Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

gianranuc

Pubblicare gratis: ma a che prezzo?

Post raccomandati

Ospite Jane_Ice

Non cambierà grazie agli autori esordienti forse perché il problema è che gli esordienti non conoscono il mondo editoriale e non sanno come muoversi. Le uniche porte che trovano aperte sono quelle della microeditoria (a volte sì, bisogna ammetterlo, di qualità scadente) oppure quelle dei print on demand.

Ma secondo me chi si muove bene nel web qualcosa è in grado di fare.

Aprirsi a qualcosa di nuovo però porta sempre a scontrarsi con vecchie idee e vecchie abitudini dure a morire. E alla fine della storia, secondo me il cambiamento arriva solo se si muovono i lettori. E autori e editori dovranno adeguarsi a loro.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Purtroppo non cambierà grazie agli autori, soprattutto se esordienti. Probabilmente durerò poco in questo forum ma posso assicurare che, anche in questo eremo di aspiranti scrittori, non ci sono i presupposti per un cambiamento. La mia visita, non per destabilizzare, è stata un pretesto per capire cosa succede nel mondo dei futuri autori italiani e, rispondendo in generale, vi dico che ho molto a cuore tale realtà.

Ivan, provocazioni a parte (che possono anche essere costruttive, e magari lo saranno in questo caso), non sono sicuro di aver afferrato il tuo punto.

Non sei favorevole all'autopromozione via web, questo si è capito -- e immagino di comprenderne il motivo, visto che spesso si sovrappone al tuo ruolo di imprenditore.

Non sei favorevole nemmeno all'autopubblicazione -- e ci mancherebbe, visto il tuo lavoro.

E mi pare di capire che tu non sia favorevole neppure all'editoria tradizionale -- con la quale forse hai difficoltà a competere, date le dimensioni.

Hai parole di scherno nei confronti degli aspiranti scrittori (e anche di quelli che, pur pubblicando più o meno regolarmente, frequentano questo forum,,,), degli editori massmediatici, dei print-on-demand e perfino dei lettori, che secondo te dovrebbero cambiare (parole tue).

Ma in fondo, esattamente, a che cosa sei favorevole?

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ivan, provocazioni a parte (che possono anche essere costruttive, e magari lo saranno in questo caso), non sono sicuro di aver afferrato il tuo punto.

Non sei favorevole all'autopromozione via web, questo si è capito -- e immagino di comprenderne il motivo, visto che spesso si sovrappone al tuo ruolo di imprenditore.

Non sei favorevole nemmeno all'autopubblicazione -- e ci mancherebbe, visto il tuo lavoro.

E mi pare di capire che tu non sia favorevole neppure all'editoria tradizionale -- con la quale forse hai difficoltà a competere, date le dimensioni.

Hai parole di scherno nei confronti degli aspiranti scrittori (e anche di quelli che, pur pubblicando più o meno regolarmente, frequentano questo forum,,,), degli editori massmediatici, dei print-on-demand e perfino dei lettori, che secondo te dovrebbero cambiare (parole tue).

Ma in fondo, esattamente, a che cosa sei favorevole?

Mi spiace contraddirti, forse non hai letto bene il mio intervento oppure è stato interpretato.

Sono favorevole all'autopromozione sul web se ben fatta e su prodotti che hanno il vero significato di opera letteraria;

L'autopubblicazione va benissimoe sottolineo benissimo, il mio punto disappunto è nel vedere che ci sono tante persone che stampano i propri scritti con servizi di print on demand e i loro contenuti fanno letteralmente pena;

L'editoria tradizionale di cui faccio parte l'apprezzo per alcuni punti ma la disprezzo per vetustà e rigidità.

Mi sembra quindi che il tuo appunto non fosse esatto ma supposto.

A me piace la vera letteratura, chi sa scrivere, chi sa esprimere concetti perché ne è capace.

Tutto quello che ho scritto nel primo post serviva solo a dire che chi cerca trova.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

L'autopubblicazione va benissimoe sottolineo benissimo, il mio punto disappunto è nel vedere che ci sono tante persone che stampano i propri scritti con servizi di print on demand e i loro contenuti fanno letteralmente pena;

essendo i POD una sorta di tipografia e non certo editoria, mi sembra naturale che facciano un mero servizio di stampa senza alcun controllo di contenuti, e che ne approfittino anche gli analfabeti. E non conosco nessuno che vada a fare acquisti sfogliando i cataloghi dei POD.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi spiace contraddirti, forse non hai letto bene il mio intervento oppure è stato interpretato.

Sono favorevole all'autopromozione sul web se ben fatta e su prodotti che hanno il vero significato di opera letteraria;

L'autopubblicazione va benissimoe sottolineo benissimo, il mio punto disappunto è nel vedere che ci sono tante persone che stampano i propri scritti con servizi di print on demand e i loro contenuti fanno letteralmente pena;

L'editoria tradizionale di cui faccio parte l'apprezzo per alcuni punti ma la disprezzo per vetustà e rigidità.

Mi sembra quindi che il tuo appunto non fosse esatto ma supposto.

Scusa se insisto (e poi la smetto: giurin giurello), ma mi pare che le righe sopra riportate confermino la mia "interpretazione" precedente.

1) L'AUTOpromozione viene fatta sui lavori PROPRI (che AUTO sarebbe, altrimenti?): per cui, come puoi pretendere che l'autore possa correttamente valutare se il proprio lavoro abbia, come tu vuoi, "il vero significato di opera letteraria"? Non può, ovviamente.

Da questo consegue che tu saresti favorevole a un'autopromozione irrealistica.

Forse intendevi dichiararti favorevole solo a una PROMOZIONE via web, conseguente a una selezione critica? In tal caso, sarei d'accordo.

2) Stesso discorso per l'AUTOpubblicazione. Pochi (e notevoli) quelli che la fanno per scelta (coraggiosa!), innumerevoli i vanity press. Quindi a te andrebbero "benissimo e sottolineo benissimo" solo i primi. Ma come fa un autore a sapere se la sua opera è valida, senza un editore serio e competente che lo valuti (rara avis)? Non può: ergo, questo è un altro "benissimo e sottolineo benissimo" realizzabile solo sulla carta.

3) L'editoria tradizionale ti va bene ma anche no.

3 su 3: se queste sono le cose su cui sei "favorevole", a me sembra che, se pure ho "supposto", ho "supposto" mica male :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

credo potrei chiarirti le mie risposte con messaggi privati perché qui potrei conquistare altri punti rossi.

:gokulol:

Ma si vince qualcosa coi punti? Ehi! A proposito! Dov'è finito il mio? Ieri ero a -1! Chi se l'è fregato?

Comunque la mia mail "scrittevole" è sempre aperta: alain.voudi@gmail.com

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Linda Rando

I punti negativi li assegnano gli utenti quando giudicano un messaggio negativamente, non vengono assegnati dallo staff. Noi diamo i richiami.

In ogni caso, questo è un dibattito pubblico e vorrei continuasse a esserlo. Grazie.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
L'autopubblicazione va benissimoe sottolineo benissimo, il mio punto disappunto è nel vedere che ci sono tante persone che stampano i propri scritti con servizi di print on demand e i loro contenuti fanno letteralmente pena

Ma perché?

Il web è un posto libero, chi siamo noi per giudicare cosa una persona dovrebbe fare del proprio lavoro? I POD non intasano le librerie, non conosco nessuno che dice "non mi compro un libro di quella casa editrice perché preferisco Lulu", quindi dove sta il problema? Tra l'altro i POD sono l'alternativa migliore all'editoria a pagamento: per pubblicare con il Gruppo Albatros un autore butta via 3000 euro per ritrovarsi a casa decine di copie cartacee che non venderà mai, mentre con i print on demand non spende nulla (o quasi) e le copie vengono stampate solo se ordinate. Gli alberi ringraziano.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Il discorso la ASE ha fatto una scelta, se un autore ritiene di voler pubblicare con una CE che fa questo tipo di scelta è una sua scelta e io non ci metto bocca.

Quello che volevo far notare è:

Loro lo dicono, ma non è da escludere che qualcuno faccia allo stesso modo senza dirlo. A questo punto se molti insistono col dirmi che pubblicare con una CE free è una soddisfazione perché fanno una selezione e scelgono solo ciò che merita, davanti a una realtà come questa quanto ha ancora valore tale frase? Tra l'altro non ti fanno nemmeno l'editing (e non sono i soli), quindi addio esperienza formativa.

Sarò tarda, ma non capisco cosa ci cavi una CE free pubblicando dei quisque de populo senza neppure l'editing. Ammesso che ogni autore compri poi un certo numero di copie di sua iniziativa e un altro - per forza di cose - assai modesto numero venga venduto, basta a tenerla in vita?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

se riescono a ridurre al minimo i costi di produzione probabilmente sì... se così fosse allora non dovrebbero fare chissà che investimento per ogni autore, e se cento persone firmano il contratto e vanno in giro a vendersi le proprie copie, la CE con il minimo sforzo intascherebbe qualcosa che poi andrebbe moltiplicato per cento.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Bradipi

Sarò tarda, ma non capisco cosa ci cavi una CE free pubblicando dei quisque de populo senza neppure l'editing. Ammesso che ogni autore compri poi un certo numero di copie di sua iniziativa e un altro - per forza di cose - assai modesto numero venga venduto, basta a tenerla in vita?

Gli POD campano bene.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Gli POD campano bene.

Pare di sì, o almeno sopravvivono, altrimenti chiuderebbero. Evidentemente non quantifico realisticamente i loro guadagni. Provo a esemplificare alla meglio.

Stampa di 1000 ( ?) copie del libro XX= 2000€ (troppo?); spese varie per ogni copia = 1€; funzionamento, ammortamenti ecc. = 1€... Insomma, ogni copia 4€. E' troppo? Prezzo di copertina 12€. Mettiamo che l'autore ne compri 50 a metà prezzo e altre 100/150 si vendano a prezzo pieno - mi sembra ottimistico se si tratta di testi non selezionati né rivisti - siamo intorno ai 2000€, anche trascurando gli irrisori diritti d'autore. Non avrebbe senso!

Qual è invece la tua analisi delle cifre?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Ice*

I pod stampano solo le copie che vengono ordinate, non fanno tirature da tenere in magazzino, quindi non hanno costi in più perché nel momento in cui stampano un libro sanno già che è venduto.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Quindi 50 cent. o giù di lì; l'autore le compra poniamo a 5€... Più se ne pubblicano, meglio è!

Il piccolo editore, che cita la tipografia ecc., le stampa invece tutte le 1000 o più copie del contratto? ;)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Buongiorno a tutti,

vi do qualche spiegazione.

I costi di stampa tipografica variano per tiratura, qualità della carta e tipo di impaginazione oltre al B/N o colore.

Per una casa editrice come la mia i costi di mantenimento sono:

50/55 % (del costo di copertina) per la distriuzione, 10% (circa) per l'autore, % variabile per la produzione del libro, iva al 4% e altre tasse.

Esempio di libro da 160 pagine b/n rilegatura brossura: prezzo di copertina 12,00 euro.

Distributore: 6,60

Autore: 1,2

Produzione: 2,00

Tasse: 1,00 circa

Per un totale di euro 10,80

su 200 copie l'editore guadagna circa 250 euro.

Ciò che faccio con la mia casa editrice è rendere chiari costi e ricavi e motivare l'autore a pubblicizzare il proprio scritto poiché siamo tutti sulla stessa barca.

Le realtà che sopravvivono sono quelle che investono poco e partecipano a mercatini o piccoli festival dove il banchetto non costa caro, oltre avere una discreta distribuzione che gli permettere di vendere 200/300 copie che servono a coprire i costi.

Ah, dimenticavo! Nel mio staff ci sono ben 4 editor professionisti che vengono pagati per elaborare un testo degno di avere il titolo di Libro e tutto questo costa circa 1,50 a cartella. :asd:

Diciamo che il sogno dello scrittore lo comprendo ma il sogno di un editore è molto più complicato.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Personalmente io ho messo sul web i miei romanzi in download gratuito e quest'estate sono stata contattata da un piccolo editore free digitale che mi ha proposto un regolare contratto di edizione con tanto di editing - il tutto completamente gratuito.

(Notare bene: io non ho inviato a nessuno il manoscritto sono stati loro a contattare me).

Quindi forse forse pubblicare sul web non è così inutile o.o

Non ho capito bene: pubblicare sul web è servito per arrivare a un piccolo editore free digitale? Forse mi è sfuggito il senso della conversazione : Surprice :

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Ice*

Ica c'è anche tanta gente che prova e riprova e non riesce ad arrivare neanche al piccolo editore digitale o.o

Il senso è che sono stata contattata senza aver spedito nulla a nessuno.

Dove sta il problema di quanto ho affermato?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ica c'è anche tanta gente che prova e riprova e non riesce ad arrivare neanche al piccolo editore digitale o.o

Il senso è che sono stata contattata senza aver spedito nulla a nessuno.

Dove sta il problema di quanto ho affermato?

Problema nessuno.

Qui molte persone sostenevano che un pod alla fine fosse meglio di un microeditore perchè il microeditore non ti garantisce visibilità. Io invece sono del partito che la mancanza di autoreferenzialità non sia salutare.

Lo spedire i manoscritti in giro non è una nota di demerito nè argomento di discussione.

Semplicemente, se mettere le tue cose sul web ti ha portato a un microeditore, e tu ne sei contenta, è come se implicitamente affermassi che sei d'accordo con la mia linea di pensiero.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Icatoie, forse ti riferivi a me... se così fosse, ribadisco il mio pensiero sull'argomento: a mio parere l'autopubblicazione è meglio che accontentarsi di un microeditore che per un motivo o l'altro non soddisfa l'autore. Nel caso di una grossa o una media ci si potrà anche turare il naso pensando alla distribuzione e alla pubblicità... Se invece gli piace, non vedo dove sia la controindicazione nel pubblicarci.

Tutto qui :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Ice*

Io sinceramente non ricordo cosa ho detto o fatto intendere nei post precedenti perché sono rimbambita e cambio idea ogni dieci minuti XD

Ma non è che tra le due cose una sia meglio dell'altra, anzi molte volte si equivalgono in quanto a prospettive di vendita e diffusione dell'opera, certo se la metti gratis è più facile che la gente la scarichi e su questo non ci piove XD

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io sinceramente non ricordo cosa ho detto o fatto intendere nei post precedenti perché sono rimbambita e cambio idea ogni dieci minuti XD

Ma non è che tra le due cose una sia meglio dell'altra, anzi molte volte si equivalgono in quanto a prospettive di vendita e diffusione dell'opera, certo se la metti gratis è più facile che la gente la scarichi e su questo non ci piove XD

L'importante nella vita è essere convinti delle proprie idee :thumbup::P

Icatoie, forse ti riferivi a me... se così fosse, ribadisco il mio pensiero sull'argomento: a mio parere l'autopubblicazione è meglio che accontentarsi di un microeditore che per un motivo o l'altro non soddisfa l'autore. Nel caso di una grossa o una media ci si potrà anche turare il naso pensando alla distribuzione e alla pubblicità... Se invece gli piace, non vedo dove sia la controindicazione nel pubblicarci.

Tutto qui :)

No Xar, mi riferivo a un discorso più generale. Le opinioni di questo topic mi erano apparse su due posizioni diverse, sostenitori dell'una o dell'altra scuola di pensiero.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

No Xar, mi riferivo a un discorso più generale. Le opinioni di questo topic mi erano apparse su due posizioni diverse, sostenitori dell'una o dell'altra scuola di pensiero.

ho dato un'occhiata alle prime pagine (ah però, addirittura ad agosto risalivano o.o), e se ho ben capito non credo che il cardine della questione che ha creato i due schieramenti sia la visibilità. Più che altro la storia è: a parità di "disservizio", a 'sto punto meglio fare tutto da soli, si hanno meno rogne, più lettori e più guadagni.

Per "disservizio" intendo la situazione in cui il piccolo editore ti dice "senza il tuo aiuto siamo perduti", invece di un più sensato "con il tuo aiuto potremmo anche fare meglio". Perchè se un editore, qualunque sia il motivo (mancanza totale di mezzi, di organizzazione, di voglia, precisa strategia, è ininfluente) ti dice chiaro e tondo che il numero di copie vendute dipenderà da quanto ti farai il mazzo tu autore a promuovert a questo punto mi sembra un rapporto di collaborazione un tantino distorto, un po' troppo spostato a vantaggio dell'editore.

Se tu devi farti da ufficio marketing, ufficio promozione, ufficio pubbliche relazioni e tutto il resto (e a meno che uno non sia un genio della vendità, i risultati non saranno un granché) e di sopra prendere una percentuale sulle vendite che ti faresti molti più soldi a chiedere l'elemosina un paio d'ore sui gradini del duomo di Milano, e tutto quanto poi per vendere poche centina (se ti va bene) di copie nella remota speranza di non rimanere uno sconosciuto... boh, a me sembra la scena del tizio che passa la giornata in fabbrica e quando torna a casa gli tocca consegnare tutto lo stipendio al genitore, che magari si lamenta pure quando si ammala e non va al lavoro.

E se l'unica proposta di contratto che racimoli è una cosa del genere, sono d'accordo con chi dice che sia meglio fare da soli. Per lo meno non devi rendere conto a nessun altro e ti gestisci come ti pare.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non ce la posso fare a rileggere tutto, c'ho una certa età : Sad :

Però, se la memoria non mi fa proprio cilecca, ricordo di essere intervenuta con il concetto dell'autorefenzialità, in risposta a diversi commenti dove si sosteneva che essere selezionati da un signor nessuno (microeditore) non fosse un valore aggiunto, e che promuoversi da soli era uguale. Io ero del partito che se mi promuovo da sola una cosa che mi sono autoprodotta (quindi verosimilmente autoeditata) è un po' come scrivere su un blog. Autoreferenziale, appunto. E mi sembrava che la risposta di Ice sostenesse la mia tesi: alla fine mettere in download le sue cose sul web l'ha condotta a un editore, che seppur piccolo, è "altro da sè". E ne è giustamente contenta. In quel caso farsi vedere sul web l'ha portata alla pubblicazione con un free e non, come tanti sostenevano, a diventare ricca con i download del web (questo lo sostenevano alcuni, non Ice).

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non ce la posso fare a rileggere tutto, c'ho una certa età : Sad : ( A chi lo dici!!)

Però, se la memoria non mi fa proprio cilecca, ricordo di essere intervenuta con il concetto dell'autorefenzialità, in risposta a diversi commenti dove si sosteneva che essere selezionati da un signor nessuno (microeditore) non fosse un valore aggiunto, e che promuoversi da soli era uguale. Io ero del partito che se mi promuovo da sola una cosa che mi sono autoprodotta (quindi verosimilmente autoeditata) è un po' come scrivere su un blog. Autoreferenziale, appunto...

Anch'io rammento che il fulcro iniziale della discussione era questo. Però do ragione a Xar quando dice:

"Se tu devi farti da ufficio marketing, ufficio promozione, ufficio pubbliche relazioni e tutto il resto (e a meno che uno non sia un genio della vendità, i risultati non saranno un granché) e di sopra prendere una percentuale sulle vendite che ti faresti molti più soldi a chiedere l'elemosina un paio d'ore sui gradini del duomo di Milano, e tutto quanto poi per vendere poche centina (se ti va bene) di copie nella remota speranza di non rimanere uno sconosciuto... "

Per cui ho salomonicamente deciso che, avendo avuto l'onore di una pubblicazione free, proverò quella sul web. Vorrei usare un faidate debbo documentarmi...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ragazzi, il problema è a monte: le aspettative sono il perno dell'attività editoriale, sia per l'autore che per l'editore.

Si ha un prodotto e per questo: l'autore che ne è l'artefice lo venera come un figlio mentre l'editore per la maggior parte delle volte lo vede come fonte di guadagno.

Ciò che servirebbe è maggior chiarezza nelle dinamiche che portano a pubblicare un libro, il suo significato in quanto tale, l'educazione culturale, l'istruzione, la responsabilità di utilizzare una fibra preziosa.

Parafrasando un motto legato ai cartoon, posso affermare che "Chiunque può scrivere ma ben pochi possono essere definiti Scrittori".

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non ce la posso fare a rileggere tutto, c'ho una certa età : Sad :

Però, se la memoria non mi fa proprio cilecca, ricordo di essere intervenuta con il concetto dell'autorefenzialità, in risposta a diversi commenti dove si sosteneva che essere selezionati da un signor nessuno (microeditore) non fosse un valore aggiunto, e che promuoversi da soli era uguale. Io ero del partito che se mi promuovo da sola una cosa che mi sono autoprodotta (quindi verosimilmente autoeditata) è un po' come scrivere su un blog. Autoreferenziale, appunto. E mi sembrava che la risposta di Ice sostenesse la mia tesi: alla fine mettere in download le sue cose sul web l'ha condotta a un editore, che seppur piccolo, è "altro da sè". E ne è giustamente contenta. In quel caso farsi vedere sul web l'ha portata alla pubblicazione con un free e non, come tanti sostenevano, a diventare ricca con i download del web (questo lo sostenevano alcuni, non Ice).

oddio, di diventare ricchi in Italia con la scrittura di romanzi credo non lo sostenga nessuno... tantomeno con l'autopubblicazione. Quei pochi se non sbaglio sono esteri e comunque rimangono casi particolari. Anche perchè secondo me se ci si vuole autopubblicare l'ebook gratuito è d'obbligo, a meno che non si abbai già una cerchia di fedeli clienti.

Comunque che essere selezionati da un editore, qualunque esso sia, non significhi automaticamente che il testo sia decente sono d'accordissimo. Io leggo molto di più di quanto scrivo, e ho imparato che come i big sono capacissimi di pubblicare robaccia immonda lo sono anche i piccoli e i micro, che insomma non è vero che la piccola CE è quella con pochi mezzi ma che sta a guardare la qualità.

Ci sono editori che badano molto a pubblicare materiale ottimo sotto tutti i punti di vista, ci mancherebbe, ma questo al di là delle "dimensioni".

Quindi per me il fatto di essere stati pubblicati free di per sè non significa nulla. Anche Melissa p. ha pubblicato gratis, e pure con Fazi. Ho letto tanti libri pubblicati gratis, dalle CE più disparate, che erano... imbarazzanti, diciamo così.

Poi questo non vuole significare che sia automaticamente meglio autopubblicarsi, ognuno ha le sue esigenze e fa le sue scelte, un contratto che per me è scomodissimo per altri potrebbe essere una pacchia. Però trovo senza senso turarsi il naso di fronte a un contratto sfavorevole perchè si spera che l'aver pubblicato free sarà comunque un valore aggiunto.

Tanto i lettori bulimici l'avranno capito che l'etichetta ha un significato mooolto relativo, mentre quelli che non ne capiscono nulla non staranno mai a guardare chi ti ha pubblicato.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Anch'io ricordo la cosa come diceva Icatoie. Ma direi che il discorso di Ice sia un po' diverso: pur non avendo spedito, è stata contattata da un editore, e quindi alla fine mettere il materiale sul web è stato vantaggioso in termini di pubblicità. E immagino che essendo stata contattata, alla fine anche il suo potere contrattuale sia stato diverso.

Io ero del partito che se mi promuovo da sola una cosa che mi sono autoprodotta (quindi verosimilmente autoeditata) è un po' come scrivere su un blog. Autoreferenziale, appunto.

Scrivere su in Internet può essere autoreferenziale come no. Non è esattamente come stamparsi le proprie copie da sé e venderle, perché ci può essere il feedback dei lettori (e anche l'assenza di commenti è un feedback). Se vai a vedere anche la sezione qui di autopromozione, la situazione è tutt'altro che autoreferenziale.

Alla fine, se scrivi per un editore scrivi per una persona sola (o per lui e l'editor), se scrivi per esempio qui, scrivi per quei quattro o cinque lettori che ti seguono, che sono più diversificati che l'editore, quindi alla fine essere autoreferenziali o meno diventa più una questione di come ci si pone davanti alle cose che di mezzo di diffusione o di interlocutori.

Io per esempio, che tendo a utilizzare la mimesi come strategia comunicativa, sarei molto più autoreferenziale con un editore che con un pubblico di lettori.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×