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sefora

AUTORI PUBBLICATI: VENITE E RACCONTATE!

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Nel topic "1 su 1000 ce la fa" (cafè), un intervento chiedeva se nel forum circolano soltanto "sognatori" o se qualcuno ce l'ha fatta, cioè è stato pubblicato da una - magari grossa - casa editrice. Di "botti", ho risposto con altri, non pare se ne siano sentiti, ma risultano diversi editi di medio e piccolo calibro. Parecchi si pubblicizzano tra gli emergenti, ma non c'è uno spazio nel quale, insieme, abbiano modo di raccontare la loro esperienza rispondendo alle domande degli altri che ci stanno provando.

Saranno più o meno contenti, ma può anche darsi che l'esperienza li abbia delusi, oppure siano caduti in "tranelli"... Insomma, cari pubblicati, fatevi avanti e dite la vostra. Non per auto-elogiarvi, si capisce, ma per essere utili a tutti, secondo lo spirito di W.D.

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Ospite

Dai comincio io.

Ho scritto al momento due romanzi, entrambi pubblicati FREE con due editori diversi, e quindi due esperienze diverse.

Il primo editore era abbastanza importante, ben distribuito, presente in tutta Italia negli scaffali di molte librerie. Pubblica anche autori importanti, quindi una buona opportunità.

Il lavoro di preparazione è stato molto accurato e professionale, così come ogni altro aspetto.

Nonostante tutto, è stata un'esperienza negativa sotto molti punti di vista. Essendo "sconosciuto" venivo trattato da tale, quindi quasi zero voce in capitolo su ogni questione, tempi non rispettati, impegni non rispettati.

Ho atteso tre anni per un resoconto dettagliato sulle vendite, tanto per dirne una...

Il dialogo autore/editore praticamente assente. E quando è stato il momento di proporre un secondo romanzo, mi hanno messo alla porta senza tante spiegazioni (e senza neppure leggere il romanzo)

Il secondo editore, molto più piccolo. Ho pubblicato da poco, ma posso già dire che, se da una parte sono molto più seguito sotto ogni punto di vista, dall'altra il lavoro è molto più "amatoriale" (più refusi, meno accuratezza sotto molti aspetti dell'impaginazione e della stampa. La distribuzione e la promozione sono più carenti, i tempi più lunghi, i prezzi più alti... Tutti i difetti classici del piccolo editore.

Di contro ho un trattamento economico migliore, ma soprattutto un rapporto umano migliore.

Per concludere, due esperienze che alla fine mi porteranno per un terzo eventuale libro, a scegliere fra due sole alternative: le BIG o il POD

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Ho avuto la fortuna di pubblicare 3 raccolte di poesie senza pagare mai il contributo.

A dirla tutta la prima non è stata una pubblicazione con un editore, perchè il libro fu stampato dall'Associazione Premio Barocco, che all'epoca si spendeva per valorizzare i nuovi talenti. Quello, per ora, è stato il libro che ha avuto più vendite, paradossalmente (intorno a un centinaio... per una raccolta di poesie senza distrubuzione mi pare un buon risultato.)

Poi ho pubblicato con un editore delle mie parti che però oramai ha cessato l'attività, Approdo Salento Edizioni. Il libro in questione, anche a causa della "morte" dell'editore, non è andato benissimo, come vendite.

Ora ho firmato con Il Papavero Edizioni, e a breve uscirà la terza silloge. Di questa pubblicazione sono molto contento, perchè Il Papavero è una casa editrice fresca, dinamica, che sa vendere i propri prodotti e combatte contro gli editori a pagamento. Un loro libro è stato anche candidato al Premio Strega, quindi, pian piano, si stanno sradicando dal pantano della piccola editoria.

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Ecco anche me, con un percorso simile a quello di Jack e conclusioni identiche: alla prossima, o BIG o POD.

(in effetti sto già preparando una raccolta dei racconti urban fantasy che ho scritto nell'ultimo anno, da pubblicare POD quest'autunno... ma le antologie non contano. Oppure sì?)

Mi spiace per i piccoli editori seri (e immagino che ce ne siano), ma senza reale presenza in libreria io penso che l'abbinata ebook gratuito promozionale + POD cartaceo sia vincente per farsi un nome (o più di uno, nel mio caso icon_cheesygrin.gif )

--

Alain

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Ecco anche me, con un percorso simile a quello di Jack e conclusioni identiche: alla prossima, o BIG o POD.

(in effetti sto già preparando una raccolta dei racconti urban fantasy che ho scritto nell'ultimo anno, da pubblicare POD quest'autunno... ma le antologie non contano. Oppure sì?)

Mi spiace per i piccoli editori seri (e immagino che ce ne siano), ma senza reale presenza in libreria io penso che l'abbinata ebook gratuito promozionale + POD cartaceo sia vincente per farsi un nome (o più di uno, nel mio caso icon_cheesygrin.gif )

--

Alain

Un racconto davvero esaustivo!

*Ok, mi rileggo quello di Jack :sss: *

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Alain, se metti una raccolta di urban fantasy in download gratuito hai una lettrice. ^^

Scusami Feleset, l'idea sarebbe di dedicare il topic a chi ha pubblicato e a quelli che fanno domande sulla loro esperienza...

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Come detto in altro topic, io non sono ancora pubblicata, ma "pubblicanda".

Ho avuto la fortuna di leggere su WD il topic del nastro di partenza della neonata CE Nulla Die. Ho inviato il materiale, e dopo un paio di mesi sono stata contattata dall'editore per firmare un contratto di pubblicazione.

Ho firmato il contratto a metà aprile circa, dopo aver chiesto diverse delucidazioni su alcuni punti che mi apparivano oscuri. Avevo comunque avuto modo di visualizzare il contratto prima, perchè un utente WD ne aveva postato i contenuti per sommi capi nel topic dedicato, nella ormai obsoleta lista free.

Ho iniziato l'editing quasi subito, e questo è terminato il 5 di agosto. Si è trattato di un'esperienza dolorosa e positiva, di sicura crescita personale.

La CE si prende i suoi tempi, sta iniziando il suo cammino nel mondo dell'editoria e muove lenti, sensati e calibrati passi. Ho avuto la conferma che il mio testo fosse stato letto, apprezzato e compreso. La cura che stanno mettendo in ogni fase della realizzazione mi lascia ben sperare. Non vogliono "sparare" titoli nel mucchio, ma pubblicare testi nei quali credono. Non so ancora nulla riguardo la distribuzione, sono moderatamente preoccupata della faccenda ebook (essendo io "matusa"e amante del cartaceo) ma fino a questo momento sono più che soddisfatta della scelta compiuta.

Come ha detto il buon Jack Shark in altro topic, pubblicare con una CE è un modo per farsi le ossa. Un modo per iniziare con gli addetti ai lavori e non con il fai da te.

Vi tengo aggiornati sugli sviluppi futuri

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Ho pubblicato a maggio una raccolta di racconti gialli "marinareschi" con Autodafé di Milano ( qui in Emergenti). Nel sito mi sono imbattuta per caso, proponendomi subito in quanto l'editore specificava con chiarezza quale genere di testi era di suo interesse.

Questo punto mi sembra importante: non tutte lo fanno in apertura di pagina, ma l'esordiente non deve mai trascurare una ricerca sui titoli, le raccolte ecc. della casa editrice. Inutile mandare dei fantasy a chi pubblica romanzi storici, eppure pare che molti aspiranti autori si propongano per così dire a casaccio.

Mi sono attenuta alle istruzioni sui manoscritti, molto precise (sinossi, stralci ecc.), la risposta è stata rapida e...positiva.

Conosciuto il direttore e firmato il contratto a novembre, tutto è andato liscio. Rapporti cordiali, proposte di varianti e correzioni quasi tutte ragionevoli e migliorative, editing "rispettoso". Il libro ha un aspetto sobrio e curato, carta e stampa sono state giudicate buone da amici più addentro di me in tali faccende. Il prezzo è tuttavia un po' alto, anche se c'è la versione ebook più economica e i distributori in rete offrono alcuni sconti.

Quanto alla pubblicità, visto il genere, sono stata recensita ad agosto da ben quattro riviste nautiche nazionali (una a cura dell'editore). Lieta e onorata, ovvio. Rimane però il problema di tutta piccola editoria: per quanto incuriosito, è difficile che l'aspirante lettore ordini il libro che non trova pronto sullo scaffale... Certo, c'è la vendita in rete, gli ebook, ma non ritengo possano sopperire. Perciò nutro in questo senso modeste speranze.

Ho presentato il libro nella mia zona in due affollate occasioni, grazie a contatti personali. A ottobre dovrei replicare a Roma, questa volta con l'editore.

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Per concludere, due esperienze che alla fine mi porteranno per un terzo eventuale libro, a scegliere fra due sole alternative: le BIG o il POD

Jack, non fai che confermare la mia idea per cui o riesco a pubblicare con una big, o chiamo Natasha, mi metto d'accordo con lei e la pago per tradurre Febbre Verde e ci provo con l'ebook all'estero :sss:

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Ospite

Sai Vale che in molti mi hanno proposto la via dell'estero?

È un'alternativa che forse prima o poi tenterò

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Provo a raccontare la mia esperienza.

Io sono giunto molto tardi alla scrittura, quando avevo già cinquant'anni. Per tutta la vita avevo sempre avuto tante storie in mente, ma anche la sicurezza che non sarei mai riuscito a metterle su carta. Tre anni fa ho deciso di provare. Mi sono messo a scrivere per esclusivo piacere, e più scrivevo più mi piaceva. Sono andato avanti un anno prima di decidermi a mandare qualcosa in giro, e posso dire di essere stato fortunato.

Ho vinto un premio indetto dal mio comune, che prevedeva la pubblicazione. Devo dire che è stata una grande soddisfazione, anche se hanno cambiato titolo al libro e scelto loro la copertina.

Dopo di ciò ho continuato a fare concorsi. Sono stato finalista del Premio Odissea di Delos e del Concorso Streghe & Vampiri di Giovane Holden. Mi è andata bene col premio Le Fenici di Montag, che ho vinto con un thriller un po' anomalo, L'Intervista, che loro hanno pubblicato.

Praticamente in contemporanea alla pubblicazione dell'Intervista, nel novembre scorso, ho mandato cinque titoli alla neonata Ciesse Edizioni, che mi sono stati presi in blocco. A tuttora tre sono stati pubblicati e altri due lo saranno entro novembre.

Col 2011 è iniziata anche la collaborazione con 0111 Edizioni, con cui ho pubblicato a tuttora due libri e un terzo è programmato per marzo prossimo.

Più recentemente sono di nuovo finalista nel Premio Odissea e sto per pubblicare con due nuovi editori. Un fantasy con Linee Infinite e una raccolta horror con Il Foglio Letterario, per la collana Fantastico e altri orrori.

Tirando le somme ho avuto a che fare, o sto avendo a che fare, con sei diversi editori, e altri ho avuto modo di conoscerne in quest'ultimo anno.

Non si sono comportati tutti nello stesso modo, ma devo dire che in generale mi sono trovato bene con tutti. Si tratta sempre di piccoli editori, questo è ovvio, con i problemi che ciò comporta, ovvero la poca visibilità e la difficoltà di reperimento dei miei libri, però ne ero conscio fin dall'inizio e quindi non sono rimasto deluso.

Considerando i tempi di lettura, nonché di pubblicazione, dei grandi e medi editori, non ritengo di aver sbagliato puntando sulla quantità piuttosto che sulla qualità. Se avessi deciso di puntare solo su di loro a tuttora non avrei ancora pubblicato nulla.

In questi tre anni è molto migliorato il mio stile di scrittura, nonché ho ben assimilato le norme basilari dell'editoria, quindi i manoscritti che propongo in pubblicazione non hanno mai grandi difetti che rendano necessario un editing approfondito, e questo facilità molto i miei rapporti con gli editori.

Forse per casualità, forse perché i manoscritti erano già in buone condizioni, non ho mai dovuto aspettare a lungo tra la firma del contratto e la reale pubblicazione, che è avvenuta al massimo nel giro di sei mesi.

Considerando che è poco più di un anno che ho iniziato a pubblicare libri non posso che dirmi felice, e anche tra gli editori ho trovato alcune persone speciali disposte a credere in me e in ciò che scrivo.

Per ultimo aggiungo, giusto per essere chiari, che non ho MAI dovuto sborsare un solo centesimo per pubblicare, né mai lo farò.

Stefano Pastor

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