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Donnie-Darko

Trappole, lacci e caccia

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Ciao a tutti ragazzi, mi servirebbero delle informazioni sulla caccia, in un mondo in cui non ci sono fucili o armi da fuoco, perché il mio libro è ambientato in un universo immaginario e anacronistico. Dato che non dispone di armi da fuoco, il personaggio ne fabbrica alcune da solo, in questo caso si tratta un arco e lacci.

però non saprei come farlo muovere! Dovrebbe appostarsi oppure andare in giro alla ricerca della selvaggina? Dove è preferibile piazzare le trappole? Avete un'idea, anche vaga, di come si dispongano i lacci?

Si tratta di caccia a lepri, conigli e cervi... spero di essere stato abbastanza dettagliato.

Nell'altra discussione di Mithos si parla di caccia da parte di nobili e in più praticata per divertimento, quindi pensavo sarebbe stato meglio creare una nuova discussione, spero di non aver sbagliato.

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per la caccia alle lepri, i lacci da te menzionati vanno bene. di solito si piazzano le trappole e ci si allontana per poi tornare alla fine della giornata a vedere se si è preso qualcosa. ed è indispensabile piazzarle lungo dei percorsi che si sanno già essere frequentati dagli animali che interessano.

per cacciare cervidi con le trappole, ce ne vorrebbe una un po' più grossa e complessa, che invece di puntare a immobilizzare punti a uccidere, come uno spiedo a pala.

l'arco... gli archi da caccia moderni, magari anche con punte di freccia intercambiabili specifiche, sono armi eccellenti, versatili e sono in grado di uccidere cervidi, cinghiali, orsi e anche pesci. non so se un arco artiginale possa avere le stesse prestazioni, mancanza di esperienza diretta, ma se facciamo finta di sì il tuo personaggio potrebbe tranquillamente mettersi a cercare tracce di cervo per seguirle e abbatterne uno con l'arco, mentre le sue trappole a laccio restano in attesa di lepri altrove.

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per la caccia alle lepri, i lacci da te menzionati vanno bene. di solito si piazzano le trappole e ci si allontana per poi tornare alla fine della giornata a vedere se si è preso qualcosa. ed è indispensabile piazzarle lungo dei percorsi che si sanno già essere frequentati dagli animali che interessano.

per cacciare cervidi con le trappole, ce ne vorrebbe una un po' più grossa e complessa, che invece di puntare a immobilizzare punti a uccidere, come uno spiedo a pala.

l'arco... gli archi da caccia moderni, magari anche con punte di freccia intercambiabili specifiche, sono armi eccellenti, versatili e sono in grado di uccidere cervidi, cinghiali, orsi e anche pesci. non so se un arco artiginale possa avere le stesse prestazioni, mancanza di esperienza diretta, ma se facciamo finta di sì il tuo personaggio potrebbe tranquillamente mettersi a cercare tracce di cervo per seguirle e abbatterne uno con l'arco, mentre le sue trappole a laccio restano in attesa di lepri altrove.

Ottimo, quindi il personaggio potrebbe piazzare le trappole e poi andare alla ricerca di cervi o cinghiali. Grazie mille, mi sei stato molto utile!

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Ottimo, quindi il personaggio potrebbe piazzare le trappole e poi andare alla ricerca di cervi o cinghiali. Grazie mille, mi sei stato molto utile!

Da solo? surprice.gif

Un cervo non so, ma un cinghiale la vedo dura.

Mache background ha il tuo personaggio? Perché ci vogliono un sacco di competenze per queste attività, non è che uno si improvvisa costruttore di archi o piazzatore di trappole per lepri. Prima di imparare a tentativi ed errori muore di fame.

BTW, esiste anche la pesca, che è un po' più facile, basta che gli fai trovare una buca, in un paio di giorni anche meno dovrebbe riuscire a pescare con le mani o con una rete fai da te.

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Ospite Lem Mac Lem

Anche un cervo è dura. O il personaggio ha una balestra per colpirlo a distanza (possibilmente al collo per farlo crollare, altrimenti si imbosca e non lo trovi nemmeno dopo che è morto), o tutto quello che otterrà sarà un corno in pancia - e se si tratta di una cerva, cambia poco, hanno la testa molto, molto dura.

Un cinghiale ammazza un uomo disarmato in un amen e poi se lo mangia anche.

La caccia grossa lasciala proprio perdere, se il personaggio è solo sarebbe un suicidio.

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No, un cinghiale con l'arco, per di più improvvisato, no. Per il cinghiale si usa qualche tipo di lancia e ci vogliono i cani per stanarlo. Per i cervi si può sempre sperare in un colpo fortunato, col cinghiale, data la durezza della pella e la forma molto compatta, non vale neanche la pena di tentare. Stesso discorso per l'orso, che è una grossissima fonte di proteine. Se il tuo protagonista è un po' pazzo può provare a colpirlo quando si alza in piedi in segno di minaccia, prima di caricare, ma ha un solo colpo a disposizione. Poi deve ricorrere al coltello o alla lancia. E sperare di cavarsela.

Ricordarsi che le freccie per la caccia hanno la punta verticale, mentre quelle da guerra ce l'hanno orizzontale. Questo perché le costole di un bipede sono orizzontali mentre quelle di un quadrupede verticali.

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Ricordarsi che le freccie per la caccia hanno la punta verticale, mentre quelle da guerra ce l'hanno orizzontale. Questo perché le costole di un bipede sono orizzontali mentre quelle di un quadrupede verticali.

Questa mi giunge nuova icon_eek.gif E' interessante, ma una freccia con la punta orizzontale, da guerra insomma, non avrebbe problemi di aerodinamica? Le estremità della punta non farebbero troppo attrito, rallentando così la velocità o, peggio, deviando il tiro?

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Non lo so, ma credo che, tutto sommato, dovrebbe avere solo un po' di portanza in più. Probabilmente l'effetto è irrilevante.

Dovrei avere in archivio un articolo di "le Scienze" in cui si parla di come funzioni realmente una freccia. Per esempio è poco noto che una freccia, nei primissimi metri dal lancio ondula, piegandosi prima di riacquistare l'andatura rettilinea. Per questo credo sia importante che le freccie abbiano una certa flessibilità.

Se a qualcuno interessa provo a ritrovare l'articolo.

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Si può fare una trappola anche per i cinghiali, in un punto di passaggio obbligato, per esempio in un tratto dove vanno a bere o a mangiare frequentemente e per questo bisogna osservarli controvento per giorni.

Poi si scava una fossa, abbastanza profonda perchè ci cada tutto dentro, almeno due metri di altezza per uno e mezzo di larghezza, questo afinchè non salti fuori facilmente. Ma è difficile che salti, perchè sul fondo della fossa bisogna piantare a fondo un discreto numero di pali accuminati, con la punta rivolta in alto, messi piuttosto vicini. Immaginerai cosa succedrà al cinghiale che cade sopra quei pali a punta rivolti in alto.

Poi la fossa, ovviamente, bisogna coprirla con rami sottili e foglie secche, nonchè terriccio, ma non una cosa robusta. Deve essere coperta in modo che passandoci sopra si sfondi, chiaramente.

I lacci per lepri, conigli, volpi, gatti selvatici sono a nodo scorsoio, come si stringono non si allentano più e vanno collocati in tratti di passaggio, dove gli animali si infilano cominciando dal muso, quindi in siepi e macchie o intervalli di piante. Ci infilano la testa e il laccio si stringe. Nel disperato tentativo di fuggire il nodo si stringe sempre di più e muoiono soffocati. Se rimangono presi alle zampe è un problema.

La volpe è disposta a divorarla pur di liberarsi e anche il gatto selvatico non scherza.

Questi due, se sono vivi e legati è difficile avvicinarli: sono furie. I conigli no, ovviamente.

Ci sono anche trappole per uccelli, si usavano dalle mie parti anticamente.

Si prende una foglia di ficodindia (quella con le spine lunghe e bianche), oviamente in un contesto mediterraneo, dopo la scperta delle Americhe, si fa un apertura quadrata sulla parte superiore e la si mette per terra, poggiando su un lato dell'apertura, quasi in bilico, una canna tagliata a metà, sufficiente a fermare la foglia e a formare una sorta di tettuccio insomma.

Ai piedi della canna si mettono briciole di pane, vermicelli e tutto quello che piace agli uccelli.

L'uccello che andrà a beccare lì, colpirà con il movimento della testa, inevitabilmente, la canna di sostegno alla foglia spinosa, la cui cima uscirà dall'apertura quadrata praticata prima e farà cadere la foglia di ficodindia sul pennuto. Trafiggendolo e uccidendolo.

Spero di non essere stato troppo crudele, mi rendo conto, ma una volta si cacciava per mangiare, non come oggi, che si caccia per sport.

p.s.

Io detesto la caccia.

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Da solo?

Un cervo non so, ma un cinghiale la vedo dura.

Mache background ha il tuo personaggio? Perché ci vogliono un sacco di competenze per queste attività, non è che uno si improvvisa costruttore di archi o piazzatore di trappole per lepri. Prima di imparare a tentativi ed errori muore di fame.

BTW, esiste anche la pesca, che è un po' più facile, basta che gli fai trovare una buca, in un paio di giorni anche meno dovrebbe riuscire a pescare con le mani o con una rete fai da te.

Il protagonista caccia insieme a un altro ragazzo, anche se comunque un cinghiale mi sembra troppo, quindi ho pensato, come mi hai suggerito, che uno dei due piazza i lacci, (questo qui è esperto, caccia fin da quando era bambino), mentre l'altro pesca con una... lenza? E' possibile fabbricarsi una lenza? Più che altro mi preoccupa l'amo. Comunque, riguardo l'esperienza non c'è problema: l'amico del protagonista caccia nello stesso bosco da qualche anno, conosce bene il posto.

Anche un cervo è dura. O il personaggio ha una balestra per colpirlo a distanza (possibilmente al collo per farlo crollare, altrimenti si imbosca e non lo trovi nemmeno dopo che è morto), o tutto quello che otterrà sarà un corno in pancia - e se si tratta di una cerva, cambia poco, hanno la testa molto, molto dura.

Un cinghiale ammazza un uomo disarmato in un amen e poi se lo mangia anche.

La caccia grossa lasciala proprio perdere, se il personaggio è solo sarebbe un suicidio.

Ok, allora direi di lasciar perdere cinghiali e cervi, magari solo lepri, conigli e non so, magari anche alla volpe.

No, un cinghiale con l'arco, per di più improvvisato, no. Per il cinghiale si usa qualche tipo di lancia e ci vogliono i cani per stanarlo. Per i cervi si può sempre sperare in un colpo fortunato, col cinghiale, data la durezza della pella e la forma molto compatta, non vale neanche la pena di tentare. Stesso discorso per l'orso, che è una grossissima fonte di proteine. Se il tuo protagonista è un po' pazzo può provare a colpirlo quando si alza in piedi in segno di minaccia, prima di caricare, ma ha un solo colpo a disposizione. Poi deve ricorrere al coltello o alla lancia. E sperare di cavarsela.

Ricordarsi che le freccie per la caccia hanno la punta verticale, mentre quelle da guerra ce l'hanno orizzontale. Questo perché le costole di un bipede sono orizzontali mentre quelle di un quadrupede verticali.

Forse se il ragazzo si trova un cervo per la foresta potrebbe provare a ucciderlo, ferirlo e cercare di acciuffarlo dopo, non saprei. Penso, comunque, che un bottino di qualche pesce e di qualche coniglio andrà più che bene! Quante persone ci mangiano con un cervo, per curiosità? E di solito vivono in branco o sono piuttosto solitari? Lo chiedo perché in un libro ho letto che c'erano cinque o sei cervi in una radura, ma ho un'immagine fissa nella mente che li vede animali solitari.

Si può fare una trappola anche per i cinghiali, in un punto di passaggio obbligato, per esempio in un tratto dove vanno a bere o a mangiare frequentemente e per questo bisogna osservarli controvento per giorni.

Poi si scava una fossa, abbastanza profonda perchè ci cada tutto dentro, almeno due metri di altezza per uno e mezzo di larghezza, questo afinchè non salti fuori facilmente. Ma è difficile che salti, perchè sul fondo della fossa bisogna piantare a fondo un discreto numero di pali accuminati, con la punta rivolta in alto, messi piuttosto vicini. Immaginerai cosa succedrà al cinghiale che cade sopra quei pali a punta rivolti in alto.

Poi la fossa, ovviamente, bisogna coprirla con rami sottili e foglie secche, nonchè terriccio, ma non una cosa robusta. Deve essere coperta in modo che passandoci sopra si sfondi, chiaramente.

I lacci per lepri, conigli, volpi, gatti selvatici sono a nodo scorsoio, come si stringono non si allentano più e vanno collocati in tratti di passaggio, dove gli animali si infilano cominciando dal muso, quindi in siepi e macchie o intervalli di piante. Ci infilano la testa e il laccio si stringe. Nel disperato tentativo di fuggire il nodo si stringe sempre di più e muoiono soffocati. Se rimangono presi alle zampe è un problema.

La volpe è disposta a divorarla pur di liberarsi e anche il gatto selvatico non scherza.

Questi due, se sono vivi e legati è difficile avvicinarli: sono furie. I conigli no, ovviamente.

Ci sono anche trappole per uccelli, si usavano dalle mie parti anticamente.

Si prende una foglia di ficodindia (quella con le spine lunghe e bianche), oviamente in un contesto mediterraneo, dopo la scperta delle Americhe, si fa un apertura quadrata sulla parte superiore e la si mette per terra, poggiando su un lato dell'apertura, quasi in bilico, una canna tagliata a metà, sufficiente a fermare la foglia e a formare una sorta di tettuccio insomma.

Ai piedi della canna si mettono briciole di pane, vermicelli e tutto quello che piace agli uccelli.

L'uccello che andrà a beccare lì, colpirà con il movimento della testa, inevitabilmente, la canna di sostegno alla foglia spinosa, la cui cima uscirà dall'apertura quadrata praticata prima e farà cadere la foglia di ficodindia sul pennuto. Trafiggendolo e uccidendolo.

Spero di non essere stato troppo crudele, mi rendo conto, ma una volta si cacciava per mangiare, non come oggi, che si caccia per sport.

p.s.

Io detesto la caccia.

Tutte informazioni utilissime, grazie Unius, non sapevo che si cacciasse anche il gatto selvatico, ma immagino che ogni carne sia commestibile. Mi interessa avere queste nozioni per sapere bene come muovermi, senza domandarmi se quello che scrivo sia una scemenza o meno. Grazie a tutti!

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mentre l'altro pesca con una... lenza? E' possibile fabbricarsi una lenza? Più che altro mi preoccupa l'amo.

Guarda, mio padre sostiene che se i pesci sono un certo numero, è più facile imparare a pescare con le mani che a costruirsi una canna da pesca. Il problema è in realtà proprio la lenza, perché dovrebbe essere invisibile e resistente, mentre gli ami si possono ricavare dagli ossicini. Per la canna una canna di bambù o simile (si trovano lungo i corsi d'acqua).

Però mio padre pescava anche con le nasse, che posizionava la sera vicino alla tana delle anguille e poi recuperava la mattina.

Ma se è un problema di sopravvivenza, i boschi offrono anche alternative vegetali: bacche (se l'amico è cacciatore le conoscerà: mirtilli, more, fragole, ecc.), asparagi, funghi (anche qui bisogna sapere), pinoli, castagne, ecc. Se il tuo mondo lo consente anche vermi (non sono vegetali, lo so), chiocciole, insetti, crostacei di fiume, rane e serpenti.

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Mi scuso per l'OT, ma io sarei curioso :ohh:

Non ho trovato l'articolo sulla "fisica" del tiro con l'arco, ne ho trovato solo uno storico. Peraltro interessante, ignoravo, per esempio, che già nel neolitico esistesse l'arco lungo (fino a due metri), abbandonato e poi riscoperto più volte nel corso dei secoli. Era più rozzo di quello inglese ma molto simile.

Per non andare OT segnalo una cosa che mi ha colpito: la preparazione di un arco è sempre stata un lavoro ad alta tecnologia, rispetto all'epoca in cui veniva realizzato, e costruirne uno funzionale è parecchio difficile. Non è che si possa prendere un ramo dritto e aggiustarlo un poco: bisogna prendere un tronco molto spesso (tradizionalmente abbastanza grande da tagliarlo in due nel senso della lunghezza e ricavarne due archi), poi va intagliato nella forma giusta rispettando scrupolosamente le venature, sennò si spezzerà molto presto. Ci vuole anche il legno giusto, molto usato era il tasso perché il suo legno ha caratteristiche diverse procedendo dall'esterno verso l'interno. Così, lavorandolo nel modo giusto, si aveva già nel neolitico, una sorta di arco in materiale composito, da una parte flessibile, dall'altra più rigido. La combinazione dei due materiali rendeva l'arco ottimale, come avrebbero scoperto molto più tardi i romani, costruendo archi per balestre in parte di legno in parte di corno.

Quindi costruire un arco non è facile, bisogna conoscere la tecnica.

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