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Poiché è stato citato un mio intervento, torno a dire che io non ho cercato la casa editrice in questione, siamo giunti a contrattare per altri motivi.

Non ho mai detto che il contratto fosse a pagamento, semplicemente non lo ritenevo adatto ai miei criteri di valutazione.

Prima di poter avanzare richieste, avevo parlato al sig. Draghetti che si era detto possibilista sulla questione della trattativa con "il commerciale". Cosa che non è accaduta.

 

Per me la polemica è esaurita. Le condizioni di questa casa editrice non mi piacevano e non ho firmato.

 

Certo che l'intervento su facebook è davvero triste...

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Ospite Signor Ford

A ogni modo, prolungare questo tipo di polemica rischia di rendere sterile la conversazione.

Tornerei IT con testimonianze ed esperienze. Tanto le offese non portano da nessuna parte. :)

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Rispondo solo per chiarire un punto che mi sembra importante. Come anche successivamente specificato nei commenti a quel messaggio su facebook e altrove, Draghetti NON ha scritto quella frase in riferimento all'intero WD come comunità, ma alla sequela di persone che hanno scritto falsità su Linee su questo forum che si sono succedute nel corso dei mesi di cui l'ultimo, in ordine cronologico, quello di Doco: utente con otto messaggi in attivo che arriva, sparla dicendo che Linee chiede contribuiti e poi sparisce senza prove. Ma intanto il danno d'immagine, sotto forma di dubbio, resta.
E posso assicurarvi che la sua rabbia è nata da quel messaggio perchè io personalmente gliel'ho segnalato poche ore prima ma, francamente, anch'io mi sto stancando di portare testimonianze su una CE che vengono bellamente ignorate in funzione di pregiudizi e illazioni senza fondamento.

Detto questo ognuno la prenda come gli pare, come sempre. Tanto io me ne resto in Linee e senza cacciare una lira, alla fine questo è l'importante.

Modificato da Decimo

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Rispondo solo per chiarire un punto che mi sembra importante. Come anche successivamente specificato nei commenti a quel messaggio su facebook e altrove, Draghetti NON ha scritto quella frase in riferimento all'intero WD come comunità, ma alla sequela di persone che hanno scritto falsità su Linee su questo forum che si sono succedute nel corso dei mesi di cui l'ultimo, in ordine cronologico, quello di Doco: utente con otto messaggi in attivo che arriva, sparla dicendo che Linee chiede contribuiti e poi sparisce senza prove. Ma intanto il danno d'immagine, sotto forma di dubbio, resta.

E posso assicurarvi che la sua rabbia è nata da quel messaggio perchè io personalmente gliel'ho segnalato poche ore prima ma, francamente, anch'io mi sto stancando di portare testimonianze su una CE che vengono bellamente ignorate in funzione di pregiudizi e illazioni senza fondamento.

Detto questo ognuno la prenda come gli pare, come sempre. Tanto io me ne resto in Linee e senza cacciare una lira, alla fine questo è l'importante.

Questo non mi sembra molto rilevante, Decimo.

Non importa che abbia insultato (perché di questo si tratta) una parte, due persone o tutte quelle che partecipano al forum. Sta di fatto che ha insultato qualcuno che, precedentemente, non aveva fatto lo stesso, almeno qui non è riportato. Si tratta di una persona che ha un ruolo di comunicazione esterna e questa è l'immagine che dà della casa editrice.

Se qualcuno della Mondadori avesse iniziato a insultare tutti quei blogger che infamano la loro casa editrice con nomignoli o attribuendole ogni male dell'editoria, il risultato sarebbe stato lo stesso: pessima pubblicità. I fraintendimenti, le imprecisioni, persino le bugie dette volontariamente esistono dall'alba dei tempi.

Ma questo non autorizza la lex talionis così: ciò che è stato fatto a me allora sono libro di rifarlo.

Secondo te, fa più danno d'immagine uno con otto messaggi che spara una baggianata, secondo le tue stesse parole, o un insulto che di prove ne dà abbastanza sulla condotta della casa editrice? Dimmi tu, ma io punterei forte sulla seconda.

Non tutti leggono il WD e anche lo facessero, i moderatori intervengono puntualmente per richiedere prove di quanto detto, invece quella cosa scritta su facebook è inqualificabile sia che si conoscano le vicende, che non.

La chiusa dell'intervento è emblematica "tanto io me ne sto a Linee senza cacciare una lira".

Ce ne sono molte altre di case editrici che non fanno pagare, Linee è una di queste. E quindi?

Buon per te e per loro, ma non vedo come possa giustificare comunque il comportamento di Draghetti.

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Rispondo solo per chiarire un punto che mi sembra importante. Come anche successivamente specificato nei commenti a quel messaggio su facebook e altrove, Draghetti NON ha scritto quella frase in riferimento all'intero WD come comunità, ma alla sequela di persone che hanno scritto falsità su Linee su questo forum che si sono succedute nel corso dei mesi di cui l'ultimo, in ordine cronologico, quello di Doco: utente con otto messaggi in attivo che arriva, sparla dicendo che Linee chiede contribuiti e poi sparisce senza prove. Ma intanto il danno d'immagine, sotto forma di dubbio, resta.

E posso assicurarvi che la sua rabbia è nata da quel messaggio perchè io personalmente gliel'ho segnalato poche ore prima ma, francamente, anch'io mi sto stancando di portare testimonianze su una CE che vengono bellamente ignorate in funzione di pregiudizi e illazioni senza fondamento.

Detto questo ognuno la prenda come gli pare, come sempre. Tanto io me ne resto in Linee e senza cacciare una lira, alla fine questo è l'importante.

Questo non mi sembra molto rilevante, Decimo.

Non importa che abbia insultato (perché di questo si tratta) una parte, due persone o tutte quelle che partecipano al forum. Sta di fatto che ha insultato qualcuno che, precedentemente, non aveva fatto lo stesso, almeno qui non è riportato. Si tratta di una persona che ha un ruolo di comunicazione esterna e questa è l'immagine che dà della casa editrice.

Se qualcuno della Mondadori avesse iniziato a insultare tutti quei blogger che infamano la loro casa editrice con nomignoli o attribuendole ogni male dell'editoria, il risultato sarebbe stato lo stesso: pessima pubblicità. I fraintendimenti, le imprecisioni, persino le bugie dette volontariamente esistono dall'alba dei tempi.

Ma questo non autorizza la lex talionis così: ciò che è stato fatto a me allora sono libro di rifarlo.

Secondo te, fa più danno d'immagine uno con otto messaggi che spara una baggianata, secondo le tue stesse parole, o un insulto che di prove ne dà abbastanza sulla condotta della casa editrice? Dimmi tu, ma io punterei forte sulla seconda.

Non tutti leggono il WD e anche lo facessero, i moderatori intervengono puntualmente per richiedere prove di quanto detto, invece quella cosa scritta su facebook è inqualificabile sia che si conoscano le vicende, che non.

La chiusa dell'intervento è emblematica "tanto io me ne sto a Linee senza cacciare una lira".

Ce ne sono molte altre di case editrici che non fanno pagare, Linee è una di queste. E quindi?

Buon per te e per loro, ma non vedo come possa giustificare comunque il comportamento di Draghetti.

 

 

Buongiorno,

invece di polemizzare su LA casa editrice Linee Infinite che rinnova il suo invito a ogniuno di Voi a passare una costruttiva giornata con NOI.

NON SCRIVO MAIUSCOLO PER URLARE MA LO FACCIO GENERALMENTE PERCHE' MI E' PRATICO E COMUNQUE VI INVITO COME SCRITTORI A LEGGERE

I DATI SULL'EDITORIA ITALIANA CHE TROVERETE ANCHE NEI SITI SPECIALIZZATI COSì VI RENDETE  CONTO COME SIA DIFFICILE SOSTENERE CHI SCRIVE

MENTRE NOI COMPRENDIAMO CHI NON RIESCE A PUBBLICARE CON NOI E CHE PER RABBIA POLEMIZZA..

a te scrittore che scrivi riportando quanto da me scritto:

- PENSATE DI DIVENTARE PRIME DONNE DELL’EDITORIA IN UN MONDO DOVE IL MULTIMEDIALE SARA’ DA PROTAGONISTA , IN UN CERTO SENSO LO SIETE SE AVETE GIA SCRITTO IN WORD L’UNICO PROBLEMA,  E’ CONDIVIDERLO CON ALTRI .IL LIBRO RIMARRA' SOLO PER POCHI DECENNI

Non credo di aver capito questo passaggio in particolare. Mi risulta che il responsabile marketing e comunicazione della Linee Infinite Edizioni siano Enzo Gilfone ed Emanuele Draghetti, con quale dei due stiamo parlando? Inoltre il responsabile commerciale e distribuzione risulta Chiara Panzuti.-

leggi queste successive righe sull'editoria e chiamami il mio numero che trovi sul sito e ti spiegherò anche molte altre cose sull'editoria (come ti dicevo ho più di ventanni nel settore) e tu forse mi potrai insegnare qualcosa in più

 

MA LO STATO DELL'EDITORIA ITALIANA HA ATTUALMENTE QUESTO SCENARIO

 

Che in Italia si scriva troppo e si legga poco è una realtà assodata: il numero di pubblicazioni annuali in italiano è esorbitante. In un paese in cui, secondo fonti AIE, solo il 43% della popolazione legge almeno un libro all’anno (e ancora meno, il 37%, lo acquista), vengono pubblicati circa sessantamila titoli, quasi sette all’ora, con evidenti conseguenze sulla saturazione del mercato editoriale. Si punta sulle prime edizioni, che da sole costituiscono più della metà della produzione complessiva, e che rischiano troppo spesso di finire nel dimenticatoio più velocemente del personaggio di un reality.

Lo scenario tratteggiato da Antonio Scurati su La Stampa è da girone dantesco: «È un collasso bulimico quello dell’attuale mercato editoriale. […] Gli editori sono vittime del bisogno di immettere sul mercato spropositate quantità di libri cui non corrisponde nessun desiderio di leggere un qualche libro determinato. Il risultato è che il sistema vomita regolarmente milioni di copie che vanno al trogolo cantando. Entrate in una libreria – soprattutto se di catena – e avrete davanti agli occhi lo spettacolo osceno di un luogo in cui l’orgia si abbina al macello. La libreria è oggi, al tempo stesso, l’ultimo avamposto della moderna estasi delle merci e l’anticamera di una discarica. Vi risuonano orgasmi da disperazione e stridori di presse da macero».

Immettere nel mercato un’enorme quantità di libri riflette la tendenza a intercettare i gusti del maggior numero di lettori possibile, ma finisce per influire negativamente sulla qualità del prodotto librario, che risente dei ridotti tempi di lavorazione e quindi di minor cura editoriale. La proliferazione dei libri insegue da una parte la specificità, con gli editori alla ricerca spasmodica di una nicchia di mercato da occupare; dall’altra appare come un tiro a segno, nella speranza di centrare il best seller tra tante freccette lanciate a vuoto.

Peggiorano la situazione le librerie di catena, quei multistore che invece di librai scelgono di assumere commessi che potrebbero vendere indiscriminatamente libri, pane, scarpe, detersivi: il lettore perde anche quel punto di riferimento, una persona capace che lo guidi nella scelta. Doppiamente calzante, dunque, la metafora adottata da Maurizio Donelli, caporedattore del Corriere della Sera: le librerie come supermercati stipati di prodotti simili tra cui diventa impossibile scegliere. La difficoltà a orientarsi non è tanto dei lettori forti –che pur costituendo solo il 4% dei lettori totali, da soli hanno acquistato ben il 36% dei titoli venduti in Italia nel 2013– quanto dei lettori occasionali che, nell’indecisione, si rivolgono ad altri generi di intrattenimento.

Leopardi scriveva nello Zibaldone: «La sorte dei libri oggi è come quella degli insetti chiamati efimeri (éphémères): alcune specie vivono poche ore, alcune una notte, altre tre o quattro giorni; ma sempre si tratta di giorni». Era il 1827, ma il ragionamento non potrebbe essere più attuale. I libri hanno vita breve, dovendo sottostare alle spietate leggi del turnover. Moltissimi titoli nel giro di un paio di mesi si spostano dal banco allo scaffale, perdendo visibilità, per fare posto ad altri con maggior potenziale di vendita. Il fuori catalogo è sempre in agguato. Come può il lancio a vuoto di tutti questi prodotti aiutare un settore economico?

Veniamo alle conclusioni. Ci sono troppi libri? Ecco, forse non ce ne sarebbero troppi se tutti gli italiani leggessero. Forse non ce ne sarebbero troppi se le case editrici selezionassero i titoli con più cura. Forse non ce ne sarebbero troppi se il mondo editoriale si basasse su un’economia sostenibile, valorizzando il long seller invece di perseguire l’ottica del best seller a ogni costo. Forse non ce ne sarebbero troppi se si recuperasse la visione dell’oggetto libro come bene di cultura e non come acquisto usa-e-getta. Ma visto come stanno le cose, forse sì, ce ne sono troppi. E il lettore disorientato compra un biglietto per il cinema.

 

NON CONTINUATE A POLEMIZZARE SU QUANTO SCRITTO DA LINEE INFINITE E DA SIMONE PERCHE' PROVOCATO  NON E' COSTRUTTIVO E NON FA BENE ALL'EDITORIA E AGLI SCRITTORI

BUON LAVORO A TUTTI VOI

 

 

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Non è mia abitudine conversare con delle pareti di gomma, quindi non lo farò.

Ma non capisco cosa c'entri la risposta e probabilmente è perché non è una risposta.

Liberi di ribadire la cosa fino alla nausea, ma rimane il fatto che la vostra incapacità di comunicare con l'esterno e con i vostri potenziali autori/lettori per me ormai è un dato di fatto.

Non ho altro da aggiungere in merito e non lo farò.

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Ospite Signor Ford

Decimo, per rispetto ti rispondo anche io: l'editore può non aver pensato che ci si riferisse all'intera community, ma mi risulta pure che abbia continuato anche dopo al risposta a viso aperto di Linda, con tanto di immagini di medicine. A ogni modo, mi pare comunque chiaro che non sono sufficienti le intenzioni: nel mondo della scrittura, come sai bene anche tu, non conta quello che volevo dire ma quello che chi legge, capisce. E se davvero c'è stato un fraintendimento, mi spiace, ma ci stava un chiarimento ufficiale, non l'immagine del Gaviscon. Qui non siamo tutti persone che reagiscono tanto per, se Linda, io e diverse altre persone abbiamo letto quell'intervento con un attacco deliberatamente destinato al forum, beh, significa che così il messaggio si faceva intendere. E mi spiace anche dover ricordare a tutti quanti che è vero che arrivano segnalazioni nei topic sulla politica editoriale, ne pervengono per tutti, tutti i giorni. Se fino a oggi Linee infinite è rimasta in lista free, nonostante le offese riportate, è perché le segnalazioni rimangono infondate e indimostrabili, per cui la nostra attività è rimasta corretta. Ognuno risponde di quello che scrive e che riporta, noi alle segnalazioni senza prove non diamo seguito. Lasciar intendere che siamo una comunità di coglioni, imbecilli, eccetera eccetera, qualifica chi lo dice, non me che qui sono iscritto da ben 4 anni. 

 

Con questo mi auguro che la polemica si chiuda. Al messaggio successivo di Antonio, nemmeno rispondo. Vi Invito a tornare IT una volta per tutte: testimonianze ed esperienze reali con questo editore, Grazie.

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Decimo, per rispetto ti rispondo anche io: l'editore può non aver pensato che ci si riferisse all'intera community, ma mi risulta pure che abbia continuato anche dopo al risposta a viso aperto di Linda, con tanto di immagini di medicine. A ogni modo, mi pare comunque chiaro che non sono sufficienti le intenzioni: nel mondo della scrittura, come sai bene anche tu, non conta quello che volevo dire ma quello che chi legge, capisce. E se davvero c'è stato un fraintendimento, mi spiace, ma ci stava un chiarimento ufficiale, non l'immagine del Gaviscon. Qui non siamo tutti persone che reagiscono tanto per, se Linda, io e diverse altre persone abbiamo letto quell'intervento con un attacco deliberatamente destinato al forum, beh, significa che così il messaggio si faceva intendere. E mi spiace anche dover ricordare a tutti quanti che è vero che arrivano segnalazioni nei topic sulla politica editoriale, ne pervengono per tutti, tutti i giorni. Se fino a oggi Linee infinite è rimasta in lista free, nonostante le offese riportate, è perché le segnalazioni rimangono infondate e indimostrabili, per cui la nostra attività è rimasta corretta. Ognuno risponde di quello che scrive e che riporta, noi alle segnalazioni senza prove non diamo seguito. Lasciar intendere che siamo una comunità di coglioni, imbecilli, eccetera eccetera, qualifica chi lo dice, non me che qui sono iscritto da ben 4 anni. 

 

Con questo mi auguro che la polemica si chiuda. Al messaggio successivo di Antonio, nemmeno rispondo. Vi Invito a tornare IT una volta per tutte: testimonianze ed esperienze reali con questo editore, Grazie.

 

 

 

.

Quindi chiedo al moderatore di evitarci continui attacchi da parte di persone scontente e deluse a meno che, seguendo la Vostra linea ci siano reali prove che noi stessi Vi invitiamo a reperire passando una giornata a nostre spese.

credo poi sia la linea enunciata per il forum: noi alle segnalazioni senza prove non diamo seguito.

 

ringrazio per l'intervento e auguro buon lavoro per una corretta e costruttiva discussione in cui la vera protagonista è l'editoria

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Salve! Vedo che l'ultimo intervento è un po' datato. Da allora nessuno ha più avuto contatti con questa CE? Grazie

 

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Io ho mandato del materiale proprio in questi giorni, mi hanno risposto confermando la ricezione e scrivendo che daranno comunque una risposta tra i 6 e i 9 mesi.

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Ricevuto contratto di edizione con questa CE mi sono sembrati gentili e professionali qualcuno che ha pubblicato con loro mi può aiutare con la propria esperienza ? Anche a livello di promozione ?

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On 27/10/2016 at 12:19, AloneInTheDark dice:

Premesso che il sito è cambiato (http://www.lineeinfinite.com/), si può dunque affermare, alla luce di tutto questo, che l'Editore era (è?!) doppio binario? Grazie.

Alone, che cosa intendi con "tutto questo"?

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6 minuti fa, AloneInTheDark dice:

Alla luce di cinque pagine di topic / thread, Asopo......

Stando alle ultime notizie qui riportate, la casa editrice è free. La notizia è del 2014, ma i post più recenti di chi ci ha avuto a che fare non la negano.

 

Quanto a Doco, sembra che non abbia fornito prove, visto che la discussione è rimasta in free. Magari può riapparire per dire di più sulla sua esperienza?

 

Non vedo perché ti interessi se era a doppio binario tempo fa, tanto, anche volendo, non credo sia possibile farsi pubblicare nel passato. :P O hai un interesse di tipo storico? La CE comunque ha avuto un periodo a doppio binario, poi, a quanto pare, nel 2011 è diventata completamente free, e non ci sono stati finora motivi sufficienti per cambiarle collocazione.

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3 minuti fa, Asopo dice:

Stando alle ultime notizie qui riportate, la casa editrice è free. La notizia è del 2014, ma i post più recenti di chi ci ha avuto a che fare non la negano.

 

Quanto a Doco, sembra che non abbia fornito prove, visto che la discussione è rimasta in free. Magari può riapparire per dire di più sulla sua esperienza?

 

Non vedo perché ti interessi se era a doppio binario tempo fa, tanto, anche volendo, non credo sia possibile farsi pubblicare nel passato. :P O hai un interesse di tipo storico? La CE comunque ha avuto un periodo a doppio binario, poi, a quanto pare, nel 2011 è diventata completamente free, e non ci sono stati finora motivi sufficienti per cambiarle collocazione.

 

Chissà... magari sono un viaggiatore del tempo... :-P Grazie, comunque!!!! ;-))

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Buongiorno,

mi sono appena iscritto al forum e sono venuto su questo topic per curiosità, visto che con Linee Infinite ho pubblicato 2 romanzi e 1 racconto singolo (quest'ultimo in ebook). Conoscevo della polemica nata tra la c.e. in questione e WD, una cosa un po' triste ma che penso e spero sia ormai alle spalle. Io ho rapporti con loro se non erro dal 2013, data di pubblicazione del mio primo romanzo (non ricordo però se li avevo già sentiti nel 2012, pazienza, poco importa). 

Personalmente, sono in buoni rapporti con Simone Draghetti, che dirige la casa editrice, ma non soltanto con lui. Purtroppo si sono riscontrati negli anni alcuni disguidi a livello amministrativo, ma questo può capitare in molte realtà. Per contro, io personalmente ho all'attivo con loro due libri che si presentano bene, come impaginazione e copertina (ho avuto modo di lavorare personalmente con l'artista che ha curato entrambi) e altrettanto dicasi del racconto in ebook, che peraltro è stato pubblicato di loro iniziativa, non per mia "richiesta". 

Nel complesso sono soddisfatto dell'esperienza, tant'è che hanno in valutazione un altro mio testo, stavolta una raccolta di racconti: se mi fossi trovato davvero male, non starei più valutando di pubblicare con loro, ovviamente. 

E' una casa editrice che negli anni a mio parere è cresciuta parecchio: ha un buon catalogo, variegato, alcuni autori su cui punta particolarmente e hanno discrete vendite (chiaramente sono autori che hanno maggiormente modo e tempo di partecipare a concorsi letterari, fiere di settore, ecc... Autori come il sottoscritto, con poco tempo a disposizione, non possono pensare di avere grandissimi volumi di vendita, i libri - specialmente nel contesto delle case editrici medio-piccole - non si vendono da soli), inoltre la mia esperienza con loro conferma che trattasi di una casa editrice free. Unico neo, personale: non hanno pubblicato una mia raccolta di poesie, a vantaggio di altre, ma sono poi riuscito a pubblicarla altrimenti e sempre fuori dal circuito EAP. 

Se io fossi un autore che non ha mai pubblicato alcunché e mi trovassi di fronte a una loro proposta editoriale, non la scarterei affatto, a meno che non ne avessi altre ma davvero importanti, tipo Salani o Giunti, tanto per dire. 

Ah, una cosa da sottolineare è che è vero che non fanno editing, almeno per ora, e solo una rapida correzione bozze (ma, purtroppo, esperienza mi insegna che i refusi rimangono eccome): è sempre stata una loro politica, nel nome del "rispetto" per il valore del testo dell'autore. All'inizio ero molto d'accordo, ora invece, dopo anni e anni che sono comunque presente nel mondo dell'editoria (pur nel mio piccolo - anzi, piccolissimo!), preferirei poter avere un editing per dare alla luce testi migliori. Però questa è la loro filosofia, io nel tempo ho provato a suggerire un cambiamento però rispetto la condotta che hanno scelto, salvo che poi non la modifichino (tutto può essere).

Ecco tutto. Per maggiori informazioni, sono disponibile, anche tramite messaggio privato. Spero di esservi stato utile, almeno un po'. 

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On 14/12/2016 at 19:00, Marco Scaldini ha detto:

Dicono che rispondono sempre ma con me non lo hanno fatto e sono trascorsi i nove mesi che pongono come limite massimo di attesa.

Ciao.

Non so come funziona esattamente al momento, ma credo che ormai sia il solo chief editor oppure un numero ristrettissimo di persone a leggere le proposte giunte alla casa editrice. E sono tante, davvero. Non ricordo il numero, una volta me lo dissero e si trattava peraltro di un periodo "buio". Beh, era esorbitante, da non crederci. Ma non avevo motivo di dubitare di chi mi aveva dato l'informazione. Quindi è possibile che i tempi siano molto, molto lunghi. 

In teoria è vero che si prendono l'impegno di rispondere sempre, tuttavia è bene non aspettarselo da nessuna c.e. almeno per esperienza personale.

Per quanto riguarda questa, devo avvisare che ho la sensazione (confermata qualche tempo fa da una chiacchierata) che stiano puntando su un numero sempre minore di autori e specialmente tenendosi quelli che già hanno, quindi lo spazio per le new entries sarà un po' ridotto. 

Comunque, perché non inviare solo una mail di richiesta? Visto che è trascorso così tanto tempo... Non credo ti mangino, non si tratta di un mega gruppo editoriale.

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@Lorenzo Calanchini

Il romanzo che avevo inviato loro è già stato pubblòicato da tempo da un'altra casa editrice.

Niente di male a non rispondere. A meno che, come fecero loro a suo tempo, al momento della ricezione non ti inviino una mail nella quale GARANTIVANO non solo una risposta, ma addirittura anche una valutazione di un editor. Se non puoi fare, non promettere...

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1 ora fa, Marco Scaldini ha detto:

@Lorenzo Calanchini

Il romanzo che avevo inviato loro è già stato pubblòicato da tempo da un'altra casa editrice.

Niente di male a non rispondere. A meno che, come fecero loro a suo tempo, al momento della ricezione non ti inviino una mail nella quale GARANTIVANO non solo una risposta, ma addirittura anche una valutazione di un editor. Se non puoi fare, non promettere...

Stessa cosa accaduta a me. Ormai è trascorso più di un anno, la mia raccolta di racconti è in procinto di essere pubblicata con un'altra ce e io non ci penso più.

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10 ore fa, SoulMeetsBody ha detto:

Stessa cosa accaduta a me. Ormai è trascorso più di un anno, la mia raccolta di racconti è in procinto di essere pubblicata con un'altra ce e io non ci penso più.

Mi dispiace per le vostre esperienze. Purtroppo, in questo senso a volte anche noi autori che lavoriamo già con loro dobbiamo "rincorrere". 

Sì, giusto, se non puoi fare non promettere, su questo sono d'accordo. 

Io a suo tempo sono stato più fortunato, perché ho avuto risposta in pochi giorni. Ma penso sia stato per una serie di fortuite coincidenze. 

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Diversi anni fa vinsi un premio nel quale era prevista la pubblicazione con questa ce, oltre a una ricompensa in denaro. Dopo aver visionato il contratto e tentato di modificare alcune condizioni troppo restrittive con il sig. Draghetti, decisi di non pubblicare. 

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On 21/8/2017 at 09:25, Hugo Riemann ha detto:

Diversi anni fa vinsi un premio nel quale era prevista la pubblicazione con questa ce, oltre a una ricompensa in denaro. Dopo aver visionato il contratto e tentato di modificare alcune condizioni troppo restrittive con il sig. Draghetti, decisi di non pubblicare. 

 

Non conosco la natura di questo premio, forse risale a prima del 2012, anno della mia prima frequentazione con loro. Però personalmente fin da quando ho stretto il mio primo contratto editoriale, qualche clausola l'ho cambiata. Anche perché al tempo il contratto era ricco di ripetizioni, errori e refusi, probabilmente dovuti ad "arricchimenti" intercorsi nel tempo, quindi volevo che taluni punti fossero resi in modo più chiaro. 

 

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Ho appena ricevuto la comunicazione mezzo mail che non accettano manoscritti fino a data da destinarsi.

 

Hanno anche aggiornato il sito in tal senso.

 

Buon lavoro a noi!

  • Grazie 1

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