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visionnaire

Vendere un milione di libri con l'autopubblicazione? Si può

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@Swetty. L'articolo che ho linkato parla di Amazon e della sua piattaforma, ma il mio è un discorso più generale. Io parlo di auto pubblicazione. Fra l'altro sono contrario alla politica di Amazon, che propone il Kindle a prezzi stracciati (probabilmente sotto costo) allo scopo di vincolarti al suo formato. C'è comunque del vero in ciò che dici, tuttavia il comportamento di Amazon non sarebbe comunque differente dagli editori di cui ho scritto qualche post più su.

Ripeto che sono d'accordo su quello che dici. Mi interrogo sul perché sia data così tanta visibilità a casi come questi. Ho l'impressione che queste notizie siano pubblicità mascherata e mi chiedo di cosa.

Ma il problema come vedi è un altro. Un Ebook se anche potessi stamparlo come vuoi, cosa fai? Stampi 400 pagine e lo fai rilegare?

La musica è un altra cosa, più immediata.

Ma tu la musica la stampi? icon_cheesygrin.gif

A parte gli scherzi, non capisco cosa intendi con la musica è più immediata. Sia musica che ebook richiedono un supporto per essere utilizzati (che può anche essere lo stesso), il quale vuole corrente, software, ecc. quindi non vedo la differenza sulla facilità d'uso dei due.

Partendo dal presupposto che parliamo comunque di libri scritti da autori esordienti, la valutazione è diversa.

i 30 secondi che di solito fanno ascoltare per valutare un brano, bastano per capire se è di tuo gradimento o no.

Per i libri è un po' diverso, tutto qua.

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Non ho bisogno che mi fai la storia, forse la conosco meglio di te :facepalm:

Ma il problema come vedi è un altro. Un Ebook se anche potessi stamparlo come vuoi, cosa fai? Stampi 400 pagine e lo fai rilegare?

La musica è un altra cosa, più immediata.

Non va' bene fare paragoni musica libri.

IMHO

Secondo me con la diffusione della stampa on demand e con la nascita degli ebook il paragone regge eccome. Uno che acquista un ebook non lo fa certo per poi poterselo stampare. Lo vuole leggere in digitale, sul pc, sull'ereader, sull'iPad. Chi preferisce il libro stampato usa il POD. Fino a qualche anno fa concorsi come Urban Gods che prevedono di regalare un libro stampato ad ogni concorrente e di mettere in vendita il prodotto sarebbero stati semplicemente impensabili. Oggi si può.

Su questo concordo.

Ma proprio per questo in Italia è impensabile.

Perchè persone che vogliono leggere un libro su supporti elettronici in Italia sono ancora troppo pochi.

Infatti secondo me è questo il vero problema. Ma non concordo con quanti diconoc che se uno autopubblica un libro sarà al 100% una schifezza. Tanti autori classici erano stati rifiutati dagli editori, eppure sappiamo tutti qual'era il loro reale valore.

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Ospite
Ma non concordo con quanti diconoc che se uno autopubblica un libro sarà al 100% una schifezza. Tanti autori classici erano stati rifiutati dagli editori, eppure sappiamo tutti qual'era il loro reale valore.

Vedi, il problema è che non è il 100%, ma ci si avvicina molto a questa percentuale.

Il risultato è che, nel caso del pubblicato, sai che, più o meno, se peschi un libro sconosciuto, hai una probabilità su due che sia valido.

Se pesci un autopubblicato, ne hai, diciamo, una su 20, a essere molto più che ottimisti.

Se dovessi puntare un euro, è ovvio che lo punterei sul pubblicato.

La colpa è di quei 19 autopubblicati su 20 che fanno schifo, e questo capita perché non c'è alcun filtro.

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Ma non concordo con quanti diconoc che se uno autopubblica un libro sarà al 100% una schifezza. Tanti autori classici erano stati rifiutati dagli editori, eppure sappiamo tutti qual'era il loro reale valore.

Vedi, il problema è che non è il 100%, ma ci si avvicina molto a questa percentuale.

Il risultato è che, nel caso del pubblicato, sai che, più o meno, se peschi un libro sconosciuto, hai una probabilità su due che sia valido.

Se pesci un autopubblicato, ne hai, diciamo, una su 20, a essere molto più che ottimisti.

Se dovessi puntare un euro, è ovvio che lo punterei sul pubblicato.

La colpa è di quei 19 autopubblicati su 20 che fanno schifo, e questo capita perché non c'è alcun filtro.

ok...però se una cosa fa schifo, hai lanciato questo giudizio leggendolo. Quindi, per giudicare...bisogna sempre leggere!:)

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Ospite
Quindi, per giudicare...bisogna sempre leggere!:)

Sante parole.

Il fatto è che, fino a che leggere è gratis, non è un problema, ma quando per leggere devi pagare, acquistare un libro ignoto è come scommettere. E c'è chi preferisce rischiare e chi no.

C'è anche un altro fattore da considerare.

Se su un giornale, o in un tg, esce la notizia che di un e-book ne sono state vendute 10.000 copie in pochi giorni, la curiosità delle persone, unita allo scarso investimento, porterà un sacco di gente a comprarlo per mera curiosità, e quindi le vendite aumenterebbero in modo esponenziale di pari passo con le notizie del successo di vendita. E così si arriva al milione anche se il libro non è eccelso.

E ti lancio una provocazione: e se un autore decidesse di comprarsele lui le 10.000 copie?

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Quindi, per giudicare...bisogna sempre leggere!:)

Sante parole.

Il fatto è che, fino a che leggere è gratis, non è un problema, ma quando per leggere devi pagare, acquistare un libro ignoto è come scommettere. E c'è chi preferisce rischiare e chi no.

C'è anche un altro fattore da considerare.

Se su un giornale, o in un tg, esce la notizia che di un e-book ne sono state vendute 10.000 copie in pochi giorni, la curiosità delle persone, unita allo scarso investimento, porterà un sacco di gente a comprarlo per mera curiosità, e quindi le vendite aumenterebbero in modo esponenziale di pari passo con le notizie del successo di vendita. E così si arriva al milione anche se il libro non è eccelso.

E ti lancio una provocazione: e se un autore decidesse di comprarsele lui le 10.000 copie?

beh, ma chi l'ha detto che bisogna farsi pagare? O perlomeno, all'inizio?:D Secondo me l'importante è farsi conoscere...poi chissà...:)

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Credo che la provocazione di Jack vertesse su altro. Se fosse l'autore stesso a "comprarsi da solo" le 10.000 copie del libro, giusto per creare un caso letterario (senza ovviamente che la gente sapesse che se li è comprati lui i suoi libri)?

Così facendo potrebbe ottenere un doppio vantaggio: la gente ne parlerebbe, perchè magari ne ha sentito parlare al tg o letto sui quotidiani e sarebbe come indotta a acquistare la preziosa copia, incrementando le vendite ulteriormente (e a quel punto il "geniale" autore in questione comincerebbe forse a guadagnarci su qualcosa dopo aver investito un bel po' di soldini icon_cheesygrin.gif

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Ospite

Esatto, un po' come investire in pubblicità. È una provocazione, potrebbe essere un grosso azzardo, ma potrebbe pure funzionare.

D'altro canto è risaputo che molte fascette che millantano svariate edizioni e svariate milacopie vendute, apposte su alcuni libri, sono messe apposta per attirare compratori.

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Esatto, un po' come investire in pubblicità. È una provocazione, potrebbe essere un grosso azzardo, ma potrebbe pure funzionare.

D'altro canto è risaputo che molte fascette che millantano svariate edizioni e svariate milacopie vendute, apposte su alcuni libri, sono messe apposta per attirare compratori.

Benvenuto nel mondo del marketing:P

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Esatto, un po' come investire in pubblicità. È una provocazione, potrebbe essere un grosso azzardo, ma potrebbe pure funzionare.

D'altro canto è risaputo che molte fascette che millantano svariate edizioni e svariate milacopie vendute, apposte su alcuni libri, sono messe apposta per attirare compratori.

Benvenuto nel mondo del marketing:P

sì, ok ma a questo punto se ha uno ha diverse migliaia di euro da investire, non è auspicabile che si apra una casa editrice tutta sua? Del resto ho letto di molti piccoli editori che hanno deciso di rischiare in prima persona dapprima per divulgare le proprie opere e poi decidendo di scommettere su altri autori

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Esatto, un po' come investire in pubblicità. È una provocazione, potrebbe essere un grosso azzardo, ma potrebbe pure funzionare.

E' fatto noto e documentato (1) che Brian Epstein, agente e manager dei Beatles ai loro esordi, acquistò personalmente migliaia di copie del loro primo disco ("Love me do"), proprio allo scopo di farlo entrare nella Top Hit e farne esplodere le vendite. In quel caso il trucco ha funzionato, ma dietro c'erano i Beatles, seppure agli esordi.

Non so se sia lecito ricavarne un caso generale... icon_wink.gif

--

Alain

(1) "Brian comprò interi scatoloni di Love Me Do. Poi, quando entrò in classifica, ne comprò altre migliaia"

Bob Spitz, The Beatles. La vera storia (2006), Sperling & Kupfer, pag. 227

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Ospite
Esatto, un po' come investire in pubblicità. È una provocazione, potrebbe essere un grosso azzardo, ma potrebbe pure funzionare.

D'altro canto è risaputo che molte fascette che millantano svariate edizioni e svariate milacopie vendute, apposte su alcuni libri, sono messe apposta per attirare compratori.

Benvenuto nel mondo del marketing:P

sì, ok ma a questo punto se ha uno ha diverse migliaia di euro da investire, non è auspicabile che si apra una casa editrice tutta sua?

Migliaia di euro da investire?

Facciamo due conti, in fondo è il mio lavoro.

Partiamo da un editore a pagamento famoso, come Albatros.

Un contratto medio costa all'autore intorno ai 3.500 euro. Ciò significa che chi paga per pubblicare con loro versa quella somma.

E-book: Prendiamo a esempio Lulù.

Lulù si prende il 25% di commissione.

Io metto in vendita un e-book a un euro (più o meno la somma della quale si parla in questo topic) e quindi investo nell'immediato 10.000 euro. Di questi, ne rientrano nell'immediato 7.500 come guadagno delle vendite.

L'investimento effettivo è di 2.500 euro.

Risultato del confronto: rispetto a un EAP ho speso ben 1000 euro in meno.

Ragion per cui, se c'è gente che spende per pubblicare con Albatros, non gli pesa certo investire una somma molto più bassa per provare a rientrare di un guadagno potenziale nettamente più alto.

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Lulù si prende il 25% di commissione.

Io metto in vendita un e-book a un euro (più o meno la somma della quale si parla in questo topic) e quindi investo nell'immediato 10.000 euro. Di questi, ne rientrano nell'immediato 7.500 come guadagno delle vendite.

L'investimento effettivo è di 2.500 euro.

Cavoli, sarebbe un ottimo sistema per riciclare denaro sposrco. icon_cheesygrin.gif

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Ma non concordo con quanti diconoc che se uno autopubblica un libro sarà al 100% una schifezza. Tanti autori classici erano stati rifiutati dagli editori, eppure sappiamo tutti qual'era il loro reale valore.

Vedi, il problema è che non è il 100%, ma ci si avvicina molto a questa percentuale.

Il risultato è che, nel caso del pubblicato, sai che, più o meno, se peschi un libro sconosciuto, hai una probabilità su due che sia valido.

Se pesci un autopubblicato, ne hai, diciamo, una su 20, a essere molto più che ottimisti.

Se dovessi puntare un euro, è ovvio che lo punterei sul pubblicato.

La colpa è di quei 19 autopubblicati su 20 che fanno schifo, e questo capita perché non c'è alcun filtro.

Su questo non sono d'accordo. Ho letto molti libri di esordienti pubblicati da CE free che (scusate il termine) facevano proprio schifo, così come ho letto molte autopubblicazioni di ottima qualità. Secondo me oggi le probabilità di pescare un testo buono tra i POD sono più o meno le stesse di quelle che si hanno pescando tra le piccole CE.

I problemi secondo me sono due: in primis l'incompetenza dei selezionatori, revisori ed editor (quando ci sono) delle piccole e medie CE. Oggi ci si improvvisa editori troppo facilmente, e spesso chi è deputato a selezionare i testi non ha la capacità di farlo. Oggi non si punta più sulla bravura dell'autore, ma sulle potenzialità di vendita della singola opera, anche basandosi su criteri poco ortodossi come le conoscenze degli autori e le possibili vendite che ne derivano.

Secondo, come giustamente ha detto Jack in un altro topic, le CE sono aziende, e in quanto tali puntano alla commerciabilità delle opere, precludendo la strada a molti testi validi che però probabilmente avrebbero meno mercato, per i motivi succitati.

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Tutti esatti i tuoi conti e ancora di più le tue considerazioni. Non so se qualcuno possa aver pensato a un investimento simile, che a rigor di logica, come da te dimostrato, sarebbe plausibile (in fondo 2.500 euro non sono molti per uno che vuole "vedere più in là" della spesa iniziale).

Però io resto ancorato alla mia idea di purezza dell'editoria! L'editore investe quello che vuole (e/o può) e io autore mi preoccupo semmai di scrivere una bella storia! thumbup.gif

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Quoto totalmente NayaN. Anche sul fatto che la selezione delle case editrici non è solo sulla qualità ma anche sulla sua commerciabilità.

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Però posso dire una cosa? Non sarebbe più economico distribuire l'ebook da una pagina personale e barare sul numero di download? E usare tre o quattro utenti farlocchi per aumentare il rating su lulu, anobii, amazon, ibs ecc.? Che anche per il solo fatto di avere una recensione un libro è più appetibile.

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Però posso dire una cosa? Non sarebbe più economico distribuire l'ebook da una pagina personale e barare sul numero di download? E usare tre o quattro utenti farlocchi per aumentare il rating su lulu, anobii, amazon, ibs ecc.? Che anche per il solo fatto di avere una recensione un libro è più appetibile.

Esatto, stavo per dirlo io XD perché spendere 10.000 euro per il nulla quando basta andare in giro a dire di aver venduto 10.000 copie?

I dati di vendita di lulu non sono pubblici quindi chi potrebbe (e chi effettivamente andrebbe a) controllare?

Alla fine è la stessa cosa che fanno con le bandelle quando dicono che il tal libro ha venduto 3 milioni di copie...

Io comunque scherzi a parte, penso che ci siano determinati libri che per l'argomento trattato o la particolarità della trama finiscono con l'attirare l'attenzione e grazie al passaparola riescono ad ottenere anche buoni risultati di vendita (che in italia per un autopubblicato sarebbe un migliaio di copie) e quando poi la voce si sparge gli editori arrivano e ti fanno proposte. Tutto sta ad azzeccare la storia giusta :D o a essere bravi a "venderla".

Per quanto se ne possa dire un libro come Twilight ha venduto anche e soprattutto perché la storia fa presa sulle ragazzine e anche su qualche mamma o.o (se no non ci sarebbero frotte di fan sfegatate xD)

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Secondo me oggi le probabilità di pescare un testo buono tra i POD sono più o meno le stesse di quelle che si hanno pescando tra le piccole CE.

Credo (e spero) di no. Ma se fosse vero, sarebbe per i motivi da te citati. C'è molta approssimazione oggigiorno :facepalm:

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Però posso dire una cosa? Non sarebbe più economico distribuire l'ebook da una pagina personale e barare sul numero di download? E usare tre o quattro utenti farlocchi per aumentare il rating su lulu, anobii, amazon, ibs ecc.? Che anche per il solo fatto di avere una recensione un libro è più appetibile.

Esatto, stavo per dirlo io XD perché spendere 10.000 euro per il nulla quando basta andare in giro a dire di aver venduto 10.000 copie?

I dati di vendita di lulu non sono pubblici quindi chi potrebbe (e chi effettivamente andrebbe a) controllare?

Alla fine è la stessa cosa che fanno con le bandelle quando dicono che il tal libro ha venduto 3 milioni di copie...

Io comunque scherzi a parte, penso che ci siano determinati libri che per l'argomento trattato o la particolarità della trama finiscono con l'attirare l'attenzione e grazie al passaparola riescono ad ottenere anche buoni risultati di vendita (che in italia per un autopubblicato sarebbe un migliaio di copie) e quando poi la voce si sparge gli editori arrivano e ti fanno proposte. Tutto sta ad azzeccare la storia giusta :D o a essere bravi a "venderla".

Per quanto se ne possa dire un libro come Twilight ha venduto anche e soprattutto perché la storia fa presa sulle ragazzine e anche su qualche mamma o.o (se no non ci sarebbero frotte di fan sfegatate xD)

Esatto, anche il passaparola è un'arma micidiale. Se ci pensi, Tre metri sopra il cielo si diffuse in questa maniera prima di essere pubblicato ufficialmente.

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Ho esordito con l'autopubblicazione su lulu e mi accorgo di quanto sia problematica la cosa.

La scelta è criticabile, ma non c'erano alternative. Le uniche case editrici che mi hanno risposto (piccole realtà di trento) chiedevano un contributo iniziale. Altre case editrici, scelte nelle liste free, non mi hanno mai degnato di una risposta (o sono fallite).

Ho portato a termine parecchie delle mansioni svolte dall'editore: impaginazione, copertina, sito web, compilazione a mano dell'ebook in formato epub (un vero incubo), creazione banner pubblicitari, alcune strategie di marketing appena apprese in un corso...

... manca solo la distribuzione, ecco.

POD e piccole case editrici hanno entrambi pregi e difetti, stanno pressapoco sullo stesso livello. Pressapoco perchè la piccola casa editrice ti porta in libreria (locale) e credo sia l'aspetto fondamentale dell'intera vicenda.

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