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Ospite Nephrem On'Yn'Rah

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Ospite

C'era un topic analogo anche al vecchio forum (ma non ricordo chi lo aveva aperto) lì non vi partecipai, ma qui sono io ad aprirlo, dunque Lettori e Lettrici, cosa ne pensate di questo genere? Ho letto molti interventi interessanti sparpagliati un po' qua e un po' là, quindi raggruppiamoli tutti qui.

Io leggo storici a periodi, ad esempio in questo momento alterno tra una lettura e l'altra romanzi d'ambientazione egizia (Wilbur Smith con "Il Dio del Fiume" e "I Figli del Nilo" e prossimamente "Ramses - Il Figlio della Luce" di Christian Jacq) ambientazione romana (di cui vi chiedo consiglio, tolti quelli di Manfredi che ho letto tutti, qualche altro autore bravo? Nessun periodo in particolare della storia romana, sbizzarritevi se avete dei nomi) e d'ambientazione nel giappone medievale (eh lo yurutsuki mi istiga v.v e in biblioteca qua, al mio paese, ho beccato due titoli adatti o.o).

Voi cosa leggete? E per scriverne (io non ci provo nemmeno, per adesso almeno non ne sono in grado) in che modo vi documentate? Autori e libri preferiti? Particolari periodi di cui leggete? Le domande son tante e io non sono mai bravo ad aprire i topic, quindi lascio la parola a voi.

P.s. Ultima richiesta, conoscete romanzi storici ambientati nella Russia dei Romanov?

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Ospite Lem Mac Lem

Prova con Le donne di Cesare. Io non l'ho letto, ma me ne hanno parlato gran bene e certi brani mi hanno fatta sbellicare (l'intenzione era far ridere, non era incompetenza dell'autore ^^). In linea di massima comunque è un libro molto serio - visto il personaggino di cui parla.

Per la documentazione, più che sui romanzi, conviene andare sulla saggistica. Gli autori spesso (anzi sempre) si prendono molte licenze poetiche e il rischio è di assimilare svarioni colossali... del resto un romanzo deve romanzare, se no che romanzo è?

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Ospite
Per la documentazione, più che sui romanzi, conviene andare sulla saggistica.

Eh lo so, peccato che le mie tasche vuote mi impongono di darmi alla biblioteca, e la biblioteca del mio paese come saggistica storica che non riguardi la Sicilia ha veramente poco o.o" diciamo niente o.o"

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Prova a leggere "Il leone di Dio" di Taylor Caldwell, ambientato nella Palestina e in Israele al tempo dei Romani.

Narra la vita sotto forma di romanzo di Saulo ben Tarshis, cioè S.Paolo. Vi sono usi e costumi di quell'epoca molto interessanti, oltre a una interessante ricostruzione, per niente pallosa.

Poi c'è "Gli ultimi giorni di Pompei", "Ben Hur", "Quo vadis?" di cui ora non ricordo gli autori e "Masada" storia dell'ultima resistenza degli ebrei ai romani nella mitica fortezza di Erode dove, quando stavano per essere conquistati si uccisero tutti, uomini, donne e bambini, pur di morire liberi. Commovente.

Un romanzo datato, mi pare di Flaubert è Salammbò, che parla della vita a Cartagine, descrivendo tutto, anche episodi cruenti. Con in testa i romanzi di ambientzione romana sono riuscito a scrivere un racconto di circa due cartelle ambientato in quell'epoca, certo non avevo tutta la necessaria conoscenza, ma mi sentivo relativamente sicuro.

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Il topic nel vecchio forum l'avevo aperto io, mi fa piacere vedere qualcuno interessato a questo genere!

I romanzi citati da te di Wilbur Smith e Jacq sono assolutamente fantastici (Smith è un maestro nelle descrizioni).

Come romanzi ambientati a Roma ti consiglio "Il Centurione di Augusto" di Guido Cervo, ho letto sicuramente di meglio però racconta in maniera interessante la disfatta di Teutoburgo contro i Barbari.

E' stato appena pubblicato il primo libro di un nuovo ciclo sulla storia di Roma, inizia con "Il Ribelle" scritto da Emma Pomilio. Racconta tutta la storia della città, dalla fondazione alla caduta, passando per i momenti più importanti (dovrebbero essere sei libri, scritti ognuno da un autore diverso). Ho comprato il primo ma non l'ho ancora cominciato.

Poi c'è "Caio Giulio Cesare" di Iuggulden, un bel mattone (tante pagine) ma sicuramente interessante.

Per quel che riguarda la scrittura, oltre al fantasy scrivo moltissimi racconti storici. E' un genere che adoro (anche perchè adoro la storia: andrò anche a studiarla all'università :D )

Naturalmente bisogna sempre documentarsi prima di scrivere, e questa è sicuramente la parte più lunga e complicata ma, come detto da Ayame in un altro topic, anche molto affascinante.

Avrei molto altro da dire ma devo andare a mangiare XD Continuerò in seguito.

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Ospite

Quanti bei titoli o.o" su, ditelo che mi odiate e volete far soffrire il mio portafogli (vuoto) v.v

Tornando seri, mi fa piacere vedere da una fonte più plausibile che la serie di Jacq è bella, leggendo la prefazione "un romanzo a bimestre" temevo fosse qualche fregatura :-/

Naturalmente bisogna sempre documentarsi prima di scrivere, e questa è sicuramente la parte più lunga e complicata ma, come detto da Ayame in un altro topic, anche molto affascinante.

Questo è uno dei motivi per cui ancora non ci ho nemmeno provato, mi manca la pazienza di fare una full immersion in un periodo storico, perché sinceramente di dovermela studiare alla maniera "scolastica" per poter scrivere un racconto, non mi pare il caso.

Quel che verrebbe fuori da un racconto del genere sarebbe una cavolata, venuta male oltretutto.

Sono dell'idea che per poter scrivere quanto meno decentemente un racconto e/o romanzo storico non basti solo il documentarsi, ma anche il comprendere e far proprio il periodo in cui si vuole ambientare la propria storia, altrimenti le probabilità che la storia diventi un fallimento aumentano in maniera esponenziale.

Non so se son riuscito a spiegare quel che intendo, colpa delle feste che mi deprimono e fanno andare in ferie il mio unico Neurone (Ciao Bob!), comunque, ho la testa altrove e anche se avrei altro da dire mi fermo, prima di far caos.

P.s. Unius ho "Quo Vadis?" dentro ad un cassetto (un edizione che era allegata a Famiglia Cristiana, in due volumi), se non mi ricordavi il titolo sarebbe rimasto lì per chissà quanto tempo, avevo completamente dimenticato d'averlo in casa -.- se può tornare utile (se non lo hai già cercato) l'autore di quest'ultimo è Henryk Sienkiewicz.

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Si Onin' Ra ora ricordo l'autore di "Quo vadis".

Condivido la tua opinione che per descrivere un'epoca bisogna immergersi nel contesto in maniera profonda e sicuramente la lettura di romanzi di vario genere ambientati in quel contesto, supportati magari da qualche saggio specialistico, aiutano molto. Il fatto è che per acquisire tutte quelle conoscenze ci vuole un tempo non indifferente, oltre a una discreta borsa per comprare tutti i libri e mantenersi durante la loro lettura e il loro studio.

Perchè se uno lavora e poi vuole documentarsi, beh si può anche fare, ma è molto più impegnativo.

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Ospite
Il fatto è che per acquisire tutte quelle conoscenze ci vuole un tempo non indifferente, oltre a una discreta borsa per comprare tutti i libri e mantenersi durante la loro lettura e il loro studio.

Perchè se uno lavora e poi vuole documentarsi, beh si può anche fare, ma è molto più impegnativo.

Centrato in pieno, lo storico è un bellissimo genere e la documentazione "seria" è molto affascinante, ma bisogna faticare moltissimo per riuscire a scrivere delle belle storie che appassionino e non annoino come invece tendono a fare certi saggi e praticamente tutti i libri di storia che ci vengono propinati a scuola (o sbaglio?), ma anche la difficoltà e la complessità alla base dei romanzi storici mi affascina, amo la roba complicata e difficile da realizzare.

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Io amo moltissimo la storia romana, il periodo da Cesare fino alla caduta dell'Impero d'Occidente nel 476 d.C. è stato per me qualcosa di fantastico. Fin da bambino ho visto una moltidudine di films come "Ben Hur" e "Barabba" con Antony Quinn e tanti altri. Quei costumi, quei paesaggi, che poi ho ritrovato sui libri, e poi il rutilante impero del Nord Africa e medio Oriente, che amo in modo particolare, con le sue ville e i suoi giardini, non dimentichiamo che S.Paolo era nato a Tarshis, oggi in Turchia, , mi hanno sempre affascinato, fatto provare una nostalgia ineffabile, una voglia di saperne sempre di più. Non ci sono riuscito completamente. Ma a volte, per immedesimarmi in quel contesto, mentre compio azioni che si svolgevano anche allora, vendemmiare, fare il vino, mangiare il pane carasau che si fa da noi, uguale a quello del Medio Oriente che usava Gesù nell'ultima cena, immergersi nel mare o in un fiume, arrostire al fuoco un pezzo di agnello o bere il vino da una tazza ricavata da una zucca, fingo di catapultarmi in quell'epoca e grazie a tante reminiscenze, mi vengono in mente scene plausibili che avrei potuto vivere, personaggi con i quali avrei potuto parlare... ecc.

E' un po come prendere appunti.

Certo, la fantasia da sola non può bastare, ma può aiutare se hai qualche infarinatura tra libri e films e documentari. Da qui a scrivere un capolavoro: secondo me non è impossibile, ma impegnativo si.

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Potresti leggere "La pedina di Vetro" di Antonella Tavassi la Greca, racconta la storia di Giulia, la figlia di Augusto oppure...uhm... ah! "Una giornata nell'antica Roma" di Angela.

Per quanto riguarda me, adoro i romanzi ambientati:

-nell'antico Egitto (infatti mi sto leggendo il ciclo di Wilbur Smith)

-nell'antica Roma - aggiungerei e dintorni (I romanzi sopracitati; Manfredi v.v)

-nel Medioevo (Il nome della rosa - Eco; Il templare - Jean Guillou; Medicus - Noah Gordon; Vita di Carlo Magno - Eginardo; Ivanhoe - Walter Scott.)

Anch'io vorrei dedicarmi a Yurutsuki, ma non riesco a trovare nemmeno un romanzo ambientato in Giappone =.=, l'unico, che peraltro ho già letto, è "Memorie di Una Geisha" di Arthur Golden v.v

Per quanto riguarda la scrittura, non ho mai scritto storici, e non ho intenzione di provarci. Penso che debba esserci veramente un grande lavoro di ricostruzione storica dietro un romanzo storico, e mi sentirei stupida a lavorare per mesi e mesi per poi vedere il mio lavoro vanificato da strafalcioni cronologici.

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Ospite

Non mi sono dimenticato del topic v.v" sono col mal di denti a casa impossibilitato a stare al pc -.- quindi rimandando (di nuovo -.-) un lungo intervento mi limito a due domande, qualcuno ha visto super quark mercoledì? Io soltanto l'inizio q.q volevo vederlo q.q

Minnie, mi pare d'aver visto su anobii che hai letto I Pilastri della terra di Follett, com'è?

I romanzi citati da te di Wilbur Smith e Jacq sono assolutamente fantastici

mi sono abituato male con Smith o Jacq tende ad essere troppo superficiale, nel narrare gli eventi? (e scrivere i dialoghi e approfondire i personaggi etc.) Ho letto i primi due (di cinque) libri della serie e se il primo era carino (nonostante sia poco approfondito) il secondo mi è risultato soporifero -.-

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Diciamo che sto a 1/10 del mattone, l'ho abbandonato per il momento perché è una lettura che va oltre i miei tempi limite scolastici e ho bisogno di tempo per la scuola, comunque conto di riprenderlo a giugno. Io da questo romanzo mi aspettavo di più, qualcosa di più complesso, sinceramente. Per ora la storia è lineare, semplice, certo scritta in un modo veramente scorrevole ma non c'è nessun colpo di scena vero, al massimo lo intuisci prima, per ora il giudizio è buono, negativo verso chi lo ritiene un grande capolavoro. Vediamo come procede, ma se continua su questa riga, non è né più né meno di un romanzo da spiaggia, secondo me, ma magari cambierò parere alla fine.

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Devo dire la verità, io solitamente non amo i romanzi storici, li trovo un po' pesanti :D

Gli unici che riesco a leggere sono quelli di Tracy Chevalier, (l'autrice de "La ragazza con l'orecchino di perla").

Mi piace il tocco delicato dell'autrice, la capacità che ha di entrare in un dato periodo storico e di trasportartici con estrema leggerezza; mi piace la naturalezza con cui scrive e descrive, sembra di trovarsi davvero nei luoghi del libro, di respirarne l''atmosfera, di vedere i personaggi. Riesce a coinvolgere senza appesantire, ha uno stile che io adoro.

C'è qualcun'altro tra voi che apprezza quest'autrice? Ho appena acquistato il suo ultimo libro, "Strane creature", aspetto di leggerlo con grande curiosità (poi vi farò sapere).

Anedea

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Sono passati più di dieci anni dall'ultima risposta a questo thread!
Avrei bisogno di un consiglio per un romanzo storico ma non volendo aprire una nuova discussione, ho cercato quella più vicina al mio tema, spero di aver fatto bene.

Sto smontando per l'ennesima volta un romanzo storico che tra poche settimane vorrei dare al mio agente. La vicenda è di fantasia, l'ambientazione precisa e curata, le date delle battaglie rispettate e così i trattati di pace, i nomi dei regnanti eccetera.

Ora, in questa riconfigurazione non riesco più a far stare dentro la data esatta un episodio storico che è necessario all'intreccio. Secondo voi, nel romanzo posso posticiparlo di sei mesi e precisare la vera data in una nota finale? 

Grazie a chi vorrà darmi il suo parere!

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29 minuti fa, Elisah15 ha scritto:

Ora, in questa riconfigurazione non riesco più a far stare dentro la data esatta un episodio storico che è necessario all'intreccio. Secondo voi, nel romanzo posso posticiparlo di sei mesi e precisare la vera data in una nota finale? 

Ahia:s Se devo dire la verità non ricordo di aver mai trovato note del genere. Si possono inventare personaggi e fatti minori inesistenti, ma cambiare quelli esistenti è più rischioso. Secondo me dipende molto da quanto l'episodio è famoso. Per esempio, cambiare la data della presa della Bastiglia, di una battaglia famosa, o simili non lo farei. Se invece è un episodio minore che non conosce nessuno si può pensarci. In ogni caso il lettore esperto di storia potrebbe storcere il naso. Non hai modo di anticipare o cambiare in qualche modo gli eventi precedenti?

A me non è mai capitato (anche perché di rado uso episodi famosi come punto focale della trama), a volte ho cambiato i nomi (di personaggi poco conosciuti) oppure dettagli minori (come il modo giusto in cui ci si rivolgeva a una certa autorità), specificandolo poi nella postfazione. Potresti provare a chiedere all'agente, che di sicuro ha più esperienza e sa dirti se si può fare o no.

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@Silverwillow grazie per le tue considerazioni, si tratta di un episodio minore che solo gli storici conoscono, di cui non si sa nemmeno con esattezza la data ma sicuramente non rientrerebbe nei sei mesi di differenza di cui avrei bisogno. Mi sa che hai ragione, a meno che qualcuno non sappia di qualche precedente, dovrò impazzire sulla trama. Ach, se penso che il romanzo è finito se non per la disposizione dei capitoli che ovviamente comporta qualche aggiustamento. Grazie ancora!

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