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MiracleBlade

TZLA - Trentin e Zantedeschi

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Io non avrò alcuna amarezza. Come non l'ho mai avuta nella vita per tutti i tentativi che ho fatto senza arrivare a ottenere ciò che volevo. Ho un bagaglio pieno di errori, ma non di rimpianti. Di quelli non ne ho nessuno. Nei limiti delle mie possibilità, non lascio mai niente di intentato. In tutti gli ambiti della vita.

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Per quanto mi riguarda il lavoro che sto facendo non è poco, richiede tempo, fatica e dedizione.

Se poi quel tempo non sarà apprezzato da nessuno (agenzie o case editrici che siano) tanto peggio, ma almeno non avrò anche l'amarezza di aver speso dei soldi che avrei potuto investire diversamente.

Si potrebbe anche vederla al contrario: dopo tanta fatica e tempo spesi sulla propria creatura, davanti al fallimento finale di aver visto il libro rifiutato da tutti, potrebbe restare l'amarezza, il rimpianto, di non aver voluto spendere qualche euro per smussarne le imperfezioni, grazie al contributo di un professionista, un editor. Acquisendo così una maggior possibilità di successo.

 

Le medaglie hanno sempre due facce. Ovviamente ognuno ha una propria bilancia, tarata su misura, su cui disporre i pesi e cavarne decisioni (e chiaramente tra i pesi rientrano anche le proprie possibilità economiche).

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Non demordere Denise, sarai meravigliata di quanto ti potrà portare l'editor.

Fidati: se è bravo/a ti spaventerà all'inizio, ma ti farà fare in ogni caso un salto qualitativo. Per quanto tu abbia scritto bene, sarai stupita di come potrà aiutarti a migliorare. Pensa a lei/lui come all'intagliatore della pietra preziosa che hai scritto tu. L'editor può limare poco o molto, ma aiuta sempre a splendere.

Con un'agenzia letteraria è anche naturale che tu contribuisca all'editing. Impari (tanto), migliori il tuo romanzo (più di quanto immagini adesso) e aumenti le probabilità di essere scelta da un editore.

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Per quanto mi riguarda il lavoro che sto facendo non è poco, richiede tempo, fatica e dedizione.

Se poi quel tempo non sarà apprezzato da nessuno (agenzie o case editrici che siano) tanto peggio, ma almeno non avrò anche l'amarezza di aver speso dei soldi che avrei potuto investire diversamente.

Si potrebbe anche vederla al contrario: dopo tanta fatica e tempo spesi sulla propria creatura, davanti al fallimento finale di aver visto il libro rifiutato da tutti, potrebbe restare l'amarezza, il rimpianto, di non aver voluto spendere qualche euro per smussarne le imperfezioni, grazie al contributo di un professionista, un editor. Acquisendo così una maggior possibilità di successo.

Dopo il rifiuto delle case editrici? Può darsi.

Ma ci sono tanti motivi dietro a un rifiuto, le storie di libri che sono stati in giro per anni prima di vedere pubblicazione sono tantissime e, ovviamente sarà una mia ingenuità, ma continuo a credere che se c'è almeno qualcosa di buono nel testo la casa editrice possa sempre richiedere dei miglioramenti o un editing. Ma finché non me lo chiede qualcuno, come faccio a sapere che effettivamente l'editing migliorerà l'opera e la renderà più "di successo"?

A quanto pare bisogna sempre andare alla cieca, Tagliacarte.

E se così dev'essere, preferisco farlo spendendo il meno possibile.

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Io avevo già mandato il testo a tutte le piccole case editrici che mi interessavano, quindi stavo soltanto in attesa dei responsi. Loro hanno in valutazione la versione originale, non sottoposta a editing. Le medie - grandi case editrici non le avrei mai contattate perchè so che essere presi anche solo in considerazione è quasi impossibile. Pertanto, loro giudicheranno la versione editata, e tutto questo è, in ogni caso, un'aggiunta al mio percorso che, senza un agente, non avrebbe previsto nè editing nè contatti con queste case editrici. Io ho fiducia nel fatto che la versione editata sarà migliore ma, se nessuna casa (piccola o big) vorrà pubblicarlo, penserò semplicemente che il romanzo non vale quanto credo e punterò sul prossimo. Senza amarezza per l'investimento, senza rancore nei confronti dell'agenzia e senza rimpianti. Steamdoll parlava di "soldi che avrei potuto investire in altro...", ma per me scrivere è il sogno più grande, quindi non immagino investimento migliore, attualmente. Avere il sostegno di una persona inserita da anni nel settore, è qualcosa che, a prescindere, mi darà strumenti in più per coltivare il mio sogno, oltre che fiducia in me stessa (perchè qualcuno, oltre me e i miei conscenti, crede in quello che faccio e nella mia possibilità di farcela).

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Penso che Denise abbia ragione.

Voglio dire, pagare per pubblicare è un discorso ben diverso. In questo caso, sappiamo dove finiscono i nostri soldi, ovvero a gente senza scrupoli che non investirà nel nostro lavoro.

 

Pagare un agenzia letteraria come quella in questione, non è sinonimo di pubblicazione certa, però dà garanzie sull'esito dell'editing.

 

È vero che per esperienza personale, due grandi agenzie come quella di Vicki Satlow e Luigi Bernabò, non fanno pagare l'editing, ma nel mio caso l'ho dovuto fare da solo, con il risultato che nessuno dei due ha gradito le modifiche.

 

Quindi, tutto il mio appoggio a Denise che vuole investire su se stessa perché ci crede.

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Segnalo che da oggi questa agenzia ha un nuovo sito. La sezione "Per gli autori" l'ho trovata ancora più chiara, per chi volesse informazioni sull'invio dei testi e sulle attività svolte dagli agenti (servizio di valutazione, scouting gratuito ed editing).

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In un mondo ideale (o anche solo in quello anglosassone, che non è per niente ideale ma funziona) l'agente letterario dovrebbe prendere soldi esclusivamente dagli anticipi e dalle royalities che riesce a strappare dal contratto con l'editore. Questo lo incentiva a investire solo nei testi in cui crede davvero, perché dovendo lavorare gratis non può permettersi di sbagliare. Ovviamente noi abbiamo un altro mondo, e quindi ognuno valuta come crede e fa le sue scelte. Io però non avrei pagato, anche perché sinceramente non posso permettermelo.

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Io non ho dubbi che loro investano solo su testi in cui credono. In caso contrario, come ho già detto, proporrebbero contratti senza fare selezione e credo che questa discussione dimostri l'esatto contrario. Se fossero interessati ai soldi dell'editing, proporrebbero contratti senza fare selezione, come le case editrici a pagamento.

 

Penso anche che, per quanto un testo possa piacere agli agenti e per quanto loro ci possano lavorare, né loro né l'autore potranno mai avere la certezza della pubblicazione, dato che l'ultima parola spetta alle case editrici. C'è sempre la possibilità che il testo non venga accettato, quindi come è possibile "non permettersi di sbagliare"?

 

Inoltre, penso anche che sia possibile trovare un testo con delle potenzialità ma che necessiti di essere limato qua e là da una persona esperta. Poi c'è una distinzione fondamentale tra editing senza rappresentanza ed editing con rappresentanza. Nel secondo caso, loro fanno firmare un contratto con cui si impegnano a migliorare il tuo testo (cosa che io e l'agente stiamo facendo) e a trovarti una casa editrice. Il contratto ha valore legale tra le parti. Non è un pezzo di carta, ma un impegno con valore legale.

 

Qualora non dovessimo trovare un editore e io un giorno decidessi di autopubblicarmi, avrò almeno tra le mani un testo privo di errori e portato al massimo delle sue potenzialità.

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L'editing da parte di TZLA è stato fatto, ora spetta a me completare la revisione, basandomi sul loro lavoro. Il loro editing consiste fondamentalmente in proposte di tagli - modifiche - aggiunte e commenti sulle parti del romanzo da rivedere. Concordo con la maggior parte delle loro osservazioni e mi muoverò di conseguenza. L'agente col quale io sono in contatto è tempestivo nel chiarire comunque ogni mio dubbio. Ho un mese per apportare le mie modifiche e poi inizierà la ricerca dell'editore.

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Ospite VirginiaW

ho inviato loro un mio manoscritto otto giorni fa attenendomi con precisione alle indicazioni sul loro sito.

sapete se rispondono anche in caso di esito negativo?

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VirginiaW: A me hanno risposto dopo un mese chiedendomi di inviare il testo completo, e dopo un ulteriore mese per proporre la rappresentanza.

 

Dago: A inizio gennaio ho inviato loro il testo editato, sulla base dei loro suggerimenti, e mi hanno risposto che ho fatto un ottimo lavoro, quindi ora il testo è pronto per l'invio agli editori. Attualmente stanno impaginando e preparando il materiale per fare le proposte.

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Io a Gennaio ma nessuna risposta...

Ma....non mi risulta che l'abbiano aperto

Posso sapere a chi altri hai mandato ?

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Buongiorno a tutti,

questa la mia esperienza con l'agenzia. Risale a qualche anno fa, quindi non so se le cose siano cambiate. Ho inviato una sinossi del romanzo è un capitolo. Dopo un mese mi è stato chiesto il romanzo. Lettura del tutto gratuita. Dopo un mese telefonata del Sig. Trentin. Il romanzo ha ottime possibilità. Va però fatto un editing. E va fatto da loro, che conoscono ciò che vogliono le case editrici. Nel corso di varie telefonate ho esposto vari dubbi sul metodo, dubbi ai quali il signor Trentin ha dato puntuale rassicurazione. Ho pagato 900 euro per l'editing di un romanzo di 150 pagine. Subito dopo l'agenzia è partita con l'invio alle case letterarie. Tre aggiornamenti via mail sugli invii e sugli esiti, tutti negativi. Risoluzione del contratto dopo un anno.

Rifarei questa, o simili esperienze? No. Perché? Per diversi motivi. Il primo, è perché a mio giudizio l'editor fa l'editor, e l'agente l'agente. Ho avuto modo di lavorare con un editor, ed è quanto di più distante da un mero correttore di bozze e stralciatore di frasi. Un editor serio lavora sui personaggi, sui dialoghi, sulla trama, svela incongruenze, pianifica cambiamenti, propone alternative, in un lavoro che coinvolge a fondo l'autore. Non ci si improvvisa, e chi ha lavorato in questo modo, lo sa.

Un 'altra motivazione parte da alcune considerazioni sulla mia esperienza. Il neofita vuole essere considerato. Teme, ma ha bisogno del giudizio. Sapere se vale. I canali ufficiali non danno risposte, o, se le danno, dopo anni, con lettere prestampate di rifiuto. Ecco che però, all'improvviso, sbuca qualcuno che ti legge. Ti legge gratis! E poi ti dice che vali. E fa una selezione, quindi non lo dice a tutti. Poi ti ascolta, si rende disponibile. Cosa volere di più? Certo, ti chiede soldi. Ma a fronte di un servizio. Un editing. Quindi del tutto legittimo. Come rifiutare, e perché?

Ognuno, chiaramente, trarrà le sue conclusioni. Io sono giunto a questa. Scriviamo in tanti. Troppi. Come in tante altre cose, milioni di persone diventano business. Quindi ci si fa pagare per leggere, correggere, editare, rappresentare, pubblicare. Questo è business. Lecito. Ma che gioca sulle illusioni.

Quindi fate bene attenzione a come vi muovete. Cercate di capire prima voi, se avete talento. Piuttosto che dare soldi a un agente, fate un buon corso di scrittura creativa, che poi vi indichi con la giusta severità, le vostre lacune. Confrontatevi con altri. Mettete in rete la vostra capacità di scrittura. Ma cercate sempre di aver presente che tanti campano sui sogni. In modo legale e legittimo, per carità. Sta a voi capire se ne vale la pena.

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Per quanto mi riguarda ho avuto un'esperienza negativa con questa agenzia. Mesi fa ho chiesto una scheda di valutazIone sul ms per avere un'indicazione su come migliorare il testo prima di revisionarlo e tentare con agenzie o CE. Li contatto, invio sonossi e ms, pago la tariffa, mi sembra sui 400 eur, e dopo 2 mesi arriva una scheda inutilizzabile che piu' generica non si puo' (avrebbe potuto commentare i Promessi Sposi, le barzellette di Totti o un libro di DF Wallace) in cui non viene fatto il minimo accenno a nessuna parte del libro ma commenti generici del tipo "un personaggio deve crescere nel corso del romanzo" o "i dialoghi non sono gabbie in cui costringere i personaggi" , "e' sconsigliabile per uno scrittore italiano ambientare un romanzo all'estero" . Solo nell'ultima riga Trentin ha scritto "i due protagonisti Ellen e Thomas(ora non ricordo il nome maschile) sono comunque ben delineati". Peccato che i miei protagonisti non avessero quel nome e neppure nessun personaggio secondario (il romanzo tra l'altro e' ambientato in Italia). Quando ho scritto a Trentin per avere spiegazioni mi ha detto che una svista puo' capitare quando si leggono centinaia di manoscritti. Mi sono sentita talmente presa in giro che non gli ho piu' risposto.

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 Ho pagato 900 euro per l'editing di un romanzo di 150 pagine

 

 

"e' sconsigliabile per uno scrittore italiano ambientare un romanzo all'estero" . Solo nell'ultima riga Trentin ha scritto "i due protagonisti Ellen e Thomas(ora non ricordo il nome maschile) sono comunque ben delineati". Peccato che i miei protagonisti non avessero quel nome e neppure nessun personaggio secondario (il romanzo tra l'altro e' ambientato in Italia)

Ho letto questi due ultimi commenti e sono rimasto basito.

Se le vostre affermazioni corrispondono a verità, e non vedo ragione per quale dovreste mentire pubblicamente e per iscritto, qui si rasentano gli estremi per una denuncia penale per truffa.

Va bene speculare sui sogni, anzi no: non va bene per niente, lo sappiamo... Ma almeno farlo con un minimo non dico di intelligenza, ma di furbizia: questi signori non si preoccupano nemmeno di nascondere la mano!

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uh betty

 

io non ho chiesto la consulenza  a pagamento, ma la mia esperienza non è stata molto diversa.

Dopo aver letto il primo capitolo mi è stato richiesto l'invio del manoscritto intero. Le motivazioni del rifiuto mi hanno lasciato perplesso: sembrava parlassero di un altro romanzo (es. c'era scritto che mancava d'introspezione - mentre il mio manoscritto era fin troppo introspettivo). Ho pensato che avrebbero potuto scrivermi soltanto che il manoscritto non li aveva convinti... Invece così mi è rimasta la sgradevole impressione che non fossero poi così seri.

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Nel mio caso, volevo un parere per lavorare sui punti di debolezza del romanzo, non avevo inoltrato loro una richiesta di rappresentanza, quindi la mia perplessita' e' esclusivamente dovuta al fatto che non ho ottenuto il servizio per cui ho pagato (se altri autori si sono trovati bene con questa agenzia sono contenta per loro, sinceramente).

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Ospite VirginiaW

l'editor fa l'editor, e l'agente l'agente

 

Questo è diventato il mio mantra.

 

Quando ho scritto a Trentin per avere spiegazioni mi ha detto che una svista puo' capitare quando si leggono centinaia di manoscritti. Mi sono sentita talmente presa in giro che non gli ho piu' risposto.

 

No, Betty perdonami ma io mi ribellerei a una risposta del genere: per quattrocento euro il tuo romanzo lo DEVE leggere e non ci devono essere sviste! e chiederei i soldi indietro...

 

Comunque, ne approfitto per dirvi che da quando sto sul WD, se fanno un torto a voi mi sento come se lo stessero facendo a me. Sono avvilita per queste testimonianze e non vi nego che sono stata spesso tentata di pagare, ma se ho resistito è stato grazie alla forza che traggo da tutti i vostri post!

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Ho pensato che l'agente in questione l'avesse letto ma che non avesse voglia di scrivere una scheda ex novo, utilizzando invece una scheda passepartout per ottimizzare il suo tempo prezioso.

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