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MinervA

Richieste di affido ed iter connessi

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Ragazzi, spero che qualcuno di voi possa darmi una mano... :)

Mi servirebbero un pò di informazioni sulle richieste di affido da parte di aspiranti genitori single per il romanzo che sto scrivendo. Ho già cercato qualcosa su internet, ma se qualcuno sapesse spiegarmi in maniera più semplice (diciamo "terra terra") qual è l'iter da seguire in questi casi sarebbe stupendo...

Grazie in anticipo! icon_wink.gif

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Ospite Lem Mac Lem

Nemmeno, i single non possono richiedere nemmeno l'affido, a meno di situazioni particolari (ad esempio, se il minore è un parente stretto).

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Ospite Lem Mac Lem

Ho trovato questo:

Cos'? l'affidamento

In Italia l'affidamento familiare ? regolamentato dalla Legge 184/1983, che ? stata successivamente modificata dalla Legge 149/2001.

L'affidamento familiare consiste nell'accoglienza di un minore per un periodo di tempo determinato presso una famiglia, un single o una comunit? di tipo familiare, qualora la sua famiglia d'origine stia attraversando un momento di difficolt? e per vari motivi (difficolt? educative e/o genitoriali, malattia, carcerazione, ecc.) non riesca a prendersi temporaneamente cura dei figli.

L'affidamento ? caratterizzato dalla temporaneit?, dal mantenimento dei rapporti con la famiglia d'origine e dal rientro del minore nella propria famiglia d'origine.

L'affidamento ? consensuale nel caso sia condiviso e approvato dai genitori o giudiziale nel caso sia disposto dell'Autorit? Giudiziaria.

L'affidamento si ottiene su richiesta della famiglia naturale ai servizi socio-assitenziali territoriali di residenza e/o su proposta dei servizi stessi o in seguito a disposizione dell'Autorit? Giudiziaria.

L'affidamento pu? essere diurno o part-time (quando ? limitato ad alcune ore durante la giornata), oppure residenziale (quando il minore va a vivere, per un periodo di tempo, presso la famiglia affidataria, pur mantenendo, di norma, rapporti e incontri con la propria famiglia naturale).

L'affidamento decorre dall'accordo formale tra i servizi socio-assistenziali, la famiglia naturale e la famiglia affidataria' ritenuta idonea' o in base a quanto disposto dall'Autorit? Giudiziaria.

L'ascolto del minore ? previsto qualora abbia compiuto i 12 anni di et?, mentre per et? inferiori vengono individuate le forme pi? opportune di coinvolgimento del bambino.

La durata dell'affidamento ? temporanea (da alcuni mesi fino a un massimo di due anni come disposto dalla legge). Essa viene definita, di volta in volta, nell'ambito dell'accordo tra i servizi socio-assistenziali, la famiglia naturale e quella affidataria e/o stabilita dal provvedimento dell'Autorit? Giudiziaria.

L'affidamento pu? cessare quando la situazione di temporanea difficolt? viene risolta dalla famiglia, da sola e/o con l'aiuto dei servizi, oppure in tutti quei casi in cui la sua prosecuzione rechi pregiudizio al minore.

Come diventare affidatari

L'affidamento pu? essere a parenti o a terzi (intendendo, con questo termine, famiglie che non hanno con i minori affidati nessun rapporto di parentela).

Possono offrire la disponibilit? all'affidamento coppie (coniugate e non coniugate) con figli e senza figli e anche persone singole.

Non sono fissati particolari vincoli di et? degli affidatari rispetto al minore affidato.

Per offrire la disponibilit? ad essere affidatari occorre rivolgersi ai servizi sociali territoriali di residenza.

Un'apposita ?quipe dei servizi sociali territoriali effettua incontri e colloqui di conoscenza con le famiglie disponibili all'affidamento, al fine di poter raccogliere informazioni utili a valutarne la corrispondenza rispetto alle caratteristiche e ai bisogni dei minori da affidare.

I servizi sociali territoriali riconoscono alla famiglia affidataria un contributo economico 'di norma a carattere mensile' ed una specifica copertura assicurativa.

Nel caso di affidamento a parenti, il contributo economico pu? essere di entit? mensile ridotta e comunque ? determinato dopo specifica valutazione della situazione socio-economica familiare da parte dei servizi. Oltre a prevedere misure di sostegno e aiuto economico comprendenti anche particolari possibilit? di rimborso spese, la legge per il sostegno alla maternit? e alla paternit? estende gli stessi diritti in materia di congedi lavorativi e riposi giornalieri anche ai genitori affidatari.

Le famiglie affidatarie possono incontrarsi e confrontarsi con altre famiglie all'interno dei gruppi di preparazione e auto-aiuto promossi dai servizi sociali territoriali oppure possono rivolgersi anche alle associazioni che si occupano di affidamento per ricevere informazioni, sostegno e accompagnamento.

Per informazioni e chiarimenti sul percorso e sulle procedure per diventare affidatari, le famiglie e le persone interessate possono rivolgersi ai servizi sociali territoriali del proprio luogo di residenza.

Nel sito sono inoltre segnalati alcuni riferimenti utili di SERVIZI PUBBLICI per l'affidamento (comuni, province, asl) e di ASSOCIAZIONI E ALTRE ORGANIZZAZIONI PRIVATE del settore.

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Ospite Lem Mac Lem

Oltretutto leggendo ho visto che sbagliavo, l'affido lo può chiedere anche un single °_°

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Ospite Signor Ford

L'affido può essere gestito in maniera differente sulla base edl caso: si parla di affido intra familiare se il minore viene affidato a parenti, extra familiare se affidato ad esterni, la procedura poi può essere consensuale se i familiari sono d'accordo all'affido del proprio figlio oppure giudiziale se l'intervento avviene su disposizione del tribunale per i minorenni sensa il benestare dei genitori. La legislazione prevede che l'affido sia un momento temporaneo in cui il minore viene accolto da un'altra famiglia in attesa che in casa sua si ricreino le condizioni per potervi tornare, però nella pratica purtroppo spesso gli affidi si prolungano sino alla maggiore età del minore o sino ad una sentenza di dichiarazione di adottabilità dello stesso. La prassi prevede comunque che vi siano coinvolti gli operatori di enti pubblici locali (ASL - Consultorio, Comune, Provincia in base a come è organizzato quel determinato territorio a livello operativo) e, in base alla situazione, soprattutto quando il minore si trova in stato di difficoltà a va valutata la sua famiglia di origine, dalle forze dell'ordine (carabinieri, procura della repubblica presso il tribulae per i minorenni). Solitamente gli affidatari effettuano un percorso, soprattutto quelli extrafamiliari, per valutare se hanno l'idoneità all'affido, percorso che poi si sostanzia in un elenco di famiglie disponibili all'accoglimento dei minori in stato di difficoltà. Per gli intrafamiliari questo tipo di indagine invece viene condotta a seguito della loro dichiarazione di disponibilità ma prima dell'effettivo affido. Solitamente poi durante l'affido i servizi territoriali effettuano un sostegno agli affidatari oltrechè alla famiglia d'origine, anche rispetto ad eventuali contatti tra il minore e i suoi genitori, e ovviamente a vigilare sul buon esito di questo percorso. Poi, le cose da dire sarebbero tante, bisognerebbe avere delle notizie in più sul tipo di situazione per poter attivare quei riferimenti realmente idonei ad una situazione su cui intervenire, spero comunque di esserti stato utile.

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L'affido può essere gestito in maniera differente sulla base edl caso: si parla di affido intra familiare se il minore viene affidato a parenti, extra familiare se affidato ad esterni, la procedura poi può essere consensuale se i familiari sono d'accordo all'affido del proprio figlio oppure giudiziale se l'intervento avviene su disposizione del tribunale per i minorenni sensa il benestare dei genitori. La legislazione prevede che l'affido sia un momento temporaneo in cui il minore viene accolto da un'altra famiglia in attesa che in casa sua si ricreino le condizioni per potervi tornare, però nella pratica purtroppo spesso gli affidi si prolungano sino alla maggiore età del minore o sino ad una sentenza di dichiarazione di adottabilità dello stesso. La prassi prevede comunque che vi siano coinvolti gli operatori di enti pubblici locali (ASL - Consultorio, Comune, Provincia in base a come è organizzato quel determinato territorio a livello operativo) e, in base alla situazione, soprattutto quando il minore si trova in stato di difficoltà a va valutata la sua famiglia di origine, dalle forze dell'ordine (carabinieri, procura della repubblica presso il tribulae per i minorenni). Solitamente gli affidatari effettuano un percorso, soprattutto quelli extrafamiliari, per valutare se hanno l'idoneità all'affido, percorso che poi si sostanzia in un elenco di famiglie disponibili all'accoglimento dei minori in stato di difficoltà. Per gli intrafamiliari questo tipo di indagine invece viene condotta a seguito della loro dichiarazione di disponibilità ma prima dell'effettivo affido. Solitamente poi durante l'affido i servizi territoriali effettuano un sostegno agli affidatari oltrechè alla famiglia d'origine, anche rispetto ad eventuali contatti tra il minore e i suoi genitori, e ovviamente a vigilare sul buon esito di questo percorso. Poi, le cose da dire sarebbero tante, bisognerebbe avere delle notizie in più sul tipo di situazione per poter attivare quei riferimenti realmente idonei ad una situazione su cui intervenire, spero comunque di esserti stato utile.

Certo che mi sei stato utile, grazie mille. icon_wink.gif Comunque il caso del mio romanzo riguarderebbe una bambina a cui muiono entrambi i genitori. Il migliore amico della mamma della bimba, molto legato a lei, decide di fare domanda di affidamento da single. king.gif

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Ospite Signor Ford

Umh, mi documento meglio e ti faccio sapere, in una situazione così semplice non è facile che i figli vengano affidati ad esterni piuttosto chè ai parenti più stretti e in vita. Bisogna trovare una giustificazione plausibile. Credo perlomeno.

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Ospite Signor Ford

Infatti ho chiesto : un affido a un esterno nel caso di perdita dei genitori varia un po' caso per caso: se esistono parenti prossimi ritenuti idonei dai servizi e che danno disponibilità per accogliere la minore, di norma il giudice lo affida a loro a meno che:

1.la minore abbia più di dodici anni e allora può esprimere la sua opinione e la sua volontà in udienza (il giudice può decidere di sentirla)

2. I parenti non ci sono o non sono disponibili o non sono idonei e allora l'amico ha speranze di poter avere un affido la minore

3. I genitori danno indicazioni precise in merito per iscritto (che lasciano il tempo che trovano ma possono essere valutate dal giudice)

Tutti questi aspetti dovrebbero essere correlati tra loro, ma non prenderli per oro colato, dipende dalla storia che devi raccontare, perchè ogni situazione, con procedure di questo tipo, sono storie a sé stanti. L'importante è aver chiaro che quello che deve essere tutelato è il benessere della minore.

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Infatti ho chiesto : un affido a un esterno nel caso di perdita dei genitori varia un po' caso per caso: se esistono parenti prossimi ritenuti idonei dai servizi e che danno disponibilità per accogliere la minore, di norma il giudice lo affida a loro a meno che:

1.la minore abbia più di dodici anni e allora può esprimere la sua opinione e la sua volontà in udienza (il giudice può decidere di sentirla)

2. I parenti non ci sono o non sono disponibili o non sono idonei e allora l'amico ha speranze di poter avere un affido la minore

3. I genitori danno indicazioni precise in merito per iscritto (che lasciano il tempo che trovano ma possono essere valutate dal giudice)

Tutti questi aspetti dovrebbero essere correlati tra loro, ma non prenderli per oro colato, dipende dalla storia che devi raccontare, perchè ogni situazione, con procedure di questo tipo, sono storie a sé stanti. L'importante è aver chiaro che quello che deve essere tutelato è il benessere della minore.

Grazie mille!!! icon_cheesygrin.gif Il tuo aiuto è stato preziosissimo! icon_wink.gif

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