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Feleset

E se vi piace un libro disprezzato da tutti?

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Siete in libreria (reale o virtuale) e state spulciando in mezzo ai libri. A un certo punto ne trovate uno che non avete mai visto prima. Leggete la quarta, l'incipit/l'anteprima o una pagina a caso e decidete di comprarlo. Quando lo leggete scoprite che vi piace molto. Rientra nel vostro genere preferito, vi affezionate ai personaggi, apprezzate il modo in cui è scritto o qualunque altra cosa. Insomma, vi piace. A questo punto, spinti dalla curiosità di discutere del libro con chi già l'ha letto, cercate su internet qualche recensione o discussione sui forum. Qui scoprite la verità: il libro viene disprezzato dai più, o perché ritenuto una roba commerciale e basta, o perché si pensa sia scritto male o per qualunque altro motivo. Fatto sta che anche i recensori e i lettori di cui vi fidate di più ne parlano male o lo stroncano.

Qual è la vostra reazione?

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Ospite

Bel quesito.

A me capita più spesso di trovarmi in una situazione opposta, quella del critico al quale non è piaciuto un libro che invece riscuote molto successo.

Comunque, in un caso del genere, io penso che sia giusto esprimere la propria opinione, il proprio punto di vista, le proprie lodi. Penso sia giusto ribattere e argomentare le critiche se il libro ci sta particolarmente a cuore e se troviamo critiche immotivate.

Penso che invece non ci sta di lottare coi mulini a vento, cercare di convincere gli altri che si sbagliano tutti. Tanto difficilmente cambieranno idea. Anzi, forti di un consenso ampio, formeranno un muro contro il quale non vale la pena sbatterci la testa.

Quindi, dopo aver detto la mia, mi limiterei a sgombrare il campo.

e io ADORO angeli e demoni :li:

e io ti depreco per questo :li:

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Ho letto due volte i quattro libri della saga di Twilight in 13 giorni, mi sono emozionata fino al livello del groppo in gola e in quei giorni parevo uno zombie in ogni momento di non lettura. Solo dopo ho scoperto che non tutti lo ritengono un capolavoro assoluto, ma l'opinione degli altri non mi farà cambiare in alcun modo la mia. Sono abituata da anni al fatto che, oltre ai libri universalmente ritenuti validi, sono capace di appassionarmi anche a ciofeche che pochi altri apprezzano.

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A me capita più spesso di trovarmi in una situazione opposta, quella del critico al quale non è piaciuto un libro che invece riscuote molto successo.

Ecco, ci ho pensato poco dopo aver aperto il topic. XD Mi è capitato recentemente leggendo il libro di un autore che tutti ritengono validissimo. Il libro in sé ha pesantemente deluso le mie aspettative, ma all'inizio ho pensato "va beh, forse non ho letto uno dei migliori". Peccato che poi proprio pochi minuti fa, leggendo le critiche su Anobii, la maggior parte siano elogi. C'è addirittura chi lo ritiene il migliore. Certo, c'è da dire che chi ha dato una o due stelline ha avuto all'incirca le mie stesse perplessità.

Non so se fare il nome del libro perché poi i fan mi linciano. XD

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Ospite
Non so se fare il nome del libro perché poi i fan mi linciano. XD

Perché? Non c'è niente di male nel dire che un libro, benché apprezzato, non ci è piaciuto.

Insomma... c'è anche gente che ha avuto l'ardire di criticare il mio icon_lol.gif

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Oh beh, io per dirla in francese me ne fotto.

A me il Codice Da Vinci è piaciuto, Angeli e Demoni pure. E mi piace pure qualcosa di Fabio Volo, pensa te.

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Ho letto due volte i quattro libri della saga di Twilight in 13 giorni, mi sono emozionata fino al livello del groppo in gola e in quei giorni parevo uno zombie in ogni momento di non lettura. Solo dopo ho scoperto che non tutti lo ritengono un capolavoro assoluto, ma l'opinione degli altri non mi farà cambiare in alcun modo la mia. Sono abituata da anni al fatto che, oltre ai libri universalmente ritenuti validi, sono capace di appassionarmi anche a ciofeche che pochi altri apprezzano.

Il primo della serie ha emozionato anche me e quando un libro mi piace non mi importa di quello che dicono gli altri

dacche' il mondo e' bello perche' e' vario.

(secondo me, pero', i restanti volumi ... campano di rendita alla grande)

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Va beh, tanto sapevo che parlandone poi avreste voluto sapere il nome. XD

"Le luci di Atlantide" di Marion Zimmer Bradley. Io ho il vizio di iniziare le saghe dal primo libro, quindi sono partita da quello. Se dovessi dare un voto in decimi non andrei oltre al 5. Non mi dilungo a spiegare i motivi perché verrebbe fuori una recensione, però in generale l'ho trovato scritto male, con i personaggi tutti idioti, una prevedibilità spaventosa (fatta eccezione per 1-2 colpi di scena, che però non vengono sfruttati bene) e soprattutto la mancanza di veri momenti di tensione. Di positivo invece c'è l'ambientazione, la creazione di un mondo che mi è sembrato coerente e la scrittura scorrevole (nel senso che non ci sono paroloni o descrizioni pesanti, però nel complesso mi è sembrato scritto male).

Ora mi preparo a farmi linciare dai fan di Avalon. XD

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Posso dire che mi sembra un quesito un po' inutile?

Non è bello ciò che piace...

Pensa che c'è a chi piace il Grande Fratello.

Secondo me si confonde troppo spesso gusto personale e critica. Il primo è assolutamente personale e non discutibile: c’è gente a cui piace la senape! E personalmente adoro il cavolo bollito. La seconda, come insegnava il buon Croce, è oggettiva.

Prendiamo i cinepanettoni: se parliamo di critica, non si può non stroncarli, e non ci sono giustificazioni che reggano. Ma questo non significa che uno non possa divertirsi a vederli.

Conclusione: esattamente di cosa ti preoccupi?

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A me piacciono i libri della Kinsella, mi divertono. Alcuni li ho letti anche in inglese.

Per me sono l'ideale per passare un pomeriggio in relax, senza pensare a nulla di serio.

Agli altri non piacciono o li considerano spazzatura, bene, non è che me ne importi molto. Mi secca quando le critiche vengono da chi non ha letto i libri, perchè prima si legge e poi si critica.

Comunque io credo che non bisogna essere snob, il problema non è leggere la Kinsella o (mettete voi il nome), ma leggere solo quello.

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Sinceramente non mi interessa se quello che piace a me non piace a te... e viceversa.

La cosa che mi preoccupa sempre di più è l'esponenziale aumento di critici letterari della domenica che pretendono di dirti cosa leggere, quando, dove e come! (Vedi Anobii e simili)

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Ospite

Ora però vogliamo sapere qual è il libro che ti è piaciuto e che per gli altri fa schifo :)

Comunque io mi preoccupo relativamente, se un libro mi piace e mi trasmette qualcosa, delle opinioni altrui mi importa relativamente. Per dire alcuni dei miei libri preferiti non sono esattamente "alta letteratura" XD

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Ospite queenseptienna

Francamente non mi importa, se mi piace bene, se non mi piace è carta da culo :sss:

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Io se ho apprezzato un libro non mi faccio condizionare dalle recensioni negative o dei pareri contrari al mio.

Mi spiacerebbe non poter condividere con qualcuno un libro che ho amato ma il mio parere positivo non cambia

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Sinceramente?

Infischiatene.

gli altri sono stupidi

Non tanto: più che altro, mica siamo tutti uguali, no? Basta pensare al fatto che, magari, un libro ci piace tantissimo, ma poi quando lo rileggiamo non ci piace più, o perché siamo cambiati, o perché è un momento così... L'importante, è quello che pensiamo noi: si troverà sicuramente qualcuno al quale è piaciuto lo stesso libro... bash.gif

e io ADORO angeli e demoni :li:

A me è piaciuto soprattutto: "Il simbolo perduto"...

A me piacciono i libri della Kinsella, mi divertono. Alcuni li ho letti anche in inglese.

Per me sono l'ideale per passare un pomeriggio in relax, senza pensare a nulla di serio.

Non sono per niente male: divertenti e tranquilli...

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Qual è la vostra reazione?

Succede che non cambio idea.

Se il libro mi è piaciuto non sarà di certo il parere di tizio, tarzan e mastro geppetto a farmi cambiare idea.

Altrimenti sarei incoerente.

Meglio ragionare con la propria testa.

Io poi amo i libri commerciali, sono quelli non commerciali che non leggoXD

"Le luci di Atlantide" di Marion Zimmer Bradley. Io ho il vizio di iniziare le saghe dal primo libro, quindi sono partita da quello. Se dovessi dare un voto in decimi non andrei oltre al 5. Non mi dilungo a spiegare i motivi perché verrebbe fuori una recensione, però in generale l'ho trovato scritto male, con i personaggi tutti idioti, una prevedibilità spaventosa (fatta eccezione per 1-2 colpi di scena, che però non vengono sfruttati bene) e soprattutto la mancanza di veri momenti di tensione. Di positivo invece c'è l'ambientazione, la creazione di un mondo che mi è sembrato coerente e la scrittura scorrevole (nel senso che non ci sono paroloni o descrizioni pesanti, però nel complesso mi è sembrato scritto male).

Ora mi preparo a farmi linciare dai fan di Avalon. XD

Anche se è il prequel è stato l'ultimo libro della saga che ho letto.

Che dirti?

Resta uno dei miei libri preferiti della saga e non cambio idea.

Io amo il suo modo di scrivere, per me è una delle migliori.

I gusti sono gustiXD

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Resta uno dei miei libri preferiti della saga e non cambio idea.

Io amo il suo modo di scrivere, per me è una delle migliori.

I gusti sono gustiXD

Beh, ma io ho letto anche due libri del ciclo di Darkover e non erano scritti male, per questo quello mi ha deluso. Mi è sembrata peggiorata. Sarà che gli altri due erano scritti in prima persona.

Comunque in realtà non c'è un libro preciso che è piaciuto a me e non piace alla critica, per il semplice fatto che se temo che un libro possa non essere apprezzato tendo a non informarmi e a restare sulle mie. Preferisco avere il beneficio del dubbio.

Diciamo che se un libro mi emoziona vorrei che fosse anche perché ha qualcosa di "oggettivamente" valido, altrimenti mi sento un po' scema.

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Ospite

Non tanto: più che altro, mica siamo tutti uguali, no? Basta pensare al fatto che, magari, un libro ci piace tantissimo, ma poi quando lo rileggiamo non ci piace più, o perché siamo cambiati, o perché è un momento così... L'importante, è quello che pensiamo noi: si troverà sicuramente qualcuno al quale è piaciuto lo stesso libro... bash.gif

Su questo sono d'accordissimo.

Infatti quando avevo 15 anni ho letto Jack Frusciante è uscito dal gruppo e mi è parso un libro bellissimo, se lo rileggessi oggi probabilmente lo scaricherei nel gabinetto o.o

Così come uno dei miei libri preferiti è "La Storia Fantastica" (The princess bride) che a molti farebbe storcere il naso o lo troverebbe infantile o non abbastanza "colto" ma ci sono scene che mi hanno emozionato tantissimo, dalla strampalata dichiarazione d'amore di Buttercup e Westley alla frase memorabile: "Hello. My name is Inigo Montoya. You killed my father. Prepare to die" love1.gif

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Oh beh, io per dirla in francese me ne fotto.

A me il Codice Da Vinci è piaciuto, Angeli e Demoni pure. E mi piace pure qualcosa di Fabio Volo, pensa te.

ti straquoto in tutte le salse.

e a dirla tutta credevo fosse uno scherzo, questo topic yahoooooo.gif

peraltro il Codice da Vinci trovo sia un gran libro, inattaccabile. Eccezion fatta forse per l'ultimo capitolo superbuonista e paraculo che è stato palesemente aggiunto a posteriori.

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il Codice da Vinci trovo sia un gran libro, inattaccabile.

Ehm.. coff coff

ehm... fazzoletto? sputacchiera?

entro nel dettaglio: un gran libro, inattaccabile, secondo i parametri e gli standard di un certo genere letterario. costruito con mestiere, mantiene ciò che promette, e mi fa venire voglia di girare pagina, a ogni pagina, senza cali di tensione. E' come ascoltare il ventesimo album degli Overkill, o l'ennesimo noir di Dennis Lehane. E mi fermo qui, prima di passare alle metafore su professioniste del sesso mercenario eccetera. yahoooooo.gif

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nemmeno io mi pongo il problema, penso che l'importante sia rendersi conto di cosa si sta leggendo, distinguere tra cagatella da ombrellone e capolavoro (per citare giusto gli estremi).

In questi giorni ho voglia di letture leggere e poco impegnative e ho letto qualche libro dallo scarso valore artistico ma che ho trovato comunque godibilissimi.

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Non lo so, sono così esigente in fatto di narrativa che è difficile che un libro che mi è piaciuto non piaccia proprio a nessun altro. Mi capita più spesso con i film, dove sono di gran lunga più indulgente e magari attaccata al genere o all'attore a sufficienza da perdonare il resto.

Quello che mi capita coi libri è di avere a che fare coi pregiudizi: chi non ama il fantastico o l'horror e non apprezza nulla del genere, chi pensa che solo quello che entra in un libro di scuola sia letteratura, e/o che solo i bestseller soliti siano divertenti e il resto sia noia mortale, ecc.

Quindi sono abituata che quello che piace a me non piace a un insieme di altri. Ma mai a tutti e mai a chi penso che ci capisca qualcosa (niente di quello che mi piace è bistrattato qui, per dire).

entro nel dettaglio: un gran libro, inattaccabile, secondo i parametri e gli standard di un certo genere letterario. costruito con mestiere, mantiene ciò che promette, e mi fa venire voglia di girare pagina, a ogni pagina, senza cali di tensione. E' come ascoltare il ventesimo album degli Overkill, o l'ennesimo noir di Dennis Lehane. E mi fermo qui, prima di passare alle metafore su professioniste del sesso mercenario eccetera. yahoooooo.gif

No, cioè, no, neanche in quei parametri. Quel genere letterario conosce di meglio, anche di roba che va alla massa.

Perché il Codice da Vinci ha un difetto che altri libri non hanno: insulta sistematicamente il lettore e non nel senso che dice cose false (lo fa), non documentate (fa anche questo), con uno stile da pianto dei coniglietti (eh sì). No, proprio nel senso che si mette lì e dice: «Ecco lettore, tu sei deficiente e per fortuna ci sono io che sono un gran figo a dirti tutte queste cose». E non è che è tra le righe o supposto, lo dice esplicitamente.

coolgun.gif

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boh, a me non ha dato questa impressione. e nemmeno mi sono posto il dubbio se le cose che dice fossero vere o false: è un romanzo, non un saggio o un libro di storia. quindi non mi aspetto di trovare verità. paradossalmente, ciò che ho trovato censurabile è stata la quasi riabilitazione finale dell'opus dei.

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