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Elanor

"Attaccamento" alle proprie storie

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Io ho un problema (sul serio? Mai immaginato... dots.gif ) per le mie storie, che sfortunatamente mi condiziona troppo.

Il mio punto forte è la fantasia: mi basta pochissimo tempo per trovare la storia principale sulla quale basare il mio nuovo racconto o, speranzosa, libro. E' uno spunto, ma da lì comincio a creare la storia vera e propria con tutti i suoi intrecci, i personaggi, il colpo di scena e il finale; insomma, il classico iter da seguire.

Peccato che dopo, di punto in bianco, mi ritrovo a mollare tutto, perché non mi piace più niente. Moltissime storie non le ho nemmeno cominciate a scrivere, che già mi sembravano banali, già sentite, e che non sarebbero piaciute a nessuno. E allora lascio perdere. Il punto è che più tardi, ripensandoci, alcune storie non sono per niente male, sono a mio dire originali e intriganti, e allora ci riprovo, modifico magari un po' per migliorare e mi metto a scrivere, ma puntuale dopo poco mollo tutto.

Non so veramente più cosa fare: mi piacciono le mie storie, ma qualche cosa mi blocca, sarà il mio senso critico che sui miei scritti si accanisce come non mai, sarà poca fiducia, sarà poca determinazione, non so. Il punto è che non sopporto più questa situazione, perché ho dei bei progetti tra le mani, che non aspettano altro di essere scritti.

Quindi vi chiedo: come mi posso comportare?

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Ecco un bel quesito. Personalmente ti capisco, anche io ho spesso il problema di cominciare una marea di storie (anche solo nella mia testa) e poi di non concludere nulla perché, tanto o poco, non le ritengo meritevoli di essere veramente buttate su carta.

Ultimamente, però, ho preso una misteriosa abitudine: mi sono comprata un quadernetto, non troppo grande e non troppo piccolo, in grado di essere portato in borsa e con le righine sottili. Quando mi viene in mente qualcosa che mi sembra buono, qualsiasi cosa io stia facendo, mi blocco e lo scrivo a matita all'interno del quaderno.

Dopo alcuni giorni rileggo le mie idee e mantengo solo quello che mi piace davvero o che ritengo sia degno di essere sviluppato. Il resto lo cancello.

Magari non subito, ma so che, prima o dopo, quegli spunti potranno diventare veramente un racconto o, perché no, un romanzo.

Ti consiglio di provare, magari funziona anche con te e riesce a "sbloccare ai tuoi occhi" quelle storie che ti piacciono veramente e ti rende in grado di farci sopra un progetto più ampio. icon_wink.gif

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Credo che sia un problema comune a molti. Devo però essere onesto e dire che nel mio caso non è proprio così. Difficilmente una storia che ho pensato la lascio a metà dopo averla iniziata. Quello che mi capita più spesso e che terminata la prima stesura non la ritengo più valida e la lascio a marcire su uno dei numerosi quaderni senza rivederla o altro (se non anni dopo)

Per quelle che invece non inizi mai l'idea di Claire non è male, anche Lovecraft aveva il suo Commonplace book

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Finora non mi è successo. Quando inizio la storia procedo e solitamente la prima stesura viene fuori tutta di seguito, senza stravolgimenti dall'idea originale.

Diverso è il caso dell'atto creativo in se', della nascita e dello sviluppo dell'idea. In quel senso allora anch'io posso lasciare da parte alcune idee che mi sembravano bellissime e sviluppare un soggetto diverso.

Nel caso del mio romanzo, all'inizio pensavo di incentrare la vicenda attorno ad un protagonista in particolare e focalizzarmi sulla vicenda, narrandola in flashback.

Poi invece ho contestualizzato il tutto in una storia collettiva, di più ampio respiro

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creare trame è bello, ma se fai solo quello sei più una specie di sceneggiatore non uno scrittore in senso stretto.

se la storia non la cominci a scrivere, quella storia potenzialmente ti suscita emozioni positive e negative in base al momento, ma se non esistono ancora i personaggi, se non ci sono eventi, allora non esiste il romanzo.

Se il romanzo non lo scrivi, puoi avere fantasia, ma non il romanzo non esiste e non hai nemmeno la possibilità di attacarti in qualche modo al progetto stesso di scriverlo. Non so se si capisce. E' una questione di fare un passo in avanti. Cioè smettere di fare le trame e iniziare a scrivere il romanzo.

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Di solito scrivo solo quello in cui credo veramente, e lo porto a termine. Se mi salta in testa qualche trama non del tutto convincente la abbozzo e basta annotandola (non butto mai via niente!) e, se mi viene l'ispirazione, la scrivo e completo anche dopo anni.

Forse potresti fare proprio così, buttar giù le varie trame man mano che ti vengono in mente così, come semplice abbozzo, e scrivere veramente solo quelle che ti convincono ancora se le rileggi a distanza di tempo.

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Ospite

Posso solo dirti che se non sei convinta tu, come puoi sperare di convincere il lettore?

Io metto giù solo ciò che mi convince al 100%, il resto finisce nel cesso.

Se questo si tradurrà in una risibile produzione letteraria... be'... pace.

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creare trame è bello, ma se fai solo quello sei più una specie di sceneggiatore non uno scrittore in senso stretto.

se la storia non la cominci a scrivere, quella storia potenzialmente ti suscita emozioni positive e negative in base al momento, ma se non esistono ancora i personaggi, se non ci sono eventi, allora non esiste il romanzo.

Se il romanzo non lo scrivi, puoi avere fantasia, ma non il romanzo non esiste e non hai nemmeno la possibilità di attacarti in qualche modo al progetto stesso di scriverlo. Non so se si capisce. E' una questione di fare un passo in avanti. Cioè smettere di fare le trame e iniziare a scrivere il romanzo.

Non è una questione dell'invenzione delle trame. Come posso spiegarvi? Ho l'idea iniziale, mi piace, realizzo tutta la trama, i personaggi, comincio anche la stesura. Poi succede qualcosa e quella storia non mi convince più, le trovo un difetto, mi fisso su quello e alla fine il tutto mi sembra insignificante. Eppure so che sinceramente non lo è, perché di fantasia ne ho parecchia, e quindi anche una certa dose di originalità, e che ho quasi una sorta di... paura che quello che sto facendo è praticamente inutile, ecco.

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E se provassi a terminare la storia (magari solo qualche racconto breve, per non rischiare di arenarti dopo aver lavorato su pagine e pagine,) imponendoti di non fermarti a riflettere sulle parti ti convincono meno, e solo dopo rivedere tutto dall'inizio, ragionando con attenzione su ogni parte meno efficace, scovando tutti gli errori e, magari, modificando solo in parte i pezzi di trama che ti soddisfano meno?

Ho letto più volte che l'importante della prima stesura è portarla a termine, senza accanirsi troppo nel tenere sotto controllo ogni imperfezione.

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E se provassi a terminare la storia (magari solo qualche racconto breve, per non rischiare di arenarti dopo aver lavorato su pagine e pagine,) imponendoti di non fermarti a riflettere sulle parti ti convincono meno, e solo dopo rivedere tutto dall'inizio, ragionando con attenzione su ogni parte meno efficace, scovando tutti gli errori e, magari, modificando solo in parte i pezzi di trama che ti soddisfano meno?

Ho letto più volte che l'importante della prima stesura è portarla a termine, senza accanirsi troppo nel tenere sotto controllo ogni imperfezione.

Non ho capito una cosa: dovrei fare a meno di organizzare una trama e lasciare tutto un po' a caso, o scriverla e non fermarmi più con la stesura?

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Ospite
Ho letto più volte che l'importante della prima stesura è portarla a termine, senza accanirsi troppo nel tenere sotto controllo ogni imperfezione.

Io la penso così. Per perfezionare c'è tempo dopo.

Ovviamente la cosa varia da scrittore a scrittore...

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Trovo che, quello di imporsi di concludere la stesura e di rifinirla solo in seguito, sia un buon consiglio. Purtroppo io ci riesco di rado perché tendo a rileggere molto spesso quello che scrivo. In questo modo noto errori e difetti e non riesco proprio a non correggere sia testo che trama... Fino a quando una storia non mi diventa antipatica!

Devo dire, però, che il fatto di non concludere per questo motivo mi è capitato raramente e, in effetti, alla fine ho capito che non sentivo del tutto mia quella storia e ho preferito concentrarmi su altro.

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Io ti posso raccontare la mia esperienza, il cui cerchio non si è ancora chiuso però.

È da quasi un anno che sto lavorando ad un romanzo. Inizialmente, dopo aver buttato giù una trama convincente, aver abbozzato i personaggi e iniziato a scrivere la storia, mi è capitato più volte di avere dei momenti critici molto negativi. Dentro di me però sapevo che l’idea fosse buona. Dovevo soltanto superare quei momenti di scoramento. E così ho fatto. Sono andato avanti, a scrivere, con testardaggine, e mano a mano che le pagine aumentavano, con esse aumentava anche l’autostima e il convincimento della bontà dell’opera.

Non ho ancora finito di scrivere, ma ti posso dire che ad oggi quei momenti no, sono soltanto un brutto ricordo.

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Provo a spiegarmi meglio: quando comincio a scrivere, che si tratti di un racconto o di un romanzo, non so tutto dall'inizio sulla trama e sui personaggi. Vado un po' a tentoni, mettendomi sulle tracce dell'abbozzo di idea che ho in mente, e immancabilmente, andando avanti, me ne vengono di nuove, è come se una tirasse dietro l'altra. Sarà perché sono una persona istintiva, ma ho tentato più volte di organizzarmi come, credo, fanno gli scrittori seri, stilando una scheda personaggi e un riassunto dettagliato della trama prima di iniziare la fase della scrittura vera e propria, ma non fa proprio per me. Diciamo che in me la storia si forma un po' per volta, scrivendo, i personaggi mi appaiono chiari in tutta la loro interezza solo cammin facendo o quando ho terminato la prima fase di scrittura.

Proprio per questo, quando rileggo (e di riletture ne faccio un'infinità) mi trovo non semplicemente a correggere, ma in certi casi a tagliare scene intuili, riannodare alcuni spezzoni della trama che non combaciano tra loro, addirittura a rivedere del tutto alcune parti della storia. E' un 'metodo' un po' bizzarro ma, almeno per me, stimolante.

Se abbandonassi la scrittura di un racconto nel momento in cui non mi soddisfa più del tutto o sorgono in me alcuni dubbi, finirei per non scrivere più niente. Meglio (ripeto: per me,) portare fino in fondo la scrittura di quello su cui sto lavorando, e solo dopo ragionare su ogni aspetto della trama, amgari riscrivendo le parti più fiacche.

Ma, come ti dicevo, comunque scrivo solo le storie in cui credo veramente (per interdeci, quelle che mi fanno dimenticare il ferro da stiro acceso mentre le scrivo, che mi fanno correre a casa quando sono fuori per gettarmi sulla tastiera del pc, che mi occupano la testa in ogni minuto della giornata. Se si misurasse la bontà delle storie con il livello di febbre, direi come minimo quelle da 38 gradi)

Spero di essermi spiegata. Non credo icon_cry.gif

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creare trame è bello, ma se fai solo quello sei più una specie di sceneggiatore non uno scrittore in senso stretto.

se la storia non la cominci a scrivere, quella storia potenzialmente ti suscita emozioni positive e negative in base al momento, ma se non esistono ancora i personaggi, se non ci sono eventi, allora non esiste il romanzo.

Se il romanzo non lo scrivi, puoi avere fantasia, ma non il romanzo non esiste e non hai nemmeno la possibilità di attacarti in qualche modo al progetto stesso di scriverlo. Non so se si capisce. E' una questione di fare un passo in avanti. Cioè smettere di fare le trame e iniziare a scrivere il romanzo.

Non è una questione dell'invenzione delle trame. Come posso spiegarvi? Ho l'idea iniziale, mi piace, realizzo tutta la trama, i personaggi, comincio anche la stesura. Poi succede qualcosa e quella storia non mi convince più, le trovo un difetto, mi fisso su quello e alla fine il tutto mi sembra insignificante. Eppure so che sinceramente non lo è, perché di fantasia ne ho parecchia, e quindi anche una certa dose di originalità, e che ho quasi una sorta di... paura che quello che sto facendo è praticamente inutile, ecco.

ti capisco in pieno mi è capitato ben 3 volte e da allora le storie sono lì a metà.

non le scrivo più se ci perdo passione, o le scriverei male, lì restano attendendo un futuro che forse non avranno mai, ma passo ad altro sempre, per me è meglio

e credo che comunque la mia paura sia la stessa tu, mi disappassiono perchè mi dico: no, sta roba non va bene! icon_cry.gif

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Poi succede qualcosa e quella storia non mi convince più, le trovo un difetto, mi fisso su quello e alla fine il tutto mi sembra insignificante.

Ma questo è anche il bello dello scrivere, essere costretti a guardare le proprie incertezze e volerle vincere a tutti i costi. icon_wink.gif

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Ospite

Elanor, vorrei farti una domanda: in questo momento, tu stai portando avanti un progetto (che sia un romanzo, un racconto fantasy, ecc..) con costanza?

Perchè se è così, posso spiegarti meglio come faccio io.

Dunque: io ho terminato un fantasy, e adesso sto scrivendo il sequel.

Quindi, mi sono ritrovato con un progetto più importante degli altri che ho portato avanti con costanza. In questo lasso di tempo, però, mi sono ritrovato con decine di idee su altri fantasy, che ho trovato tutte più che valide. Però, non ho cominciato a scriverle di botto (da quanto ho capito, infatti, mi sembra che tu le abbia subito messe su carta), ma le ho lasciate a "riposare" nella mia testa. Poi, quando mi ritornavano in mente, magari le arricchivo con altri particolari, altre situazioni coinvolgenti... e piano piano ho cominciato a farmi un'idea della storia in generale, tanto che potrei traqnuillamente cominciare a scriverle e concluderle (ovviamente, in diversi mesi).

Che il tuo problema sia cominciare a scrivere tutto subito, trascinata dall'entusiasmo delle nuove idee?

Forse "bruci" troppo presto i tuoi spunti: se ci rifletti poco sopra, dopo sei anche poco sicura e ti lasci andare?

Comunque, prima di tutto dovresti concludere quello che cominci: perchè se non finisci mai nulla, butti via il tuo tempo e anche le tue idee (che, fino a prova contraria, potrebberoe ssere tutt'altro che mediocri e poco convincenti)

quindi, perchè non provi a postare qualche trama o qualche passo e chiedere i pareri degli altri utenti?

Ci sarebbero decine di persone pronte a darti consigli utili e valutazioni costruttive!

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Non credo sia il "bruciarle" mettendole subito per iscritto senza troppo pensarci. La mia ultima storia veramente importante, infatti, è nata intorno a settembre, e ho lavorato per mesi ai personaggi e alla trama. Solo che quando ho cominciato a scrivere, finalmente, mi è sembrata così... inadatta. E subito arrivano nuove idee, non inerenti alla storia principale, e tanti auguri.

E' quello il problema, un po' come quello che mi sta accadendo adesso: nuova storia, ma molto bisogno di organizzare. Sto immaginando il carattere della protagonista e la sua storia, e contemporaneamente quelle dei personaggi principali. E all'improvviso è tornata la mia "maledizione": altra idea, genere completamente diverso, niente di stabilito, ma è quasi una cosa martellante e urlante che mi dice "lavora su di me, abbandona quell'altra".

Ecco, è questo il punto: non riesco a conciliare tutte le idee che mi frullano per la testa. :facepalm:

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Ti capisco.

Ti capisco perché anche a me succede: mentre lavoro ad un qualcosa, ecco un'altra idea che si fa largo nella mia testa. Stavo scrivendo un romanzo X e ho lavorato alla prima stesura per tutta l'estate. Poi a settembre mi è venuta un'altra idea Y e non riuscivo più a scrivere X perché Y mi sembrava più affascinante. Morale? Per due mesi non ho scritto né X né Y.

Alla fine ho mollato X.

Il fatto è che io non sono un tipo che si mette a scrivere subito la trama che ha in mente. Aspetto. La storia nella mia mente prende forma, cambia, lascia dei dettagli e ne trova di nuovi. E poi, quando ho abbastanza materiale, mi metto a scrivere. Però sono troppo riflessivo e mi soffermo anche io sulle cose che penso non vadano. Ma mi sono reso conto che bisogna, al contrario, soffermarsi sulle cose che vanno e pensare al resto solo durante la seconda stesura, quanto tutto troverà il proprio posto.

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ci sono appena caduta, ho iniziato una storia con super entusiamo, ho scritto 25 pagine e dall'oggi al domani "Che brutta questa storia non voglio continuare, però quest'altra mi pare buona..." Ora le mie 25 pagine faranno la fine delle altre, abbandonate in una cartella del pc, e sto cominciando la nuova... una maledizione vera, anche perchè ci soffro a non portar a termine le cose che comincio come nella vita anche nella scrittura, che brutto e non c'è cura temo

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