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gianranuc

Pubblicare gratis: ma a che prezzo?

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Con l'autoreferenzialità mi riferivo al discorso di Icatoie che diceva che per essere scrittori non lo si può decidere da soli, e penso che anche per essere editori non basta avere qualche libro in catalogo che vende duecento copie alla cerchia di conoscenze dell'autore. Si sopravvive così, si pubblicano tanti libri che vendono ognuno queste copie e si va avanti, probabilmente non lo si fa come fonte di reddito principale, ma si resta in piedi. Erano conti fatti in altre discussioni, non me li sono inventati. Un editore che pubblica roba mediocre (probabilmente non è che si ritrova questa scelta di capolavori, eh) che mi sceglie perché sono il meno peggio fra gli invii dell'ultimo mese (e anche questo è il discorso vero di uno di questi editori fatto sul web), fa di me una scrittrice? Non credo. Parecchie persone che, non conoscendomi, commentano favorevolmente l'opera, già di più. Poi dico me, ma non sto parlando di me, è in generale, io neanche l'ho mai finito un romanzo, mai messo nulla in download, né tanto meno spedito a ce.

Se un testo molto gradito sul web venisse rifiutato da più editori che trattano quel tipo di testo, chiedi, ma probabilmente non succederebbe neanche, vedendo cosa accettano e pubblicano alcuni editori, qualcosa di appena decente e quindi gradibile dai lettori non viene scartato. Non è che si pubblica sul web solo perché si viene scartati, può essere una scelta iniziale. C'è chi non trova così allettante venire pubblicato da una casa editrice che dà pochi vantaggi, ma preferisce fare da solo, vuoi perché deluso da esperienze precedenti, vuoi perché crede di poter avere più visibilità o per chissà quale motivo. Di sicuro ci sono meno obblighi, tanto il guadagno a quanto pare è ininfluente, la visibilità pure, almeno si può decidere da soli come promuovere, se darlo gratis, eccetera. Se la differenza come veniva detto qua, è soprattutto che l'editore ha compiuto una selezione, contestavo l'autorità di quel selezionatore, visto che in molti casi la sua attività arranca, non ha avuto riconoscimenti più o meno prestigiosi, non ha mai pubblicato qualcuno che poi è cresciuto eccetera eccetera.

Parlo senza conoscere a fondo l'editoria, parlo in base a quello che ho letto (ci sono eccezioni), ed è una semplice opinione.

Ma poi, lo ripeto, spesso, chi ha pubblicato con scarso successo con una free, avrebbe scarso successo anche con un ebook gratuito, perché magari è l'opera in sé che non è un granché o perché non è capace di promuoversi. Ma se invece l'opera è buona e chi decide di autopubbblicarsi è in grado di fare una buona promozione su internet (non lo spam), magari curando un blog interessante, o che ne so facendo un sito figo, indicizzandolo bene, probabilmente avrebbe più lettori che con la pincopallino editore che tutto questo non lo sa fare. Ci sono siti di piccole case editrici che fanno ribrezzo pure a me che non so programmare, che hanno quarte di copertina da sbadigliare alla seconda riga, che hanno refusi o frasi poco scorrevoli nella home page, copertine discutibili... a meno di non conoscere l'autore ed essere quindi già intenzionata a voler comprare il libro per i fatti miei, non mi invogliano proprio a spendere dei soldi, per provare. E in libreria non ci arrivano, quindi internet rimane l'unico canale in cui posso venirne a conoscenza.

Per finire, con questi numeri si gioca sempre nel campo del dilettantismo, editori o autopromozioni che siano. Nel secondo caso almeno non c'è il rischio che qualcuno mi appioppi una copertina come una che ho in mente ma che non dico qual è per non fare nomi. icon_cheesygrin.gif

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Swetty, tu sei sempre preparatissima e sei capace di infinite sorprese! Mi dici dove hai preso questa statistica? book6.gif

Quale statistica? surprice.gif

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so anche di persone che hanno pubblicato con grandi editori che dopo le tremila copie li hanno parcheggiati di lato... quindi anche in questo caso ci sono i "contro"

trovare la strada giusta non è semplice, ci vuole molta pazienza. Quindi ti consiglierei di acquisirne quanta più possibile. wallbash.gif

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...

Il piccolo editore "classico" (libro a 15 euro, niente ebook gratuito, distribuzione a singhiozzo anche sul web) non sarebbe in grado di portarmi molti lettori: direi che almeno la metà dei 100 di prima rinuncia, quindi avrei 50 lettori, di cui (siamo buoni) 3 competenti, più l'editore 4.

L'autopubblicazione gratuita mi porta 5 lettori competenti. Anche qui è vincente.

...

Swetty, tu sei sempre preparatissima e sei capace di infinite sorprese! Mi dici dove hai preso questa statistica? book6.gif

Swetty, tu sei sempre preparatissima e sei capace di infinite sorprese! Mi dici dove hai preso questa statistica? book6.gif

Quale statistica? surprice.gif

Dicevo quella sopra. icon_eek.gif

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Quando sono arrivata in questo forum pensavo cose come: "pubblicare con una CE free conviene sempre", "è sempre meglio pubblicare perché fa curriculum e si entra nel giro", "se metto le cose su internet magari mi plagiano", "eh, vabbé, son capaci tutti di stamparsi un libro da soli".

Ora sapete che non so se riuscirei a digerire l'idea di non poter far leggere i miei scritti gratis?

Non so se ci sia qualcosa di sbagliato in questo (e resta il fatto che il contratto con una big lo firmerei subito), però mi dà veramente fastidio l'idea di chiedere soldi ad amici e conoscenti. Insomma, io scrivo, voglio solo essere letta e sapere se i miei scritti piacciono o no, perché qualcuno dovrebbe aprire il portafogli per farmi guadagnare pochi centesimi di diritto d'autore? Se devo far pagare i lettori per guadagnare pochi euro non vedo davvero il vantaggio di pubblicare. Con questo ovviamente non sto criticando chi ha pubblicato con una piccola CE, il mio discorso era puramente soggettivo (io mi sento fatta così, ma non è detto che debbano esserlo tutti).

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se uno vuol far girare l'ebook gratuito tra amici, parenti e conoscenti o chiunque altro il modo lo trova, anche se non è previsto nel contratto... purtroppo spesso sono gli autori a non voler fare nemmeno gli sconti agli amici, figuriamoci farsi leggere gratis.

Comunque a CE dovrebbe aiutarti a farti leggere da gente che non ti conosce e non ha la più pallida idea di chi tu sia, imho, che a far girare copie o file nel proprio giro di conoscenze siamo bravi tutti.

Se la CE è molto piccola e per forza di cose stima di riuscire a vendere 200 copie non la vedo una cosa poi male, se quei 200 acquirenti sono degli sconosciuti. Non penso che l'ebook gratutito riuscirebbe a esser letto da molta più gente, nella maggior parte dei casi (quindi se uno mette il proprio testo piratato nelle varie "banche di ebook" in giro per il web e in più vende il cartaceo tramite la CE, magari un accettabile numero di lettori lo trova).

Certo se la CE si aspetta che sia io a sobbarcarmi tutta la promozione e tutta la vendita o se per motivi miei non posso sfruttare eventi&co che loro organizzano, vado in tipografia e me lo stampo per fatti miei, così almeno non devo sottostare a contratti e mi becco tutti gli spiccioli.

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Per sapere i numeri di lettura di un ebook possiamo chiedere a Ice* che con ebook kingdom ci potrà dare una statistica abbastanza precisa, anche se non saprei dire se esistono siti più visitati e quindi dove collocare tali numeri. Se non sbaglio le "Cronache del mondo strambo" sono a oltre 800 download

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Ospite

Eccomi o,o

allora per quanto riguarda ebookingdom che non è che sia così frequentato, fa tra 1000 e 2000 visite al mese che su internet sono una miseria XD

i testi più scaricati hanno un numero di donwload tra i 700 e i 1400, altri abbastanza popolari vanno dai 200 ai 400

quelli meno scaricati sono attorno ai 50-100

bisogna considerare che molto fa anche il fatto che l'autore abbia un sito o un blog frequentato o un network in cui poter spammare e un giro di lettori fedeli o,o

Ci sono blogger ben frequentati che arrivano anche a 2000 e più download, sono numeri che con la piccola editoria te li sogni xD

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Ho letto commenti che presentavano spesso all'interno dello stesso discorso delle contraddizioni.

C'è chi dice che è più importante il numero di lettori a cui piace il proprio romanzo, ma si giudica Moccia un pessimo scrittore. Allora mi viene da pensare che il numero di lettori non è indice di qualità. Quindi anche essere scaricato da 1000 lettori, non vorrà dire che ho scritto un buon libro.

Le varie CE non sono indice di qualità, ma spesso ho letto qua dentro che le CE almeno fanno una selezione rispetto all'autopubblicazione.

Le CE però guardano al guadagno. Quindi cercano quei testi che sanno di poter attirare un maggior numero di lettori.

Quando viene raggiunto il traguardo del numero, si criticano perchè non badano alla qualità ma alla quantità di vendite. Però si apprezza l'autopubblicazione che non ha sicuramente nessuna selezione se non quella del pubblico.

Quindi tanti download gratis vuol dire buon libro? Tanti libri cartacei venduti no? wallbash.gif

FOrse mi sono perso qualcosa.

Io se arriverò mai a finire il mio romanzo e se mai verrà pubblicato ( si, io sono uno di quelli che cercherà una pubblicazione, anche da una piccola CE) credo che farò i salti di gioia per ogni singolo libro cartaceo che eventualmente verrà venduto a uno sconosciuto. Non so, e dico davvero, non lo so, se potrei essere più contento di vendere 100 copie di libro a sconosciuti o di essere scaricato gratuitamente da 1000 su web.

Il download gratuito non indica che il libro sia stato letto veramente, non indica che sia piaciuto ( a meno di feedback), non indica di aver scritto un buon libro.

La stessa cosa lo so, vale per le CE e per chi compra il libro.

Non so onestamente cosa pensare, credo che la certezza non ci sia, che sia solo un discorso personale.

E non è valido nemmeno dire che dipende da cosa si vuole, perchè credo che chiunque faccia qualcosa di creativo abbia nel suo intento la volontà di farsi leggere, ascoltare guardare da un pubblico.

Io ad esempio credo che un libro acquistato da uno sconosciuto mi dia molte più soddisfazioni di 10 download gratuiti.

Mi porrei la domanda: se invece di essere gratuito avessero dovuto pagare anche solo 1 euro, lo avrebbero preso lo stesso? Si? No? E se fosse no allora cosa potrebbe voler dire, che non vale poi così tanto?

Pippe mie personali? Può darsi, ma chi mi dice che i 10 acquirenti del mio libro siano meno "esperti", "competenti" dei 100 che lo hanno scaricato gratuitamente?

Io un esperienza con una CE (ovviamente rigorosamente non a pagamento) vorrei farla, poi magari l'esperienza può portare a fare considerazioni diverse.

Potrei anche pensare che si può predilegere un'autopubblicazione perchè non si è riusciti a trovare un editore.

Non credo insomma che ci possano essere delle regole veritiere, ma solo tanti punti di vista. Impossibile dire quale sia giusto o sbagliato.

:facepalm: Quanto ho scritto... avrei finito il capitolo wallbash.gif

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se invece di essere gratuito avessero dovuto pagare anche solo 1 euro, lo avrebbero preso lo stesso? Si? No? E se fosse no allora cosa potrebbe voler dire, che non vale poi così tanto?

forse significherebbe che la gente non ha tanti soldi da spendere, specialmente per leggere un file di uno sconosciuto.

Secondo me quando non si ha ancora un nome mettersi a elemosinare uno-due euro per farsi leggere un testo che molto probabilmente avrà pochissime recensioni e commenti in giro (e su quei pochi peserebbe il forte sospetto della non-autenticità) è una mossa decisamente poco furba. Bene che ti va ti guadagni una ventina di euro grazie ad amici e parenti (qualcosa in più magari se ne hai tanti), e tutti gli altri pensaranno come minimo che quel tizio che chiede soldi per far scaricare il file del proprio sconosciutissimo romanzo sia un ingenuo.

Che la CE investa, stampi e ci voglia guadagnare sopra su un libro o un ebook mi pare logicissimo (un po' meno logici i prezzi medi degli ebook, ma vabbè è un'altra storia), per quanto la si voglia ammantare di un'aura di cultura e quant'altro l'editoria è sempre qualcosa il cui obiettivo primario è vendere; ma

l'autore esordiente a mio modo di vedere dovrebbe avere come obiettivo il farsi leggere, se poi arrivano anche dei soldi male non fa.

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A mio avviso è sempre meglio pubblicare con una CE, anche se piccolissima e nuova, solo in questo modo si potrà fare una vera esperienza di pubblicazione, pubblicare da soli su internet non è molto diverso dal gestire un semplice blog dove si scrivono le proprie convinzioni personali.

Inoltre, credo anche che iniziando con una piccola CE si avranno maggiori possibilità di passare ad una più grande, perché un libro pubblicato in modo "ufficiale" ha comunque un certo peso sul curriculum letterario, al limite si potrebbe pubblicare da soli opere di minor rilievo associate al romanzo principale, ad esempio, se pubblico un romanzo horror con una CE, dopo potrei pubblicare un racconto horror su internet (scaricabile gratuitamente), in modo da usarlo anche come "richiamo" per il romanzo principale.

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che pubblicare con una microCE abbia la sua utilità formativa non lo nego, ma in alcuni casi bisogna anche valutare se non si tradurrebbe in una presa in giro dell'autore o della CE. Metti che uno abita a Milano e una microCE di Mazara del Vallo accetta di pubblicarlo, potendogli garantire però distribuzione e presentazioni solo in provincia; se uno ha soldi per fare su e già fino a Mazara e soprattutto un lavoro che glielo permette okay, ma se uno si ritrova un capo tignoso che ogni giorno di permesso glielo lo far pagare caro che si fa?

Giusto per fare un esempio a occhio, ma di situazioni poco "convenienti" se ne potrebbero trovare a bizzeffe.

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Che poi, ci sono prove che pubblicare con una piccolissima CE sia più utile per avvicinarsi alle big rispetto a un POD? La mia è una domanda, eh, proprio perché finché non ci sono dei dati precisi secondo me si rischia di ragionare su delle ipotesi personali.

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Che poi, ci sono prove che pubblicare con una piccolissima CE sia più utile per avvicinarsi alle big rispetto a un POD? La mia è una domanda, eh, proprio perché finché non ci sono dei dati precisi secondo me si rischia di ragionare su delle ipotesi personali.

Se riesci a diventare un "caso letterario" nato su internet, si avvicinano anche le big senza aver pubblicato con delle CE minori... ma queste cose accadono in America bash.gif

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Che poi, ci sono prove che pubblicare con una piccolissima CE sia più utile per avvicinarsi alle big rispetto a un POD? La mia è una domanda, eh, proprio perché finché non ci sono dei dati precisi secondo me si rischia di ragionare su delle ipotesi personali.

Le possibilità sono sempre tre.

1) Pubblico da solo.

Non c'è nessun problema, nessuna selezione, nessun ostacolo: tutti, ma proprio tutti, possono caricare la propria opera senza dover fare un minimo di selezione.

2) Pubblico con una CE a pagamento.

L'unico problema è di tipo economico, se ho i soldi e contatti 10 CE a pagamento, almeno 3-4 di queste mi diranno che l'opera è pubblicabile, a meno che io non abbia scritto una schifezza davvero eclatante.

3) Pubblico con una CE free.

Questa è la strada più difficile, perché l'editore investe sulle opere che pubblica, di conseguenza, la mia opera verrà scelta solo se ritenuta davvero valida, senza contare che con la pubblicazione farò esperienza, entrerò in contatto con il vero mondo dell'editoria.

Certo, non è detto che se uno faccia l'editore abbia davvero la competenza per poter valutare in modo appropriato i manoscritti, ma a maggior ragione, le opere pubblicate da soli o a pagamento dovrebbero avere un valore ancora più discutibile di quelle che, perlomeno, sono state giudicate, valutate e migliorate da chi lavora nel campo dell'editoria investendo su queste opere.

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Sul punto 1 siamo tutti d'accordo, ma sul 2 e sul 3 avrei qualche riserva. Prima di tutto, su 10 CE a pagamento non rispondono solo 3-4, ma 8-9, se non tutte. E questo non solo se l'opera è una schifezza, ma anche se è ricopi l'elenco telefonico o plagi un romanzo famoso (ti consiglio di leggere l'esperimento fatto dal WD con il manoscritto tarocco).

Per quanto riguarda il punto 3, invece, ti consiglierei di leggere le anteprime di alcuni libri di piccole CE. Alcuni sono meritevoli, certo, ma in certi casi ti assicuro che la differenza rispetto a un libro a caso preso da Lulu è quasi impercettibile.

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3) Pubblico con una CE free.

Questa è la strada più difficile, perché l'editore investe sulle opere che pubblica, di conseguenza, la mia opera verrà scelta solo se ritenuta davvero valida, senza contare che con la pubblicazione farò esperienza, entrerò in contatto con il vero mondo dell'editoria.

Io ho letto cose che voi umani...

Comunque, sempre lì si ritorna: prima di stilare l'elenco delle CE a cui inviare, date un'occhiata al loro catalogo e leggete almeno un paio di titoli (soprattutto se si tratta di piccole e micro). Probabilmente vi costerà soldi, ma è l'unico modo per capire come e secondo quali criteri selezioni ciascuna. Che se per lo più nella vita avete letto testi di grandi e medie, è normale che l'editoria sembri messa lì per selezionare solo opere meritevoli e al limite la "giustificabile" commercialata di turno.

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Secondo me prima ancora di domandarsi se conviene o no pubblicare gratuitamente, bisogna chiedersi perchè si vuole pubblicare qualcosa...Una persona dovrebbe concentrarsi sulle proprie aspettative e confrontarle con le possibilità offerte da ciascuna soluzione.

Anche pubblicare gratis può essere sbagliato, perchè in certi casi può essere più conveniente un pod e non per una questione di soldi.

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Comunque, sempre lì si ritorna: prima di stilare l'elenco delle CE a cui inviare, date un'occhiata al loro catalogo e leggete almeno un paio di titoli (soprattutto se si tratta di piccole e micro). Probabilmente vi costerà soldi, ma è l'unico modo per capire come e secondo quali criteri selezioni ciascuna. Che se per lo più nella vita avete letto testi di grandi e medie, è normale che l'editoria sembri messa lì per selezionare solo opere meritevoli e al limite la "giustificabile" commercialata di turno.

Ti dirò, spesso si può anche fare a meno di spendere i soldi, perché ci sono CE che offrono anteprime anche di 20-30 pagine, e a mio avviso sono più che sufficienti per valutare come uno scrive. Poi ok, per esprimersi sui contenuti bisogna leggere tutto, ma io sinceramente un libro scritto male non lo compro a prescindere.

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ma libri pubblicati da CE free che pullulino già nelle prime 20 pagine di orrori grammaticali non è che se ne trovino spesso, il problema è il reggere sulla lunga distanza, diciamo. Quasi tutti i libri brutti che ho letto provenienti da qualunque CE free, grande o piccola che fosse, quanto meno erano scorrevoli (ed essendo qui tutti scrittori dilettanti sappiamo bene che a scrivere scorrevole non ci vuole molta arte), uno stile senza infamia e senza lode. Peccato poi per tutto il resto, ma valutarlo col primo capitolo non è facile.

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1) Pubblico da solo.

Non c'è nessun problema, nessuna selezione, nessun ostacolo: tutti, ma proprio tutti, possono caricare la propria opera senza dover fare un minimo di selezione.

2) Pubblico con una CE a pagamento.

L'unico problema è di tipo economico, se ho i soldi e contatti 10 CE a pagamento, almeno 3-4 di queste mi diranno che l'opera è pubblicabile, a meno che io non abbia scritto una schifezza davvero eclatante.

3) Pubblico con una CE free.

Questa è la strada più difficile, perché l'editore investe sulle opere che pubblica, di conseguenza, la mia opera verrà scelta solo se ritenuta davvero valida, senza contare che con la pubblicazione farò esperienza, entrerò in contatto con il vero mondo dell'editoria.

Certo, non è detto che se uno faccia l'editore abbia davvero la competenza per poter valutare in modo appropriato i manoscritti, ma a maggior ragione, le opere pubblicate da soli o a pagamento dovrebbero avere un valore ancora più discutibile di quelle che, perlomeno, sono state giudicate, valutate e migliorate da chi lavora nel campo dell'editoria investendo su queste opere.

Il tuo modo di vedere le cose è quello che, sono convinto, abbiamo tutti noi prima di conoscere il mondo editoriale.

Per prima cosa è da tener presente il perché di questa discussione. Il tutto nasce dal discorso se io voglio essere più visibile, essere più letto e del guadagno poco mi interessa perché devo pubblicare con una CE piccola?

Veniamo poi ai tuoi punti:

1) verissimo ma lì chi ti vuole leggere non spende niente e se ti ritiene valido ti segue. (esempio stupido un mio racconto solo per averlo postato in 3 siti, senza averlo pubblicizzato in alcun modo ha raggiunto complessivamente più di 150 letture in qualche mese, se avessi un sito e pubblicizzassi molto su altri forum un altro racconto o un romanzo ( e sopratutto riuscissi a mantenere un ritmo di uscite elevato) non credo che avrei difficoltà a superare di molto questi numeri. Numeri che una CE piccola difficilmente ti può garantire a meno che non parti tu da avere un giro di conoscenze tali da raggiungerli)

2) No le EAP non fanno selezione, hai soldi pubblichi, non li hai niente pubblicazione.

3) In un mondo ideale sarebbe così. Sfortunatamente quello dove viviamo non lo è. Le case editrici più piccole, tranne rari casi, non fanno tanto una selezione basata sulla qualità, ma più sulla vendibilità dell'autore e del suo testo. Esempio se la CE pubblica vari generi tra cui il fantasy se ti presenti con un romanzo fantasy, in questo momento, ti trovi favorito rispetto a chi porta un romanzo di altro genere, anche se scritto meglio. Non sempre viene garantito un editing degno di questo nome, anche perché spesso gli editor che lavorano in queste realtà il più delle volte stanno facendo la gavetta, sono dei principianti, nulla a che vedere con gli editor di esperienza delle CE più grandi.

Potresti rispondermi che è solo un mio modo di vedere. Sicuramente, ma è avvalorato da centinani di testi pubblicati da CE free di qualità pessima.

Potresti dirmi che non tutte sono così. Verissimo, ma anche quando la CE è seria se troppo piccola non offrirà una visibilità soddisfacente

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ma libri pubblicati da CE free che pullulino già nelle prime 20 pagine di orrori grammaticali non è che se ne trovino spesso, il problema è il reggere sulla lunga distanza, diciamo. Quasi tutti i libri brutti che ho letto provenienti da qualunque CE free, grande o piccola che fosse, quanto meno erano scorrevoli (ed essendo qui tutti scrittori dilettanti sappiamo bene che a scrivere scorrevole non ci vuole molta arte), uno stile senza infamia e senza lode. Peccato poi per tutto il resto, ma valutarlo col primo capitolo non è facile.

Beh, con "scritto male" non mi riferivo alla grammatica, ma ad altre cose: punto di vista che sballa da una personaggio all'altro a ogni frase, frasi fatte, eccesso di raccontato e non mostrato e via dicendo. Poi devo ammettere che un libro che per esempio inizia presentandomi un personaggio che si descrive da solo guardando la sua immagine riflessa non mi fa pensare tanto bene. XD

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Ospite

Non ricordo se ho già espresso un'analogia del genere, ma la ritengo piuttosto efficace.

Contiene riferimenti sessuali

Pubblicare è un po' come il sesso, dove il fine ultimo è la pubblicazione (orgasmo) e gli editori il mezzo.

Un EAP è come una prostituta: basta pagare.

Un POD è masturbazione: fai tutto da solo.

Un FREE è un partner conquistato.

Se non vuoi spendere, escludi l'EAP.

Col POD la soddisfazione è garantita, ma non la qualità. Questo non vuol dire che necessariamente è meglio un partner. Un pessimo partner da meno soddisfazioni che fare tutto da soli.

Una major è come una supermodella: ci arrivi solo tramite conoscenze o botte di fortuna. Nonostante questo, la supermodella non è garanzia di qualità, molte supermodelle hanno partner cessi.

Una piccola free è una normale, al peggio una racchia. La racchia spesso si ritrova con partner altrettanto cessi, avendo molti meno mezzi a disposizione, ma per lo meno, se diventi il partner, lo diventi perché sei stato scelto.

Alla fine quindi è questione di priorità. Puoi accontentarti di ciò che passa il convento (la piccola free), oppure poi decidere di scegliere di puntare alla supermodella, dicendo "se non becco il top, preferisco fare da solo.

Quello che conta alla fine è che nessun caso è garanzia di qualità, il pessimo libro pieno di refusi lo trovi in Mondadori, come in Sogno, e così in un POD.

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Jack, l'analogia funziona, tranne in una cosa:

se paghi la super modella te la puoi portare a letto, ma la Mondadori non ti pubblica. icon_cheesygrin.gif

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Ospite
Jack, l'analogia funziona, tranne in una cosa:
se paghi la super modella te la puoi portare a letto, ma la Mondadori non ti pubblica. icon_cheesygrin.gif

Funziona anche in questo. Se sei un VIP ti pubblica Mondadori anche a gratis, indipendentemente da come... ehm... scrivi :asd:

Se sei un cesso, non è detto che pagando, la modella si conceda.

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Ospite

Gloria, se escludi le conoscenze e la fortuna, rimane il caso. Ma in un "caso" de genere, difficile non pensare a un pizzico di fortuna...

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Non ricordo se ho già espresso un'analogia del genere, ma la ritengo piuttosto efficace.

Contiene riferimenti sessuali

Pubblicare è un po' come il sesso, dove il fine ultimo è la pubblicazione (orgasmo) e gli editori il mezzo.

Un EAP è come una prostituta: basta pagare.

Un POD è masturbazione: fai tutto da solo.

Un FREE è un partner conquistato.

Se non vuoi spendere, escludi l'EAP.

Col POD la soddisfazione è garantita, ma non la qualità. Questo non vuol dire che necessariamente è meglio un partner. Un pessimo partner da meno soddisfazioni che fare tutto da soli.

Una major è come una supermodella: ci arrivi solo tramite conoscenze o botte di fortuna. Nonostante questo, la supermodella non è garanzia di qualità, molte supermodelle hanno partner cessi.

Una piccola free è una normale, al peggio una racchia. La racchia spesso si ritrova con partner altrettanto cessi, avendo molti meno mezzi a disposizione, ma per lo meno, se diventi il partner, lo diventi perché sei stato scelto.

Alla fine quindi è questione di priorità. Puoi accontentarti di ciò che passa il convento (la piccola free), oppure poi decidere di scegliere di puntare alla supermodella, dicendo "se non becco il top, preferisco fare da solo.

Quello che conta alla fine è che nessun caso è garanzia di qualità, il pessimo libro pieno di refusi lo trovi in Mondadori, come in Sogno, e così in un POD.

Quoto in pieno la tua metafora. Veramente efficace thumbup.gif

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