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mackey

e adesso icchè fo?

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ciao a tutti è un po'che non scrivo qui, ma essendo a un bivio non c'è cosa migliore che chiedere parere a voi colleghi. credo che non dirò nulla di nuovo, però per leggere tutti i vecchi quesiti ci avrei messo tre gg! dunque... ho terminato da poco il mio romanzo. ho già avuto esperienze in passato. personalmente sono arrivato al punto in cui non voglio più sentire parlare di piccola editoria. intendo quella "locale". ho promesso a me stesso che adesso devo trovare un editore che distribuisca nazionalmente e se non ce la dovessi fare, terrò senza problemi il mio manoscritto nel cassetto. il piccolo editore a mio parere serve a poco, specie se ha distribuzione solo territoriale. il punto è che mi sento arrivato a un livello in cui, perdonate il mio eccesso di superbia, penso di poter fare un salto più... e onestamente il piccolo editore, ma facoltoso, non mi esalta nemmeno come idea. perchè? io la penso così: con un piccolo editore locale seppur bravo vendi, ipotizziamo, 2 copie, con un piccolo editore che distribuisce meglio, ancor più bravo e onesto, comunque sia, se ti va bene vendi 5 copie. è naturale, oltre non si può arrivare. non so se mi sono riuscito a spiegare. attenzione, non sto parlando necessariamente di colossi editoriali, ma di editori seri. come possono essere marcos y marcos o e/o o minimum fax per fare degli esempi. adesso finalmente arrivo al punto. come fare? spedire? no, mi spiace ma non ci credo più. il timore è che il mio lavoro non venga manco letto non essendo rappresentato da nessuno. contattare un agenzia (credo poco anche a questo e di valide ne conosco giusto un paio - se qualcuno ne conosce di veramente serie e ne è certo dica pure). e quindi? il bivio a cui mi riferivo è questo. finito di scrivere mi accorgo dopo tanti anni, che per la prima volta non so cosa farne del mio romanzo. voi come la vedete?

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Ospite

Non basta "voler" fare il salto di qualità per riuscirci. Qui nel forum ci sono autori che non sfigurerebbero sugli scaffali delle librerie, ma sono ancora qui. Perché? Perché se fosse facile arrivare alle big non starebbero qui, non perderebbero tempo con i concorsi, a fare gavetta con piccoli editori, e via dicendo.

E' questione di farsi su le maniche e scrivere qualcosa di valore ma è anche questione di fortuna.

Se vuoi arrivare alle big o hai qualche amichetto che ti fa un favore o devi fare come tutti gli altri, inviare il testo e accendere un cero XD oppure provare con gli agenti letterari, ma quelli grossi si fanno pagare salato e hanno una selezione molto rigida.

Se avessimo la ricetta magica per sapere come fare il salto di qualità, molti di noi l'avrebbero già fatto prima di te XD

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Ospite Linda Rando

Stai chiedendo qualcosa che non esiste, ovvero la formula per il successo. Ebbene: non c'è. Lyssa suggerisce l'autopubblicazione in inglese; ok, può darti parecchie possibilità in più di un'autopubblicazione in Italia, non c'è dubbio. Senza contare che con una traduzione in mano puoi affidarti a editori e agenzie letterarie estere.

Però si tratta di investirci dei soldi, e anche parecchi; la domanda è: sei sicuro che ne valga la pena? Sicuro che il romanzo valga il rischio? È la stessa domanda che si fanno gli editori; usa un servizio qualsiasi, la lettura incrociata del Rifugio degli esordienti, la valutazione di qualche agenzia. Insomma, tasta il terreno, vedi se è qualcosa in cui vale investire soldi prima di buttarsi.

Oppure rivolgiti a qualche agenzia letteraria per la rappresentanza. Per dire, quella di Writer's Dream, Lanterna Notturna, è gratuita e ha contatti con alcune grosse realtà, e te la cito perché ci ho a che fare ogni giorno. Da quando il servizio di rappresentanza è stato aperto, tra tutte le centinaia di manoscritti che ci sono piovuti addosso non ne abbiamo trovato uno degno di essere rappresentato. Questo per dirti che la strada non è facile, per niente.

E poi puoi sempre bussare personalmente alle porte dei vari medi/grandi editori. Non ci credi più, hai detto; per quale motivo? Rifiuti e porte in faccia? Tieni presente che i rifiuti possono significare che il tuo lavoro non è così valido come credi. È brutto da pensare, è duro, è difficile da mandar giù ma è così, è una possibilità ed è anche molto concreta - sicuramente molto più concreta delle ipotesi di "non mi considerano perché non ho un nome famoso". O ancora: sulla carta l'idea è buona, ma la realizzazione non è delle migliore. O anche: il romanzo è buono ma non convince, non ha l'appeal giusto per far presa sul pubblico.

Non conosco la tua scrittura, non conosco i tuoi lavori, dunque non prendere le mie parole in maniera negativa: mi limito a prospettarti le varie possibilità che possono parartisi di fronte.

Non basta "voler" fare il salto di qualità per riuscirci. Qui nel forum ci sono autori che non sfigurerebbero sugli scaffali delle librerie, ma sono ancora qui.

Verissimo. Per esempio, con Bookaholic lanceremo a breve degli autori talmente bravi che fanno sfigurare di brutto sia per contenuti che per stile il 90% degli autori italiani che ci sono in libreria, eppure alcuni sono stati scartati anche a grandi premi dove hanno poi trionfato delle schifezze illeggibili.

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Lady Death, non sono alla ricerca della ricetta per vivere felici. il mio post era per chiedere un consiglio pratico, ma anche uno sull’atteggiamento. E per capire in quanti ragionano alla mia maniera o è solo un problema mio… Magari trovare da parte di altri scrittori un confronto. Qualcuno che mi dicesse qui ti sbagli, questa sarebbe una buona idea, ti consiglio così ecc.

Infatti... Lyssa, non so molto sull’autopubblicazione anche se in tutta onestà non è una strada che mi attira granchè. Magari sbaglio per carità. Hannibal Lecter grazie per la Lanterna Magica e le tue dritte. anche per Bookhaolic, come dicevo è da un po'che non passavo su questo sito e non sono aggiornatissimo. Credo che seguirò il tuo consiglio. Io non temo alcuna porta in faccia, anzi ne vorrei eccome. Mi piacerebbe sentirmi dire che un mio lavoro non va bene ma anche il perché. Infatti il discorso che facevo circa il non credere alle spedizioni “alla cieca” riguarda perlopiù il fatto che il mio romanzo non venga proprio letto. La cosa peggiore è spedire e non sapere più nulla (dopo aver aspettato i soliti 8-9 mesi). Ahimè comunque spedirò lo stesso!

Forse non mi ero spiegato bene precedentemente. A me in sostanza interesserebbe proporre a un editore valido il mio lavoro. Ma avere la certezza che l’editor lo legga, e avere la certezza di ricevere una risposta. Chiedere la luna, vero? ;)

Tempo fa un editore riguardo il mio primo lavoro mi specificò alcuni particolari che secondo lui non andavano bene. mi arrabbiai e non se ne fece nulla perché lui non era interessato. Oggi dopo tanto tempo avrei dovuto ringraziare quell’uomo perché ho capito da solo che quell’aspetto nel mio stile non andava. Ecco, vorrei capire se una cosa non va, perché non va. E questo è il motivo per cui mi fa imbestialire non ricevere risposta. E di conseguenza spedire e "accendere un cero" per usare un'espressione di Lady Death.

L’unica strada che mi verrebbe in mente è la solita italica pratica “dell’intermedizione” già citata da ***. Devo darmi da fare con le public relation! ;)

Per quanto riguarda l’estero. Ci avevo pensato tempo fa secondo me non è male. Anzi mi parlarono molto bene della Francia, mi dissero che i francesi sono particolarmente attenti agli scrittori italiani, che in fondo gli piacciamo (a parte quelle cretinate di odi campate in aria solo per via del calcio di Zidane ecc). Ma credo ci sia un grosso problema. Io dopo alcuni anni posso dire di essermi fatto una piccola cultura riguardo l’editoria, come credo molti di voi. Conosco le case editrici, piccole grandi ecc, so che fama hanno ecc. ma ci sono voluti anni per capire alcune cose. Se dovessi mandare il mio lavoro in Francia non avrei la più pallida idea di dove spedire il mio lavoro, di quanto tempo ci vuole x la lettura e un sacco di altre cose.

comunque grazie a tutti delle risposte. thumbup.gif

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Io non temo alcuna porta in faccia, anzi ne vorrei eccome. Mi piacerebbe sentirmi dire che un mio lavoro non va bene ma anche il perché. Infatti il discorso che facevo circa il non credere alle spedizioni “alla cieca” riguarda perlopiù il fatto che il mio romanzo non venga proprio letto. La cosa peggiore è spedire e non sapere più nulla (dopo aver aspettato i soliti 8-9 mesi). Ahimè comunque spedirò lo stesso!

Infatti!

Devi provarci comunque! Intanto spedisci il tuo lavoro alle CE che t'interessano, anzi, spedisci soltanto una sinossi ( ovviamente a chi la richiede, seguendo l'iter di spedizione stabilito dalla CE anche se io ho spedito a tutti la sinossi e basta). La sinossi è più leggera e facile da leggere rispetto all'intero manoscritto che potrebbe mettere "ansia" in chi si ritrova di fronte a una montagna di materiale da valutare. Poi sarà la CE che ti richiederà, se interessata, l'intera opera. Con me si sono comportate in questo modo e la risposta è arrivata nell'arco di due-tre mesi. Ora sto effettuando le spedizioni dell'intero libro nei termini stabiliti da loro. Nel frattempo puoi percorrrere tutte le altre strade compresa la Francia.

In bocca al lupo! thumbup.gif

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come detto da altri prima di me non c'è purtroppo una formula magica per farsi notare dalle medie e dalle big. Non credo comunque che la meritocrazia sia all'ultimo posto. Inutile farsi cullare dalle illusioni e dalle parole, occorre rimboccarsi le maniche e lavorare. Se si esordisce o si è già pubblicato più volte con case editrici piccole, cerchiamo di farlo al meglio, di sfruttare l'occasione, di crearsi anche le occasioni, entrando in punta di piede nell'ambiente, conoscendo autori magari più affermati e sentire le loro esperienze, provare a migliorare e crearsi spazio in questa jungla editoriale. Il numero di copie potrebbe essere relativo, ha ragione Jack d'altronde: se uno si comprasse da solo 1000 copie del proprio libro, diventerebbe un caso editoriale? Certo che no, bisogna far girare le informazioni, farsi conoscere, risaltare in un modo o nell'altro. Io sono alla mia prima pubblicazione e sto battendo asssieme al mio editore diverse strade per provare a emergere, facendo leva in particolare sui circuiti che conosco meglio (per affinità, professione o quant'altro) e sulle tematiche del romanzo, che potrebbero ben adattarsi a determinati ambiti piuttosto che ad altri. La strada non è semplice per nessuno ma almeno facciamo del nostro meglio per far conoscere il nostro libro!

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Tempo fa un editore riguardo il mio primo lavoro mi specificò alcuni particolari che secondo lui non andavano bene. mi arrabbiai e non se ne fece nulla perché lui non era interessato. Oggi dopo tanto tempo avrei dovuto ringraziare quell’uomo perché ho capito da solo che quell’aspetto nel mio stile non andava. Ecco, vorrei capire se una cosa non va, perché non va. E questo è il motivo per cui mi fa imbestialire non ricevere risposta.

sai, credo che le cose siano collegate. Gli editori non danno risposte perché poi trovano dall'altro lato persone che si arrabbiano e magari li insultano pure. Poi tu scrivi: avrei dovuto ringraziare. Credo sarebbe un bel gesto farlo adesso, a distanza anche di anni.

Poi per avere un giudizio sul tuo manoscritto come suggerivano anche prima esistono soluzioni gratuite e a pagamento. Io ti consiglierei come prima cosa di rivolgerti a una gratuita, tipo la lettura incrociata del rifugio degli esordienti, e poi nel caso di giudizi positivi rivolgerti se lo ritieni opportuno a un'agenzia, in modo da avere una scheda di lettura più esauriente.

Poi non mi sento di darti un consiglio, è una responsabilità un po' troppo grande da chiedere in un forum, no?

Io ti posso dire quello che sto facendo io: sto seguendo "le orme" di Villegas. Ho preferito partire con una piccola CE e intraprendere un percorso di crescita con loro. Avere un rapporto diretto con l'editore e con l'editor. Non essere uno dei mille titoli a uscire in un anno. Poi questo sicuramente ha i suoi svantaggi: un piccolo editore non ha il potere di fuoco di una mondadori, che è casa editrice, distributore e anche catena di librerie. Ma non mi interessa, io voglio crescere come autore. Poi magari se approderò a una big ben venga, intanto credo di avere un po' di gavetta da fare.

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x villegas e gazza: un po'invidio il vostro modo di ragionare. forse sarò un disilluso però io non credo molto ai piccoli editori. ce ne saranno anche di bravi però tanto alla fin fine rimani sempre lì. se x piccoli editori si intendono come già detto prima marcos y marcos, isbn, kowalski, pequod allora ok, ma se si parla di (...apro la pagina degli editori free e metto il primo che leggo giuro) "aerostella edizioni" (con tutto il rispetto x loro è solo un esempio campato x aria) non si va da nessuna parte. ...ma per chi scrivete scusa? io scrivo perchè il mio desiderio sarebbe di arrivare in tutta italia (soldi a parte). per avere gente che mi legge a torino come a reggio calabria. ma se pubblico con un piccolo editore che si sbatte per carità, magari mi fa anche pubblicità in radio o tv (l'ho fatto mi è successo) ma tanto poi non distribuisce... aspetta e spera a dire la gavetta ecc ecc... per pubblicare così tanto meglio non pubblicare. serve a niente. rimani circoscritto alla tua zona. o anche se hai la fortuna di trovarne uno che si sbatte, stiamo sempre a parlare di librerie amiche e quindi non è una vera e propria distribuzione. dico questo con tutto il rispetto per voi che credete in un certo tipo di percorso.

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