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zorrorosso

Il profeta

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Un incomprensibile virus aveva colpito la maggior parte dei sistemi informatici del pianeta. Così il Profeta, uno dei più noti haker, come un speleologo, si calò nel buio della più remota e oscura partizione della memoria dei computer, nella cosiddetta “zona x”, sfidando l’ignoto con la fioca luce della lampadina sul suo casco.

Scendeva col cuore in gola, senza sapere cosa avrebbe trovato, se il terribile “Leviatano”, il paradiso terrestre, se lo avesse accolto l’Arcangelo Gabriele, quel tale Pietro, celebre pescatore della Galilea, oppure Caronte, insieme alla sua barca per il trasporto dei dannati.

Anche se inizialmente la paura gli stava divorando il cuore, si faceva largo, nel corso di quella folle discesa, uno sconsiderato, dissennato e imprudente piacere. Ogni sensazione spiacevole si stava lentamente dissolvendo, sciogliendosi come neve al sole. Il piacere cresceva come un albero, con la stessa selvaggia ostinazione di un’edera. Nessuno lo rivide. Misteriosamente i computer ripresero a funzionare.

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Ospite Signor Ford

Ti segnalo qualche aspetto che ha rallentato la mia lettura

Così il Profeta, uno dei più noti haker, come un speleologo,

A mio parere dovrebbe essere uno speleologo, perchè la s è impura, a meno che non esista un'eccezione che io ignorantemente non conosco

Scendeva col cuore in gola, senza sapere cosa avrebbe trovato, se il terribile “Leviatano”, il paradiso terrestre, se lo avesse accolto l’Arcangelo Gabriele, quel tale Pietro, celebre pescatore della Galilea, oppure Caronte, insieme alla sua barca per il trasporto dei dannati.

Trovo questa frase un po' contorta, troppi se che alla fine non si danno una risposta ma che non danno nemmeno senso alle domande dell'hacker. Io rivredrei la forma, distanziando un po' ciascun dubbio per dare una giusta rilevanza a ciascuno di essi.

E' un racconto notevolmente essenziale, dai pochissimi dettagli basando tutto su un'aspettativa che crea suspence intorno al destino del protagonista e altresì intorno ai suoi desideri di conoscenza. Però mi manca qualcosa: Il protagonista cosa trova? mi mancano quei dettagli che mi consentono magari di avere un sesno logico tra le intenzioni e la realtà. Però ti riconosco che mi dà i brividi questa storia e che l'idea mi affascina.

A rileggerti!

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Il piacere cresceva come un albero, con la stessa selvaggia ostinazione di un’edera.

L'immagine dell'edera non mi da ostinazione, forse sarebbe meglio cambiare la parola ostinazione.

Comunque è scorrevole, anche se ho fatto fatica a capirlo in un primo momento ( pensavo che era una versione comica della religione cristiana addirittura). Mi paice l'ultimo pezzo:

Nessuno lo rivide. Misteriosamente i computer ripresero a funzionare.

Credo che abbia qualcosa di misterioso e triste, e a me questi generi piacciono.

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Se lo puntellassi un poco sarebbe niente male. E' intrigante, veloce e d'effetto.

Come ha già scritto J.F.Mastinu il maggiore inciampo è rappresentato da questa frase:

Scendeva col cuore in gola, senza sapere cosa avrebbe trovato, se il terribile “Leviatano”, il paradiso terrestre, se lo avesse accolto l’Arcangelo Gabriele, quel tale Pietro, celebre pescatore della Galilea, oppure Caronte, insieme alla sua barca per il trasporto dei dannati.

Se isolo da me le immagini le trovo efficaci:

Scendeva col cuore in gola, senza sapere cosa avrebbe trovato. Il terribile “Leviatano”. Il paradiso terrestre. L’Arcangelo Gabriele. Quel tale Pietro, celebre pescatore della Galilea. Oppure Caronte, insieme alla sua barca per il trasporto dei dannati.

Poi sistemerei le cose leggere:

Un incomprensibile virus aveva colpito la maggior parte dei sistemi informatici del pianeta.

Sostituirei l'aggettivo incomprensibile. Ho pensato a micidiale ma non mi soddisfa del tutto, misterioso andrebbe meglio ma non ci sono ancora.

sfidando l’ignoto con la fioca luce della lampadina sul suo casco.

... della lampadina incastonata sul suo casco.

Anche se inizialmente la paura gli stava divorando il cuore, si faceva largo ...

Anche se inizialmente la paura gli aveva divorato il cuore, si faceva largo ...

... si faceva largo, nel corso di quella folle discesa, uno sconsiderato, dissennato e imprudente piacere. Ogni sensazione spiacevole si stava lentamente dissolvendo, sciogliendosi come neve al sole. Il piacere cresceva come un albero ...

diversificherei.

Ogni sensazione spiacevole si stava lentamente dissolvendo, sciogliendosi come neve al sole .

Ogni sensazione spiacevole si dissolveva lentamente come neve al sole

Il piacere cresceva come un albero, con la stessa selvaggia ostinazione di un’edera. Nessuno lo rivide. Misteriosamente i computer ripresero a funzionare.

Trovo le due metafore azzeccate e il finale mi fulmina.

Se deciderai di modificare il racconto tutto o in parte mi piacerebbe rileggerlo.

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Ho trovato l'idea piuttosto originale, ma sono rimasto un pochino deluso da come è stata realizzata.

Poteva, insomma, venirne fuori un racconto molto più ricco.

E' un mio soggettivissimo parere, ovvio, prendilo come tale, ma è come se la storia non si fosse sviluppata nella sua totalità. Potresti rimetterci mano e cavarne qualcosa di davvero interessante, ad ogni modo!

Per il resto, ho molto apprezzato la metafora dell'albero e dell'edera... sono due diversi tipi di ostinazione, l'una calma e paziente, l'altra infestante e selvaggia, che accostati mi hanno dato una piacevole sensazione.

Anche l'immagine di quest'uomo che si cala nella memoria dei computer mi ha piacevolmente colpito, perchè non è chiaro se lo faccia fisicamente, piuttosto che virtualmente o spiritualmente, o magari tutt'e tre insieme.

Due note tecniche...

"haCker" non "haker", errore di battitura.

l'articolo davanti a speleologo dovrebbe essere "uno".

Per il resto, se dovessi riprendere il tutto per ottenere qualcosa di più elaborato, contami certamente tra i tuoi futuri lettori.

F.

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Mi è piaciuto. E' lesto, ma non troppo. Fugace abbastanza per sguggirti e farti venire voglia di inseguirlo. Io trovo che sia 'giusto'osì, non credo possa funzionare più sviluppato e veloce.

Ottimo.

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