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Diego Di Dio

Mondo Cult

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[Agenzia non più attiva]

 

dicembre 2016, dalla pagina Facebook: Mondo Cult è l'insieme delle passioni per il Cinema, i Fumetti e le Serie TV che agita da sempre il docente e scrittore Giuseppe Cozzolino, ed anche il nome del suo Canale YouTube, piattaforma che realizza Vlog, Serie Web, Esperimenti Sociali ed altri contenuti innovativi.

 

Salve,

in quanto utente del forum mi permetto di segnalare questa agenzia napoletana, Mondo Cult, diretta dal prof. Giuseppe Cozzolino. Io sono un editor di questa Agenzia (chiamiamola così, anche se poi figura come Associazione Culturale).

Purtroppo il vecchio sito è stato smantellato, e quindi ora siamo in attesa di un nuovo sito ben fatto. Però, se volete dare un'occhiata, vi consiglio facebook: esiste questa pagina con tutti gli aggiornamenti ( http://www.facebook.com/MrCult?ref=ts ).

Modificato da ElleryQ

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Allora. funziona così. Se il romanzo è buono e l'autore non vuole rappresentanza, ma solo una speranza di pubblicazione, ci appoggiamo a Boopen Led (l'editore, non la tipografia on line) e, se piace al direttore, si pubblica.

Diciamo che, in questo caso, data l'amicizia che ci/li lega, chiediamo un parere confidenziale al direttore: "Ehi, abbiamo editato questo ragazzo, è bravo. Che ne pensi?"

Ovviamente, ma è inutile dirlo, non è un EAP.

Se invece l'autore vuole la rappresentanza ufficiale, a pagamento, con editori di diverso tipo e grandezza, allora Mondo Cult, che io sappia, può teoricamente operare con tutti gli editori sul territorio nazionale. Certo, non tutti in senso stretto, ma so che da poco hanno stretto una convenzione col Giallo Mondadori e con la Writers Magazine Italia. E stavano vagliando un progetto con Perrone e Einaudi.

Se però volete sapere cose più precise, vi consiglio di scrivere in redazione e chiedere lumi. Garantisco io: sono professionali e disponibili.

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Ospite

Boopen LED è un Print on demand; chiunque, accedendo ai servizi Boopen, può essere selezionato per Boopen LED, dunque non vedo l'utilità di pagare Mondo Cult per un servizio fruibile gratuitamente. Che poi Boopen LED sia una casa editrice, per usare un modo di dire napoletano, a me me pare 'na strunzata.

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A quanto ne so il Print on Demand è Boopen, Boopen LED dovebbe essere un'altra cosa e assomigliare molto di più a una casa editrice. Fanno selezione e, almeno a quanto dicono, editing e promozione. La differenza con le case editrici tradizionale è che utilizzano il bacino di testi e autori forniti dal POD, e da questo attingono i testi che selezionano.

Evidentemente si rivolgono anche ad agenzie letterarie.

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Che cosa è un editing dimostrativo per 2 cartelle?

Senza una visione di insieme non si può parlare di editing.

Sono anche piuttosto perplesso rispetto ai nomi degli Editori fatti. Dire che c'è un accordo con Einaudi e con i Gialli Mondadori non vuol dire nulla.

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Boopen LED è un Print on demand; chiunque, accedendo ai servizi Boopen, può essere selezionato per Boopen LED, dunque non vedo l'utilità di pagare Mondo Cult per un servizio fruibile gratuitamente. Che poi Boopen LED sia una casa editrice, per usare un modo di dire napoletano, a me me pare 'na strunzata.

Boope Led non è un print on demand: na strunzat l'hai detta tu, se mi permetti.

Boopen è pod, ma se aggiungi la parolina LED si intende ben altro, ossia la casa editrice che fa capo al direttore Putignano che pubblica solo su selezione. E i canali selettivi sono vari, tra i quali:i concorsi (ivi compreso "concorso da boopen a led", ossia il miglior testo autopubblicato, previo editing, può essere pubblicato veramente con boopen led), le selezioni editoriali, lo scouting e le agenzie, tra le quali Mondo Cult.

Ti prego di moderare i termini: "Che poi Boopen Led è una casa editrice, per usare un modo di dire napoletano, a me me pare na strunzat". Ti invito a rispettare i termini di questo forum, l'educazione e il rispetto, e sopratutto di non dire minchiate. Boopen LEd è una casa editrice, seleziona ciò che pubblica, ha una piccola distribuzione ma le librerie fiduciarie stanno aumentando anno dopo anno, e il direttore è una persona responsabile e squisita.

Le stronzate, non so chi sei, ma le dici tu.

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Che cosa è un editing dimostrativo per 2 cartelle?

Senza una visione di insieme non si può parlare di editing.

Sono anche piuttosto perplesso rispetto ai nomi degli Editori fatti. Dire che c'è un accordo con Einaudi e con i Gialli Mondadori non vuol dire nulla.

Ah sì, scusa.

E' vero, avrei dovuto istituire un editing dimostrativo gratuito su un romanzo da 100 cartelle. E' vero, perdonami: la prossima volta deciderò di lavorare solo gratis. Così, giusto per la gloria.

Invece ti dico come vanno le cose.

Sapendo di questo EDG, molti cari scrittori esordienti mi hanno mandato i loro micro racconti e li hanno iscritti ai concorsi dopo l'editing. In alcuni casi, si sono piazzati; in altri, no. Ma alcuni di loro (esclusi quelli che mi hanno chiesto l'editing più corposo, cui accennavo prima) non mi hanno mandato nemmeno un'email di risposta. Nemmeno un "grazie", o un parere personale.

Niente. Hanno fatto i porci comodi e sono spariti. Ecco la classe degli scrittori esordienti. Che vergogna: non c'è rispetto, non c'è educazione, non c'è voglia di imparare. Solo arrivisimo e gara a chi frega di più il prossimo.

Se ti lamenti che io fornisca un editing gratuito su sole due cartelle, rispondo che:

1) Trovami un altro che lo fa;

2) Un racconto può essere anche di due cartelle, quindi autoconclusivo;

3) Qualora si trattasse di mero incipit, avrei comunque l'opportunità di mostrare buona parte del lavoro, ivi compresa i riassuntini di fine paragrafo necessari per farmi rilevare, a fine lavoro, le incongruenze narrative; ivi compresa la tabella di valutazione editoriale che dovrebbe coronare l'editing; ivi compresa correzione bozza e professional readigin, benché necessariamente limitati a un lavoro microscopico. E, in quanto tale, dimostrativo.

Ho detto che: 1) Mondo Cult lavora con tutte le case editrici del territorio nazionale; 2) A parte questo, ha qualche "contatto" più stretto con Boopen LEd, Giallo Mondadori, Writers Magazine Italia e Einaudi. Insomma, è ben inserita. Ecco tutto.

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Infatti, Boopen LED mi risulta essere una vera e propria linea editoriale.

Sul sito c'è ancora scritto che è uno "strumento editoriale". Ma è una casa editrice vera e propria.

Ripeto: selezione, editing, pubblicazione, distribuzione e vendita in libreria on line. Se non è una casa editrice questa... Da non confondere con Boopen.

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Chiedo scusa a E.C., Ewan e Daniele: PERDONATE i miei modi poco dipolomatici.

Chiedo scusa se ho usato termini poco educati, ma quando leggo cose non vere vado fuori dai gangheri. E quando leggo che una bella idea come l'editing dimostrativo non viene apprezzata, me ne dispiaccio molto. Scusatemi per i toni poco garbati: ovviamente chiedo scusa anche al WD. Spero che questa conversazione possa proseguire con la stessa serenità con la quale è cominciata.

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Un editing su due cartelle può significare tutto e niente; perché l'autore non ha la garanzia che l'editor lavori su cento cartelle, esattamente come ha lavorato su quelle due, ma soprattutto, non ha la garanzia che l'editor sappia editare un testo sostanzioso. Ma comunque, meglio di niente, solo non vi aspettate che se offrite un servizio gratuito qualcuno venga lì e vi veneri per questo; non è questione di scrittori o non scrittori, è proprio il mondo che non funziona così.

Per il resto, il fatto che sia ben inserita ed abbia una corsia preferenziale con Einaudi e Mondadori mi sembra molto buono; l'autore in questo modo paga per avere più possibilità di farsi leggere da due case editrici importanti.

Una piccola curiosità, a questo punto : l'autore può pagare soltanto per la rappresentanza presso le case editrici oppure l'editing ( se l'agenzia decide che è da fare ) è obbligatorio?

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Sono abituato a toni ben peggori, non ti preoccupare.

In merito all'editing ribadisco che, malgrado la buona volontà, lavorare su due cartelle dimostra ben poco e con questo non mi permetto di giudicare il tuo lavoro che immagino sarà ben fatto e curato.

In merito ai contatti credo sia giusto essere chiari. Lavoro spesso con Einaudi e Mondadori per cui sentir parlare di corsie preferienzali mi fa sorridere. Se sei un Agente (non parlo di service editoriale) è ovvio che hai contatti diretti con gli Editori.

Aggiungo che sono ben contento che un collega lavori bene, ma questo forum credo serva a chiarire le idee sul mondo editoriale per cui un sano dibattito, quando si ha la coscienza pulita, può solo essere utile.

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Be', allora. L'editing dimostrativo, che io sappia, non lo offre nessuno. E' vero che non può mostrare, in toto, il lavoro che verrà fatto dopo, ma almeno dà un piccolo antipasto. Con questo EDG l'autore saprà: 1) Come lavoro praticamente (al pc, e non a mano. PS Non è assolutamente vero che l'editing va fatto solo su formato digitale. Franco Forte, per esempio, grande editor, usa lavorare con penna e foglio); 2) Che uso i commenti e i colori diversi per segnalare i vari tipi di errore; 3) Che spiego, ogni volta, qual è la regola che non è stata rispettata; 4) Che riassumo, a fine paragrafo, la storia mostratami allo scopo di assemblare una pseudo sinossi finale e trovare incongruenze, inverosimiglianze, errori; 5) Che, alla fine, redigo una dettagliata tabella di valutazione editoriale (che posso, giocoforza, solo mostrare, ma non compilare, su 2 cartelle). Per il resto, è ovvio che non posso completare un lavoro lungo come se avessi tra le mani un manoscritto finito.

E non voglio essere idolatrato; semplicemente, non voglio essere offeso. In questi giorni, ho trovato, iscritti in vari concorsi pubblici e online, racconti che qualche giorno prima avevo editato mediante l'EDG: l'autore li aveva corretti secondo le mie indicazioni, iscritti a concorsi a vanvera, e non mi aveva nemmeno degnato di una risposta o una email di ringraziamento o diniego.

Quello che PRETENDO è che se il mio lavoro non piace, l'autore mi scriva in maniera educata: "Caro editor, ti ringrazio per il tempo speso, ma ritengo che tu non sia all'altezza. MI rivolgerò a qualcun altro". Stop. E' troppo pretendere questo? Un minimo di educazione e rispetto?

L'EDG durerà ancora poco. Il direttore di Mondo Cult, dato il comportamento poco educato degli scrittori esordienti, vuole toglierlo di mezzo. E a volte mi fa talmente pena questa categoria (quella degli aspiranti scrittori), che quasi mi vergogno di farne parte. Scusate lo sfogo, ma l'educazione è la prima cosa. E offrire una dimostrazione gratuita è sempre meglio di niente: chi altri lo fa?

Per l'agenzia. Be', se vi dicessi che so tutto, mentirei. Se volete informarvi sul metodo di rappresentanza editoriale, potete tranquillamente scrivere una email a mondocult@gmail.com; vi risponderà la redazione che vi spiegherà tutto. Io, dal canto mio, so solo come funziona l'editing. Per il resto, so come funziona, certo, ma non posso darvi "tutte le informazioni necessarie", perché non me ne occupo. Mandate pure un'email in redazione, se siete curiosi.

Per la rappresentanza. Ovvio che l'editing non è obbligatorio. CI mancherebbe.

Ma siete davvero sicuri di aver scritto un romanzo/raccolta di racocnti così meritevole da non necessitare nemmeno di una correzione bozza? Beati voi. In tal caso, Mondo Cult sarà felicissimo di rappresentarvi presso editori del territorio nazionale. Ma, se posso essere sincero, un manoscritto che non avesse bisogno di una sana revisione, finora, non è mai giunto in redazione.

E non credo che sia un caso.

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Ospite Lem Mac Lem

Invito a tenere toni moderati, a non fare insinuazioni sgradevoli limitandosi a parlare del lavoro svolto dall'agenzia, e soprattutto a non generare confuzione. L'editing è una cosa. La correzione delle bozze un'altra.

Grazie.

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Invito a tenere toni moderati, a non fare insinuazioni sgradevoli limitandosi a parlare del lavoro svolto dall'agenzia, e soprattutto a non generare confuzione. L'editing è una cosa. La correzione delle bozze un'altra.

Grazie.

La correzione della bozza è parte integrante e imprescindibile dell'editing. Comprende un lavoro sul profilo ortografico, sintattico e grammaticale. Una revisione sull'uso dei segni di interpunzione, dei segni di dialogo e quant'altro. Ho inserito Mondo Cult nella categoria "Agenzie" perché non trovavo migliore genus dove inserire la species Mondo Cult; ma non è solo un'agenzia. E' anche un'agenzia. PIù che altro Mondo Cult è un'associazione di supporto editoriale, che offre una serie di servizi: correzione bozze, editing, scheda di lettura, rappresentanza editoriale, booktrailer (SM Production) e organizzazione di eventi (presentazioni, serate letterarie, ecc).

E' pacifico che ognuno di questi servizi ha un costo.

Per il resto: mi sono permesso di illustrare il profilo editing, perché è quello che maggiormente mi compete.

Per altre domande, chiunque può scrivere in redazione.

"Insinuazioni sgradevoli" non ne ho lette, a parte la piccola "diatriba" su un uso scorretto dei termini (vd. "strunzat") che ho ritenuto offensivo e poco rispettoso. A parte quello, la discussione sta procedendo con educazione e serenità.

Però, a questo punto, vorrei fare una domanda: quanti di voi hanno ricevuto un editing professionale, nella loro "carriera" letteraria? Da chi, quanto è costato, come si è svolto?

Sarei curioso di saggiare le esperienze sul campo...

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Ospite Linda Rando

Dieguito non è consentito rispondere ai richiami. La tua domanda inoltre non c'entra nulla con il topic.

Segui le istruzioni dello staff e attieniti al regolamento.

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Dieguito non è consentito rispondere ai richiami. La tua domanda inoltre non c'entra nulla con il topic.

Segui le istruzioni dello staff e attieniti al regolamento.

Scusami. Non sapevo non fosse consentito: deve essermi sfuggito.

Inoltre la domanda c'entrava: alla luce delle osservazioni fatte sui servizi offerti da Mondo Cult (ivi compreso l'EDG), mi chiedevo quanti scrittori aspiranti avessero dimestichezza con l'editing. Per verificarlo, ho posto la domanda: ma avete mai chiesto/ricevuto un editing vero, professionale, a pagamento? O parlate solo per voci di corridoio? Era questo lo spirito della mia domanda, inerente con il topic e l'argomento "servizi offerti da Mondo Cult".

Comunque okay, non risponderò più ai richiami e mi limiterò a rispondere alle domande - se ce ne saranno - su Mondo Cult.

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Io parlo per esperienza indiretta, in quanto non amo scrivere; in ogni caso, secondo me, la rappresentanza presso la casa editrice prescinde dall'editing, e questo non finirò mai di ripeterlo. Prescinde dall'editing per due motivi :

- Come più volte è stato ripetuto, la casa editrice nella maggior parte dei casi ha editor che lavorano in seguito alla firma del contratto per i vari autori, e correggono ed adattano secondo le proprie esigenze. Quindi, il testo, viene valutato positivo dalla casa editrice se in linea di massima è interessante ma comunque necessita correzioni. Non vedo perché, concludendo, un autore debba pagare un editing che poi verrà fatto comunque.

Se poi per editing voi di Mondo Cult intendete " ti prendo il testo e te lo riscrivo ", beh, personalmente mi vergognerei a presentare un testo riscritto dall'editor, anche se l'idea di fondo è la mia. Significa che non sono stato in grado di produrre un libro che fosse farina del mio sacco. Inoltre, a rigor di logica, se io voglio il servizio di rappresentanza presso una realtà editoriale medio-grande, sicuramente sono convinto che : a) il mio prodotto vale almeno qualcosina, e quindi l'ho rivisto. :) se fossi accettato sarei affidato alle cure di un editor di buon livello.

- Secondo, ed anche questa è una cosa che secondo il mio punto di vista di lettore è importantissima, ma che ormai si sta perdendo sempre più : I veri scrittori, a mio parere, non hanno bisogno di TROPPO editing. La figura dell'editor si è affermata negli ultimi tempi. Non ho mai sentito di nessun Conrad o Bulgakov o Boll o Tolstoj affidarsi all'editor ( anche perché immaginatevi editare Guerra e Pace, o La recherche... Sarebbe stato un massacro ). Secondo me, se l'autore ha fiducia nei propri mezzi, alle volte crede anche che non ci sia bisogno che un'agenzia smanetti sul suo testo; i consigli dell'editor dell'editore sono un altro discorso, ma diamine, dico io, ci saranno autori che non mettono le parole a caso? Se uno mette le parole con assennatezza è difficile che accetti che esse siano modificate da una persona che neanche conosce.

Detto questo, non so quali letterati lavorino in Mondo Cult curando la fase di editing, ma a mio parere non è vero che la maggior parte dei testi hanno bisogno di editing. Forse sono anche un po' le agenzie che vogliono a tutti i costi trovare qualcosa da correggere, sbaglio?

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Io parlo per esperienza indiretta, in quanto non amo scrivere; in ogni caso, secondo me, la rappresentanza presso la casa editrice prescinde dall'editing, e questo non finirò mai di ripeterlo.

Verissimo. Ma non vedo perché ribadire questa cosa: mi sembra di averlo già detto e spiegato tre volte. La rappresentanza è una cosa, l'editing un'altra. Che c'è di strano o di sbagliato?

Nel post iniziale ho esposto i servizi offerti da Mondo Cult: correzione bozze, editing, rappresentanza editoriale, shce di lettura, booktrailer, organizzazione di eventi, promozione e diffusione di un libro già pubblicato ecc.

Prescinde dall'editing per due motivi :

- Come più volte è stato ripetuto, la casa editrice nella maggior parte dei casi ha editor che lavorano in seguito alla firma del contratto per i vari autori, e correggono ed adattano secondo le proprie esigenze. Quindi, il testo, viene valutato positivo dalla casa editrice se in linea di massima è interessante ma comunque necessita correzioni. Non vedo perché, concludendo, un autore debba pagare un editing che poi verrà fatto comunque.

Se poi per editing voi di Mondo Cult intendete " ti prendo il testo e te lo riscrivo ", beh, personalmente mi vergognerei a presentare un testo riscritto dall'editor, anche se l'idea di fondo è la mia. Significa che non sono stato in grado di produrre un libro che fosse farina del mio sacco. Inoltre, a rigor di logica, se io voglio il servizio di rappresentanza presso una realtà editoriale medio-grande, sicuramente sono convinto che : a) il mio prodotto vale almeno qualcosina, e quindi l'ho rivisto. :D se fossi accettato sarei affidato alle cure di un editor di buon livello.

Scusami, ancora una volta non capisco il senso di questa precisazione. Certo, forse sono io che mi sono spiegato male, e me ne scuso. Vediamo di ricapitolare. Mondo Cult offre una serie di servizi. Questi servizi possono essere indipendenti l'uno dall'altro o mescolarsi in un pacchetto. Esempi pratici. 1) Tizio viene da noi e fa: "Cari, vorrei un Edg su 2 cartelle." Benissimo. Glielo facciamo. Se Tizio è soddisfatto, dice "Amici, mi avete soddisfatto. Potrei avere un editing su 200 cartelle?" "Certo", rispondiamo. E glielo facciamo. Poi Tizio se ne va per la sua strada, facendo del romanzo ciò che vuole: presentarlo a editori per conto suo; tenerlo nel cassetto; stamparlo con un pod e darlo agli amici. Insomma, fa ciò che desidera. 2) Tizio viene da noi e dice: "Sentite, voglio sapere se il mio libro è pubblicabile o meno, ma non voglio un editing. Sapete, non mi piace (!). E' possibile avere un parere professionale, senza che mi cambiate ogni virgola?" "Certo. Esiste per questo la scheda di lettura". Gliela facciamo e gliela consegniamo. Poi può darsi che lui sia d'accordo con le nostre indicazioni e che, alla luce della professionalità mostrata, voglia ricevere un editing serio. Allora glielo facciamo. Altrimenti finisce là: della sua scheda, l'autore fa ciò che vuole.

E così via, per quanto concerne i romanzi inediti. Per quelli editi, invece, Mondo Cult offre tutta un'altra serie di servizi. Esempi pratici. 3) Tizio viene da noi e fa: "Cari, ho pubblicato questo romanzo con Tizio&Caio. Ma sta vendendo poco, per adesso, e vorrei promuoverlo adeguatamente. Voi cosa offrite?" A quel punto, ci mettiamo d'accordo per promuovere il suo romanzo - purché sia pubblicato seriamente da un no! EAP -, con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione: ufficio stampa, incrementazione della diffusione, presentazioni, serate letterarie, incontri e dibattiti sul romanzi, booktrailer professionali ecc.

Ovviamente, tutto ciò ha un costo. E ci mancherebbe altro: mica si lavora per la gloria. Il mito dei mecenate, che ti riempiono di soldi perché sei un genio della letteratura, fino ad allora incompreso, è una chimera sintomo di ignoranza e dilettantismo. Non funziona così. Ma se qualcuno mi dimostra il contrario - dati alla mano - sono pronto a rimangiarmi tutto.

Altro esempio pratico. 4) Tizio viene da noi e fa: "Mondo Cult, ho scritto questo romanzo. Che ne dite di rappresentarlo?" Noi lo leggiamo e lo valutiamo. Se vale, lo rappresentiamo a livello editoriale. Ma è possibile, anzi direi probabile, che il lavoro, per quanto possa essere buono, necessiti quanto meno di una correzione di bozza. Sai perché? Perché non esiste dattiloscritto che non abbia, come minimo, errori di punteggiatura, refusi, 'd' eufoniche sbagliate e altre sviste. Non esiste. Stop.

Se esiste, allora vuol dire che nessuno lo conosce. E chi dice il contrario, significa che parla, appunto, solo per esperienza indiretta. O, come dicevo prima, per voci di corridoio.

Ecco. Potrei continuare all'infinito con gli esempi, però spero di essermi spiegato. Se c'è qualcosa che non hai capito, sono a tua disposizione. Però, ripeto, se avete curiosità inerenti la rappresentanza editoriale, chiedete pure in redazione (mondocult@gmail.com), perché quello non è il mio settore. Ribadisco: mi occupo di editing, correzione bozza e schede di lettura.

- Secondo, ed anche questa è una cosa che secondo il mio punto di vista di lettore è importantissima, ma che ormai si sta perdendo sempre più : I veri scrittori, a mio parere, non hanno bisogno di TROPPO editing. La figura dell'editor si è affermata negli ultimi tempi. Non ho mai sentito di nessun Conrad o Bulgakov o Boll o Tolstoj affidarsi all'editor ( anche perché immaginatevi editare Guerra e Pace, o La recherche... Sarebbe stato un massacro ). Secondo me, se l'autore ha fiducia nei propri mezzi, alle volte crede anche che non ci sia bisogno che un'agenzia smanetti sul suo testo; i consigli dell'editor dell'editore sono un altro discorso, ma diamine, dico io, ci saranno autori che non mettono le parole a caso? Se uno mette le parole con assennatezza è difficile che accetti che esse siano modificate da una persona che neanche conosce.

Detto questo, non so quali letterati lavorino in Mondo Cult curando la fase di editing, ma a mio parere non è vero che la maggior parte dei testi hanno bisogno di editing. Forse sono anche un po' le agenzie che vogliono a tutti i costi trovare qualcosa da correggere, sbaglio?

Sì, sbagli.

Tu mi hai posto la domanda e io ti ho dato la risposta. Sbagli, eccome. Scusami se te lo dico, ma si vede che parli per esperienza indiretta. Tu hai portato esempi altisonanti. Tanto di cappello: sono i padri della letteratura.

Ma non c'entrano niente col discorso che stiamo facendo. Niente.

Sono cambiati i tempi, le epoche, gli stili letterari, il funzionamento editoriale e le esigenze narrative. A questo punto, scusami, perché non mi hai portato l'esempio di Dante Alighieri? Insomma, la "Commedia" è la più grande opera letteraria che sia mai stata concepita. E Dante aveva un editor? No.

Ma questo che c'entra? Nulla. Assolutamente nulla.

Ripeto, e lo dico non per cose lette sui forum o per esperienza indiretta, ma per cognizione di causa: esiste un manoscritto di un autore, sia esordiente che affermato che famoso, che non necessiti di una revisione, di una correzione bozza o, addirittura, di un vero e proprio editing, come Dio comanda? No. Non esiste. Punto e basta.

Sostieni il contrario? Dimostramelo. Portami un dattiloscritto che, secondo te, è perfetto così com'è, e vediamo cosa ne pensano i mille editor sparsi per l'Italia.

Ogni scrittore ha un suo editor, dall'esordiente, all'affermato, al famosissimo. Non ci credi? Bene, prova a chiedere agli autori dei mega-seller italiani: Baricco, Faletti, Mazzantini, Ammaniti e quanti altri. Ognuno ha un editor e nessuno si azzarderebbe a dare un libro alle stampe senza una, due o anche tre revisione da parte del proprio editor di fiducia. Stop.

In Italia siamo arretrati, come al solito. A tal punto che non esiste una parola italiana per indicare tale mestiere, ma si ricorre a un prestito linguistico (editor). E gli aspiranti scrittori guardano sempre con sospetto, e diffidenza, chi s'impegna a dare loro un consiglio, un suggerimento, o una mano. Lo so, è così, ci ho fatto/ci abbiamo fatto l'abitudine. Ma è una gran tristezza.

Perché in Italia, statistiche alla mano, ci sono 4 milioni di aspiranti scrittori. E manco l'un percento che si degna di dare il proprio lavoro in mano a un professionista del settore. Manca l'umiltà, a mio avviso. Non i soldi.

Altra cosa. Letterati? Cosa c'entra la parola "letterati"? Se condurra un'indagine in tal senso, ti renderai conto che gli editor delle migliori case editrici non sono laureati in Lingue (anzi, alcuni non sono nemmeno laureati); ma hanno una cultura, quella editoriale, da tenere distinta da quella strettamente letteraria, che hanno accumulato coi manuali, le palestre letterarie, lo studio autodidatta e l'esperienza. La parola "letterato" non c'entra niente con l'editor. Al limite, e questo è pacifico, la parola "lettore", okay. Ma non "letterato". Le regole dell'editoria (che so, il punto di vista, la focalizzazione, la grammatica, le incongruenze, trovare sviste, refusi e ripetizioni, individuare banalità e cliché letterari ecc non sono cose che s'mparano a scuola o all'università. S'imparano sul campo.)

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Voglio specificare che non era un'accusa, e non era una critica al vostro modo di operare, motivo per cui non c'è bisogno di aggredire. Io contestavo solo la tua affermazione, nella quale sostieni che tutti hanno bisogno di editing, a prescindere. Secondo me, non è vero. E soprattutto, non dell'editing di un'agenzia letteraria.

Non penso che nessun editor al mondo che si permetterebbe di toccare un libro di Eco. E purtroppo torniamo al punto di partenza; Eco è uno dei pochi Scrittori con la S maiuscola che sono rimasti in Italia. Gli scrittori con la s minuscola che tu hai citato, comunque non si rivolgono ad un'agenzia per fare una correzione. Ne la correzione è un editing totale. Semplicemente l'editor della casa editrice rilegge il testo e può rivedere qualche imperfezione, qualche errore di coerenza, ma poi stop.

Poi ci sono libri e libri; ma un libro progettato per essere un volume dal forte carattere valore denotativo, solitamente non è molto incline all'editing, a mio parere. L'editing va bene per quegli scrittori che producono romanzi da viaggio, alla Simenon, per intenderci, ottanta pagine in un giorno e via; a quel punto sì che gli errori ce li trovi.

Calvino, Palazzeschi, Campanile, Lampedusa, Buzzati, Brancati, Parise, loro non avevano bisogno dell'editor. E secondo me per chi scrive libri la modestia è una brutta bestia. Perché permette alla casa editrice di plasmare l'opera verso la commercializzazione.

Da ultimo, secondo me l'editor DEVE avere una preparazione letteraria. Immagina se ti mettono davanti un libro come l'eleganza del riccio e tu lo devi corregere... Quantomeno devi essere ferrato in letteratura classica e filosofia. E una ricerca su internet non basta per approfondire certe cose...

Detto questo tolgo il disturbo, non sono interessato ai vostri servizi in quanto non scrittore, ma volevo chiarire una cosa : L'autore che sa di offrire un prodotto valido, non deve mai fuggire il paragone con un grande scrittore passato. Se tutti gli autori ridimensionano le loro ambizioni, è ovvio che non avremo mai il nuovo Pirandello, in casa...

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Perché, aggiungo, se fosse l'editor in grado di correggere il nuovo Pirandello, allora non farebbe l'editor. Allora che faremo, tra un po', daremo il nobel all'autore del libro e all'editor che glie l'ha corretto? Per me è una cosa assurda e va bene solo per i romanzetti senza pretese, o per chi deve ancora imparare a scrivere... Poi non so, fate voi.

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Voglio specificare che non era un'accusa, e non era una critica al vostro modo di operare, motivo per cui non c'è bisogno di aggredire. Io contestavo solo la tua affermazione, nella quale sostieni che tutti hanno bisogno di editing, a prescindere. Secondo me, non è vero. E soprattutto, non dell'editing di un'agenzia letteraria.

Non penso che nessun editor al mondo che si permetterebbe di toccare un libro di Eco. E purtroppo torniamo al punto di partenza; Eco è uno dei pochi Scrittori con la S maiuscola che sono rimasti in Italia. Gli scrittori con la s minuscola che tu hai citato, comunque non si rivolgono ad un'agenzia per fare una correzione. Ne la correzione è un editing totale. Semplicemente l'editor della casa editrice rilegge il testo e può rivedere qualche imperfezione, qualche errore di coerenza, ma poi stop.

Poi ci sono libri e libri; ma un libro progettato per essere un volume dal forte carattere valore denotativo, solitamente non è molto incline all'editing, a mio parere. L'editing va bene per quegli scrittori che producono romanzi da viaggio, alla Simenon, per intenderci, ottanta pagine in un giorno e via; a quel punto sì che gli errori ce li trovi.

Calvino, Palazzeschi, Campanile, Lampedusa, Buzzati, Brancati, Parise, loro non avevano bisogno dell'editor. E secondo me per chi scrive libri la modestia è una brutta bestia. Perché permette alla casa editrice di plasmare l'opera verso la commercializzazione.

Da ultimo, secondo me l'editor DEVE avere una preparazione letteraria. Immagina se ti mettono davanti un libro come l'eleganza del riccio e tu lo devi corregere... Quantomeno devi essere ferrato in letteratura classica e filosofia. E una ricerca su internet non basta per approfondire certe cose...

Detto questo tolgo il disturbo, non sono interessato ai vostri servizi in quanto non scrittore, ma volevo chiarire una cosa : L'autore che sa di offrire un prodotto valido, non deve mai fuggire il paragone con un grande scrittore passato. Se tutti gli autori ridimensionano le loro ambizioni, è ovvio che non avremo mai il nuovo Pirandello, in casa...

Scusami.

Io non ti ho assolutamente aggredito. Ma ti assicuro che, per uno avvezzo a lavorare in certe materie, le tue parole sono "da esterno". Non è un'offesa, è una constatazione: ossia da persona che non ha esperienze in quel campo, che non ha mai ricevuto un editing professionale, che non sa, fondamentalmente, di cosa parla.

Esempio 1. Umberto Eco ha un editor, e questo è il primo errore che hai commesso. In base a cosa credi che non abbia un editor, scusa? Certo, i professionisti della Bompiano sono grandi e preparati, ma ciò non toglie che tutti, tutti, abbiamo bisogno di un editor.

Due. Ti ho chiesto di dimostrarmi, dati alla mano, che tu hai ragione e io torto. Tu dici: c'è qualcuno che fa a meno dell'editing. Bene. Dimostramelo. Non ne sei in grado? Perfetto, allora hai torto. Stop.

"L'eleganza del riccio", nella versione che tu hai letto, è stato editato ben due volte, una volta in francese e l'altra in italiano (per la cronaca, anche le traduzioni vengono editate, ovviamente). E stiamo parlando dei professionisti di una casa editrice, la E/O, che è di media grandezza ma di eccellente professionalità.

Ovvio che un editor deve avere una preperazione letteraria, ma non deve essere per forza laureato in Lettere. Infatti, su 100 editor professionisti che conosco, solo tre o quattro sono laureati in lettere. Tutti gli altri o non sono laureati affatto, o hanno una laurea in tutt'altra materia: Ingegneria, Economia, Giurisprudenza, Biologia ecc.

Poi la tua ritrosia verso l'editing deriva, a mio parere, dal fatto che non ne hai mai ricevuto uno.

Perché non sei un (aspirante) scrittore, l'hai detto tu. Forse credi che ricevere un editing significhi non saper scrivere. E invece no. Ricevere un editing significa saper scrivere, invece, ed essere umili, perché chiunque, perfino Eco, può commettere errori. E l'editor è pagato apposta per indivifuarli e parlare con lui: non scrivere al posto suo, sia chiaro.

Detto questo, chiudiamo questa discussione sull'editing. A mio parere, non porta da nessuna parte: è come se parlassero un allenatore di pallone e uno che non ama il calcio. Possono mai trovare un punto d'incontro? No.

Se qualcuno ha altre domande, sono a disposizione.

Altrimenti grazie a tutti.

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Più che altro io direi come un grande appassionato di calcio ed un allenatore... Non è detto che l'appassionato di calcio, pur non giocando, non ne sappia qualcosa. Comunque, sì, hai ragione, meglio chiuderla qui, non mi pare il posto ideale per certi discorsi; non voglio contrariare nessuno.

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EDIT: Dato che sono passati molti mesi dal mio messaggio iniziale, e che ai vertici delle collane Mondadori da edicola (Giallo Mondadori, Urania, ecc...) è salito lo scrittore, editor e direttore della WMI Franco Forte, mi sembra giusto rettificare il mio post iniziale.

Attualmente non c'è alcuna convenzione né tra Mondo Cult e la WMI né tra Mondo Cult e le collane Mondadori, ivi compreso il giallo. Un'intesa c'era tempo fa con Altieri, ma adesso le cose sono cambiate e, per il momento, è giusto che tutti siano consci che Mondo Cult non ha alcuna convenzione con la rivista e con la casa editrice; pertanto non costituisce, in nessuna forma, una corsia preferenziale per le pubblicazioni.

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Non esiste un sito e la pagina Facebook riconduce a un "contenitore" di notizie sul mondo di fumetto, cinema, serie TV. Sposto in Archvio.

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