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Daniela Lojarro

Contrappunto

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ho mandato delle mail conoscitive a varie case editrici a pagamento

Perché?

Se vuoi autoprodurti la cosa migliore è un POD.

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ho mandato delle mail conoscitive a varie case editrici a pagamento

Perché?

Se vuoi autoprodurti la cosa migliore è un POD.

 

Immagino la sua fosse più una ricerca per curiosità personale, che un'intenzione di pubblicare con loro.

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No no. Io volevo proprio pubblicare con una casa editrice a pagamento, se ne avessi trovata una (cosa che poi ho fatto) che facesse fondamentalmente da servizio di "stamperia" e che trattasse sul prezzo  vendendomi le copie che volevo io ad un prezzo che andasse bene ad entrambi.

Mi spiego, perchè forse su questo argomento ci si fraintende spesso e volentieri e perchè qui, peraltro spesso a ragione, mi sembra che si tenda ad associare l'editoria a pagamento al Diavolo.

La prima cosa da fare è capire con estrema serenità cosa si vuole, quali obiettivi si hanno.

Io volevo pubblicarmi una raccolta, selezionando alcuni dei racconti che ho scritto negli ultimi anni.

Volevo pubblicare questa raccolta per "diventare un autore"? Per "diventare famoso"? Ma siamo seri. Una raccolta di racconti oggi in Italia, a detta di tutti gli addetti ai lavori o esperti del settore che fossero che ho sentito,  non è vendibile, spendibile, commerciabile.

Certo, con un nome dietro, con una pubblicità dietro tutti possono avere il loro fisiologico "bacino di utenza". Anche se scrivi, dico a caso, in stile porno-trash-western-zombie, e scrivi male, se sei publicizzato venderai qualcosa. 
Parlo di grossa pubblicità, attenzione: se un calciatore scrivesse una raccolta con i canoni sopracitati, anche sgrammaticata, venderebbe comunque migliaia di copie.

Un autore sconosciuto che pubblica una raccolta di racconti con una piccola casa editrice non a pagamento, senza distribuzione o pubblicità, cosa può sperare di ottenere? Nulla, ovviamente.

Quindi il mio ragionamento ad un certo punto è stato: ma voglio davvero cercarmi qualcuno disposto a pubblicarmi per poi vendere se tutto va bene una 50ina di copie dovendo anche dire ai quella 30ina di persone che hanno la bontà di apprezzare molto ciò che scrivo "ecco, è uscito, compratelo"?
Ho preferito vedere se potevo trattare con un editore a pagamento (o stampatore, se preferiamo chiamiamolo così) per un basso numero di copie a basso prezzo, per poterle regalare io a chi i miei racconti ha apprezzato negli ultimi anni.

Mi sono fatto un regalo, diciamo, e ho fatto un regalo a chi volevo io, spendendo poco, tra l'altro.

Da questo punto di vista, l'editoria a pagamento ben venga se, e ripeto SE si ha la capacità e la maturità di capire da sè cosa si vuole. Se le esigenze sono "comuni", diciamo, e si trova un accordo su copie e prezzo.

Tanto per spiegarmi meglio: se avessi per le mani un buon romanzo, magari un giallo (che in questo periodo pare vadano molto) ed avessi la consapevolezza che con un editore di un certo tipo (non uno stampatore: un editore che mi publicizza il libro perchè guadagnerà su quel libro) potrei arrivare a venderne qualche migliaio di copie, non penserai neanche per un istante a farmelo stampare per farmi un regalo e per regalarlo... mi sbatterei per mesi se non anni a cercarmi un agente e-o un editore non a pagamento, o magari penserei a Lulu o Narcissus, penserei all'ebook ecc ecc: con quel libro potrei provare a diventare un "autore".

 

Ma tra questo esempio ed una raccolta "invendibile" stiamo parlando di campi da gioco diversi, forse anche di sport diversi.

Ecco, credo sia un discorso di onestà intellettuale verso se stessi, per prima cosa.

Di saper riconoscere i limiti di ciò che si ha per le mani e di avere chiaro cosa si vuole.

 

Probabilmente questo discorso è un OT, nel qual caso mi scuso anticipatamente sia con gli amministratori del gruppo che con gli utenti di passaggio... ci tenevo solo a rispondere a Nanni, e non sapevo bene dove mettere questa risposta e come dirgli "hey, la risposta è qui". Nel caso, cancellate pure il messaggio.
Un saluto

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Ospite

Scusami @Bango, ma perché non rivolgerti direttamente a una stamperia o a una tipografia o qualcosa di simile piuttosto che a un editore a pagamento? La mia non è una critica, solo una curiosità. Tra l'altro immagino che i prezzi proposti da una tipografia rispetto a quelli di una casa editrice a pagamento siano ben diversi. Non mi sono mai informato personalmente, ma a primo acchito la penserei così. Tuttavia il ragionamento che fai ha del valido, certo.

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Figurati Salvatore, anche se fosse una critica sarebbe legittima... non c'è nulla di male a chiedere niente e a criticare, se lo si fa con cortesia.

Ti rispondo con la massima sincerità: per comodità.

Numero ISBN, correzione di bozze compresa nel prezzo, link per la vendita per amici e conoscenti che vogliono regalarlo a loro volta (e ce ne sono, bontà loro. Pochi si intende, parliamo di unità, di decine al massimo, ma è comunque è un "servizio" in più...).
Ed infine la qualità del servizio: se per "farmi un regalo" devo comunque spendere x, preferisco mettere sul piatto x + 100 o 200 euro per avere un servizio che sono presumibilmente sicuro essere un "buon servizio", visto che fan quello di mestiere. Una tipografia non saprei sinceramente che tipo di prodotto mi potrebbe garantire e a che prezzo... sinceramente non so.

Diciamo che ho preferito spendere qualcosina in più ma non fare nulla... vogliamo chiamarla "pigrizia"? :)
Come ho detto, è stato un "regalo"... ogni tanto se non ci si concede un regalo beh... meglio spararsi dico io! :) :) :)

NB: non è ASSOLUTAMENTE questa mia esperienza un voler "promuovere" le case editrici a pagamento, che per l'appunto considero "stamperie" che offrono qualche servizio supplementare:  chi crede che ciò che ha scritto possa portarlo a diventare un "autore" stia lontano da queste come la peste. I "molto giovani" che han sogni e speranze nel cassetto ne stiano lontani come la peste, e non si lascino MAI abbindolare da promesse di fama successo e bla bla bla. E' semplicemente un "servizio",  come migliaia ce ne sono in rete. Valuti se ti va bene oppure no. A me, per ciò che volevo fare, andava bene, e ne ho usufruito. 

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Per gli amministratori: mi rendo conto che la discussione è andata completamente off topic.

Ciononostante, può essere una discussione con degli spunti di riflessione interessante... forse sarebbe il caso di spostarla in toto dalla domanda di Nanni in poi in un altro topic?
Grazie e scusate ancora per la deriva che ha preso questo topic.

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Mi collego all'OT precedente; se inopportuno, rimuovete pure, grazie:sss:

On 30/7/2014 at 14:15, Bango Skank ha detto:

E' semplicemente un "servizio",  come migliaia ce ne sono in rete. Valuti se ti va bene oppure no. A me, per ciò che volevo fare, andava bene, e ne ho usufruito. 

La frase conclude un post (poco sopra) sulla scelta di utilizzare un editore a pagamento -in luogo di uno stampatore- per procurarsi  copie da regalare ad amici e parenti.

Trascorsi quattro anni, ho idea che l'esigenza possa essere soddisfatta anche da un piccolo editore free.  Ne risultano infatti diversi per così dire poco selettivi, i quali accettano molti testi (più o meno decenti), non fanno editing, però impaginano e stampano in modo presentabile;  l'autore può acquistare le copie con forti sconti.

Quale delle tre soluzioni  assicura il miglior rapporto prezzo-qualità? 

Le  case a pagamento non sono, a quanto so, economiche; della stamperia non ho esperienza; per  il  free "popolare" mi risultano  5/6€ a copia. Spero di non aver scritto sciocchezze, dite la vostra:).

 

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ho dato un'occhiata al sito, c'è solo la prima pagina... i link non funzionano. A voi capita lo stesso?

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1 ora fa, fidi ha detto:

ho dato un'occhiata al sito, c'è solo la prima pagina... i link non funzionano. A voi capita lo stesso?

Non più attiva, l'attività è stata venduta.

Archivio.

  • Mi piace 1

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1 minuto fa, Niko ha detto:

l'attività è stata venduta.

 

Più che altro sembra essersi convertita in questa attività di Personal Training e Coaching per scrittori.

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