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Pok

Il giorno della svolta

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Vi posto questo mio racconto breve che rientra nel genere grottesco-surreale, spero vi piaccia:

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Caro Diario, quest'oggi è stato un giorno che ha segnato una svolta in me come uomo. Ero intento a lavorare, seduto davanti al monitor, quando arrivò, inatteso, il messaggio che cambiò per sempre la mia vita. "Ciao", recitava, "Aggiungimi alla tua lista contatti". Recava una immagine, una foto di donna, apparentemente una fascinosa modella, peraltro del tutto svestita. Alquanto infastidito per la distrazione dai miei impellenti doveri rifiutai la richiesta e ritornai sulle mie pratiche.

Lentamente fui portato a riflettere meglio sull'accaduto e in particolare sull'aspetto indubbiamente seducente e conturbante della giovane che avevo appena vista ritratta in foto. Giunsi presto alla conclusione di aver commesso un grave sbaglio.

Valutai opportuno spedire un messaggio per riparare a tale mio errore e così scrissi: "Penso di aver sbagliato, in effetti sarei ben lieto di aggiungervi alla mia lista contatti". Aspettai. Era già passato 1 minuto e non ottenevo replica alcuna. Giacchè era plausibile che il mio incauto comportamento potesse aver urtato la suscettibilità della giovane volli insistere con pervicacia.

Provai inizialmente con un semplice "siete ancora lì?" auspicando che la ragazza, quantunque offesa, volesse venirmi incontro mascherando l'irritazione e fingendo una temporanea distrazione dal mio precedente messaggio.

Non vidi risposte dopo 2 lunghi minuti. La ragazza era evidentemente poco incline ad un perdono così a buon mercato. Era dunque opportuno da parte mia mostrare la dovuta umiltà e il dovuto rincrescimento per l'oltraggio inferto: "So di non essere stato gentile e me ne dolgo" scrissi "si è trattato, ritengo, di un momento di debolezza. Auspico pertanto, con rispetto, di poter avere il vostro perdono".

Seguirono altri 2 minuti di silenzio.

Era evidente che la donna non mi aveva giudicato sufficientemente umile nelle mie scuse. Tentai di rimediare con un ulteriore messaggio ancor più pregno di umiltà: "La vostra indifferenza mi mortifica e ferisce il cuore. Ingiuriatemi se volete, ma per pietà degnatemi di una qualche attenzione". Aggiunsi quindi parole di lusinga che potessero aiutare a sciogliere questa ostentata alterigia: "PS: Ho visto la vostra foto prima e sono rimasto positivamente impressionato dalle vostre fattezze fisiche". Poi riflettei e mi affrettai ad aggiungere "Mi preme precisare che con ciò non volevo in alcun modo lasciar intendere che il mio proposito di aggiungervi alla lista fosse legato a giudizi estetici, al contrario disdegno chi si avvale di un così rude metro di valutazione".

Guardai i miei messaggi pieno di orgoglio. Ritenevo sinceramente di aver ben riparato alla mia mascalzonaggine avendo al contempo esibito dignità, spessore umano e proprietà di linguaggio.

Attesi invano e con trepidazione per altri 2 interminabili minuti una risposta dall'affascinante quanto altera signorina. La disperazione mi assalì. Come è mia consuetudine nei momenti di sconforto mi imposi calma e concentrazione. Riflettei finchè giunsi a quella che appariva certamente come la chiave di volta per la soluzione del problema. Ricordai di uno speciale sofisticato comando che permetteva al programma di visualizzare un fiore all'interno della chat: un fiore! Come avevo potuto non pensarci fino a quel momento, era così semplice, era esattamente quello che serviva per sciogliere il cuore di una donna arroccata nel suo sdegno. Fiero della mia scaltra trovata mi avventai sul mouse fremente di eccitazione alla ricerca del misterioso comando. A seguito di numerosi tentativi ed errori fui finalmente in grado di recapitare l'omaggio floreale (non prima, lo ammetto, di aver accidentalmente inoltrato disegni di vario genere).

Dopo appena 13 minuti, come da me previsto, il ghiaccio si sciolse e il tanto agognato messaggio di risposta arrivò! Esso in verità sul momento mi riempì di sorpresa e imbarazzo: "CIAO", recitava testualmente, "FAI SESSO ONLINE?". Rilessi incredulo più e più volte quelle sconcertanti parole. Il fatto che iniziasse con "ciao" mi dava certamente conforto, era un palese segnale di una sopraggiunta apertura dopo lo sdegno iniziale. Ma la domanda licenziosa che seguiva era poco appropriata in una fase in cui non avevamo ancora raggiunto l'auspicata intimità e ciò mi dava da pensare... Dopo ponderata riflessione infine capii. Con tutta evidenza la donna era stata a tal punto lusingata e colpita dalla galanteria che traspariva in particolar modo dall'intelligente trovata dell'omaggio floreale che si era finanche invaghita di chi le si mostrava abile nel muovere così sapientemente le sue corde emotive. Possibile che questo avesse addirittura fatto cadere tanto repentinamente le sue inibizioni e il suo pudore? I fatti parlavano chiaro, non era possibile: era realtà!!! Avevo il cuore gonfio di orgoglio e l'ho tuttora nel raccontarlo.

Sebbene, ahimè, il dialogo con questa ammaliante giovane non abbia poi portato alle conclusioni da me sperate non v'è dubbio che l'episodio che ho testè narrato ha maturato in me una maggiore consapevolezza e sicurezza delle mie doti intellettive e ancor più delle mie abilità seduttive nei confronti del gentil sesso, e tale autoconsapevolezza mi darà, questo è certo, gloriosi risultati finora neppure lontanamente immaginati.

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Il protagonista di questo racconto è un esemplare della peggior specie di mentecatto che si possa immaginare! Tu dici che questo è un racconto umoristico, ma non mi ha strappato nessun sorriso... in oltre ho trovato il linguaggio forzato in alcuni punti: capisco che volesse essere forbito per caratterizzare il personaggio, ma a tratti sembra di leggere un racconto ambientato nel medioevo.

Domanda: può esistere un tizio tanto ingenuo da non capire che la "signorina" non è nemmeno reale?

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Ospite Signor Ford

Immagino che il tono che tu abbia usato su questa storia sia voluto. Mi ha fatto venire in mente, proprio per il linguaggio usato, una di quelle macchiette così ben recitate da Verdone in qualche suo film. Che dire? Non sono rimasto particolarmente colpito, forse proprio perchè il protagonista, almeno dal mio punto di vista, l'ho trovato eccessivamente carico, quasi noioso. Il linguaggio è troppo edulcorato, e a mio avviso da qualche parte andrebbe sfoltito un po', perchè rischi che il lettore si perda dietro la troppa ampollosità perdendo di vista la sottile ironia della storia. L'idea non mi dispiace, ma non mi è arrivata del tutto.

A rileggerti!

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Il protagonista di questo racconto è un esemplare della peggior specie di mentecatto che si possa immaginare! Tu dici che questo è un racconto umoristico, ma non mi ha strappato nessun sorriso... in oltre ho trovato il linguaggio forzato in alcuni punti: capisco che volesse essere forbito per caratterizzare il personaggio, ma a tratti sembra di leggere un racconto ambientato nel medioevo.

Domanda: può esistere un tizio tanto ingenuo da non capire che la "signorina" non è nemmeno reale?

Non è un racconto che abbia alcuna pretesa di realismo, vuole essere anzi caricaturale. Ho rettificato il genere, più che umoristico è grottesco (come è appunto una caricatura), le cose grottesche possono sembrare buffe o di cattivo gusto, dipende da come le si prende.

Grazie per aver letto e commentato, alla prossima!

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Non so se il tuo scopo era quello di scrivere un racconto tragicomico alla Fantozzi. Il tuo brano mi dà l'impressione di una ricerca dello stile della voce narrante di Paolo Villaggio durante i film dell'immortale ragioniere. Detto questo, temo che sovrabbondi di termini aulici, sebbene la narrazione non ne risenta particolarmente. Inoltre, penso che il finale sia incompleto... mi aspettavo una solenne fregatura, un virus o una truffa, ma tronchi proprio sul più bello. In parole povere, manca la parte umoristica, che dovrebbe far ridere o riflettere.

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Il protagonista di questo racconto è un esemplare della peggior specie di mentecatto che si possa immaginare! Tu dici che questo è un racconto umoristico, ma non mi ha strappato nessun sorriso... in oltre ho trovato il linguaggio forzato in alcuni punti: capisco che volesse essere forbito per caratterizzare il personaggio, ma a tratti sembra di leggere un racconto ambientato nel medioevo.

Domanda: può esistere un tizio tanto ingenuo da non capire che la "signorina" non è nemmeno reale?

Non è un racconto che abbia alcuna pretesa di realismo, vuole essere anzi caricaturale. Ho rettificato il genere, più che umoristico è grottesco (come è appunto una caricatura), le cose grottesche possono sembrare buffe o di cattivo gusto, dipende da come le si prende.

Grazie per aver letto e commentato, alla prossima!

D'accordo ma, come dice Sporangio, manca la battuta finale che faccia ridere.

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Allora, il racconto nel suo insieme si presenta come interessante e, come hai detto tu, grottesco. Dal punto di vista della trama e della caricatura estrema del personaggio mi piace e lo giudicherei molto positivo. Per quanto riguarda il lessico invece opterei (personalmente) per uno più moderno, più scorrevole, date le tematiche che riguardano comunque uno sprazzo di vita "informatizzata" moderna. Eviterei quindi, ad esempio, le varie espressioni che si utilizzano ormai poco, per far sembrare il personaggio più reale e più vicino allo stereotipo che credo volessi rappresentare. Nel complesso secondo me è un buon racconto :)

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Ti segnalo alcuni errori.

Lentamente fui portato a riflettere meglio sull'accaduto e in particolare sull'aspetto indubbiamente seducente e conturbante della giovane che avevo appena vista ritratta in foto.

I due avverbi così vicini stanno male.

Recava una immagine

non è meglio un'immagine ?

Valutai opportuno spedire un messaggio per riparare a tale mio errore e così scrissi

Ho capito che l'uso formale è voluto, però qui è esagerato. "Valutai opportuno" suona proprio male.

ad un perdono così a buon mercato.

d eufonica.

Per il resto concordo con gli altri, alla fine ci vuole un virus o un altro espediente. Il linguaggio è troppo formale in alcuni punti e mi sembra eccessivo che lui dia del Voi alla spogliarellista.

Al racconto manca qualcosa, magari potevi far andare avanti il dialogo tra lui e la spogliarellista. E' su messanger?

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Racconto discreto, con una trama lineare che, a dir la verità, non ho trovato molto avvincente.

Lo stile del racconto è, a parer mio, un po' troppo schematico, poco scorrevole. Dal punto di vista grammaticale non ho trovato grossi errori.

Il tono del racconto è umoristico, il personaggio vuole essere una caricatura del maschio che perde il senno di fronte all'immagine di una donna (virtuale).

Tuttavia manca un colpo di scena finale, una battuta conclusiva ad effetto che avrebbe impreziosito il tutto.

Ciao.

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Ospite
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