Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Braveheart

Scrittori senza laurea...

Post raccomandati

Ci sono prove per cui autori con lauree di un certo tipo scrivono cose di un certo tipo e non esistono autori senza lauree di un certo tipo che scrivono cose delle stesso tipo e non ci sono esempi che dimostrano il contrario

Quale tipo? Perché, vedi, l'esistenzialismo come corrente comprende anche Kafka, che era laureato in legge, e Dostoevskij, ufficiale del genio militare (un ingegnere quindi).

Ma se ci vogliamo allargare, Calvino, scrittore eclettico, ma comunque anche di fantascienza, ha studiato agraria ed è laureato in lettere, mentre Asimov è dottorato in chimica-fisica e Clark invece è un ingegnere, per quanto sia quest'ultimo quello con una visione teleologica e il primo quello con una visione più da "fisico teorico" (alla Hawking per dire).

Sono laureati in lettere Meneghello, Pavese e Pasolini, tre autori in cui la visione filosofica del mondo è fondamentale. Non era laureato invece Khalil Gibran, quello che io personalmente considero uno degli autori più "filosofeggianti" della letteratura contemporanea, ma la sua formazione era sul disegno e la letteratura.

Andando invece più sul terreno dell'amore per la linguistica, qui troviamo Pirandello, filologo, e Tolkien, linguista e studioso di letteratura, ma anche lo stesso Pennac, che è laureato in lettere, e Gadda, ingegnere, per quanto quest'ultimo fosse anche iscritto a filosofia (ma non laureato), autore accomunato a Celine, che invece era medico.

Quindi direi che ancora non ho capito qual è il tipo di narrativa che è prerogativa di chi ha fatto un certo tipo di studi.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ci sono prove per cui autori con lauree di un certo tipo scrivono cose di un certo tipo e non esistono autori senza lauree di un certo tipo che scrivono cose delle stesso tipo e non ci sono esempi che dimostrano il contrario

Quale tipo? Perché, vedi, l'esistenzialismo come corrente comprende anche Kafka, che era laureato in legge, e Dostoevskij, ufficiale del genio militare (un ingegnere quindi).

Ma se ci vogliamo allargare, Calvino, scrittore eclettico, ma comunque anche di fantascienza, ha studiato agraria ed è laureato in lettere, mentre Asimov è dottorato in chimica-fisica e Clark invece è un ingegnere, per quanto sia quest'ultimo quello con una visione teleologica e il primo quello con una visione più da "fisico teorico" (alla Hawking per dire).

Sono laureati in lettere Meneghello, Pavese e Pasolini, tre autori in cui la visione filosofica del mondo è fondamentale. Non era laureato invece Khalil Gibran, quello che io personalmente considero uno degli autori più "filosofeggianti" della letteratura contemporanea, ma la sua formazione era sul disegno e la letteratura.

Andando invece più sul terreno dell'amore per la linguistica, qui troviamo Pirandello, filologo, e Tolkien, linguista e studioso di letteratura, ma anche lo stesso Pennac, che è laureato in lettere, e Gadda, ingegnere, per quanto quest'ultimo fosse anche iscritto a filosofia (ma non laureato), autore accomunato a Celine, che invece era medico.

Quindi direi che ancora non ho capito qual è il tipo di narrativa che è prerogativa di chi ha fatto un certo tipo di studi.

Mi hai citato tutti autori laureati in materie scientifiche oppure in letteratura e filologia, che io ritengo due ambienti in cui comunque hai modo di stare molto a contatto con discorsi e persone di un certo tipo, oltreché frequentare appositi corsi di filosofia, oltreché padroneggiare i concetti di base in questa materia e, una volta fatta la forma mentis, progredire da solo. Molti di loro tra l'altro ( Clark, Asimov in primis ) hanno preso spunto dalle loro ampie conoscenze scientifiche acquisite durante la laurea, per fare della divulgazione di concetti complessi in forma di narrativa, accessibile a tutti, la loro missione letteraria: se non fossero stati laureati come avrebbero potuto riuscirvi?

Tutti tranne Gibrain che tuttavia, non dimentichiamocelo, è stato istruito da alcuni pastori ( quindi Teologi ), che gli hanno persino insegnato a leggere la bibbia in aramaico: la sua istruzione è stata perfettamente paragonabile a quella universitaria, come lo è stata quella di Leopardi, d'altronde.

Per concludere io credo che sia proprio questa la narrativa di chi ha fatto un certo tipo di studi: tra tutti questi non c'è neanche uno che si sia svegliato la mattina senza seguire un percorso di preparazione mirato, un percorso che tra l'altro trattasse tra gli argomenti varie risposte alle domande " come vedere il mondo ".

A meno che, certo, non si consideri anche Coelho tra gli autori che fanno questo tipo più filosofico di narrativa: egli sì che non ha seguito un percorso di questo genere, ma purtroppo io sono restio a considerarlo parte di questo tipo di letteratura.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ho dimenticato Kafka temo: Kafka era ebreo, per loro vale un discorso completamente a parte riguardo alla vicinanza ai temi filosofici che loro, per la loro religione, sentono fortissimamente fin da subito, ha frequentato Weltsch fin da giovane, una personalità piuttosto importante nell'ambito della filosofia, che di certo ha guidato i suoi lavori.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Aggiungo: tralasciando poi il fatto che qua non si parlava di geni della letteratura, ma di scrittori normali: è come dire che tutti possono suonare comporre qualcosa senza studiare composizione al conservatorio solo perché Mozart ha composto fin da bambino senza dover studiare ( volendo tralasciare anche che il padre era maestro di musica ).

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Quindi siamo partiti da:

Ovviamente non dev'essere neanche una laurea qualunque, ma una laurea in matematica, in fisica, in filosofia o in qualcosa che studi con particolare attenzione le strutture del linguaggio umano; ovvio che la laurea in lettere antiche o moderne serve a ben poco,

A ci va bene anche lettere, ma magari anche legge, e ovviamente medicina e ingegneria, o anche roba simile. Per non parlare delle scuole rabbiniche. Ma in fin dei conti basta che ci sia un percorso.

Ecco, se il senso è che senza leggere e saper scrivere non si diventa scrittori, allora ok, sono d'accordo.

  • Mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ho sbagliato ad esprimermi, in tal caso; ma ci sarebbe da fare una distinzione su come è preso il percorso di studi in lettere, ovviamente. In fin dei conti, ragionando così, è vero che la cosa più importante è senza dubbio quel " particolare attenzione alle strutture del linguaggio/linguaggi umani ". Però tieni presente anche che i corsi in lettere di adesso non sono i corsi in lettere che c'erano ai tempi di Calvino, e la maggior parte del pensiero si struttura in base agli "incontri": comunque sì, diciamo che era questo il senso di quello che volevo dire. Anche se alla fine estremizzi troppo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non ho capito. :sss: Il discorso mi sembrava già abbastanza estremista di suo.

Mi pare assodato che una laurea di per sé non pregiudica alcun percorso letterario, si può scrivere fantascienza da laureati in lettere o romanzi esistenzialisti da ingegneri. O anche diventare premi Nobel senza laurea, o scrivere pulp pur avendo un dottorato. Se c'è qualcosa in cui il titolo di studio non conta nulla è proprio la scrittura.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Quoto Swetty, generalizzare in questo contesto mi sembra non abbia senso.

Conosco persone che hanno abbandonato il liceo che sono molto più acculturate di altre che hanno una laurea con specializzazione. Al giorno d'oggi c'è chi si laurea e commette degli errori elementari di grammatica che... :facepalm:

Allo stesso tempo andiamoci piano a definire la laurea come un semplice pezzo di carta, è una mancanza di rispetto verso tutti quelli che si fanno un mazzo tanto e studiano seriamente (e parlo da non-laureata)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ecco, se il senso è che senza leggere e saper scrivere non si diventa scrittori, allora ok, sono d'accordo.

Era questa l'estremizzazione che dicevo: ok, ho sbagliato a sparare dritto sulla torre del castello, ma ora non spariamo neanche sulle fondamenta; si potrebbe dire che dipende, perché comunque rimango convinto che se Coelho avesse frequentato certi ambienti tutte le cavolate che scrive si sarebbe vergognato a scriverle a quest'ora. Ma questo comunque non toglie che quoto il tuo ultimo post in pieno; secondo me quella è già la via di mezzo

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×