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Lyssa

Apocalisse

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Questo post parla di cose un po' forti, fra cui suicidio e droga. Spero non dia fastidio a nessuno.

É una bella giornata di primavera, magari una domenica, e i raggi tiepidi del sole vi svegliano la mattina. Siete in un appartamento con il vostro migliore amico/a, e avete in programma una gita al mare che siete sicuri sarà divertentissima.

Ma.

Sentite il polpaccio un po' umido, aprite gli occhi e il vostro migliore amico/a ha la sua bocca attaccata alla vostra gamba, e vi guarda come Lemming a digiuno da una settimana guarderebbe una tavoletta di cioccolato bianco e nocciole.

Fuffi, il vostro battuffolo pelosetto e morbidoso ha gli occhietti insaguinati, non degna di uno sguardo le carote che avete messo nella sua ciotolina e tenta di mangiare il cervello a tutti i conigli peluche che avete sparsi per la camera.

Un apocalisse zombie è arrivata.

Come potreste reagire?

Ora il post è leggermente più serio. Sono arrivata a queste conclusioni dopo parecchie ore di storia dell'arte, filosofia e matematica dedicate a progettare la mia ficcyna. Ovviamente parecchie saranno sbagliate, vi chiedo di dirmi quali non vi sembrano logiche o qualsiasi cosa vi sembri stonata.

1- Andare in panico.

Sabato, 30 ottobre 1938. La Guerra dei Mondi viene trasmessa in radio e la gente va in panico.

La gente ruba, perde ogni inibizione, si suicida o uccide la famiglia.

Un esempio più recente (Ma non reale) potrebbe essere il telefilm The Walking Dead in cui una coppia di anziani si suicida chiedendo perdono a Dio.

Questo atteggiamento lo vedrei per i primi giorni del contagio, per due motivi: il più ovvio è che chi si vuole suicidare lo fa subito, il secondo motivo è l'istinto di autoconservazione, che diventa particolarmente forte in situazioni di emergenza.

2- Autoconservazione.

Durante le guerre e le gravi crisi la media dei suicidi scende notevolmente. Le difficoltà sembrano minori e dato che tutto il giorno è impiegato a durare fino a sera, nessuno pensa di vanificare lo sforzo. (Questo è veramente poco poco scientifico. L'ho letto nel giornale mensile della celiachia, vicino alla sindrome da depressione per mancanza di pizze e bignè. Però mi è sembrato plausibile. Qualcuno può confermare?)

Quindi dopo i primi giorni i superstiti si trasformano tutti in egoisti e codardi o qualcosa del genere.

Il mio attuale antagonista diventa tale per paura e per non sentire la paura terrorizza gli altri umani, per sentirsi “forte”.

É credibile? O è più probabile che si crei una forte senso di aiuto reciproco?

3- Droga.

Escluderei qualsiasi tipo di droga da elefantini rosa, perché effettivamente vedere un elefantino rosa al posto di uno zombie non ti aiuta a sopravvivere.

Non credo molta gente ce la farebbe senza antidepressivi, restare chiusi in un luogo con il continuo terrore di essere scoperti logora i nervi. (Bruttissimo esempio nella vita reale: Anna Frank. Prendeva antidepressivi.)

Dato che il mondo è in sfascio penso sia più facile procurarsi la droga-farmaco, basta entrare e rubarla, e molto più difficile reperire droga-droga che probabilmente è nella tasca interna del giubbotto di qualche zombie.

Direi via libera al caffè, che ti tiene sveglio, alla cannabis, che ti tiene relativamente sveglio, e ai farmaci con Serotonina, che ti tengono sveglio e allegro. Sono indecisa per l'acool: si vede in quasi tutti i film, ma penso che la paura di non essere lucidi e "mancare" un pericolo sia più forte della voglia di bere.

4- Nessuna legge morale

In un film che ora non ricordo, i due protagonisti trovavano dei militari, che volevano abusare della ragazza. Una situazione di paura causa per forza la perdita di ogni legge morale?

Io penso di più a nessuna cortesia per il gentil sesso, ma non riesco a immaginare un esasperazione fino ai livelli di “qualsiasi uomo non protagonista è un ammasso di ormoni ambulante”. Dovresti pensare prima a salvarti dagli zombie, o no?

Ditemi le vostre opinioni ^_^

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Ospite

Devi tenere conto che le guerre fanno parte della quotidianità, quindi sono comunque "accettate" come normali, come facenti parte della nostra vita quotidiana. È normale quindi che in un caso del genere vinca l'istinto di conservazione.

In un'apocalisse zombie, entra in gioco l'impossibile, il soprannaturale, una situazione che provocherebbe un forte shock nella quasi totalità delle persone.

Quindi una buona parte uscirebbe di testa, il suicidio di massa sarebbe lo scenario predominante. I sopravvissuti ovviamente andranno avanti con l'istinto di sopravvivenza e ci sarà un regime più o meno marcato di anarchia, di caos, di panico collettivo, che sarà diversa da paese a paese in base a come e quanto il potere militare sarà in grado di mantenere l'ordine e gestire l'emergenza.

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Ospite *Lili*
La gente ruba, perde ogni inibizione, si suicida o uccide la famiglia.

Un esempio più recente (Ma non reale) potrebbe essere il telefilm The Walking Dead in cui una coppia di anziani si suicida chiedendo perdono a Dio.

Io vorrei ampliare un pò il discorso del suicidio.

Immaginiamoci la scena: in un mondo invaso dagli zombi, dove le persone perdono qualsiasi umanità pur di salvarsi la pelle, facendo sfociare la situazione nell'anarchia più totale, io credo non sia così difficile imbattersi in persone esasperate che si tolgono la vita.

O si lasciano morire.

Voglio riportarti un esempio preso da Resident Evil (mi pare fosse questo il gioco, ma non ne sono molto sicura): gli zombi hanno invaso tutta la città ed ormai i civili sopravvissuti si contano sulla punta delle dita. La protagonista ha modo di incontrare un sopravvissuto e si offre di aiutarlo ad uscire da quell'inferno, ma lui preferisce non seguirla. Si chiude in un container con cibo, acqua ed un fucile con le parole:"preferisco morire di fame, piuttosto che farmi mangiare da quei cosi".

Ora.

Io credo che in un clima del genere le persone impazziscano letteralmente: vedere i propri cari mangiare le cervella di qualcuno non deve essere il massimo...

Perdono la cognizione di ogni cosa che normalmente avrebbero avuto: non sanno più cos'è il rispetto delle regole. Iniziano a fregarsene anche dei rapporti affettivi, secondo me. Insomma, in un clima del genere credo che la regola principale sarebbe:"Ognuno pensi a se stesso".

3- Droga.

Escluderei qualsiasi tipo di droga da elefantini rosa, perché effettivamente vedere un elefantino rosa al posto di uno zombie non ti aiuta a sopravvivere.

Non credo molta gente ce la farebbe senza antidepressivi, restare chiusi in un luogo con il continuo terrore di essere scoperti logora i nervi. (Bruttissimo esempio nella vita reale: Anna Frank. Prendeva antidepressivi.)

Dato che il mondo è in sfascio penso sia più facile procurarsi la droga-farmaco, basta entrare e rubarla, e molto più difficile reperire droga-droga che probabilmente è nella tasca interna del giubbotto di qualche zombie.

Direi via libera al caffè, che ti tiene sveglio, alla cannabis, che ti tiene relativamente sveglio, e ai farmaci con Serotonina, che ti tengono sveglio e allegro. Sono indecisa per l'acool: si vede in quasi tutti i film, ma penso che la paura di non essere lucidi e "mancare" un pericolo sia più forte della voglia di bere.

Per questo punto, io credo che le farmacie e simili sarebbero forse le prime ad essere "invase" e distrutte: le persone cercherebbero ogni maniera per entrare in possesso di ogni cosa che li possa aiutare a superare queste cose e sapendo che le scorte dei medicinali non sono infinite... il panico si scatenerebbe.

Insomma, in uno scenario come quello che hai descritto tu, punterei sulla paura e l'istinto di conservazione che sovrastano ogni umanità delle persone.

Spero di esserti stata utile!

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La gente ruba, perde ogni inibizione, si suicida o uccide la famiglia.

Un esempio più recente (Ma non reale) potrebbe essere il telefilm The Walking Dead in cui una coppia di anziani si suicida chiedendo perdono a Dio.

Io vorrei ampliare un pò il discorso del suicidio.

Immaginiamoci la scena: in un mondo invaso dagli zombi, dove le persone perdono qualsiasi umanità pur di salvarsi la pelle, facendo sfociare la situazione nell'anarchia più totale, io credo non sia così difficile imbattersi in persone esasperate che si tolgono la vita.

O si lasciano morire.

Voglio riportarti un esempio preso da Resident Evil (mi pare fosse questo il gioco, ma non ne sono molto sicura): gli zombi hanno invaso tutta la città ed ormai i civili sopravvissuti si contano sulla punta delle dita. La protagonista ha modo di incontrare un sopravvissuto e si offre di aiutarlo ad uscire da quell'inferno, ma lui preferisce non seguirla. Si chiude in un container con cibo, acqua ed un fucile con le parole:"preferisco morire di fame, piuttosto che farmi mangiare da quei cosi".

Ora.

Io credo che in un clima del genere le persone impazziscano letteralmente: vedere i propri cari mangiare le cervella di qualcuno non deve essere il massimo...

Perdono la cognizione di ogni cosa che normalmente avrebbero avuto: non sanno più cos'è il rispetto delle regole. Iniziano a fregarsene anche dei rapporti affettivi, secondo me. Insomma, in un clima del genere credo che la regola principale sarebbe:"Ognuno pensi a se stesso".

3- Droga.

Escluderei qualsiasi tipo di droga da elefantini rosa, perché effettivamente vedere un elefantino rosa al posto di uno zombie non ti aiuta a sopravvivere.

Non credo molta gente ce la farebbe senza antidepressivi, restare chiusi in un luogo con il continuo terrore di essere scoperti logora i nervi. (Bruttissimo esempio nella vita reale: Anna Frank. Prendeva antidepressivi.)

Dato che il mondo è in sfascio penso sia più facile procurarsi la droga-farmaco, basta entrare e rubarla, e molto più difficile reperire droga-droga che probabilmente è nella tasca interna del giubbotto di qualche zombie.

Direi via libera al caffè, che ti tiene sveglio, alla cannabis, che ti tiene relativamente sveglio, e ai farmaci con Serotonina, che ti tengono sveglio e allegro. Sono indecisa per l'acool: si vede in quasi tutti i film, ma penso che la paura di non essere lucidi e "mancare" un pericolo sia più forte della voglia di bere.

Per questo punto, io credo che le farmacie e simili sarebbero forse le prime ad essere "invase" e distrutte: le persone cercherebbero ogni maniera per entrare in possesso di ogni cosa che li possa aiutare a superare queste cose e sapendo che le scorte dei medicinali non sono infinite... il panico si scatenerebbe.

Insomma, in uno scenario come quello che hai descritto tu, punterei sulla paura e l'istinto di conservazione che sovrastano ogni umanità delle persone.

Spero di esserti stata utile!

Quoto tutto ma non sono d'accordo sull'invasione delle farmacie per fare il pieno di farmaci antidepressivi; non credo che in una situazione simile (per quanto tempo le strade rimangono agibili? Poche ore?) i sopravvissuti abbiano la lungimiranza di prelevare medicinali del genere ma piuttosto garze, antibiotici e qualunque cosa serva contro ferite profonde (nel disperato tentativo di salvare un familiare o un vicino di casa ferito) o malattie temporanee (influenze).

Non dimentichiamoci inoltre dell'influenzabilità della gente comune: come leggevo nell'ultimo libro di Nesi, una delle cose più sconvolgenti relative all'11 settembre riguarda l'avviso mandato via radio in una delle due torri in cui si diceva ai presenti di rimanere fermi e attendere i soccorsi nonostante le fiamme incombenti. Penso che messaggi del genere verrebbero prontamente trasmessi dal governo e, in tal caso, la gente si barricherebbe prontamente in casa piuttosto che andare in strada. Le eccezioni più prominenti, forse, sarebbero rappresentate da criminali, persone senza casa o senza abbastanza scorte o ancora soggetti mediamente più lungimiranti o che dispongono delle qualità per intuire la reale portata degli eventi (medici, ex militari, fan di Resident Evil :D).

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Ti consiglio vivamente la mini serie televisiva The Walking Dead se non l'hai già vista.

Lo scopo degli autori era proprio quello di raccontare le storie e le reazioni delle persone in una situazione come l'apocalisse zombi. Vengono affrontati diversi temi, come: il valore delle leggi quando non c'è più legge, il significato dell'amore in una situazione estrema, contrasto tra altruismo ed istinto di sopravvivenza, cos'è il bene e cos'è il male.

Personalmente, penso che questo sia lo scenario più plausibile: si assisterebbe ad una prima fase di caos, sciacallaggio, violenza ingiustificata. Dopo la fase iniziale, molte persone probabilmente si chiuderebbero in casa, cercando di resistere come possono in attesa di aiuti. Quelli meno in grado di gestire lo stress di una situazione del genere, probabilmente preferirebbero il suicidio al venire divorati da uno zombie. Ci sarebbero anche quelli a cui ormai non importa più niente e manderebbero giù ogni sorta di sostanza, in attesa dell'inevitabile fine.

Dopo questa fase, pian piano le cose comincerebbero a tornare alla normalità. Partirebbe la ricostruzione, non senza le inevitabili polemiche di quelli che, ormai al sicuro, si lamenterebbero degli aiuti arrivati troppo tardi, o della ricostruzione che non avviene nel modo che loro considerano migliore, e quelli che cercheranno di speculare sulla sofferenza degli altri.

Ti consiglierei un libro al riguardo, se hai voglia di leggerlo. Si chiama "Antropologia dei Disastri", di Gianluca Ligi. Costicchia un pò, ma tratta proprio questo genere di argomenti: come la gente reagisce alle catastrofi, naturali e non.

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Ospite *Lili*

Quoto tutto ma non sono d'accordo sull'invasione delle farmacie per fare il pieno di farmaci antidepressivi; non credo che in una situazione simile (per quanto tempo le strade rimangono agibili? Poche ore?) i sopravvissuti abbiano la lungimiranza di prelevare medicinali del genere ma piuttosto garze, antibiotici e qualunque cosa serva contro ferite profonde (nel disperato tentativo di salvare un familiare o un vicino di casa ferito) o malattie temporanee (influenze).

Forse mi sono spiegata male io. Per "invasione delle farmacie" intendevo proprio quello che dici tu. Le persone non prenderebbero antidepressivi ma piuttosto garze e in generale qualsiasi farmaco li possa aiutare a far fronte all'emergenza :)

Non dimentichiamoci inoltre dell'influenzabilità della gente comune: come leggevo nell'ultimo libro di Nesi, una delle cose più sconvolgenti relative all'11 settembre riguarda l'avviso mandato via radio in una delle due torri in cui si diceva ai presenti di rimanere fermi e attendere i soccorsi nonostante le fiamme incombenti. Penso che messaggi del genere verrebbero prontamente trasmessi dal governo e, in tal caso, la gente si barricherebbe prontamente in casa piuttosto che andare in strada. Le eccezioni più prominenti, forse, sarebbero rappresentate da criminali, persone senza casa o senza abbastanza scorte o ancora soggetti mediamente più lungimiranti o che dispongono delle qualità per intuire la reale portata degli eventi (medici, ex militari, fan di Resident Evil B)).

Su questo punto credo dipenda dall'entità della catastrofe: se il governo tende a nasconderlo ( e i casi di "omicidio" sono isolati) e dice ai cittadini che "va tutto bene, potete tornare a casa ecc..." allora le persone saranno più propense a crederlo ed eseguire senza farsi troppe domande.

Ma se la cosa sfugge di mano, trasformandosi ben presto in epidemia e il governo decide di mettere in quarantena la popolazione chiudendo ogni uscita dalla città (il tutto senza rispondere alle domande che giustamente vengono poste) allora stai pur certo che nessuno starà più buono e tranquillo a fare quello che gli si dice e lì entrerà in gioco l'istinto di sopravvivenza: le persone cercheranno in tutti i modi di andarsene, fregandosene di regole e altro.

A questo proposito consiglio di vedere la serie di Resident Evil. Magari quella ambientata a Racoon City :)

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