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Abigel

oncologia

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Ciao!

Trovo molto interessante questa sezione, molto più utile di internet icon_smile.gif

Mi servirebbe sapere quali siano le conseguenze, fisiche e comportamentali, di un cancro cerebrale, localizzato precisamente nel lobo occipitale. Grazie a conoscenze personali e internet, qualcosa so già, ma chiedendo qui, magari riuscirò ad avere qualche utile informazione in più, anche su, ad esempio, la chemio.

So che l'argomento non è molto allegro, ma...

Grazie a tutti!

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Ciao!

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Mi servirebbe sapere quali siano le conseguenze, fisiche e comportamentali, di un cancro cerebrale, localizzato precisamente nel lobo occipitale. Grazie a conoscenze personali e internet, qualcosa so già, ma chiedendo qui, magari riuscirò ad avere qualche utile informazione in più, anche su, ad esempio, la chemio.

So che l'argomento non è molto allegro, ma...

Grazie a tutti!

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Io so che quando tocchi il cervello possono uscirne le cose più diverse, dal niente allo stato vegetativo; forse potresti trovare qualche spunto interessante nei libri di Oliver Sacks: i casi clinici che descrive sono a volte stupefacenti, e spesso provocati da lesioni anche meno invasive di un intero tumore. Puoi iniziare da L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello, per esempio

--

Alain

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Correggetemi se sbaglio, ma "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello" ha a che fare cona lesione, non con un tumore.

Personalmente, su questioni tecniche così specifiche, penso che l'approccio migliore sia non solo, ovviamente, la documentazione sui libri, ma anche, volendo, andare a parlare con uno specialista. Io una volta per esempio presi un appuntamento e andai a parlare col dirigente della Squadra Mobile di Bologna. Se si chiede con educazione, in special modo perché il motivo riguarda una scrittura, di solito questa gente è disponibile. Non sono così inavvicinabili come potrebbe sembrare.

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Dipende molto da quanto hai la necessità di approfondire la sintomatologia nella tua storia. In generale basta una piccola ricerca per scoprire qualche dato utile. Per esempio i sintomi iniziali più frequenti di qualsiasi tumore cerebrale sembrano essere:

cefalea, vomito, alterazioni dello stato mentale, sopore, letargia, ottundimento, alterazioni della personalità, disordini comportamentali e compromissione delle facoltà mentali.
http://www.msd-italia.it/altre/manuale/sez14/1771549b.html

Invece, riguardo specificamente ai lobi occipitali, è facile appurare che si occupano principalmente di funzioni legate alla vista. Se si parla del lobo temporale destro i disturbi riguarderanno più facilmente ciò che si vede dall'occhio sinistro. E qui, sui sintomi, ti puoi sbizzarrire con casi "alla Sacks". La parte destra del cervello, a quanto ne so, è quella che si occupa degli aspetti più intuitivi e sintetici, mentre la parte sinistra è tendenzialmente analitica e logica.

Così puoi immaginare che il tuo paziente non riesca a riconoscere una persona se la guarda solo con l'occhio sinistro. Oppure che, improvvisamente, non riesca più a leggere le espressioni facciali. O magari che riesca a leggere ad alta voce un testo senza riuscire a estrapolarne il senso.

Poi tutto dipende da quanto è grande il tumore, dove esattamente è localizzato e quanto velocemente si sviluppa.

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Una precisazione.

I neurologi hanno stabilito che la distinzione tra emisfero destro ed emisfero sinistro non sono così nette come si credeva un tempo. C'è insomma una continua compenetrazione tra i compiti eseguiti dal cervello. Per fare un esempio, quando ricordiamo qualcosa sarà maggiormente attiva la porzione della memoria, ma essa è coadiuvata nel lavoro da altre parti che con la memoria non hanno niente a che fare. Quindi starei attento a prendermi libertà tipo "il paziente non riesce a riconoscere una persona se la guarda con occhio sinistro."

Capisco che quello di Nanni è solo un suggerimento, però rimango fermo dell'idea che questioni del genere, data la loro complessità, necessitano di approfondimeti e studio. E, lo ripeto, per esperienza personale dico che gli specialisti del settore sono più disponibili di quanto si creda se si chiede con educazione. Soprattutto quando c'è di mezzo un libro (o una sceneggiatura).

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Naturalmente. I mei sono suggerimenti di tipo narrativo, non medico. Le cose, nella realtà, sono sempre più complesse di quanto non possano essere riassunte anche in siti molto specializzati come quello che ho suggerito.

Sintomi come l'incapacità di interpretare le espressioni facciali, comunque, possono effettivamente verificarsi. Non è detto che lo facciano, ma se uno ha la necessità di raccontare una storia con dettagli che colpiscano l'attenzione, questo sarebbe credibile.

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Assolutamente d'accordo. Anch'io penso che nella narrazione si possa (anzi si debba) a volte esagerare e che sia giusto (o inevitabile) prendersi delle libertà. Il lavoro d'indagine poliziesca per esempio non è quasi mai come la leggiamo nei thriller o vediamo nei film. Però la documentazione approfondita è necessaria comunque, perché anche le libertà non possono travalicare un confine che sfocia nel ridicolo o nell'assurdo (come mi è capitato di leggere anche recentemente in un romanzo pubblicato da una big di cui non faccio il nome).

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I neurologi hanno stabilito che la distinzione tra emisfero destro ed emisfero sinistro non sono così nette come si credeva un tempo. C'è insomma una continua compenetrazione tra i compiti eseguiti dal cervello. Per fare un esempio, quando ricordiamo qualcosa sarà maggiormente attiva la porzione della memoria, ma essa è coadiuvata nel lavoro da altre parti che con la memoria non hanno niente a che fare. Quindi starei attento a prendermi libertà tipo "il paziente non riesce a riconoscere una persona se la guarda con occhio sinistro."

Sì e no. Nel senso che è vero che il cervello è così ridondato da creare strane connessioni al suo interno: per esempio, certi ciechi utilizzano parte delle zone deputate alla vista per supportare un udito più sviluppato.

Però è anche vero che spesso l'effetto esterno è quello indicato da Nanni: colpisci una certa zona a destra e la persona si ritrova ad avere problemi a valutare le distanze con l'occhio sinistro o a non coordinare più il piede sinistro e via dicendo. Non è la stessa per tutti e la persona può anche recuperare, magari sfruttando analoghi centri nell'altro emisfero o in certe zone che non non usiamo. Il cervello è una macchina complicata.

Bisognerebbe vedere quanto sia importante il posizionamento del tumore e anche se c'è differenza tra effetti di un tumore e lesioni.

Un famoso libro sull'argomento è Jean-Pierre Changeux, L'uomo neuronale.

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Ospite

I sintomi di masse endocraniche sono spesso pochi e sfumati, se poi parliamo di fossa cranica posteriore è ancora peggio, tieni presente che nella stadi azione di molte neoplasie si fa una tac cerebrale per verificare la presenza di metastasi cerebrali, spesso silenti.

Qui trovi il capitolo del Merck: http://www.corriere.it/salute/dizionari ... lery.shtml cerca in rete, trovi anche dei filmati,.

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