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Feleset

Soldati da "fine del mondo"

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Mi servirebbe qualche delucidazione per un racconto che vorrei scrivere per il concorso 365 racconti della Delos.

Nella mia storia appaiono due soldati di fazioni opposte. Ebbene, come li dovrei vestire? Non voglio fare niente di fantascientifico, mi bastano delle divise militari simili a quelle attuali. Il problema è che in così pochi caratteri ho bisogno di qualcosa che li differenzi, come per esempio il colore.

Altra cosa: uno dei due soldati si sveglia dopo una battaglia in cui aveva perso i sensi. Che tipo di armi gli faccio tenere?

Infine: è possibile che un soldato possa nascondere un piccolo oggetto nella divisa prima della missione?

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Ospite

la risposta a tutte le tue domande è una sola

soichiro.

Tu sai di che parlo e_e/

e ora morirò per questo XDD

scusate utenti per il messaggio in codice XD

EDIT: facciamo una cosa più utile, dettagli:

- i soldati appartengono a fazioni realmente esistenti? Nel caso è più facile individuare come vestirli :D

- in che ambiente si svolge la scena? Giungla, città, deserto ecc.

- stessa cosa vale per le armi se si possono identificare geograficamente si può capire meglio

- a che tipo di oggetto ti riferisci? Qualcosa tipo un portafortuna?

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Non sono un esperto ma provo a rispondere per quel poco che so.

Dunque, le divise che si indossano dipendono dal compito che un'unità deve svolgere. Truppe di fanteria che richiedono abilità di mimetismo indossano inevitabilmente mimetiche atte a confondersi con i colori dell'ambiente delle operazioni. Quindi dal punto di vista delle mimetiche penso che non ci siano moltissime differenze evidenti, forse la più palese sta negli stemmi nazionali (che non sono sicuro si indossino sempre).

Soldati che invece non hanno la mimetica indossano divise differenti per colori, quindi sono più facili da riconoscere. Tuttavia dubito che nella guerra moderna si trovino spesso sui campi di battaglia, nel senso che le divise non mimetiche sono più per le occasioni ufficiali, tipo parate e cose varie.

Per avere un parere davvero utile, comunque, spera che intervenga Unius, che mi sembra molto competente in materia.

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Nella mia storia appaiono due soldati di fazioni opposte. Ebbene, come li dovrei vestire? Non voglio fare niente di fantascientifico, mi bastano delle divise militari simili a quelle attuali. Il problema è che in così pochi caratteri ho bisogno di qualcosa che li differenzi, come per esempio il colore.

da come sono stati descritti mi pare siano due soldati appartenenti a fazioni militari entrambe direttamente comparabili a quelle degli Esericiti attuali, come quello italiano o francese, ad esempio.

senza andare a descrivere macchia per macchia come sono differenti i due pattern mimetici dei due schieramenti, puoi fare che una delle due formazioni militare utilizzava un pattern a chiazze, mentre l'altra un solid color, come il verde oliva o il kaki o altro a seconda delle caratteristiche del campo di battaglia.

per il resto, oltre pantaloni camicia e anfibi, di solito viene usato un giubbetto antiproiettile/antischegge in tessuto "morbido" con o senza piastre rigide all'interno (sul petto e sulla schiena, e a volte anche sui fianchi), e una buffetteria composta da cinturone con spallacci o "vest" su cui sono assicurate le varie tasche portamunizioni e portaoggetti.

di recente hanno anche preso piede giubbetti antiproiettile già provvisti di agganci per le varie tasche, senza bisogno di buffetteria a "ragnatela" o "vest".

sono anche parecchio usate ginocchiere rigide o semirigide, soprattutto in aree urbane, e guanti di vario tipo.

in testa un elmetto o un copricapo adeguato, e possibilmente anche mascherina o occhiali balistici.

Altra cosa: uno dei due soldati si sveglia dopo una battaglia in cui aveva perso i sensi. Che tipo di armi gli faccio tenere?

è rimasto lì su lcampo di battaglia, lasciato indietro dai commilitoni? questo è possibile, ma occhio a come crei la situazione, che non suoni artificiosa.

detto questo, dovrebbe avere con sé la sua arma primaria se non si è rotta o sfilata la cinghia che la tiene assicurata al corpo, altrimenti potrebbe essere la secondaria, come una pistola.

poi bombe a mano di vario tipo (a frammentazione, incendiarie, fumogene, a concussione, al fosforo, c'è l'imbarazzo della scelta). inoltre tutti i soldati di fanteria di solito portano anche con loro almeno una lama adatta a uccidere, come una baionetta o un coltello. in caso di unità d'elite, coltello da combattimento.

Infine: è possibile che un soldato possa nascondere un piccolo oggetto nella divisa prima della missione?

nasconderlo a chi? è una cosa illegale? se entra in tasca certo che può XD però riuscire a tenere qualunque cosa nascosta ai propri commilitoni quando si è in teatro operativo è cosa ardua, dato che si hanno tutti gli spazi condivisi e zero privacy.

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Grazie delle risposte! ^^

Provo a dare qualche dettaglio in più:

- l'ambientazione sarebbe una città, ma non è una decisione definitiva;

- il soldato è stato lasciato lì perché è forse l'unico sopravvissuto (praticamente la guerra sta distruggendo il mondo, ormai i soldati sono pochi e non sanno nemmeno più perché combattono);

- l'oggetto in questione è una specie di portafortuna, quindi anche se i suoi compagni lo vedono non è grave; volevo solo capire se una cosa del genere era ammessa o se un suo superiore avrebbe potuto fare storie (in tal caso dovrebbe nasconderlo, perché se non ce l'ha la mia storia non ha senso XD).

@Tanja: ricevuto! XD

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il soldato è stato lasciato lì perché è forse l'unico sopravvissuto (praticamente la guerra sta distruggendo il mondo, ormai i soldati sono pochi e non sanno nemmeno più perché combattono)

la cornice generale dell'opera non mi è del tutto chiara, ma a naso mi sembra che in un mondo del genere non abbia più senso parlare di eserciti organizzati, soldati, superiori ed equipaggiamento standardizzato...

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Ospite
Nella mia storia appaiono due soldati di fazioni opposte. Ebbene, come li dovrei vestire? Non voglio fare niente di fantascientifico, mi bastano delle divise militari simili a quelle attuali. Il problema è che in così pochi caratteri ho bisogno di qualcosa che li differenzi, come per esempio il colore.

È sufficiente un colore diverso, in genere un elmetto di foggia diversa, e alcuni piccoli dettagli, come gilet o cinture per portare le armi.

Altra cosa: uno dei due soldati si sveglia dopo una battaglia in cui aveva perso i sensi. Che tipo di armi gli faccio tenere?

Coltello e pistola

Infine: è possibile che un soldato possa nascondere un piccolo oggetto nella divisa prima della missione?

Certo, per quanto ne so non esiste alcun divieto in proposito. In ogni caso, considera che non parli di un "vero" esercito, ma di un esercito inventato da te, che può avere le sue regole.

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il soldato è stato lasciato lì perché è forse l'unico sopravvissuto (praticamente la guerra sta distruggendo il mondo, ormai i soldati sono pochi e non sanno nemmeno più perché combattono)

la cornice generale dell'opera non mi è del tutto chiara, ma a naso mi sembra che in un mondo del genere non abbia più senso parlare di eserciti organizzati, soldati, superiori ed equipaggiamento standardizzato...

Tieni conto che il racconto può essere massimo 2000 caratteri, quindi non è necessario che mi metta a spiegare come e perché il soldato si ritrova lì da solo. L'importante è che sia possibile, poi ciò che conta è l'episodio che descrivo.

@Jack: grazie per le dritte. ^^

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Tieni conto che il racconto può essere massimo 2000 caratteri, quindi non è necessario che mi metta a spiegare come e perché il soldato si ritrova lì da solo. L'importante è che sia possibile, poi ciò che conta è l'episodio che descrivo.

ma come detto non ho problemi con il fatto che il protagonista si ritrovi isolato; per cornice generale intendevo proprio il mondo in cui si muove, che mi pare di capire preveda la distruzione della civiltà umana (la guerra sta distruggendo il mondo).

senza più nazioni e quindi senza più catene logistiche e buste paga mi è sembrato strano che si parlasse ancora di eserciti, soldati arruolati, regolamenti, eccetera.

se la situazione è proprio questa allora i suggerimenti che ti ho dato in pratica non valgono più, era questo che intendevo dire.

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Tieni conto che il racconto può essere massimo 2000 caratteri, quindi non è necessario che mi metta a spiegare come e perché il soldato si ritrova lì da solo. L'importante è che sia possibile, poi ciò che conta è l'episodio che descrivo.

ma come detto non ho problemi con il fatto che il protagonista si ritrovi isolato; per cornice generale intendevo proprio il mondo in cui si muove, che mi pare di capire preveda la distruzione della civiltà umana (la guerra sta distruggendo il mondo).

senza più nazioni e quindi senza più catene logistiche e buste paga mi è sembrato strano che si parlasse ancora di eserciti, soldati arruolati, regolamenti, eccetera.

se la situazione è proprio questa allora i suggerimenti che ti ho dato in pratica non valgono più, era questo che intendevo dire.

Ah, ho capito che intendevi dire.

Il mondo si sta distruggendo, ma non è ancora distrutto. Per questo ho ipotizzato che ci fossero comunque degli scontri tra soldati. Poi c'è ovviamente poca organizzazione e anche le nazioni stanno andando a rotoli, ma è appunto una cosa ancora in atto.

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ok, adesso è tutto più chiaro, siamo proprio nel momento in cui sta venendo giù tutto il sistema. in questo caso non ho problemi nell'immaginare distaccamenti di militari di entrambi gli schieramenti ancora impegnati negli scontri nonostante tutto, magari perché mezzi tagliati fuori dal flusso di notizie e senza nuovi ordini dopo che le catene di comando sono state interrotte.

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ok, adesso è tutto più chiaro, siamo proprio nel momento in cui sta venendo giù tutto il sistema. in questo caso non ho problemi nell'immaginare distaccamenti di militari di entrambi gli schieramenti ancora impegnati negli scontri nonostante tutto, magari perché mezzi tagliati fuori dal flusso di notizie e senza nuovi ordini dopo che le catene di comando sono state interrotte.

Ecco, pensavo proprio a una cosa del genere.

Grazie per le dritte. ^^

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Ospite

Vedi fel io l'ho evocato e lui è giunto *fa occhioni luccicosi a Midnight* :ohh:

l'arma primaria comunque di solito è un fucile o carabina, imho girare solo con pistola e coltello sarebbe un po' suicida (non per niente la pistola è chiamata arma secondaria) a meno che non abbia perso il fucile prima di svenire, ma questo dipende dalle scelte narrative :)

*fugge*

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Vedi fel io l'ho evocato e lui è giunto *fa occhioni luccicosi a Midnight* :ohh:

Ah, ma è lui? Non lo sapevo. XD XD

Comunque mi piace l'idea che abbia solo pistola e coltello, quindi l'arma primaria non la metto (che poi sia perché è senza munizioni o perché l'ha persa non ha importanza ai fini della storia).

Ma la pistola può essere una glock? *_*

*è l'unica pistola che conosce XD*

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Allora se è un soldato occidentale la più comune è la beretta M9 (evoluzione del modello 92), la Glock 17 dovrebbe essere in uso nell'esercito austriaco, mentre i russi usano una Makarov.

Come arma primaria gli occidentali usano il sempreverde M16 (o una qualche sua variante come M4 usato dalle forze speciali).

I paesi dell'est preferiscono da sempre l' AK-47 deto più comunemente Kalashnikov.

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Comunque mi piace l'idea che abbia solo pistola e coltello

Be' visto che era svenuto, è più logico che non abbia con sé l'arma primaria.

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Ospite

Scusate ma non capisco il ragionamento o.o perché non dovrebbe avere l'arma primaria? (io ho ipotizzato che la perdesse ma la cosa non è così immediata, cioè come l'ha persa? Caduta in un dirupo, gliel'hanno fregata mentre era svenuto?) se anche finisce i colpi non è che butta via il fucile ò_ò se lo porta dietro ugualmente ò_ò

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Ospite
se anche finisce i colpi non è che butta via il fucile ò_ò se lo porta dietro ugualmente ò_ò

Dipende dalla situazione. La cosa migliore in zona di guerra è abbandonare l'arma per procurarsene un'altra, altrimenti si porta appresso del peso inutile

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Dipende dalla situazione. La cosa migliore in zona di guerra è abbandonare l'arma per procurarsene un'altra, altrimenti si porta appresso del peso inutile

dipende dalla situazione, sì, ma abbandonare la propria arma è in genere è l'ultima cosa da fare. proprio perché è la propria arma. non si ha la certezza di trovare un fucile in perfetta efficienza appena dietro l'angolo, e anche se funziona perfettamente, chi sa chi ha azzerato le mire? il precedente propietario, che magari era capace magari no. quindi magari ci si ritrova lo stesso con un'arma inutile in mano.

il fucile, la carabina, la LMG, qualunque cosa sia, farebbe meglio a portarsela a spalla. magari trova munizioni compatibili con la sua arma e si limita a fare il pieno. magari no ed è costretto per forza di cose a fare cambio, ma solo a quel punto ha senso liberarsi del proprio fucile.

l'unico motivo valido per sbarazzarsi subito della propria arma perché è diventata peso inutile, è che sia divenuta inservibile sia per il propietario che per qualunque altro individuo che possa passare di lì e raccattarla. ovvero, è scassata.

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Se un reparto di soldati di un esercito moderno svolge servizio in città, indosserà mimetiche da città, completamente diverse dai vari tipi di vegetato per ambienti naturali (desertica, da steppa, da pianura, da montagna, vegetato estivo e invernale eccetera, sarebbero lunghissimi e variegati i discorsi sulla mimetizzazione adottata dai vari eserciti nei vari luoghi).

La mimetica da città, come dice il nome, ricalca i colori della città: striature di molto grigio, degradanti in striature di nero e bianco di varie pezzature. Gli elmetti in kevlar sono rivestiti della stessa tela mimetica. Questi colori servono a confondersi in vie di cemento, davanti e in mezzo a palazzi e grattacieli, sono inutili e visibili in ambienti verdi o gialli.

A meno che tu non voglia fare indossare a un soldato una tuta "camaleontica" ancora allo studio, esistono dei prototipi, che assumono il colore dell'ambiente in cui si trovano, hanno un reticolato nella loro composizione interna che, non so i dettagli tecnici, comunque è connesso con computer nella sala operativa e se questo soldato viene colpito, a migliaia di chilometri di distanza i suoi superiori sanno che tipo di ferita ha subito. Chi se lo poteva mai immaginare.

Se i due eserciti contrapposti sono forze regolari, la loro mimetizzazione per agire in città sarà simile, ma un soldato sa distinguere la diversa mimetizzazione di una divisa nemica, perchè alcuni colori sono usati in misura maggiore o minore della sua, per motivi stabiliti dai loro rispettivi esperti.

Ci sono alcune differenze tra le mimetiche americane e italiane o francesi e tedesche e inglesi, pur se operano nello stesso luogo.

Poi chiaramente hanno i distintivi di nazionalità, ma possono essere tolti, alla bisogna.

Dopo un'esplosione che lo abbia investito indirettamente, un soldato è scaraventato a terra, può perdere i sensi, rimanere ferito e ovviamente perdere il suo fucile. Gli resterà la pistola, il pugnale, come ti è stato detto, ma può anche trovare un'altra arma, di qualche suo compagno o di un nemico caduto.

Ovvio che può tenere un portafortuna, un amuleto, purchè non cambi la fisionomia della sua uniforme.

Tieni presente che in addestramento ginnico, a petto nudo, eventuali catenine o bracciali sono comunque banditi, perchè possono impigliarsi e causare fastidi o problemi, ma in mimetica no, nei limiti del ragionevole.

Se vuoi sapere qualcosa di più specifico che posso aver tralasciato, dimmi pure. icon_wink.gif

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Se un reparto di soldati di un esercito moderno svolge servizio in città, indosserà mimetiche da città, completamente diverse dai vari tipi di vegetato per ambienti naturali (desertica, da steppa, da pianura, da montagna, vegetato estivo e invernale eccetera, sarebbero lunghissimi e variegati i discorsi sulla mimetizzazione adottata dai vari eserciti nei vari luoghi).

La mimetica da città, come dice il nome, ricalca i colori della città: striature di molto grigio, degradanti in striature di nero e bianco di varie pezzature. Gli elmetti in kevlar sono rivestiti della stessa tela mimetica. Questi colori servono a confondersi in vie di cemento, davanti e in mezzo a palazzi e grattacieli, sono inutili e visibili in ambienti verdi o gialli.

A meno che tu non voglia fare indossare a un soldato una tuta "camaleontica" ancora allo studio, esistono dei prototipi, che assumono il colore dell'ambiente in cui si trovano, hanno un reticolato nella loro composizione interna che, non so i dettagli tecnici, comunque è connesso con computer nella sala operativa e se questo soldato viene colpito, a migliaia di chilometri di distanza i suoi superiori sanno che tipo di ferita ha subito. Chi se lo poteva mai immaginare.

Se i due eserciti contrapposti sono forze regolari, la loro mimetizzazione per agire in città sarà simile, ma un soldato sa distinguere la diversa mimetizzazione di una divisa nemica, perchè alcuni colori sono usati in misura maggiore o minore della sua, per motivi stabiliti dai loro rispettivi esperti.

Ci sono alcune differenze tra le mimetiche americane e italiane o francesi e tedesche e inglesi, pur se operano nello stesso luogo.

Poi chiaramente hanno i distintivi di nazionalità, ma possono essere tolti, alla bisogna.

Dopo un'esplosione che lo abbia investito indirettamente, un soldato è scaraventato a terra, può perdere i sensi, rimanere ferito e ovviamente perdere il suo fucile. Gli resterà la pistola, il pugnale, come ti è stato detto, ma può anche trovare un'altra arma, di qualche suo compagno o di un nemico caduto.

Ovvio che può tenere un portafortuna, un amuleto, purchè non cambi la fisionomia della sua uniforme.

Tieni presente che in addestramento ginnico, a petto nudo, eventuali catenine o bracciali sono comunque banditi, perchè possono impigliarsi e causare fastidi o problemi, ma in mimetica no, nei limiti del ragionevole.

Se vuoi sapere qualcosa di più specifico che posso aver tralasciato, dimmi pure. icon_wink.gif

Grazie delle dritte, mi sono molto utili.

Penso che a questo punto le divise le farò di varie sfumature di grigio, è la soluzione migliore per un racconto ambientato in città.

I distintivi della nazionalità non li metterò per scelta, nella mia storia non è importante l'origine dei soldati (il lettore poi se vorrà potrà immaginarli come vuole).

Non mi dispiace l'idea dell'esplosione, credo sia appropriata al tipo di storia che avevo in mente. :)

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un soldato è scaraventato a terra, può perdere i sensi, rimanere ferito e ovviamente perdere il suo fucile.

Curiosità mia: l'assegnatario è sempre responsabile dell'equipaggiamento perso, o questo avviene solo in tempo di pace e/o per negligenza? Se un soldato in azione perde il fucile, va sotto corte marziale? E se è colpevole glielo addebitano?

In questo caso, ora ho capito perché il capitano affonda con la sua nave: pensa se gliela detraggono dallo stipendio!

--

Alain

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il militare è responsabile del suo equipaggiamento personale sia in pace che in guerra, anzi è più probabile che problemi di equipaggiamento "scomparso" saltino fuori quando non si è in teatro operativo, solo perché in quel caso sono tutti troppo impegnati con le loro mansioni per fare inventari e ispezioni.

è chiaro che in teatro non conviene nenache al soldato di "perdere" qualche pezzo del suo equipaggiamento, perché non sempre questo può essere rimpiazzato in fretta, e magari gli servirà per davvero nell'immediato futuro.

le punizioni in questi casi non sono da corte marziale, possono esserci punizioni non giuridiche a seconda dei casi, come trattenute di stipendio, multe, recessioni di grado, periodi da scontare rinchiusi in cella o negli alloggi; ma qui dipende da Nazione a Nazione e da comandante a comnadante. comunque non mi stupirei se qualche FFAA di qualche Paese in giro per il mondo prevedesse anche bacchettate o frustate...

nel caso descritto da Fel nel suo racconto, il soldato non perde l'arma per sua negligenza, quindi nessun comandante potrebbe mai decidere di punirlo per quello, ci mancherebbe. anche se armi ed esplosivi sono la peggio cosa da "smarrire", perché c'è la possibilità che questi vengano usati nell'immediato contro gli stessi commilitoni del responsabile dello smarrimento.

nel caso del comandante che affonda con la sua nave, non gliela addebitano perché non è equipaggiamento personale come una radio o un elmetto, è di proprietà della Marina Militare di turno XD

però in questo caso una corte marziale o un'inchiesta di quelle serie il capitano non se la evita XD

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In teatro operativo (termine che detesto, ma viene usato per definire un luogo dove si combatte. Cerco di pensare a Shakespeare e vado avanti, sotto il fumo) è normale che si possa perdere un'arma o parte dell'equipaggiamento, non c'è tempo per sottilizzare, anche se possono esserci vari casi. Un conto è perdere un'arma durante un'esplosione, una ritirata, un massiccio fuoco nemico, un conto è buttarla mentre si è di pattuglia e darsela a gambe.

Nel primo caso fa parte del gioco, nel secondo sono dolori.

Diverso è se succede in patria, in zona di pace. Plateale la differenza fra noi e altri eserciti, come gli americani.

Gli yankees lanciano di tutto dagli aerei, sia in esercitazione che in combattimento. In entrambi i casi, se qualcosa durante il lancio si guasta o viene reso inservibile, non ci pensano due volte: una carica di esplosivo e lo rendono inutilizzabile per sempre e per tutti. Da noi è impensabile, per penuria di mezzi, di soldi e di mentalità.

Se si spara un colpo mentre si è di guardia, un colpo inutile, senza motivo, quel proiettile bisogna giustificarlo, sia verbalmente che per iscritto. E' ammesso confessare di aver scambiato un'ombra per un ostile, ma bisogna scriverlo (cosa che ho sempre trovato interessante, al limite del kafkiano).

Perdere un'arma non viene addebitato, ma si va sotto processo, ci sono innumerevoli rogne.

Non so se ricordate una manifestazione dei soliti noti o ignoti anti qualcosa, tempo fa, non ricordo bene chi fossero.

In tutti i giornali e telegiornali fece scalpore la foto di un finanziere, comandato di ordine pubblico, isolato dal suo reparto, che in mezzo a tanti bravi ragazzini, coperti di casco da motociclista che lo stavano sommergendo di calci e di pugni, impugnava la sua pistola. Si gridò contro la brutalià delle forze dell'ordine, dell'eccessiva reazione eccetera, di stupidità in altra peggio, senza considerare che , a parte che il finanziere poteva essere linciato e quindi poteva estrarre la pistola per difesa personale, che i ragazzini fossero armati o no, ma l'aveva estratta solamente perchè si era accorto che nell'assembramento qualcuno stava cercando di levargliela dalla fondina. Sicuramente con quella pistola sarebbe stato colpito qualcuno e siccome era una pistola militare, per certa gente sarebbe stato matematico che i militari avevano aperto il fuoco.

Il finanziere ha ragionato come tutti i militari: non devo perdere, assolutamente l'arma. A qualsiasi costo. Anche di impugnarla davanti a ragazzini (che se sono venti o trenta contro uno solo, cominciano a diventare un branco leggermente pericoloso, a mio parere).

Vabbè, cio ho aggiunto una mole di miei pensieri personali. Ma la realtà è questa.

p.s.

mi è piaciuto, ho apprezzato il leggerissimo tono d'allegria, partito quasi sicuramente, secondo il mio amareggiato, distorto e a volte disincantato modo di vedere la realtà, partito da una piattaforma ben più solida e radicata di idee neanche tanto vagamente contrarie all'esistenza di uomini in uniforme o se favorevoli, purchè seguano il solito clichè (meridionale, basso, grasso, ignorante, sposato con una donna con i baffi, unica letteratura la gazzetta dello sport e via di stò passo italico) che si è usato nel dire: "meno male che c'è Unius". icon_smile.gificon_smile.gif

Le cose che ho detto io sulle mimetiche vegetate e quant'altro, così alla buona, si possono anche trovare e con maggiori dettagli tecnici su wiki o su siti specializzati, io ho parlato a braccio per come so e mi ricordo, ma niente che non sia sotto il sole.

Come la leggera ritrosia e derisione verso chi indossa l'uniforme. Questo un pò mi dispiace.

Lo so, lo so. Ditemi pure che soffro di rambismo e che vedo nemici dietro ogni angolo e che ho capito fischi per fiaschi e che ho qualche chilo di paranoia. icon_smile.gif

Guardate che non sono arrabbiato. icon_lol.gificon_lol.gifbuilder.gif

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Unius io non ci ho visto nessun tono allegro, ma semmai un tono di rispetto e simpatica ammirazione per qualcuno che ne sa sicuramente più di tutti noi sull'argomento.

Per quanto mi riguarda, se c'è una cosa che non sopporto sono proprio gli stereotipi sui militari e l'atteggiamento di disprezzo diffuso, anche se non è questo magari il luogo migliore per affrontare l'argomento e molte volte so che facendo certe affermazioni mi attiro anch'io degli sguardi "obliqui" per dirla alla new italian epic XD

Il tuo contributo è stato comunque utile, e il tono d'allegria semmai andrebbe rivolto ai niubbi come me o a quelli che cercano di dare un loro contributo anche capendoci poco della questione :D

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Ma si Ice, icon_smile.gif il fatto è che, sai, sono anni che sono abituato a sentirmi dire, quando sanno che lavoro faccio, : "ma non potevi trovare di meglio, che so, lavorare?" icon_smile.gif che allora ogni virgola che sento sul mio lavoro io la ingigantisco e magari vedo ombre dove non ce ne sono.

Sono certissimo che le cose sono come dici tu, io sono il solito esagerato, lo so, ormai mi conoscete, a volte parto in quinta.

Ma non faccio del male, non mi sogno nemmeno. Credetemi. icon_cheesygrin.gif

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