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Desmond

BREVE STORIA DELLA LEGGENDA DEL MARE D'INVERNO.

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C’era una volta un bimbo molto curioso. Un giorno il bimbo si avvicinò alla mamma e le tirò la gonna proprio come fanno sempre i bimbi curiosi. Le disse :’ Voglio andare a fare una domanda al Mare’. ‘E cosa gli devi chiedere?’ chiese la mamma incuriosita’. Voglio chiedergli se sta meglio in estate o in inverno’. Una fragorosa risata uscì allora dalla bocca della madre. ‘Va bene, andiamo’ disse.

I due si incamminarono, mano nella mano, avanzando dolcemente e si fermarono lontano dall’acqua. Allora il bimbo, d’improvviso, si avvicinò al mare e con voce delicata gli disse:’Ma tu stai meglio in Estate o in Inverno?’.

Il Mare che era calmo e senza alcuna onda, subito si destò, maestoso e felice.

‘In Estate ogni genere di persona arriva al mio cospetto, brindano, ridono, giocano e non si curano neanche di me. Sono martoriato senza sosta dal sole e il vento non si concede a me. Non c’è pace, non c’è silenzio, solo coccobello e creme solari.

In Inverno sono accompagnato da qualche barbone e poche persone, piene di inquietudini, arrivate per risciacquare fra le mie onde la loro malinconia. Scure enormi nuvole e una fine foschia mi celano e proteggono la mia maestosità. C’è pace, c’è silenzio, solo Io e il Cielo, senza alcun orizzonte a separarci.’

Il bambino e soprattutto la madre rimasero scioccati.

Nacque così la leggenda del Mare d’Inverno.

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Ospite
C’era una volta un bimbo molto curioso. Un giorno il bimbo si avvicinò alla mamma

Inutile ripetere “bimbo” la seconda volta, si capisce anche senza:

“C’era una volta un bimbo molto curioso. Un giorno si avvicinò alla mamma

Note tipografiche: meglio i caporali o le virgolette che la singola virgoletta che sembra un apostrofo.

’ Voglio andare a fare una domanda al Mare’. ‘E cosa gli devi chiedere?’ chiese la mamma incuriosita’. Voglio chiedergli se sta meglio in estate o in inverno’. Una fragorosa risata uscì allora dalla bocca della madre. ‘Va bene, andiamo’ disse.

«Voglio andare a fare una domanda al Mare». «E cosa gli devi chiedere? » chiese la mamma incuriosita. «Voglio chiedergli se sta meglio in estate o in inverno». Una fragorosa risata uscì allora dalla bocca della madre. «Va bene, andiamo» disse.

‘In Estate ogni genere di persona arriva al mio cospetto, brindano, ridono, giocano e non si curano neanche di me. Sono martoriato senza sosta dal sole e il vento non si concede a me. Non c’è pace, non c’è silenzio, solo coccobello e creme solari.

Anche un piccolo mare come il Mediterraneo, le coste balneabili sono una minima frazione del totale, se paragoniamo il mare a un essere umano sarebbe come chiedere: “ma tu senti i microorganismi che vivono sulla tua pelle?”

Per il mare non siamo più importanti dei batteri sulla pelle: ci può notare solo quando facciamo danno, come l’anno scorso la BP.

solo Io e il Cielo, senza alcun orizzonte a separarci.’

L’orizzonte è la linea dove il mare (o la terra) sembra unirsi al cielo, non ha separarlo.

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Un testo con alti e bassi. Curioso e interessante il soggetto, altalenanti stile e linguaggio. Mi aspettavo qualcosa di più dal finale, al di là dello shock per il mare parlante.

Segnalazioni oltre quelle dei Bradipi:

Una fragorosa risata uscì allora dalla bocca della madre.

Non mi piace l'utilizzo di fragorosa. Mi ricorda un gran rumore, e trovo poco carino che, per quanto stupita, la madre rida come una pazza davanti al bambino.

avanzando dolcemente e si fermarono lontano dall’acqua.

Taglierei l'avverbio.

Scure enormi nuvole e una fine foschia mi celano e proteggono la mia maestosità.

Frase macchinosa e carica di aggettivi. Eccessivo il tono aulico.

A rileggerti icon_wink.gif

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Indubbiamente un testo simpatico però, io che vivo proprio in riva al mare e lo conosco bene in tutte le stagioni, (preferisco l'inverno e la primavera, anche l'autunno del mare, l'estate di meno, per quanto bellissima è piena di turisti) mi sarei aspettato qualcosa di più lungo, profondo, proprio come è il mare, fin dai rimandi bellissimi di Omero e dell'Invincibile Armada, navi affondate, marinai in fondo al mare, dei e sirene, oltre alle nostre modernità.

(Vabbè esagero, giusto per dirti quante fantastiche pagine potresti scrivere ancora su un argomento che è infinito.)

A rileggerti. icon_smile.gif

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Ospite Signor Ford

Una storia molto simpatica, ma forse risente della sua stessa brevità. Ti hanno già scritto eventuali osservazioni sul testo, quindi non ripeto quello che ti è già stato segnalato. Il contenuto sicuramente poteva essere ampliato, non capisco questa scelta di descrivere una scena con pochi passi concisi che rendono un messaggio ben chiaro, una morale definita. Secondo me meritava di più, qualche riflessione, un accenno all'ambientazione e magari alla differenza di atteggiamento tra il figlio e la madre incredula.

A rileggerti!

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Un giorno il bimbo si avvicinò alla mamma

Io eviterei di ripetere bimbo, è pleonastico e poi ripeti bimbi anche dopo.

solo coccobello e creme solari

Finora l’atmosfera era un po’ irreale, senza contatti né di tempo né di luogo. Così io penso a Rimini anni 2000: eviterei riferimenti così concreti.

Tutto il brano vuole arrivare all'ultima frase, e ci arriva bene; è la strada che mi convince meno della eta. Intanto parti da un bambino curioso, ma poi resti lì: poteva essere un uomo o una vecchia, non cambiava nulla. Alla fine madre e bimbo sono solo espedienti. Inoltre, la divisione fra estate e inverno è un po' stereotipata (sarà anche che per me la vita vale di essere vissuta solo per i giorni d'estate al mare, ma questo è pensiero mio).

Comunque l'idea è buona, secondo me vale la pensa di essere sviluppata.

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Ospite

nota tipografica: attenzione agli spazi, vanno sempre dopo il segno di interpunzione e mai prima, le virgolette vanno attaccate alla parola in apertura e a quella in chiusura (se no il risultato è trovarsi le virgolette rovesciate a caso XD)

C’era una volta un bimbo molto curioso. Un giorno il bimbo si avvicinò alla mamma

concordo con bradipo, il secondo bimbo si può eliminare

‘E cosa gli devi chiedere?’ chiese la mamma incuriosita’.

chiedere - chiese è una ripetizione che si può evitare con un sinonimo, inoltre la virgoletta andrebbe aperta dopo il punto :D

avanzando dolcemente

è un accostamento strano quell'avanzare dolcemente o.o secondo si può omettere

Allora il bimbo, d’improvviso,

anche qui "d'improvviso" è superfluo

L'idea di partenza era carina ma il finale mi ha lasciato un po' perplessa, perché la madre e il bambino dovrebbero rimanere addirittura "scioccati" da questa rivelazione?

E quale sarebbe la leggenda del mare d'inverno?

Mi dà l'idea che manchi qualcosa :)

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Ospite
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