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Nicolaj

E se le nuvole coprissero il cielo per mesi?

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Che titolone. Peraltro incompleto. Spiegherò subito il proposito di questo topic. Dunque, sento che è il momento di cimentarmi con qualcosa di più lungo di un racconto, per migliorare la mia scrittura. Voglio iniziare un romanzo. Per ora sto progettando trama, personaggi e quant'altro; e proprio a questo riguardo, chiedo il vostro aiuto.

La questione che voglio porre è: quali sarebbero le conseguenze sull'ambiente se da un giorno all'altro le nuvole coprissero completamente il cielo, e lo tenessero nascosto per interi mesi? Per esempio: ci sarebbero conseguenze sulle coltivazioni? Sul clima? Eccetera eccetera. Insomma, sono interessato a discutere di qualsiasi possibile conseguenza. Da tenere in conto che il mondo in cui questo evento avverrebbe, è un mondo fantastico in un'epoca pseudo-classica.

Prendete questa discussione per quello che è: uno sfruttamento della vostra intelligenza per i miei scopi perfidi (cioè devastare il mondo letterario con un'opera assolutamente indegna; tremate!).

Sarò lietissimo di qualsiasi contributo vogliate offrire, ripeto che sono interessato a discutere e approfondire qualsiasi aspetto della questione che vi ho proposto.

N.B.

Ho postato qui e non in "Documentazione", perché in effetti non credo che questo sia un argomento sul quale esistano documenti di riferimento precisi. Ritengo invece che si presti alla discussione, come è stato per un altro topic pubblicato nella sezione "Bar" su un'ipotetica apocalisse. Io ho postato in "Questioni scrittevoli" perché dopotutto si tratta di qualcosa che vorrei poi scrivere.

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Ospite

Non lo sa nessuno.

Vi sono però periodi storici, di cui cioè abbiamo testimonianze umane, particolari, come la piccola era glaciale (

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Molto interessante quello che riporti, Bradipo, ti ringrazio.

Nel caso della Piccola Età Glaciale si suppone soltanto che il minore calore del sole (se a poche macchie solari corrisponde un minore calore, come appare probabile) abbia provocato l'abbassamento della temperatura. Nel mio caso, invece, dovrei avere la certezza che un cielo costantemente coperto di nuvole comporta un minore irraggiamento solare, giusto? E meno luce solare dovrebbe significare certamente inverni più rigidi. Credo inoltre che per un fenomeno come quello delle nuvole, non ci sia bisogno di lunghi periodi di "incubazione"; intendo dire che se a novembre il cielo si coprisse di nuvole, a dicembre dovrebbe essere già evidente un piccolo calo di temperatura, rispetto al solito, visto che la carenza di luce solare sarebbe immediata, e non frutto di un cambiamento graduale. Dico bene?

Ma che tipo di conseguenze altre potrebbe avere questa carenza di luce solare? Per esempio, le piante ne soffrirebbero? Se non erro il processo della fotosintesi non ha bisogno di un sole splendente per avvenire. Animali a sangue freddo come i serpenti avrebbero problemi a regolare il proprio calore tramite isotermia? La gente impallidirebbe per la mancanza di sole? Più ci penso più mi sorgono alla mente domande di questo tipo.

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Se ricordo bene, quando esplose il Krakatoa a fine 1800, le ceneri sparati nell'atmosfera ridussero la trasparenza atomosferica di un 20-30%, con una diminuzione di un grado o più delle temperature a livello mondiale.

Tutto il cielo coperto da nubi, per un periodo prolungato, farebbe danni sicuramente peggiori e probabilmente più rapidi.

Ci sono stati studi per l'ipotetico (si spera) inverno nucleare, ai tempi della Guerra Fredda (

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Non è detto che si abbassi la temperatura, visto che molte componenti della luce solare passano lo stesso e un cielo nuvoloso aumenta l'effetto serra, come si vede bene in pianura padana. Ma prendimi con le pinze. Quello però che mi chiedo è come faccia a permanere questo stato, non piove e/o non c'è vento?

Le cose come la piccola era glaciale possono avere gli effetti più strani: all'inizio del XVII sec. i passi alpini iniziarono a chiudersi e questo eliminò Venezia dal commercio col nord Europa. Le manifatture tedesche quindi inziarono a rivolgersi al trasporto via mare per le proprie merci (sia import di materie prime che export di prodotti finiti) ed è una delle concause del potere navale anglo-olandese e del declino del Mediterraneo come luogo di scambio.

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Bisognerebbe capire quale meccanismo porti all'aumento della nuvolosità, perché è vero che le nuvole, aumentando l'albedo (cioè la quantità di luce solare che viene riflessa nello spazio) portano a una diminuzione di temperatura, ma le nuvole sono composte di goccioline d'acqua o di minuscoli cristalli di ghiaccio. Il vapore acqueo, invece, è trasparente e ha un forte effetto serra.

Così, se la causa delle nuvole fosse un forte aumento della quantità di vaore acqueo nell'atmosfera (di cui solo una parte condenserebbe in nuvole) si potrebbe avere invece un forte riscaldamento della superfice della terra.

Se invece le nubi si fossero formate per cause diverse, che non so bene ipotizzare ma potrebbero, per esempio essere la presenza di pulviscolo atmosferico in grado di favorire la condensazione del vapore acqueo, certamente ci sarebbe un raffreddamento. Col raffreddamento però l'acqua comincerebbe a cadere sotto forma di pioggia oppure di neve. Nella prima ipotesi non succederebbe nulla di troppo grave, a parte le alluvioni, nella seconda, invece, la neve favorirebbe ancora l'aumento dell'albedo, il che potrebbe portare, se i parametri fossero quelli giusti, a un effetto di retroazione che amplificherebbe il raffreddamento.

Ricordo però che i periodi freddi, storicamente, sono anche periodi aridi. E' ovvio che, più feddo fa, meno acqua evapora dagli oceani. Durante la relativamente recente piccola era glaciale i laghi europei si abbassarono notevolmente. Tanto che fu allora che nacque la leggenda dei popoli palafitticoli, i resti dei cui insediamenti furono ritrovati nelle aree lasciate libere dalle acque dei laghi in ritirata. In realtà si trattava di insediamenti nati in periodi altrettanto freddi, e quindi situati originariamente sulle rive e non in mezzo alle acque.

E ci sono tracce, risalenti ai periodi glaciali, di grandi tempeste di polvere e persino di estesi incendi, nelle zone lasciate libere dai ghiacci.

Quanto al comportamento delle piante credo che dipenda dallo spessore delle nuvole, cioè da quanta luce riuscirebbe comunque a filtrare. E dalla durata del fenomeno.

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Ospite

Ti hanno già ampiamente risposto.

Comunque nel complesso il massimo è un lieve calo delle temperature, forse un risibile rallentamento della maturazione di frutta e verdura (compensato ampiamente dalle coltivazioni in serra.

Credo che l'effetto veramente importante e consistente si avrebbe sull'umore delle persone.

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oltre a quello precedentemente detto, ci sarebbero a lungo andare delle mutazioni negli animali. Per esempio, durante la rivoluzione industriale in inghilterra molti volatili hanno mutato il colore del manto visto che con lo smog non riuscivano più a mimetizzarsi e finivano catturati dai predatori.

E i girasoli senza il sole non si girerebbero più icon_lol.gif

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Che titolone. Peraltro incompleto. Spiegherò subito il proposito di questo topic. Dunque, sento che è il momento di cimentarmi con qualcosa di più lungo di un racconto, per migliorare la mia scrittura. Voglio iniziare un romanzo. Per ora sto progettando trama, personaggi e quant'altro; e proprio a questo riguardo, chiedo il vostro aiuto.

La questione che voglio porre è: quali sarebbero le conseguenze sull'ambiente se da un giorno all'altro le nuvole coprissero completamente il cielo, e lo tenessero nascosto per interi mesi? Per esempio: ci sarebbero conseguenze sulle coltivazioni? Sul clima? Eccetera eccetera. Insomma, sono interessato a discutere di qualsiasi possibile conseguenza. Da tenere in conto che il mondo in cui questo evento avverrebbe, è un mondo fantastico in un'epoca pseudo-classica.

Prendete questa discussione per quello che è: uno sfruttamento della vostra intelligenza per i miei scopi perfidi (cioè devastare il mondo letterario con un'opera assolutamente indegna; tremate!).

Sarò lietissimo di qualsiasi contributo vogliate offrire, ripeto che sono interessato a discutere e approfondire qualsiasi aspetto della questione che vi ho proposto.

N.B.

Ho postato qui e non in "Documentazione", perché in effetti non credo che questo sia un argomento sul quale esistano documenti di riferimento precisi. Ritengo invece che si presti alla discussione, come è stato per un altro topic pubblicato nella sezione "Bar" su un'ipotetica apocalisse. Io ho postato in "Questioni scrittevoli" perché dopotutto si tratta di qualcosa che vorrei poi scrivere.

Ciao, in Matrix si dice, più o meno: "Sappiamo soltato che il cielo siamo stati noi a oscurarlo".

Altre cause? Un'eruzione vulcanica di un vulcano gigantesco, un impatto di un meteorite.

Come hanno detto altri l'oscuramento del cielo si è già verificato in passato, causando estinzioni di massa, l'abbassamento della temperatura. Per il resto non saprei. Ciao!

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un impatto di un meteorite.

Stavo pensando anch'io a quello... Il meteorite che cadde sulla Terra 65 milioni d'anni fa (e che comportò l'estinzione dei dinosauri), si pensa abbia prodotto una coltre di polvere e vapore in grado di oscurare il Sole per lunghi mesi, se non addirittura anni...

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Ringrazio tutti per le risposte, alcune veramente superlative.

Quello però che mi chiedo è come faccia a permanere questo stato, non piove e/o non c'è vento?
Dunque, tenendo in conto quello che ha detto Nanni, faccio un discorso più ampio. Direi che a oscurare il sole sono nuvole vere e proprie, non nubi causate da un'eccessiva concentrazione di vapore acqueo. Come ha detto Nanni stesso, le cause realistiche di un tale fenomeno sono difficilmente ipotizzabili. In verità non me ne preoccupavo più di tanto, perché mi è possibile inventare un discreto numero di spiegazioni più o meno fantastiche a questo evento. Certo è che il vento c'è, la pioggia no, almeno finché non scoppia il diluvio. Nella mia idea, le nuvole coprono le terre conosciute in numero tanto elevato da rendere inutile l'azione del vento (immagino, che so, una sfera intorno alla quale si addensano ovunque nuvole; anche se il vento le muove, il cielo ne è pieno e non si sgombera). Ma ripeto che questa parte è di importanza secondaria, almeno nella mia considerazione, visto che in pratica sto plagiando un bel po' di miti e libri di fede circa il diluvio universale, che è un evento soprannaturale. Per ora il principale obiettivo rimane quello di scoprire le conseguenze realistiche dell'annuvolamento prolungato. Non so se mi sono spiegato bene. A ogni modo mi pare di capire che dunque un raffreddamento è plausibile. Vi pare che io possa scrivere che dopo alcuni mesi il livello di qualche lago si è abbassato, qualche passo montano è rimasto bloccato dal ghiaccio, e magari in qualche territorio già di per sé freddo le coltivazioni sono andate a male per via del gran gelo?
Credo che l'effetto veramente importante e consistente si avrebbe sull'umore delle persone.
Già, stavo pensandoci molto: come reagirebbero le persone nel non vedere più il sole? In un racconto di Asimov che ho letto, c'era un pianeta che si trovava improvvisamente avvolto nella notte; essendo gli abitanti abituati ad avere sempre luce (per via di ben tre stelle come sole, mi pare), l'oscurità portava a fenomeni di isterismo collettivo che decretavano la fine della civiltà. Nel mio caso, tuttavia, non si parla di oscurità totale. Le conseguenze dovrebbero essere più sottili, e al momento mi risulta difficile immaginarle.
Raffaele Mangano, L'ultimo terrestre.

Questo romanzo esiste già ed è peraltro bellissimo...

Ciao

Visto, ma credo tu abbia frainteso la mia idea, oppure io non ho capito nulla dalla sinossi che ho letto. Comunque sia, non dubito che qualsiasi idea io possa avere, ci sarebbero dei precedenti. Ma d'altra parte, il mio intento in questo caso non è quello di rivoluzionare il mondo della letteratura, bensì semplicemente di migliorare le mie capacità di scrittura e tentare di scrivere un romanzo decente per profondità e stile.

Chiederò a mio padre - lavora nel settore della ricerca agraria - se riesce a ipotizzare l'effetto che un prolungato periodo di nuvolosità potrebbe avere sulle piante. Inoltre vorrei riproporre l'interrogativo circa gli animali: riuscite a immaginare cosa potrebbe loro capitare, in particolare nel caso di animali a sangue freddo, come i serpenti?

Di nuovo vi ringrazio.

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Credo che il processo richieda almeno qualche decina d'anni, parlo di un raffreddamento consistente. Quello che bisogna capire e la quantità di vapore acqueo disciolto nell'aria dipende dalla temperatura, principalmente.

In altre parole se la temperatura si abbassa sempre più vapore acqueo si condensa in nuvole. Ci sono delle complicazioni, per esempio condensandosi il vapore acqueo libera calore riscaldando l'atmosfera, ma per sommi capi il concetto è questo.

Però quando la quantità d'acqua condensata raggiunge un certo livello le goccioline (o i cristalli di ghiaccio) diventano troppo grandi e cominciano a precipitare in pioggia o in neve.

E' la classica situazione dei temporali estivi: aria calda e molto umida viene trasportata in quota, lì l'umidità si condensa formando nuvole che sembrano apparire dal nulla, quando la dimensione delle goccioline che formano le nuvole superano un certo fattore precipitano quasi tutte insieme, o comunque in grande quantità.

Quindi non si può ipotizzare che la temperatura si raffreddi e le nuvole restino fisse in cielo per mesi, inevitabilmente dovrà cominciare a piovere.

Secondo me, per quello che mi sembra di intuire ti serva, sarebbero più utili nubi formate da ceneri o da polveri. Non avrebbero l'aspetto delle nuvole normali, ma potrebbero arrivare a oscurare il sole in modo molto efficace. Inoltre tenderebbero a disseccare l'atmosfera, portando all'inizio anche molte piogge o nevicate, e raffreddando con molta efficacia il pianeta.

Nel 1816 l'eruzione del vulcano Tambora portò al cosiddetto "anno senza estate", (vedi

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Dunque, Nanni, tu mi sconsiglieresti le nuvole, a quanto ho capito (e da quanto hai scritto hai ragione). Piuttosto dovrei puntare su nuvole di natura alternativa, come quelle provocate dall'eruzione di un vulcano o dalla dispersione di grosse quantità di "detriti" nell'atmosfera. Il tuo esempio dell'anno senza estate risolverebbe ogni mio problema, ma ha un inconveniente: la mia idea originaria era quella di un periodo di alcuni mesi nel quale le nuvole oscuravano il sole, dopodiché iniziava a piovere senza interruzione. In altre parole un diluvio. Stavo cercando di valutare le conseguenze plausibili, e grazie ai suggerimenti tuoi e degli altri adesso ho le idee più chiare su questo punto; in compenso il problema delle cause me la complica un po' la vita, ma sento di dovermici dedicare, perché potrebbe uscirne qualche alternativa interessante.

Per quanto ne so finora, le mie alternative sarebbero principalmente due:

1) Strada Facile: spiegare il tutto in maniera soprannaturale; in questo modo potrei metterci un sacco di nuvole e poi far succedere il diluvio (anche se dal tuo ultimo commento, Nanni, ho capito che le conseguenze ipotizzate - congelamenti, etc - non sarebbero credibili in un lasso di tempo di soli pochi mesi, se l'unica "ostruzione atmosferica" fossero le nuvole).

2) Strada Interessante: indagare sulle possibilità offerte dalle nuvole di cenere o detriti di qualche genere. Per esempio mi è parso estremamente interessante lo sbalzo climatico dell'anno senza estate, e non è priva di fascino l'idea di riempire il cielo di nuvole di strani colori (che poi fra l'altro dovrei spiegare come può il cielo di tutto il mondo essere coperto). Ma la cosa che mi preoccupa di questa seconda possibilità, è che non potrei ipotizzare un diluvio vero e proprio, solo rovesci e raffreddamenti.

Sono molto combattuto, se qualcuno ha nuove notizie e possibilità da suggerirmi, ben venga.

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Ospite

Ti suggerisco di leggere i primi libri di Ballard, ognuno incentrato su una catastrofe diversa.

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Io ti consiglio il libro di Luca Mercalli, Che tempo che farà. Si tratta di una breve storia della meteorologia, non c'è Molta fisica, né chimica né matematica... insomma, per capirlo Ale e io, si può fare. E da degli spunti molto interessanti. Io per esempio ci ho trovato il motivo per cui il mondo del mio prossimo romanzo è così come lo avevo immaginato. :)

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2) Strada Interessante: indagare sulle possibilità offerte dalle nuvole di cenere o detriti di qualche genere. Per esempio mi è parso estremamente interessante lo sbalzo climatico dell'anno senza estate, e non è priva di fascino l'idea di riempire il cielo di nuvole di strani colori (che poi fra l'altro dovrei spiegare come può il cielo di tutto il mondo essere coperto). Ma la cosa che mi preoccupa di questa seconda possibilità, è che non potrei ipotizzare un diluvio vero e proprio, solo rovesci e raffreddamenti.

Molto semplicemente io non penso che un "diluvio" su scala planetaria sia scientificamente proponibile. Ci vorrebbe una quantità di vapore acqueo nell'atmosfera troppo elevato. Almeno credo. Mi sembra di ricordare però che la catuta dell'asteroide di Xixulub, quello che sterminò (tra gli altri) i dinosauri sia stata seguita da piogge alluvionali molro diffuse, ma dovrei riuscire a recuperare l'articolo di "Le Scienze" che ne parlava, finora non ci sono riuscito. Si tratta comunque di una catastrofe più grande di quella che mi pare serva a te. Quando arrivarono le piogge la maggior parte degli animali era stata già sterminata dagli incendi.

D'altra parte le eruzioni vulcaniche sono spesso accompagnate da piogge molto intense, come successe col Krakatoa. Esiste persino un termine, pirocumuli, per indicare le nuvole temporalesche prodotte dai vulcani o da violenti incendi. In più la presenza di pulviscolo nell'atmosfera dovrebbe facilitare le precipitazioni.

Secondo me dipende dall'orizzonte narrativo in cui tu intendi muoverti. Se i personaggi agiscono in un territorio più o meno circoscritto allora violentissime alluvioni possono tranquillamente apparire credibili anche dal punto di vista scientifico. Su scala planetaria un po' meno.

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Allora temo che dovrò abbandonare la pista della credibilità scientifica, almeno per quanto riguarda le cause dei fenomeni che mi servono. Per le conseguenze invece ho trovato molto utili le osservazioni che avete riportato, e adesso mi sento più sicuro da questo punto di vista, e so grossomodo su che linee muovermi per ulteriore documentazione.

Nanni ti ringrazio immensamente per l'aiuto datomi. Anche gli altri, molte informazioni sono estremamente utili, e anche i suggerimenti di libri di Vale e Bradipo (penso che li cercherò in libreria).

E se doveste avere altre osservazioni, fatemele pure sapere, se vi va.

Grazie

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L'atmosfera di Venere fa al caso tuo. Peccato pero' che a causa delle nubi non ci sia ne pioggia ne vento al suolo ma solo un effetto serra pazzesco.

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Per quel che so io, una coltre spessa di nubi per anni potrebbe portare a inverni molto rigidi e a estati molto calde, perché come ha detto Sweety le nuvole aumenterebbero l'effetto serra e quindi provocherebbero un surriscaldamento globale. Tuttavia è importante che tu chiarisca se i fenomeni atmosferici restano o si bloccano: piove? Se si interrompe il ciclo dell'acqua gli esseri viventi subirebbero una crisi terribile, così come le colture. E i venti? Come possono cessare in tutto il mondo? Prima o poi dovrebbero riuscire a dissolvere le nuvole.

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