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Agony

La sacerdotessa (67°contest)

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Autore: Agony & Nalea

Titolo: La sacerdotessa

Vincitore 67°contest Sensi(a)bilità

La sacerdotessa.

C'era una volta in un tempio lontano una giovane fanciulla che aveva preso in tenera età i voti per investire la carica di sacerdotessa, un ruolo molto importante nella sua tera natia dove molte persone rischiavano di perdersi tra gli incanti del desiderio e perire nel peccato. La sacerdotessa aveva un compito: indicare loro la via giusta e svolgere riti importanti per la salvaguardia degli abitanti. Ciononostante le era proibito di ambire a qualsiasi elemento profano. Lei doveva essere una creatura pura, l'elemento di unione tra il divino e l'uomo, un ponte che doveva restare assolutamente immacolato. Niente aveva scalfito il suo animo che da giovane assieme ad altre adepte era cresciuta tra quelle mura bianche, nulla aveva covato nel suo animo trasparente, alcun desiderio, alcun capriccio, alcuna colpa aveva compiuto in quella giovinezza sobria e devota. Infine, crescendo, solo lei fu scelta per investire la carica della sacerdotessa. Per lei ogni rito le veniva naturale: parlare col divino, santificare il fuoco e l'acqua, perfino recitare a memoria i testi antichi riusciva a compiere con estrema naturalezza senza una minima sbavatura. Tutti coloro che le stavano attorno credettero che la sacralità stessa si fosse incarnata nel suo corpo e divenne per tutti amata come la dea scesa in terra.

Un giorno, mentre si dilettava a meditare dinanzi ad un'antica quercia vecchia di secoli, sentì una voce:

-Sarete pura, ma lo siete perchè nulla di questo mondo avete visto, e se solo i vostri occhi potessero curiosare attorno, niente di quello che siete si potrebbe mantenere.

La voce era di una figura nera, che si era seduta accanto a lei. Non era un umano ma la sacerdotessa non si scompose.

-Vi sbagliate spirito: io non ho bisogno di vedere poiché so già quel che accade nel mondo. Il mio compito qui è far si che la gente fuori possa trovare la speranza per sopportare le loro sofferenze. E' la mia distanza verso di loro che li incita a seguire il mio esempio, fossi una peccatrice nessuno mi ascolterebbe.

-Voi vi credete migliore di qualsiasi umano, la realtà è tutta la vostra saggezza si regge in piedi sulla vostra stessa ignoranza su quello che vi circonda. Voi non conoscete niente di quello che dite di salvare poiché mai l'avete visto. Se credete che mi sbagli provate a guardare uno solo dei riti a voi reclusi e capirete tutto.

Detto ciò lo spirito nero svanì nell'aria. La sacerdotessa riflettè su quelle parole e il giorno dopo decise di assistere di nascosto ad un matrimonio. Matrimoni, funerali, nascite e altre celebrazioni le erano proibite di celebrare perchè erano riti per gli uomini, lei in quanto dea reincarnata doveva solo astenersi agli affari divini.

Ma quando nascostasi vide quel matrimonio il cuore iniziò a batterle forte: mai aveva visto tante persone riempire la sala delle celebrazioni mondane, mai aveva visto le persone indossare abiti di festa, risa, gioie nel volto, bambini che porgevano fiori, donne che adoravano la sposa... la sposa! Quanta gioia nei suoi occhi, quanti gesti d'amore riceveva dalle damigelle che le aggiustavano ripetutamente i vestiti. Ma quando vide lo sposo il mondo le crollò addosso: mai aveva visto un uomo tra le mura del tempio, gli unici uomini che aveva mai visto erano gli scriba eunuchi e gli anziani sacerdoti che si occupavano appunto dei riti mondani. La castità di cui fino a quel momento era un pensiero tanto naturale da non esser mai stato un problema ora le era diventato un peso nel cuore. Lo sguardo di quello sposo, tanto innamorato, tanto desideroso e pieno di passione l'aveva colpita nel profondo dell'animo, un animo che mai aveva pensato nascondesse qualcosa oltre ai sentimenti già conosciuti. La sacerdotessa si scosse, si intimidì, volle andar via ma restò a guardare, allora provò paura, poi piacere, poi desiderio: quando il matrimonio ormai stava finendo capii che aveva per la prima volta desiderato qualcosa: ricevere anch'ella quello sguardo appassionato.

Tutto era finito con quello sguardo. Il petto continuava a batterle di continuo e iniziò a sentirsi sola, malinconica, la dea aveva smesso di esistere e era nata in lei la donna che aveva ripreso possesso del corpo e dei sensi. Ora voleva vedere, voleva vivere.

-Non è così difficile come sembra- le disse lo spirito nero quando rivide la donna vicino alla quercia- basta uscire dal tempio.

-Ma io non sono mai uscita, non so come sia fatto il mondo fuori da queste mura.

-Allora ti aiuterò io: voglio solo in cambio il medaglione da sacerdotessa che porti al collo.

-No, questo è il simbolo di quello che sono. Io non voglio smettere di essere una sacerdotessa: voglio solo dare uno sguardo alla città e tornerò prima che la notte finisca, non posso dartelo.

-Allora me ne darai metà, l'altra metà la terrai tu e se deciderai di ritornare qui entro sera te lo renderò senza indugio.

Così venne fatto e lo spirito nero accompagnò la sacerdotessa fino alle porte della città, dalla quale purtroppo, come lo spirito già ben sapeva, mai piu' tornò.

Appena lasciate quelle mura che l'avevano separata dal resto del mondo per tutta la sua vita, la fanciulla vide uno splendido ragazzo su di un fiero cavallo baio vestito dei tessuti tra i più belli che ella avesse mai visto e ne rimase folgorata.

Anche la ragazza era di una bellezza fuori dal comune e non ci volle molto perchè i due si conobbero e che fra i due sbocciasse una splendida storia di amore.

Gli anni passarono e il contrasto tra la città e il tempio crebbe a dismisura: i peccatori che chiedevano la grazia e la salvezza continuavano a frotti a recarsi nel tempio a pregare, ma delle dolci parole speranzose che ricevevano nulla era in grado di alleviare le loro perdizioni. Privati dell'immagine sacra che aveva tradito le loro speranze, il dubbio che gli dei non esistessero si era espanso di bocca in bocca e per la causa che nessuno, nemmeno i piu' vecchi cittadini, mai avevano visto la sacerdotessa al tempio tutti man mano si convinsero che mai era esistita una figura simile e la rabbia di esser stati ingannati portò alla rivolta i credenti che attaccarono il tempio spinti forse anche da nuovi predicatori di altri credi. Così, nel giro di nemmeno una generazione, il tempio che un tempo aveva visto nascere la nostra sacerdotessa ora non è che un cumulo di rovine e solo pochi viaggiatori o vecchi scaramantici vi tornato per osservare un luogo che tanto aveva significato un tempo.

Un giorno passò di li anche un giovane fanciullo, un ragazzo della città ch'era ben poco più che un delinquentello sotto protezione di bande criminali. Nonostante la sua indole discutibile si era recato li, un giorno che non aveva niente da fare, perchè aveva saputo che ogni tanto appariva uno spirito che rispondeva alle domande dei passanti, forse l'ultima fiamma di oracolo di una ormai passata religione ed egli cercava una risposta a una domanda che lo attanagliava da che aveva ricordi: cercava sua madre, quella che lo aveva abbandonato in tenerà età per motivi a lui ignoti, di lei gli restava solo un ritratto che la raffigurava di una bellezza estasiante e adornata da tessuti splendidi e ori vari, ora, a lui non interessava poi molto rivedere la madre, anzi le serbava rancore per averlo abbandonato, ma tutte quelle gioie gli facean gola, e nonostante non provasse alcun sentimento, ben disposto era a finger amore verso la madre per usufruire del suo elevato status sociale quando l'avrebbe trovata..

Le rovine erano silenziose e visto che l'ora era ormai tarda decise di coricarsi ai piedi di una quercia che pareva antica. Durante la notte venne svegliato da un suono sinistro e vide davanti una figura nera indistinta. Spaventato da ciò che vide il ragazzo cercò di scappare ma dopo che fu' lontano gli venne il dubbio che fosse quello lo spirito e tornò indietro: infatti lo spirito era rimasto li ad aspettarlo.

-Non c'è bisogno di esser così spaventato, ti stavo aspettando.

-Voi aspettavate me?

-Si, so che siete qui per una domanda e io sono qui per darvi una risposta.

-Spirito del buio, io sono cresciuto come orfano per le strade, ma voglio sapere chi è la persona che mi ha dovuto abbandonare mentre ero ancora in fasce, so che ella potrebbe togliermi da tutta questa miseria e darmi finalmente la vita che merito.

-Io ti farò vedere la persona che ti ha abbandonato, ma in cambio tu dovrai cercare per me la metà di questo medaglione, i miei occhi saranno i tuoi e solo dopo che avrò ritrovato quello che cerco manterrò la mia promessa.

Detto questo lo spirito diete la metà del medaglione al ragazzo e entrò dentro i suoi occhi per vedere attraverso di lui. Il ragazzo non sentì alcun fastidio, anzi fu' come se non fosse cambiato nulla tanto che quando si risvegliò la mattina credette di aver sognato, ma quella sensazione scomparve quasi subito quando guardandosi in tasca vi ritrovò il mezzo medaglione datogli dallo spirito.

Tornò in città senza pensarci troppo su, in suoi pensieri erano tutti indirizzati verso il furtarello che aveva programmato per quella sera, doveva essere un colpo semplice, pochi rischi e bottino adeguato da buon topo d'appartamento quale era.

Appena passato sotto il grande arco che introduceva nella Capitale all'angolo della strada vide una vecchia e sporca mendicante che lo fissava, era sgradevole alla sola vista, la sua pelle era avvizzita e maleodorante e non aveva con se altro che i pochi stracci consunti che la coprivano.

-Cos'hai da fissare vecchia strega?

Gli disse il giovane col suo solito fare strafottente, ella lo disgustava e parea quasi cozzare con le sue brame di lusso e ricchezza con la sua sciatteria deprimente.

-Il tuo volto ragazzo, mi ricorda quello di cui mi innamorai anni orsono e che mi portò alla rovina completa.

-Ah stolta vecchia, non vedo come una persona con il volto come il mio possa innamorarsi di un grottesco sgorbio come te, stai lontana megera o ti farò pentire di essere venuta al mondo per rubare aria a persone di ben altra levatura.

-Figliolo tu cadi nell'inganno dello scintillio degli ori e dei colori delle sete, ma ricorda la vista è un senso effimero e spesso distorce quel che è la realtà, l'ho imparato a mie spese molto tempo fa quando compii la stoltezza di spezzare questo medaglione che rappresentava tutto ciò che ero e barattarne la metà per uno sciocca brama...

-Bah mi risulta difficile pensare che tu fossi qualcosa di diverso dall'essere inutile che si para ora davanti ai miei occhi sta lontana da me e spero vivamente di non veder mai p'iù il tuo volto bitorzoluto.

Detto questo si voltò e se ne andò, ma quel mezzo medaglione che la megera aveva estratto dai suoi stracci non lo aveva certo lasciato indifferente, la megera sicuramente lo aveva sottratto allo spirito cercando di ricavarne denaro per un pasto decente che potesse mantener in vita quell'inutile ammasso di rughe per un giorno ancora...

Era quello il medaglione che egli doveva recuperare per aver accesso finalmente a tutte le ricchezze che la madre sicuramente poteva dargli così, di nascosto, seguì la vecchia all'imbrunire e appena vide che non v'era anima viva intorno la afferrò alle spalle tentando di strapparle il medaglione dal collo.

La vecchia tentava di ricacciarlo con le sue dita callute e urlava frasi come “No non farlo, finiresti come me” “ tu sei mio...” e mentre stava per terminare quella frase con uno strattone ben assestato il giovane riuscì a strapparle il medaglione dal collo ed ella sbilanciata cadde a terra battendo il capo contro un sasso, e li spirò.

Il giovane sbarrò gli occhi, egli era si un delinquentello ma non aveva mai ucciso nessuno e terrorizzato dalle conseguenze che avrebbe subito se lo avessero scoperto fuggì verso il tempio con in tasca il medaglione.

Appena fu li vide la sagoma nera di pura ombra che tendendogli la mano disse:

-Ahhh vedo che lo hai trovato, ora dammelo e il tuo desiderio sarà realizzato.

Ed egli così fece, prese il medaglione dalla tasca e lo mise nella mano della metifica ombra che soddifatto gli chiese:

-Bene, ora prima che io soddisfi la tua richiesta dimmi, dove hai trovato la parte mancante del medaglione?

Ed egli gongolante e impaziente rispose:

-Lo aveva con se una vecchia e calluta mendica, sicuramente lo aveva sottratto dal tuo tempio sperando di ricavarne denaro, ma cosa importa ora fammi vedere dove è mia madre, voglio finalmente entrare in possesso di quel che è mio di diritto!

-Bene, così sia...

Detto questo lo spirito con un gesto della mano indicò al giovane una pozzanghera d'acqua che al suo gesto come per magia cominciò a mostrare delle immagini indistinte, il giovane vi si avvicinò e pian piano che le immagini si schiarivano egli inorridì...

-Ehi spirito, che scherzo è mai questo? Quella altri non è che la mendica a cui ho sottratto il medaglione, ti ho chiesto di farmi vedere dove è mia madre!

-E io l'ho fatto, figliolo, tua madre è li, dove l'hai lasciata dopo averle tolto la vita per la tua brama...eppure anche ella aveva provato ad avvertirti avendo subito un destino simile al tuo anni prima. Anche ella mi vendette la sua anima per un puerile desiderio dettato dall'effimera vista e dopo averlo ottenuto cadde in rovina.

Il ritratto che tu hai visto era reale, ella era veramente bellissima e divenuta ricca quando sposò l'uomo che tanto aveva desiderato vedere, ma come tutti i doni effimeri della vista ben presto tutto questo ha avuto fine e prima che tu nascesti l'uomo rimase vittima della peste che colpì queste lande 30 anni fa e con lui tutta la sua casata, si salvò solo tua madre con te in grembo, non le rimasero nemmeno gli ori e le ricchezze visto che poco dopo la peste arrivarono gli sciacalli, sempre pronti a saccheggiare le case dei morti.

Tutto quello che aveva desiderato così ardentemente e per cui aveva venduto tutta se stessa sie era rivelato una gioia effimera di cui ella pagò le conseguenzew per tutta la sua vita essendo stata costretta ad abbandonarti perchè non aveva di che sfamarti.

-Quindi tu mi stai dicendo che io ho ucciso mia madre? L'unica persona che mi restava al mondo? Non è possibile! Stai mentendo!

-Voi umani, sempre alla ricerca della felicità senza la fatica di guadagnarsela, volete quel che vedete tutto e subito ed ora te come tua madre ne pagherai le conseguenze, dovrai vivere il resto della tua vita con questa peso sulla coscienza, addio.

-No aspetta io non volev...

Lo spirito non gli fece neanche terminare quella frase e scomparve più velocemente di un battito di ciglie e il giovane non lo vide più...mai più.

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