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diritti d'autore e testamento.

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Immaginate questa situazione: una famosa scrittrice italiana ricca (al livello di J.K.Rowling) muore.

Primo caso:

Ha due figli minorenni e un marito (padre dei due) con cui si è sposata da poco.

Come funziona il suo testamento?

In base alla mia storia, lei ha lasciato tutto (proprietà e diritti d'autore) ai figli e al marito. Finché i figli sono minorenni, il marito prenderà tutte le decisioni, sia per quanto riguarda i libri già pubblicati sia per quanto riguarda gli inediti che si sono sul suo pc.

E' possibile fare un testamento del genere in Italia?

Questo vuol dire che l'editore (per fare una nuova edizione dei testi già pubblicati, per venderli all'estero o per pubblicare gli inediti) deve rivolgersi al marito e trattare con lui?

Per quanto riguarda un manoscritto non ancora concluso per il quale l'editore aveva già un accordo con l'autrice, cosa succede dopo la sua morte. Spetta al marito decidere se qualcun altro lo deve concludere oppure no?

Secondo caso:

Ha sempre due figli, ma il padre dei bambini è solo un convivente.

Da quel che mi risulta, senza un testamento il convivente non ha voce in capitolo, potrebbe solo amministrare le quote dei suoi figli.

Anche con un testamento, l'autrice (non essendo sposata), può escludere i genitori dall'eredità? O a loro tocca comunque una parte dei diritti d'autore.

In questo caso l'editore chi deve contattare il convivente o i genitori?

Ultima domanda, so per sentito dire che quando due sono sposati il coniuge che lavora può detrarre dalle tasse quello disoccupato. Questo vale anche per i ricchi (tipo la J.K. Rowling italiana) o solo per le famiglie medie?

Grazie in anticipo.

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Ospite
Immaginate questa situazione: una famosa scrittrice italiana ricca (al livello di J.K.Rowling) muore.

Primo caso:

Ha due figli minorenni e un marito (padre dei due) con cui si è sposata da poco.

Come funziona il suo testamento?

In base alla mia storia, lei ha lasciato tutto (proprietà e diritti d'autore) ai figli e al marito. Finché i figli sono minorenni, il marito prenderà tutte le decisioni, sia per quanto riguarda i libri già pubblicati sia per quanto riguarda gli inediti che si sono sul suo pc.

E' possibile fare un testamento del genere in Italia?

Questo vuol dire che l'editore (per fare una nuova edizione dei testi già pubblicati, per venderli all'estero o per pubblicare gli inediti) deve rivolgersi al marito e trattare con lui?

Per quanto riguarda un manoscritto non ancora concluso per il quale l'editore aveva già un accordo con l'autrice, cosa succede dopo la sua morte. Spetta al marito decidere se qualcun altro lo deve concludere oppure no?

In questo caso il testamento non serve, in quanto marito e figli sono eredi naturali.

Per ciò che riguarda gli accordi fra editore e autrice, dipende dai vincoli contrattuali posti in essere.

I vincoli ovviamente vanno rispettati. Il marito è la persona con cui trattare, ma a quel livello c'è sicuramente di mezzo un agente letterario che avrà la delega per queste questioni.

Secondo caso:

Ha sempre due figli, ma il padre dei bambini è solo un convivente.

Da quel che mi risulta, senza un testamento il convivente non ha voce in capitolo, potrebbe solo amministrare le quote dei suoi figli.

Anche con un testamento, l'autrice (non essendo sposata), può escludere i genitori dall'eredità? O a loro tocca comunque una parte dei diritti d'autore.

In questo caso l'editore chi deve contattare il convivente o i genitori?

Il convivente non ha alcuna voce in capitolo.

Si può escludere un erede naturale dall'eredità, ma questo erede naturale può impugnare il testamento.

In questo caso però gli eredi naturali sono i figli. I genitori non ereditano alcunché.

Le decisioni sono prese dal tutore legale dei figli, che ha il dovere di amministrare il patrimonio, ed è nominato da un giudice, quindi può non essere il convivente né un parente, ma una figura terza, a discrezione del giudice stesso nell'interesse dei minori.

Ultima domanda, so per sentito dire che quando due sono sposati il coniuge che lavora può detrarre dalle tasse quello disoccupato. Questo vale anche per i ricchi (tipo la J.K. Rowling italiana) o solo per le famiglie medie?

Vale per chiunque. Basta che il reddito del coniuge disoccupato non superi i 2800 euro lordi.

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si ma tieni conto che le detrazioni del coniuge a carico sono veramente ridicole.

Cioè se tu hai un reddito lordo entro i 15000 euro/anno puoi detrarne 800. Altrimenti ci sono dei coefficenti che vanno a modificare l'importo a seconda del reddito. Se hai un reddito superiore agli 80.000 non puoi detrarre niente.

Per quanto riguarda l'asse ereditario, c'è anche la possibilità per gli eredi di rinunciare all'eredità, specie se si tratta di debiti. Oppure nel caso si parlasse di grosse eredità per intimidazioni o ricatti. Potrebbe essere uno spunto interessante per il tuo romanzo?

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[quote name="gazza998"

Per quanto riguarda l'asse ereditario' date=' c'è anche la possibilità per gli eredi di rinunciare all'eredità, specie se si tratta di debiti. Oppure nel caso si parlasse di grosse eredità per intimidazioni o ricatti. Potrebbe essere uno spunto interessante per il tuo romanzo?

No, proprio no. E poi due minorenni non possono rinunciare all'eredità, credo.

Grazie comunque.

Da quello che ho capito, l'editore non può assumere un ghost writer per finire il manoscritto se gli eredi non sono d'accordo. Anche nel caso che l'editore abbia già versato un anticipo e il contratto sia stato firmato, il marito può rescinderlo e pagare la penale anche se l'editore si rode.

Nè l'editore può pretendere di rovistare nel portatile della defunta o nelle sue scartoffie per cercare degli appunti riguardanti la trama e il finale del manoscritto.

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Per quanto riguarda l'asse ereditario, c'è anche la possibilità per gli eredi di rinunciare all'eredità, specie se si tratta di debiti. Oppure nel caso si parlasse di grosse eredità per intimidazioni o ricatti. Potrebbe essere uno spunto interessante per il tuo romanzo?

No, proprio no. E poi due minorenni non possono rinunciare all'eredità, credo.

Nel caso di eredità a favore di un minore, decide un giudice (*) se accettarla o meno e lo fa in base alla convenienza economica.

Lo so perché a mia madre e a mio zio era stato chiesto di rinunciare all'eredità del marito di mia nonna (che legalmente era loro padre anche se non lo era davvero), ma l'avvocato disse che in ogni caso non era possibile imporre a me, a mio fratello e a mio cugino di rinunciare all'eredità, perché il giudice (*) avrebbe deciso in base al nostro vantaggio, e quindi non ci avrebbe fatto rinunciare.

(*) Non so di preciso che figura sia, se un giudice tutelare o altro, so solo che non viene scelto dai genitori in questo caso se rinunciare o no all'eredità, ma dal tribunale.

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Grazie swetty, ma la rinuncia all'eredità non mi interessa.

Mi interessano più le questioni legali sul manoscritto non ancora finito.

P.S. sono contenta che i ricchi non possano detrarre dalle tasse il coniuge disoccupato, anche se questo interferisce con la mia trama.

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P.S. sono contenta che i ricchi non possano detrarre dalle tasse il coniuge disoccupato, anche se questo interferisce con la mia trama.

Anche io. Peccato che non si possa dire lo stesso degli evasori fiscali

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Ospite
P.S. sono contenta che i ricchi non possano detrarre dalle tasse il coniuge disoccupato, anche se questo interferisce con la mia trama.

Posso chiederti in che modo influisce?

Cioè... la cifra detraibile è talmente irrisoria che non riesco a vederne il problema...

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P.S. sono contenta che i ricchi non possano detrarre dalle tasse il coniuge disoccupato, anche se questo interferisce con la mia trama.

Posso chiederti in che modo influisce?

Cioè... la cifra detraibile è talmente irrisoria che non riesco a vederne il problema...

Alla fine nulla di importante. Dico solo che si sono sposati e basta. Volevo rappresentare una coppia che si è dovuta sposare per questioni materiali poiché qui i conviventi non hanno diritto a nulla. Però se lei è ricca, giustamente non può avere questo tipo di vantaggi.

Questa storia si preannuncia più complicata del previsto, proverò a scrivere un racconto abbastanza autoconclusivo e poi lo posto qui per sondare il terreno.

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Ospite

Le questioni materiali possono aver senso in un caso.

Se il coniuge benestante ha l'esigenza di dividere il patrimonio per ridurre l'imposizione fiscale.

La donazione a un convivente non gode di alcun beneficio economico, mentre le donazioni o le formazioni di società familiari per la gestione del patrimonio, se fatte all'interno del nucleo familiare permettono una notevole riduzione delle tasse grazie a sgravi fiscali riservati alle coppie sposate.

Per farti un esempio, se dovessi trasformare la mia attività in una società, mi vedrei ridurre la pressione fiscale ma dovrei sostenere un notevole costo.

Di contro, se creo un'impresa familiare, semplicemente dividendo la mia attività fra me e mia moglie, oltre a una maggiore riduzione delle imposte, mi trovo un costo di costituzione e delle spese di gestione decisamente molto più economiche e vantaggiose.

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