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storia d'inverno cap 2

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Capitolo 2

Accendendo il computer vidi la marea di e-mail che mi erano arrivate in quei giorni in cui non potevo rispondere, la maggior parte delle quali era di lavoro, le lessi distrattamente rispondendo meccanicamente ai vari emittenti. Finito di sfogliarle cominciai a fare ciò per cui avevo acceso il computer: scrissi una lettera come mio solito al mio migliore amico. Non sentivo Andrea da quasi due mesi, il che era preoccupante dato che quasi ogni settimana ci sentivamo via mail, ma in quel periodo sia io che lui eravamo molto impegnati con il lavoro, quindi impossibilitati a scriverci. Andrea era il mio migliore amico da sempre, non ricordo nemmeno come fosse la vita prima di conoscerlo. Abitavo ancora in periferia, a Siena, dove ho passato tutta la mia infanzia. Era un bellissimo quartiere di quelli semplici assolutamente non caotici, dove tutte le case erano in stile montanaro fatte di legno, molto basse con un bel giardino all’inglese nella parte posteriore, dove ogni casa aveva i confini delimitati da steccati fatti di siepe che d’estate emanavano un profumo inebriante. Siamo sempre stati vicini di casa, dunque frequentavamo la stessa scuola. Alle superiori entrambi ci iscrivemmo al liceo scientifico. Fu uno dei periodi più belli della mia vita, ma come ogni cosa finì quando andammo all’università, tutti pensavano che io e Andrea ci saremmo sposati. Ma nessuno poteva entrare nel duetto che avevamo creato, neanche l’amore. Purtroppo il destino decise di dividerci, Andrea scelse l’università di medicina a Firenze io scelsi giornalismo qui a Siena. Entrambi viaggiammo molto in quel periodo: lui prese altre specializzazioni sopratutto in Inghilterra, io frequentai dei corsi alla Columbia university in America, ma ciò nonostante non ci perdemmo mai di vista, ci incontravamo spesso e ci sentivamo quasi sempre.

Naturalmente nella lettera mi sfogai di tutto ciò che avevo passato quel giorno e in quelle due settimane, gli raccontai del lavoro, dell’articolo che avevo pubblicato e gli parlai dell’idea che avevo riguardo un altro pezzo che avrei scritto da li a poco. Lo pregai di venirmi a trovare anche solo per una giornata, anche se ero consapevole che la risposta sarebbe stata negativa dal momento in cui lavorava giorno e notte quasi ogni giorno, io ci provai ugualmente. Vagai per la casa immersa nei miei pensieri e riflessioni, speravo che il tempo passasse perché così l’indomani sarei potuta uscire, andare dal medico e finire con questo incubo. La sera mi prese una fame tremenda e mangiai tutto quello che trovai in dispensa e in frigorifero. Non so bene cosa mi prese ma mi trovai ricoperta di maionese e ketch-up e a divorare pane e patatine. Finita quella che sarebbe dovuta essere una cena mi misi al computer a scrivere, amavo scrivere di ogni cosa, ogni persona, creare giochi tra ciò che vivevo e ciò che immaginavo, fantasticavo su quasi tutto. Era un dono bellissimo, a mio avviso, quello della fantasia. All’incirca verso mezzanotte finii di scrivere l’introduzione per l’intervista per il debutto del mio libro che mi avevano pubblicato qualche settimana prima. Finalmente debuttava nella libreria qui di Siena e io naturalmente oltre che a partecipare come autrice dovevo stendere due righe per introdurre il libro. La storia appassionò molto i giudici della mia casa editrice e che la vollero subito pubblicare. Finito di scrivere andai a letto ma prima mi fermai a guardare fuori dalla finestra della cucina, il parco e il viottolo che portava in centro, ricoperti di neve alla luce fioca dei lampioni che trasformavano quel paesaggio dandogli un aspetto che rasentava il sogno. Le luci di natale poi coloravano d’allegrezza quel quadro surreale, il tutto si completò quando proprio in quel momento iniziò a nevicare. Era bellissimo,quel gioco di luci ovattate dal candore della neve e poi la luna piena sembrava una regina che da sopra il mondo dava la buona notte a tutto il suo regno. Nevicava, ma non c’era freddo nell’aria un anelito di magia volava qua e là e una sensazione di felicità sentivo fiorire da dentro, voltai lo sguardo l’orologio segnava mezzanotte e un minuto: buon compleanno Irene.

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Eccomi qua, pronta a commentarti! XD

Intanto, sono sorpresa: mi aspettavo un capitolo molto più lungo! bash.gif

Comunque hai migliorato molto la punteggiatura, basta che ci lavori un altro pochino e sarà perfetta. thumbup.gif

Ti vorrei far notare solo un paio di cosette:

"Entrambi viaggiammo molto in quel periodo: lui prese altre specializzazioni sopratutto in Inghilterra, io frequentai dei corsi alla Columbia university in America, ma ciò nonostante non ci perdemmo mai di vista, ci incontravamo spesso e ci sentivamo quasi sempre."

Ehm...soprattutto. Immagino sia un errore di battitura.

Piccolo suggerimento:

"Lo pregai di venirmi a trovare anche solo per una giornata, anche se ero consapevole che la risposta sarebbe stata negativa dal momento in cui ( che) lavorava giorno e notte quasi ogni giorno (non credo serva, già "lavorava giorno e notte" fa capire che è super-occupato). Provai ugualmente, incapace di resistere (esempio, dopo il punto mi sembrava più completo come pensiero.)."

"La sera mi prese una fame tremenda e mangiai tutto quello che trovai in dispensa e in frigorifero. Non so bene cosa mi prese ma mi trovai ricoperta di maionese e ketch-up e a divorare pane e patatine."

Ahahahahahahah! Accidenti, che ha nella pancia, quattro gemelli? icon_cheesygrin.gif

"Finita quella che sarebbe dovuta essere una cena mi misi al computer a scrivere, amavo scrivere di ogni cosa, ogni persona, creare giochi tra ciò che vivevo e ciò che immaginavo, fantasticavo su quasi tutto. Era un dono bellissimo, a mio avviso, quello della fantasia."

Mi piacciono queste frasi, anche perché sono perfettamente d'accordo!

"All’incirca verso mezzanotte finii di scrivere l’introduzione per l’intervista per il debutto del mio libro che mi avevano pubblicato qualche settimana prima. Finalmente debuttava nella libreria qui di Siena e io naturalmente oltre che a partecipare come autrice dovevo stendere due righe per introdurre il libro."

Allora: "dell'intervista". Credo sia più carino o ripeti due volte per. "Debuttava". Cercherei un sinonimo, perché vicino a "debutto" non sta tanto bene. Io avrei messo "qui a Siena".

"Finito di scrivere andai a letto ma prima mi fermai a guardare fuori dalla finestra della cucina, il parco e il viottolo che portava in centro, ricoperti di neve alla luce fioca dei lampioni che trasformavano quel paesaggio dandogli un aspetto che rasentava il sogno. Le luci di natale poi coloravano d’allegrezza quel quadro surreale, il tutto si completò quando proprio in quel momento iniziò a nevicare. Era bellissimo,quel gioco di luci ovattate dal candore della neve e poi la luna piena sembrava una regina che da sopra il mondo dava la buona notte a tutto il suo regno. Nevicava, ma non c’era freddo nell’aria un anelito di magia volava qua e là e una sensazione di felicità sentivo fiorire da dentro, voltai lo sguardo l’orologio segnava mezzanotte e un minuto: buon compleanno Irene."

Ci credi se ti dico che ho ADORATO questa descrizione? E' dir poco fantastica, mi piace tantissimo. love1.gif

Per caso scrivi poesie? Non me ne intendo, ma leggendo questo pezzetto direi di si. surprice.gif

Scusa se il commento è lungo, ma pare proprio che non riesca a farne di brevi... :P

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ecco lo sapevo XD non volevo neanche postarlo questo capitolo da solo perchè è qllche mi è uscito più corto! mentre l'altro è talmente lungo che dovrò dividerlo a metà, ma mi piaceva troppo finirlo con "buon compleanno irene" XD be pazienza :P comuqneu x le correzioni grazie! il pezzo sul debuttare hai ragione è da rivedere, è proprio brutto e non mi ero neanche accorto della ripetizione! grazie per la punteggiatura l'ho corretto apposta prima di postarlo! :) per l'ultimo pezzo grazie mille :) se tutti i commenti fossero così scriverei solo per i commenti XD hahahahahah :) grazie veramente tanto! XD e tra fai pure commenti lunghi fanno piacere :P vuol dire che almeno hai perso tempo a leggere e commentare :Pcmq per la frase sulla scritture io cerco sempre di infilarle da qualche parte XD e adesso ho pure creato un personaggio a cui piace scrivere!! XD hahahahah

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Ahahah, felice d'esserti stata d'aiuto!

Comunque, mi è venuta in mente adesso adesso una cosa che volevo mettere nell'altro commento ma che poi ho dimenticato. Un pò di tempo fa ho letto una specie di...lezione (chiamiamola così) sulla scrittura di testi lunghi.

Era in inglese, quindi magari qualcosa non l'ho capita benissimo, ma ricordo di un paragrafetto che suggeriva di andare accapo qualche volta.

Questo per facilitare la lettura, o ti perdi tra una riga e l'altra e finisce che devi rileggere la stessa frase quattro volte prima di capirla.

Al prossimo capitolo! icon_cheesygrin.gif

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Ospite
lui prese altre specializzazioni sopratutto in Inghilterra

Altre rispetto a quali? Quante specializzazioni ha?

Naturalmente nella lettera mi sfogai di tutto ciò che avevo passato quel giorno e in quelle due settimane,

Ha un amico del cuore che fa il medico e non lo chiama quando sta male?

da li a poco

Errore di battuta “da lì a poco”

La sera mi prese una fame tremenda e mangiai tutto quello che trovai in dispensa e in frigorifero.

O è infettata da un alien o stai descrivendo un disturbo alimentare.

maionese e ketch-up

Ketchup

All’incirca verso mezzanotte finii di scrivere l’introduzione per l’intervista per il debutto del mio libro

Non capisco, Irene è l’intervista o l’intervistatrice?

io naturalmente oltre che a partecipare come autrice dovevo stendere due righe per introdurre il libro

Se il libro è già pubblicato, l’introduzione sarà anch’essa pubblicata, forse parli di una presentazione?

La storia appassionò molto i giudici della mia casa editrice

Scusa?

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La trama sembra esserci ma il testo, con periodi talvolta troppo lunghi, punteggiatura non a posto e narrazione un po' confusa (pare quasi che l'autrice non riesca ad esprimere bene ciò che sente) non permette di apprezzarla.

E poi (primo capitolo) io credevo che i libri fossero rilegati e i malati relegati (a letto). O mi sbaglio?

Chiedo aiuto ai critici.

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ciao bradipi alllora per le specializzazioni volevo erano diverse rispetto a quelle della protagonista, per l'amico del cuore non lo chiama perchè non abita a Siena quindi chiama il suo medico di fiducia che comparirà nei prossimi capitoli. per il cibo quello che ha realmente, qualcno l'ha già capito, verrà fuori più tardi! irene è l'itervistata, però hai ragione quel pezzo lì lo devo riguardare perchè è scritto male! il libro è pubblicato, comuqnue sì quello che deve fare lei è più una presentazione! lo "scusa" in fondo era per "la mia casa ed."??? intendevo dire la casa editrice che le ha pubblicato il libro!

grazie per le critiche

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Ospite
ciao bradipi alllora per le specializzazioni volevo erano diverse rispetto a quelle della protagonista,

Le scuole di specializzazione, talvolta chiamate scuole di specialità, sono quasi esclusive della facoltà di medicina e

sono un percorso post-laurea obbligatorio per svolgere alcuni compiti, come per la radiologia o per l'anestesia.

la protagonista non è laureata in medicina e quindi può fare master, PH.D. (per usare i titoli accademici anglosassoni), il dottorato di ricerca, la laurea specialistica, ma sono cose diverse rispetto alla specializzazione.

Scusa era riferito ai giudici della casa editrice.

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ok forse è meglio togliere quel "altre specializzazioni" e tragliamo la testa al toro XDXDXD

per le case editrici: mi hanno spiegato, forse sbagliando, che nelle case editrici ci sono persone che leggono e commentano il tuo scritto, però forse è una cavolata. stupidamente non mi sono informato sull'argomento, sono ben lontano dal voler pubblicare i miei scritti, per il momento!

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metterò in pratica tutti i vostri consigli la settimana prossima(ora non posso!), mi piacerebbe molto che dopo aver aggiustato il testo mi commentaste di nuovo per dirmi, se è migliorato o meno!

grazie mille :)

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Ospite
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