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Virgolette, trattini e punteggiatura nei dialoghi

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Ospite

Il dubbio su come riportare correttamente le battute di dialogo prima o poi viene a tutti, il problema è che non esiste una norma comune, ma ogni editore fa un po' come gli pare :facepalm:

Ho trovato questo pdf che riassume alla perfezione le consuetudini usate dai vari editori, insomma ce n'è per tutti i gusti:

http://www.oblique.it/images/formazione/dispense/punteggiatura_dialoghi_scheda.pdf

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Ospite

Interessante come scheda.

Personalmente ho sempre usato la formattazione di Guanda, che mi sembra, così a occhio, la stessa di Mondadori.

(e la stessa di Foschi, il mio primo editore)

Mi dispiace solo che Sogno non utilizzi anche lui la stessa...

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Ospite

Io uso quella di Mondadori perché a conti fatti mi è sembrata la più logica XD

Non vedo il motivo di metere il puntino fuori dai caporali quando il punto esclamativo e il punto di domanda vanno entrambi dentro, preferisco per coerenza mettere dentro tutti i sengi di punteggiatura o.o

Invece il sistema del sia dentro che fuori lo trovo orribilmente ridondante o.o

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Guanda lasciano gli spazi tra caporali e parole.

Io uso un sistema che pensavo fosse diffuso:

«Lascia stare - disse Jack - non ne vale la pena.»

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Anche io mi ero imbattuto in questa scheda e l'avevo scaricata, qualche mese fa. Io mi affidavo al metodo della Salani, perchè prima di scrivere ho guardato com'era la punteggiatura di "Harry Potter e idoni della morte"...

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Qualcosa su cui sbatterci la testa, dato che non c'è una regola fissa a riguardo, poiché il formato finale dipende dalla casa editrice.

Per prima cosa: virgolette inglesi ("quelle uncinate ovviamente ") o caporali (<< >>)?

Molti dicono che non cambia nulla, ma per noi italiani, abituati a vedere i caporali (virgolette basse) in tutti i bestseller mondadori, le virgolette alte danno l'impressione di un'edizione deagostini edicola. Inizialmente mi sono vergognato di questa repulsione per le virgolette inglesi, che per altro nelle stesure a mano risultano più veloci, e ho battuto dodici capitoli usandole. Ora però leggo in giro che le citazioni (suppongo anche il discorso diretto) da presentare a un editore va messo in caporali. Dovrei iniziare a sostituire o lascio tutto così?

Seconda cosa: il punto e la virgola si mettono dentro o fuori le virgolette?

Fin'ora io ho fatto "Ciao" disse tizio.

Oppure: "Ciao." E infine: "Ciao," si presentò tizio, "mi chiamo Tizio."

Però ho trovato anche modi leggermente diversi, come

"Ciao", disse tizio.

"Ciao". "Ciao", si presentò tizio, "mi chiamo Tizio".

Ma che pignoleria, eh? XD

Ultimo dubbio. C'è un modo per eliminare il rientro dalla primissima riga di un documento? Non ho mai letto da nessuna parte qualcosa come

Capitolo 1

Era una notte buia e tempestosa, e mi succedeva tutte le volte

che andavo a mare.

Opinioni? :D

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o caporali (<< >>)?

Non sono caporali, quelle.

Molti dicono che non cambia nulla, ma per noi italiani, abituati a vedere i caporali (virgolette basse) in tutti i bestseller mondadori

Mondadori usa il tratto lungo, non le caporali.

Dovrei iniziare a sostituire o lascio tutto così?

Secondo me stai usando potenziale mentale per cose futili. fai come ti pare, basta che sei chiaro e non combini macelli. Se usi il tratto lungo rischi di combinarne parecchi. Se usi le virgolette alte, stai attento alle citazioni, perché rischi di confonderle coi discorsi diretti. Infine, puoi fare di testa tua perché poi, in ogni caso, sarà l'editore a usare la formattazione standard della sua casa editrice.

Personalmente uso le caporali, perché sno belle, non fanno confusione, e lasciano libere le virgolette per le citazioni.

Seconda cosa: il punto e la virgola si mettono dentro o fuori le virgolette?

Fin'ora io ho fatto "Ciao" disse tizio.

Oppure: "Ciao." E infine: "Ciao," si presentò tizio, "mi chiamo Tizio."

Però ho trovato anche modi leggermente diversi, come

"Ciao", disse tizio.

"Ciao". "Ciao", si presentò tizio, "mi chiamo Tizio".

Ma che pignoleria, eh? XD

Anche qui ti fai crucci senza motivo :asd:

Fai una scelta precisa e mantienila fino alla fine. In pratica non devi usare tutte le possibilità, perché daresti fastidio ai lettori.

Comunque, un editore che pubblica una "mia" cosetta adotta i segni interpunitivi dentro le caprali:

"Ciao." E infine: "Ciao," si presentò tizio, "mi chiamo Tizio."

Per quanto mi riguarda li tolgo proprio, perché secondo me non servono:

"Ciao" si presentò tizio "mi chiamo Tizio."

Ultimo dubbio. C'è un modo per eliminare il rientro dalla primissima riga di un documento? Non ho mai letto da nessuna parte qualcosa come

Avoglia. Puoi agire manualmente sulla barra del righello. Lì trovi anche i margini della pagina. Il segno per la prima riga è una freccetta a sinistra.

C'è anche una funzione automatica, ma se usi Word non posso dirti la progedura, perché l'ho disinstallato, ho una memoria di cacca e uso Open Office.

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Io uso un sistema che pensavo fosse diffuso:

«Lascia stare - disse Jack - non ne vale la pena.»

Oribbile. meno male che non è diffuso :asd:

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virgolette e punteggiatura interna o esterna a seconda che la pausa sia di dizione o di narrazione. Pare un particolare inutile, ma non lo è affatto... cambia il modo di intendere e pronunciare la frase.

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http://www.writersdr...a-nei-dialoghi/

Non per essere polemici, ma ha quasi lo stesso titolo.

Quel post è in un'altra board, sinceramente non l'ho visto. Ho scorso solo i post di "Punto lessicale"

@gargaros: intanto nei libri mondadori il trattino per i dialoghi l'ho trovato solo in alcuni Fantasy (le Cronache di Narnia e Percy Jackson), per il resto sempre i caporali, che ho indicato in maniera generica con le freccette non sapendo come inserirli qui... Per il resto avevo letto tempo fa in un blog che gli editori fanno attenzione anche a questo tipo di dettagli. Sono sicuro che gradirebbero di più avere un testo nel quale non devono passare giornate intere a spostare i segni di interpunzione dentro o fuori le virgolette, né tantomeno ci tengo a farlo io a lavoro ultimato .-. Volevo solo sapere se ci fosse una norma generale per i manoscritti da inviare

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Ciao per conto mio dopo aver scritto tante pagine ho scoperto che le virgolette basse (<<>>) erano più belle da

vedere delle virgolette alte (""), non è stato piacevole ma con tanta pazienza le ho cambiate tutte.

Volevo presentare un lavoro che risultasse bello anche agli occhi di chi lo legge.

Forse è esagerato ma, un ora o due in più sul testo non ti costa nulla.

Fai tu.

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@gargaros: intanto nei libri mondadori il trattino per i dialoghi l'ho trovato solo in alcuni Fantasy (le Cronache di Narnia e Percy Jackson), per il resto sempre i caporali,

Vero, ho controllato i libri che ho. Ricordavo che usasse i trattini perché di solito leggo Urania, che usa i trattini.

non è stato piacevole ma con tanta pazienza le ho cambiate tutte

Sia con Word che con Open Office può cambiare tutte le virgolette in caporali con 4 semplici click. Anche se fosse un romanzo di 3000 pagine. Devi usare la funzione Cerca e Sostituisci.

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Ospite Ice*

Il link segnalato da swetty era per non creare discussioni doppie e un invito a proseguire nell'altra discussione.

Il fatto che sia in un'altra sezione non vuol dire che non sia una discussione doppia, per questo si invitano gli utenti a usare il comando "cerca" prima di aprire, comunque possiamo chiedere gentilmente a un membro dello staff che passa di qui di unire le due discussioni :)

Gargaros ti garantisco che la funzione Cerca e Sostituisci per i caporali non funziona molto bene né in word né in Open office, non so perché ma non gli piacciono le virgolette e le interpretano un po' come capita, infatti per riuscire a fare una sostituzione decente l'unico metodo che ho trovato è stato fare un doppio passaggio sostituendo prima con << >> da word a open office :facepalm:

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Ospite Signor Ford

Discussione spostata e unita con quella di pari argomento. Invito tutti quanti a usa la funzione cerca nel riquadro in alto a destra, onde evitare di aprire gli stessi topic in giro per il forum.

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Prima ogni volta che dovevo scrivere un dialogo cambiavo metodo, a un certo punto ho scelto di utilizzare esclusivamente i trattini. Però li voglio lunghi e Word, in automatico, li mette corti a inizio riga e lunghi all'interno. Sostituire un tipo con l'altro è piuttosto complicato, usando la funzione "Cerca e sostituisci", perché questa, in word, non prevede il copia e incolla. Alla fine la soluzione che ho trovato è passare da Word a Open Office.

Anche per altre questioni ho scoperto che passare, anche ripetutamente, dall'un sistema all'altro aiuta. Lo so, è macchinoso, a volte la formattazione si incasina e probabilmente esistono soluzioni più facile, ma sono un empirista per vocazione.

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Gargaros ti garantisco che la funzione Cerca e Sostituisci per i caporali non funziona molto bene né in word né in Open office, non so perché ma non gli piacciono le virgolette e le interpretano un po' come capita, infatti per riuscire a fare una sostituzione decente l'unico metodo che ho trovato è stato fare un doppio passaggio sostituendo prima con << >> da word a open office :facepalm:

Word, cosa mi combini :aka:

Ho fatto bene a tolgliere la versione castrata e mettere OO

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Qualcuno mi potrebbe gentilmente spiegare se esiste un modo veloce di inserire i caporali in Open Office? Grazie :-)

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Credo di usare lo stesso metodo che usava la Rusconi intorno al 2000: caporali per il discorso diretto, ripetizione delle caporali di apertura se, nel discorso, si va a capo, virgolette inglesi se si tratta di un pensiero non espresso a voce o di un discorso diretto riportato in un altro discorso diretto, apici (' ') se, per caso, si dovesse riportare un discorso o un pensiero nel pensiero o nel discorso diretto riportato in un discorso diretto.

 

Non uso le barrette, perché non mi piace non inserire un segnale di chiusura.

 

A parte questo, le caporali vanno assolutamente usate quando si cita direttamente la parte di un'opera o di un articolo e devono essere usate in bibliografia intorno al nome di una rivista da cui è tratto un articolo.

 

Per quanto riguarda Word: esiste una funzione per abbinare i simboli a una combinazione. Io uso ALT+q per «, ALT+w per », ALT+e per È. Non è un metodo perfetto, perché, a volte, i simboli inseriti usano un font diverso dal resto del testo, e le sostituzioni non funzioneranno fuori da Word.

 

Se usate Scrivener, potete andare in Strumenti, Opzioni, Correzioni: qui c'è un menu a tendina per scegliere il tipo di virgolette da inserire.

 

Non uso Openoffice da un pezzo, ci sono queste due pagine che forse possono essere utili:

https://forum.openoffice.org/it/forum/viewtopic.php?f=8&t=548

In inglese, ma con una soluzione che sembra buona: https://wiki.openoffice.org/wiki/Documentation/FAQ/Writer/FormattingText/I_want_to_insert_special_characters_with_keyboard_shortcuts._How_do_I_do_this%3F

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Ospite gecosulmuro

In Word c'è anche la funzione di correzione automatica. Basta associare le doppie parentesi angolari "<<" e ">>" alle corrispondenti caporali. Quando si digita una coppia di angolari, questa viene subito convertita nelle corrispondenti caporali.

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Ecco, prima di tutto chiedo sinceramente scusa a swetty e al forum in generale per la mia distrazione immensa. Di solito sto attenta e uso anche la funzione cerca, ma questa volta me ne sono proprio scordata e ho aperto un thread dove non era necessario. Non odiatemi, per favore  :buhu:

Ho letto con attenzione queste due pagine di discussione, e anche la scheda PDF messa dall'utente che ha dato avvio alla discussione, ma devo ammettere di essere più confusa di prima. Vi dispiace se vi metto il testo della discussione che avevo accidentalmente aperto, così mi date una mano?

Ho letto tutti i commenti e ho visto che ogni casa editrice fornisce una spiegazione diversa. Davvero, perdonatemi. Dovrei consegnare delle bozze di editing entro stasera e non so quali punti segnalare, sono davvero disperata  :zzz:

 

Buongiorno a tutti. 

Scusate se vi tedio con una cosa tanto stupida, ma mi stavo occupando dell'editing del mio romanzo insieme alla mia casa editrice, e i simboli che ho sempre usato nei dialoghi sono stati cambiati (giustamente, eh, dopotutto li usavo in maniera sbagliata)

Io in particolare usavo ancora i trattini, mentre per la casa editrice sarebbe meglio conformarsi ai più classici « e ».

Di conseguenza, sono simboli che non ho mai usato, e con cui, quindi, non ho molta confidenza.

Il mio povero editore si è trovato quindi a correggere quasi quattrocento pagine di trattini, dove mancavano anche i punti fermi a fine frase, di conseguenza, qualche punto è scappato. Vorrei segnalare le accidentali dimenticanze, solo che sono davvero un tonno in queste cose e ho paura di mettere punti in luoghi dove non andrebbero messi.

 

Ecco i due esempi:

 

«Devo andare a comprare il latte.» disse Adeodato.

 

E qui il punto fermo alla fine del dialogo ci vuole, e qui non ci piove, ma è sul caso successivo che il mio cervello si arrovella:

 

«Dovresti andare a comprare il latte.» disse Adeodato al padre Agostino «Altrimenti domani mattina ci sarà il frigo vuoto.»

 

Ecco, tralasciando gli esempi davvero sciocchi, mi chiedevo se il punto fermo dopo la parola latte ci volesse. Dopotutto la frase non è finita, ma continua nel discorso diretto dopo l'inciso.

 

Vi ringrazio tutti per la vostra attenzione, e sopratutto per aver prestato pazienza nel leggere i miei deliri mentali.

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Ecco, prima di tutto chiedo sinceramente scusa a swetty e al forum in generale per la mia distrazione immensa. Di solito sto attenta e uso anche la funzione cerca, ma questa volta me ne sono proprio scordata e ho aperto un thread dove non era necessario. Non odiatemi, per favore  :buhu:

Ho letto con attenzione queste due pagine di discussione, e anche la scheda PDF messa dall'utente che ha dato avvio alla discussione, ma devo ammettere di essere più confusa di prima. Vi dispiace se vi metto il testo della discussione che avevo accidentalmente aperto, così mi date una mano?

Ho letto tutti i commenti e ho visto che ogni casa editrice fornisce una spiegazione diversa. Davvero, perdonatemi. Dovrei consegnare delle bozze di editing entro stasera e non so quali punti segnalare, sono davvero disperata  :zzz:

 

Buongiorno a tutti. 

Scusate se vi tedio con una cosa tanto stupida, ma mi stavo occupando dell'editing del mio romanzo insieme alla mia casa editrice, e i simboli che ho sempre usato nei dialoghi sono stati cambiati (giustamente, eh, dopotutto li usavo in maniera sbagliata)

Io in particolare usavo ancora i trattini, mentre per la casa editrice sarebbe meglio conformarsi ai più classici « e ».

Di conseguenza, sono simboli che non ho mai usato, e con cui, quindi, non ho molta confidenza.

Il mio povero editore si è trovato quindi a correggere quasi quattrocento pagine di trattini, dove mancavano anche i punti fermi a fine frase, di conseguenza, qualche punto è scappato. Vorrei segnalare le accidentali dimenticanze, solo che sono davvero un tonno in queste cose e ho paura di mettere punti in luoghi dove non andrebbero messi.

 

Ecco i due esempi:

 

«Devo andare a comprare il latte.» disse Adeodato.

 

E qui il punto fermo alla fine del dialogo ci vuole, e qui non ci piove, ma è sul caso successivo che il mio cervello si arrovella:

 

«Dovresti andare a comprare il latte.» disse Adeodato al padre Agostino «Altrimenti domani mattina ci sarà il frigo vuoto.»

 

Ecco, tralasciando gli esempi davvero sciocchi, mi chiedevo se il punto fermo dopo la parola latte ci volesse. Dopotutto la frase non è finita, ma continua nel discorso diretto dopo l'inciso.

 

Vi ringrazio tutti per la vostra attenzione, e sopratutto per aver prestato pazienza nel leggere i miei deliri mentali.

No, non ci vuole. Adesso non ricordo da dove venga questa regola, ma io ricordo solo casi tipo:

«Devo andare a comprare il latte», disse Adeodato.

«Dovresti andare a comprare il latte», disse Adeodato al padre Agostino, «altrimenti domani mattina ci sarà il frigo vuoto.»

«Dovresti andare a comprare il latte», disse Adeodato al padre Agostino. «Altrimenti, domani mattina ci sarà il frigo vuoto.» (caso di interpunzione pesante)

L'unico dubbio che ho riguarda la possibilità della maiuscola in "altrimenti" nel secondo caso. Per il resto, io scriverei così.

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Grazie per la tua preziosa risposta! Adesso stavo cercando di desumere le regole dei caporali e dei punti direttamente dalle abitudini della casa editrice, in modo da adattarmi al loro sistema!

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In effetti le case editrici hanno usi differenti e, quando si viene pubblicati, non si ha voce in capitolo.

Personalmente preferisco nei dialoghi le caporali basse e il punto, se occorre, prima della chiusura.  Adopero le alte per riflessioni, ricordi ecc.

Il trattino, che Feltrinelli (?) neppure chiude, secondo me genera confusione, specie se nel testo c'è qualche inciso che lo richiede.

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@ Fading: i consigli di Asopo mi sembrano corretti e concordo con lui.  Uso il trattino come te e odio i caporali al punto che quasi fatico ad acquistare un libro se mi accorgo che i dialoghi sono resi in quel modo.  Ma sono d'accordo anche con sefora: è inutile preoccuparsi eccessivamente.  Solitamente ogni editore ha un proprio uso consolidato e sarebbe inutile pretendere che rispetti quello preferito da ogni singolo autore.  Quindi scrivi come ti pare: sarà l'editore poi a decidere.  Fortunatamente nei primi due romanzi ho trovato altrettanti editori che mi hanno lasciato l'amato trattino.

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Sefora e Marcello, i vostri consigli sono stati preziosissimi!

A dire la verità, non mi diance adottare i caporali, adesso che vedo il mio libro con questi simboli invece dei trattini mi sembra persino più ordinato e compatto. Quindi adesso mi piacerebbe adottarlo e applicarlo a tappeto a tutta la mia scrittura. La mia casa editrice mi piace tantissimo e adesso nel processo di editing mi lascia l'ultima parola su tutto, e anche le riformulazioni delle frasi un po' confuse le scrivo io, quindi non mi dispiacerebbe anche aiutarli dando loro in seguito con i simboli dei dialoghi già giusti!

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Ospite Andrea.Dee

Salve ragazzi. Uso questo topic che mi sembra il più indicato. Devo fare la seguente cosa: esprimere una linea di dialogo che però non è un dialogo, ma un messaggio di celllulare.

 

Esempio (non quello che ho scritto nel libro):

 

Mi scrisse:

«Ciao, come stai?»

Risposi:

«Uno schifo»

 

Ovviamente i caporali non vanno bene, perchè poi si fa confusione con i dialoghi. Come fare? Mettere le linee di dialogo in corsivo non mi sembra la soluzione giusta.

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30 minuti fa, Andrea.Dee dice:

Mettere le linee di dialogo in corsivo non mi sembra la soluzione giusta.

Io invece farei proprio quello. In alternativa, come ho visto fare in altri casi:

 

13:34 Pamela scrive:

Ciao, come stai?

 

13:36 Ignazio scrive:

Uno schifo...

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