panzana di dimensioni pantagrueliche, basata su un modo sbagliato di leggere le statistiche. E' come se io affermassi che esiste un popolo di musicisti, da qualche parte, che non ha mai ascoltato musica in vita sua! Più o meno. I discografici accampano il pretesto (in parte giustificato) della pirateria che sta dando randellate da orbi all'industria della musica. Ora, io posso anche immaginare che orde di giovani musicisti rockettari si scarichino la loro bella musica da internet e se la masterizzino. Ma uno scrittore o aspirante tale che non bazzica almeno una libreria a settimana, proprio non me lo riesco a immaginare. E che legga solo Dan Brown o Stephen King, senza lasciarsi ogni tanto incuriosire da qualche interessante novità, nemmeno. Deduco che se l'italia fosse davvero piena zeppa di aspiranti scrittori esordienti o presunti tali, sarebbe ai primi posti di vendita mondiale di libri o giù di lì. Molto modestamente, ritengo invece che il fenomeno sia molto simile a quello verificatosi, ad esempio, nella nostra industria cinematografica. Un vero e proprio "tilt" circuitale. Quello che doveva favorire la cultura in Italia, finanziando e rilanciando attività di rilievo come il cinema, il teatro, la stessa editoria, ecc. si è trasformato in un mostruoso boomerang, e ha prodotto solo inerzia e ripudio del rischio. Negli USA, anni fa, si era verificata una cosa del genere. E' bastato intervenire con alcune iniziative, come quella di favorire con i finanziamenti i prodotti (leggi autori) locali e altre simili, e la crisi è (almeno in parte) uscita dal "tunnel". Da noi si è preferito sostenere iniziative come l'editoria a pagamento, inflazionando un mercato già in crisi (grazie ad altri fattori), e quindi peggiorando in modo spaventoso la situazione. Questo ha fatto riflettere anche distributori e librai. Questi ultimi cominciano a ragionare come le piccole radio locali nei confronti della musica e dei cantanti esordienti... Attenti! Se si continua su questa strada l'editoria finirà anche peggio della discografia...

E poi ricordiamoci: un giorno avremo generazioni di nevrotici, ignoranti e senza cultura. Che fine farà questo paese? Ai posteri l'ardua sentenza! :oops:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

Secondo me il problema è che la società sbandiera il successo e la discografia così come la scrittura e l'arte, vengono visti da molti come una scorciatoia per il successo, per essere qualcuno. Ci sono veramente orde di musicisti, alcuni molto bravi, lo stesso capita per gli scrittori, i pittori, gli artisti in genere.

Il problema vero sta negli editori (e discografici e critici d'arte, etc..) e cioè in coloro che dovrebbero fare da filtro, da garanti, dividere cioè ciò che è buono da ciò che è spazzatura.

Il problema è che la spazzatura vende molto di più, i media ti fanno vedere una Rowling che dal nulla diventa miliardaria, ed ecco la doppia lama: da una parte le librerie piene di immondizia, (calciatori, veline, grandi fratelli, vip in genere) dall'altra orde di aspiranti scrittori senza talento ma con soldi da buttare, che ingrassano il sistema.

Il fatto è che la spazzatura vende 10 volte più della letteratura di qualità. la prima è acquistata dal popolo bue, la seconda dalla gente di mentalità più aperta. Siccome più spazzatura si vende, più aumenta il popolo bue, automaticamente aumentano i profitti. Se si aumentasse la produzione di qualità, le persone di mentalità aperta, magari comprerebbero più libri, ma questo profitto per librai e editori andrebbe a scapito del profitto di televisione e beni di largo consumo, perché le pubblicità martellano e manipolano più facilmente il popolo bue.

l'unica cosa che possiamo fare noi è boicottare nel nostro piccolo il sistema, evitando di pubblicare a pago e di comprare libri-spazzatura.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite AfroditeAx

La butto li così su due piedi ...

Ma se invece di pestare l'acqua nel mortaio o ci dessimo da fare?

Mi spiego meglio. Ho notato che qui nel forum ci sono scrittori di talento, sparsi in giro per l'Italia, isole comprese :D

Bene, se organizzassimo delle manifstazioni, delle presentazioni targate WD ad esempio, invitando i nostri amici di facebook, magari nelle librerie che conosciamo bene, quelle che sicuramente non ci dicono di no ... l'effetto volano sarebbe pazzesco ... i libri editi si venderebbero di più e gli inediti potrebbero attrarre gli editori locali invitati alle manifestazioni!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
La butto li così su due piedi ...

Ma se invece di pestare l'acqua nel mortaio o ci dessimo da fare?

Mi spiego meglio. Ho notato che qui nel forum ci sono scrittori di talento, sparsi in giro per l'Italia, isole comprese :D

Bene, se organizzassimo delle manifstazioni, delle presentazioni targate WD ad esempio, invitando i nostri amici di facebook, magari nelle librerie che conosciamo bene, quelle che sicuramente non ci dicono di no ... l'effetto volano sarebbe pazzesco ... i libri editi si venderebbero di più e gli inediti potrebbero attrarre gli editori locali invitati alle manifestazioni!

Ecco! Questo è lo spirito che intendo io! ;)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il problema è che la spazzatura vende molto di più, Il fatto è che la spazzatura vende 10 volte più della letteratura di qualità. .

non sono del tutto d'accordo, forse è un luogo comune

guardiamo la classifica delle vendite del 2009

http://www.booksblog.it/post/4146/la-cl ... n-in-testa

ci possono essere autori commerciali (Faletti?), ma da qui a definirli spazzatura ne passa...

Larsson può non piacere, ma è tutto fuorchè spazzatura.

e per una Meyer che guadagna soldoni grazie a ragazzine e a volte anche madri, fazi può pubblicare dieci altri autori validi, originali, innovativi, di rottura. E come Fazi gli altri editori che campano sulle barzellette di Totti per dare spazio a un sacco di titoli interessanti. Se entro in feltrinelli o mondadori, consentitemelo, è vero che trovo molta merda nelle testate o nelle vetrine, ma ci trovo molta più roba interessante, che incuriosice, da scoprire.

il dramma della distribuzione della microeditoria è tutto un altro discroso...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite akikorossella
E poi ricordiamoci: un giorno avremo generazioni di nevrotici, ignoranti e senza cultura. Che fine farà questo paese? Ai posteri l'ardua sentenza!

Abbiamo già generazioni di capre a gabbie aperte, in Italia meno che in altri paesi. non abbiamo più analfabeti, ma i laureati e le persone istruite o colte rimangono una minoranza all'interno dei 60 milioni di italiani.

Un libro può essere di vari generi, ricordiamoci che non esistono solo le opere di fantasia, ma anche quelle professionali (io vorrei scrivere anche di diritto societario in futuro). Prendiamo ad esempio un romanzo d'amore: se puntiamo a un pubblico ampio, non possiamo pretendere di esprimerci con parole difficili, figure retoriche o riferimenti culturali troppo colti, visto che già i quotidiani sono ritenuti dalle masse troppo difficili da leggere.

Perciò facciamo un rapido calcolo del lettore medio: tolte le eccezioni (analfabeti, semi-analfabeti e super - colti), cosa ci rimane? La fetta più ampia di mercato non sono gli scrittori, ma la gente comune che legge per distrarsi o divertirsi, perciò si orienta su Fabio Volo e co. E' questione di statistica...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×