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Minnie

Orwell G. - La fattoria degli animali

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Dunque, dunque *O*

chi non conosce "La fattoria degli animali" di George Orwell?

Questa storia ci racconta in chiave allegorica, con l'utilizzo del mondo animale, le connessioni relazionali tra le più varie moralità dell'uomo tra uomo e uomo e tra uomo e società. Infatti può essere letta come un'allegoria di tutte le rivoluzioni che, trasformandosi in regime, non hanno successo. Vecchio Maggiore, un saggio verro della fattoria, fa un sogno in cui gli animali sono liberi dal giogo dell'uomo, soli artefici del proprio destino. Oltre a riferire il sogno alla comunità animale, Vecchio Maggiore denuncia come loro unico nemico l'uomo, l'unico animale che consumi senza produrre, arrivando a formulare questa massima: «Tutto ciò che ha quattro gambe o ali è buono, tutto ciò che ha due gambe è cattivo», sintetizzato dalle pecore nello slogan «Quattro gambe buono, due gambe cattivo». Nel frattempo Jones trascura la fattoria a tal punto da arrivare a non dare più il mangime agli animali e a non mungere le mucche. Inizia la rivolta, gli animali combattono gli umani e li cacciano dalla fattoria, di cui diventano padroni. Ben presto, tuttavia, emerge tra loro una nuova classe di sfruttatori, i maiali, gli stessi che avevano incitato il "popolo" a ribellarsi all'oppressore e che adesso con astuzia, egoismo e cupidigia si impongono prepotentemente sugli animali più ingenui. Il capo è Napoleone, che si circonda di un gruppo di cani come sue milizie personali, i quali scacciano Palla di Neve, suo pari, e uccidono chi non si mostra d'accordo con le idee del capo. Napoleon finisce per tradire anche i suoi sostenitori come Boxer, il cavallo.

Gli ideali di uguaglianza e fraternità proclamati al tempo della rivoluzione vengono sostituiti da un unico comandamento: «Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri».

La frase che conclude il racconto («…le creature di fuori guardavano dal maiale all'uomo, dall'uomo al maiale e ancora dal maiale all'uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due.») sta a significare che nessun animale - e di conseguenza uomo - riuscirà mai a debellare il desiderio di potere.

Agghiacciante anche la scena che vede i maiali vestiti come gli umani, non tanto per la descrizione in sè, quanto per averci mostrato 'a specchio' quali sono le nostre enormi pecche di animali 'ragionanti', a contrasto con il pacifico mondo animale.

Orsù, a voi il verbo.

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Non ho letto La fattoria degli animali, sicuramente dovrei, ma conosco abbastanza bene la storia da sapere di cosa parla. Orwell secondo me è un autore geniale. Di lui ho letto 1984, quando mi è capitato tra le mani sono rimasta elettrizzata, non avevo mai letto una storia così toccante e realistica allo stesso tempo.

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La fattoria degli animali, oltre a essere una gran bella satira dell'Unione Sovietica dalla rivoluzione alle purghe staliniane, secondo me sta alla pari di 1984 quanto a disperazione e capacità di far sentire al lettore che inferno è la vita sotto un regime totalitario; e sottolineo far sentire, visceralmente, senza sbrodolare retorica democratica e buoni sentimenti a poco prezzo (una trappola in cui, per dirne uno a caso, cadde anche Erich Maria Remarque).

Ho sempre trovato commovente la parte in cui gli animali cantano in coro la canzone della rivoluzione, Animali d'Inghilterra, per l'ultima volta prima che i maiali la proibiscano.

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Orwell è un genio un giorno leggerò 1984 XD Lo ho già ma ho tipo una 40ina di libri da leggere ancora fra cui appunto 1984 XD

Comunque ho sentito parlar bene di questo libro anzi SOLO bene

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Orwell è un genio un giorno leggerò 1984 XD Lo ho già ma ho tipo una 40ina di libri da leggere ancora fra cui appunto 1984 XD

Comunque ho sentito parlar bene di questo libro anzi SOLO bene

Dai retta a me, mettilo all'inizio della pila di 40 libri da leggere, è imperdibile thumbup.gif

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Orwell è veramente geniale. All'incirca sette anni fa ho letto "1984", e l'ho adorato. Subito dopo, affascinata da questo autore, ho acquistato "La fattoria degli animali". E l'ho letto tutto d'un fiato. Mi piacerebbe rileggerli entrambi, prima o poi. Sono opere assolutamente da leggere, e su cui riflettere.

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1 ora fa, Mister Frank ha scritto:

È un classico della letteratura che ancora oggi colpisce per la sua incisività.

Ed è sempre attuale: direi che può essere considerato a livello di vaccino contro determinati elementi.

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Il ‎28‎/‎02‎/‎2011 alle 19:12, VFreie ha scritto:

La fattoria degli animali, oltre a essere una gran bella satira dell'Unione Sovietica dalla rivoluzione alle purghe staliniane, secondo me sta alla pari di 1984 quanto a disperazione e capacità di far sentire al lettore che inferno è la vita sotto un regime totalitario; e sottolineo far sentire, visceralmente, senza sbrodolare retorica democratica e buoni sentimenti a poco prezzo (una trappola in cui, per dirne uno a caso, cadde anche Erich Maria Remarque).

Ho sempre trovato commovente la parte in cui gli animali cantano in coro la canzone della rivoluzione, Animali d'Inghilterra, per l'ultima volta prima che i maiali la proibiscano.

Non credo che la satira fosse rivolta alla sola Unione Sovietica ma, innanzi tutto, all'intera razza umana, oltre che ai populismi di ogni tipo, sempre capeggiati da un Masaniello (nella fattispecie, il maiale) che sfrutta la dabbenaggine delle masse per farsi i cxxxi propri. Meditate, gente, meditate!

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10 minuti fa, cheguevara ha scritto:

Non credo che la satira fosse rivolta alla sola Unione Sovietica ma, innanzi tutto, all'intera razza umana, oltre che ai populismi di ogni tipo, sempre capeggiati da un Masaniello (nella fattispecie, il maiale) che sfrutta la dabbenaggine delle masse per farsi i cxxxi propri. Meditate, gente, meditate!

Esatto: mette in guardia dai capi, da chi vuole governare.

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