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Don Chisciotte

Samuele Editore

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Nome: Samuele Editore

Generi trattati: Collana di Poesia e prosa, Saggi

Modalità di invio dei manoscritti: http://www.samueleeditore.it/?page_id=4024

Distribuzione: rete di contatti

Sito web: http://www.samueleeditore.it/

 

Si parla di un piccolo contributo di 25 .

"La Samuele Editore chiede, in caso di invio bozze, di partecipare alla campagna aperta con almeno 25 €. In caso di campagna Crowdfunding non aperta si chiede comunque l’acquisto di 25 € di libri." 

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Ospite

La loro risposta:

1. Accettate manoscritti di autori esordienti?

si

2. Pubblicate con contributo (acquisto copie, contributo promozionale, spese di editing)?

Alcuni volumi di poesia contemporanea sono a contributo nella forma di acquisto copie. Una collana (chiusa) e alcuni volumi d'interesse dell'Editore sono a investimento dell'Editore.

3. Che tipo di distribuzione avete?

Distribuzione diretta nelle librerie fiduciatarie. Promozione con eventi ad hoc. Invio in omaggio a una nutrita selezione di esponenti della cultura e del giornalismo italiano.

4. Promuovete e seguite l'autore, passo passo?

5. Opererete dell'editing sui testi scelti?

Non può esistere Editoria senza editing sul testo, invio specialistico, promozione su riviste, eventi, concorsi.

---

Doppio binario :)

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Ho appena letto questo:

"Suggeriamo agli autori di acquistare qualche volume prima di proporre una bozza. Questo per un motivo fondamentale: aiutare la Casa Editrice acquistando i suoi volumi significa aiutare il lavoro sulla cultura e sulla Poesia che l’Editore cerca di fare quotidianamente".

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Cito dal loro sito:

Cita

A fine 2015 Samuele Editore integra all’interno del processo editoriale la filosofia del Crowdfunding applicandola al libro, proponendo per ogni libro in uscita un progetto specifico (visitabile qui). La Samuele Editore, grazie a questa innovativa modalità di pubblicazione e promozione dei volumi, non chiede contributo all’autore. Prima di presentare una bozza è dunque necessaria presentare la propria partecipazione a un progetto in essere (almeno 25 euro, che corrispondono a 3 libri a scelta rintracciabili nella sezione apposita del presente sito o nello store della Casa, qui, più quello in pubblicazione).

Cito ancora, dalla pagina di invio:

Cita

Pertanto la Samuele Editore chiede, in caso di invio bozze, di partecipare alla campagna aperta con almeno 25 €. In caso di campagna Crowdfunding non aperta si chiede comunque l’acquisto di 25 € di libri. Qui i progetti.

 

Quindi, anche se si professano free, non lo sono poiché viene chiesto un contributo, come dicono loro stessi. Ho citato il sito a queste pagine:

 

Sposto in a pagamento.

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Salve a tutti, sono Samuele Editore. Trovo interessanti le note che leggo in questa pagina anche se sono un po' grossolane, quindi vi spiego un attimino come funziona.

 

Signor Niko, mettiamo che ricevo la sua bozza di poesia, e su venti che ricevo la sua la trovo interessante e la lavoro.

 

Le faccio editing, impaginazione grafica, le trovo una recensione autorevole, le stampo il libro in 400 copie, inizio l'iter della pubblicazione e le cerco recensioni, le invio il libro ai concorsi, le porto il libro nelle fiere che posso raggiungere, organizzo eventi a cui la invito, la inserisco in cicli che porto avanti ormai da tempo, e via.

 

Ovviamente però il libro lo devo in qualche modo vendere, ma non solo il suo, quelli della collana (una sessantina di libri in dieci anni).

 

Allora il Samuele Editore cosa si inventa? Porto tutto nel Crowdfunding, eravamo nel 2015.

 

Il Crowdfunding però ha un problema, sono vendite. Le persone non vogliono comprare libri di poesia. Neanche quando sono belli e curati al massimo come i nostri.

 

Prendo poi atto di una semplicissima cosa: i poeti, o perlomeno gli autori che vorrebbero diventarlo, sono i primi a non leggere. Non stiamo parlando ovviamente dei grandi poeti, quelli paradossalmente leggono più di me e sono i primi a comprare i libri che pubblico. Non ci fossero i grandi poeti non ci sarebbe Editoria anche a livello di vendite.

 

Il problema del Crowdfunding quindi è che tutti vogliono utilizzarlo ma nessuno vuole sostenere le campagne.

 

Allora il Samuele Editore si inventa di chiedere, per le bozze, di sostenere la campagna in atto con almeno 3 libri + quello in campagna. Il tutto particolarmente scontato. La filosofia la potrebbe capire anche un bambino: sostieni e verrai sostenuto.

 

Cosa succede in questo modo? L'aspirante poeta ha a casa 4 libri di poesia. E magari anche li legge. 

 

In questo modo Signor Niko quando apro il progetto per il suo libro possiamo ben sperare che almeno una ventina di suoi libri verranno acquistati da altra gente.

 

Oltre al fatto che l'Editore così facendo vende i libri della collana, anche quelli di 5/6 anni prima.

 

Editoria a pagamento questa? O effettive vendite che fanno circolare i libri?

 

Stiamo attenti insomma con le definizioni. Le "grandi campagne contro" sono interessanti, ma bisogna ben stare attenti perché comportano responsabilità di cui poi bisogna rispondere.

 

E siamo qui, spero, tutti a cercare di far andare avanti la letteratura italiana con i propri mezzi, come si può.

 

Samuele Editore

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@Alessandro Canzian

Benvenuto :) 
Attenzione, intanto: essere definiti editori a pagamento non è un'offesa. E cerchiamo di stare molto attenti alle definizioni.

La ringrazio per la spiegazione, non sto giudicando il sistema che adottate (non è il mio compito né quello del Writer's Dream in generale: noi informiamo).

 

La proprietà del sito ha definito tre liste secondo criteri soggettivi. Pensiamo che un qualsiasi contributo richiesto all'autore (sebbene irrisorio e alla base di un sistema ben congegnato, come nel suo caso) faccia ricadere la realtà in questione in "editoria a pagamento".

Non possiamo di certo definire diverse liste in base al pagamento, altrimenti ci troveremmo le liste di "editoria a poco pagamento", "editoria a un tot di pagamento", "Editoria a migliaia di euro di pagamento". Inoltre, facciamo sempre in modo di specificare nel primo messaggio le informazioni basilari, in cima alla discussione, così che si capisca subito che tipo di realtà si ha di fronte. Non sarete certo catalogati come l'editore che chiede migliaia di euro per pubblicare, spero che questo sia chiaro.

 

Chiunque leggerà il suo gentile intervento (molto chiarificatore) potrà decidere in tutta libertà di rivolgersi a voi o meno, consapevoli del meccanismo :) 

Grazie ancora per l'intervento.

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Il 4/7/2017 alle 10:53, Alessandro Canzian ha detto:

Salve a tutti, sono Samuele Editore. Trovo interessanti le note che leggo in questa pagina anche se sono un po' grossolane, quindi vi spiego un attimino come funziona.

 

Signor Niko, mettiamo che ricevo la sua bozza di poesia, e su venti che ricevo la sua la trovo interessante e la lavoro.

 

Le faccio editing, impaginazione grafica, le trovo una recensione autorevole, le stampo il libro in 400 copie, inizio l'iter della pubblicazione e le cerco recensioni, le invio il libro ai concorsi, le porto il libro nelle fiere che posso raggiungere, organizzo eventi a cui la invito, la inserisco in cicli che porto avanti ormai da tempo, e via.

 

Ovviamente però il libro lo devo in qualche modo vendere, ma non solo il suo, quelli della collana (una sessantina di libri in dieci anni).

 

Allora il Samuele Editore cosa si inventa? Porto tutto nel Crowdfunding, eravamo nel 2015.

 

Il Crowdfunding però ha un problema, sono vendite. Le persone non vogliono comprare libri di poesia. Neanche quando sono belli e curati al massimo come i nostri.

 

Prendo poi atto di una semplicissima cosa: i poeti, o perlomeno gli autori che vorrebbero diventarlo, sono i primi a non leggere. Non stiamo parlando ovviamente dei grandi poeti, quelli paradossalmente leggono più di me e sono i primi a comprare i libri che pubblico. Non ci fossero i grandi poeti non ci sarebbe Editoria anche a livello di vendite.

 

Il problema del Crowdfunding quindi è che tutti vogliono utilizzarlo ma nessuno vuole sostenere le campagne.

 

Allora il Samuele Editore si inventa di chiedere, per le bozze, di sostenere la campagna in atto con almeno 3 libri + quello in campagna. Il tutto particolarmente scontato. La filosofia la potrebbe capire anche un bambino: sostieni e verrai sostenuto.

 

Cosa succede in questo modo? L'aspirante poeta ha a casa 4 libri di poesia. E magari anche li legge. 

 

In questo modo Signor Niko quando apro il progetto per il suo libro possiamo ben sperare che almeno una ventina di suoi libri verranno acquistati da altra gente.

 

Oltre al fatto che l'Editore così facendo vende i libri della collana, anche quelli di 5/6 anni prima.

 

Editoria a pagamento questa? O effettive vendite che fanno circolare i libri?

 

Stiamo attenti insomma con le definizioni. Le "grandi campagne contro" sono interessanti, ma bisogna ben stare attenti perché comportano responsabilità di cui poi bisogna rispondere.

 

E siamo qui, spero, tutti a cercare di far andare avanti la letteratura italiana con i propri mezzi, come si può.

 

Samuele Editore

Bisogna essere obbiettivi e aperti ad un confronto. Sicuramente non è classificabile come editore a pagamento, ma free. Chiedere di acquistare €25 di libri è una buona politica editoriale. E non è affatto vero, come dice il Signore che ha commentato, che essere definiti casa editrice a pagamento non è un offesa, lo è eccome, se l'editore è onesto come in questo caso. L'unica cosa, se posso permettermi, è che bisogna promuovere la Poesia con convinzione, perché è fondamentale per far emergere la parte umana di ogni persona, cura l'animo umano e arricchisce culturalmente, se è vera poesia (scritta a contatto con l'anima, con la scienza della poesia stessa) e il fatto che dite che non và dimostra che la società è superficiale. Non a caso il porno dilaga e la Poesia non si vende. Più chiaro di così! È il pensiero della gente che bisogna cambiare e un buon editore e i poeti hanno il dovere di darsi da fare per far sì che questo diventi realtà. 

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Il 4/7/2017 alle 13:26, Niko ha detto:

@Alessandro Canzian

Benvenuto :) 
Attenzione, intanto: essere definiti editori a pagamento non è un'offesa. E cerchiamo di stare molto attenti alle definizioni.

La ringrazio per la spiegazione, non sto giudicando il sistema che adottate (non è il mio compito né quello del Writer's Dream in generale: noi informiamo).

 

La proprietà del sito ha definito tre liste secondo criteri soggettivi. Pensiamo che un qualsiasi contributo richiesto all'autore (sebbene irrisorio e alla base di un sistema ben congegnato, come nel suo caso) faccia ricadere la realtà in questione in "editoria a pagamento".

Non possiamo di certo definire diverse liste in base al pagamento, altrimenti ci troveremmo le liste di "editoria a poco pagamento", "editoria a un tot di pagamento", "Editoria a migliaia di euro di pagamento". Inoltre, facciamo sempre in modo di specificare nel primo messaggio le informazioni basilari, in cima alla discussione, così che si capisca subito che tipo di realtà si ha di fronte. Non sarete certo catalogati come l'editore che chiede migliaia di euro per pubblicare, spero che questo sia chiaro.

 

Chiunque leggerà il suo gentile intervento (molto chiarificatore) potrà decidere in tutta libertà di rivolgersi a voi o meno, consapevoli del meccanismo :) 

Grazie ancora per l'intervento.

Si metta nei panni di quest'editore e di chi cerca sul questo forum una casa editrice di poesie Free: non la trova semplicemente e se proprio non si và a cercare col lanternino, l'autore finisce per ignorare il fatto che sia una casa editrice corretta. Chiede semplicemente di acquistare libri di altri autori per la cifra di pochissimi euro. Non si può metterlo tra l'editoria a pagamento. Siate obbiettivi. La cosa importante è che i libri non finiscano letti solo da altri autori, altrimenti non ha senso.

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25€ sono pochi, talmente pochi che potrebbero anche non esserci, per poi essere catalogati "non a pagamento".

Trovo intelligente, e in parte condivisibile, quanto detto dall'Editore ma purtroppo, che si tratti di 1€ o di 1000€, il verbo "pagare" non cambia.

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@Maria N.C.

La nostra definizione delle tre liste è molto chiara. Come già spiegato lungamente l'anno scorso, la politica di questa Casa Editrice non può essere definita free. Free significa, appunto, gratuito.

 

Prego di limitarsi alle proprie esperienze dirette; se si hanno domande circa l'operato e le scelte dello Staff, lo si può contattare in privato o tramite il Contattaci del sito.

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Ieri sera ho letto su "laboratori poesia" (pagina FB della Samuele editore), un articolo in cui Canzian dice che non fanno più crowdfunding. Sul sito però pare invece di sì. Sono un po' confusa

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Dunque, sul sito è ora scritto che l’esperienza crowdfunding della casa editrice si è chiusa nel 2018 e che ora richiedano un acquisto copie. Quante però, non è specificato... Spero presto qualche esperienza diretta ci possa illuminare.

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Ma scherzi? Cioè immagino che non scherzi, era solo per sottolineare il mio stupore misto ad incredulità. Considerato che i loro libri costano in media 12 euro e calcolando il prezzo pieno di 140 copie... mi viene da dire che è davvero costoso oltre che assurdo.

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10 ore fa, La*cla ha scritto:

@frantoio la tua è esperienza personale o riportata?

Io sul web non ho trovato molto, solo una persona a cui avevano chiesto acquisto di 200 copie al 50%

Alla fin fine, a conti fatti, tra 200 copie al 50% (che corrisponderebbe a comprarne 100 a prezzo pieno) e 140 senza sconto la differenza è quasi irrilevante: in entrambi i casi si tratta di una pubblicazione pagata a caro prezzo.

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Certo @peppovic caro lo è, bisogna capire se la qualità del lavoro e della promozione da parte dell'editore portano un po' di frutti. 

Certo se uno acquista copie a metà prezzo ha la speranza (o almeno la sensazione) di poter rientrare dell'investimento fatto e magari guadagnarci su qualcosa. 

@frantoio non è il caso di offendersi, non ti conosco. Credo che la mia domanda fosse lecita. Anzi, posso scriverti in privato?

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Non capisco come mai il fondatore di Samuele editore critichi l'editoria a pagamento in alcune interviste e poi faccia lui stesso editoria a pagamento, a questo punto questa casa editrice assume i tratti di una stamperia, magari più selettiva nella scelta ma ai prezzi che avete scritto risulta anche costosa. Potrei capire se l'editore chiedesse un contributo ma pretendere che qualcuno sborsi 1500 euro per pubblicare il proprio libro di poesia che se va bene venderà 100 copie, beh è un attentato al buon senso. Sarei curioso di sentire l'opinione di persone che hanno pubblicato con Samuele Editore, sia in maniera free che a pagamento e vedere poi se c'è stata una buona distribuzione. Premetto che non mi intendo di poesia ma non so quanto questa casa editrice sia distribuita al di fuori dei circoli dei super addetti ai lavori.

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Più che editoria a pagamento sembra un sistema di community di acquisto. Una roba tipo lyoness e cose simili: entra nel circuito, tu compri dai negozi convenzionati e loro compreranno da te. Sembra "editoria scambio di favori", più che "a pagamento".

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Beh, scusate ma nel sito lo dice proprio chiaramente:

"Nel 2018 l’esperienza del Crowdfunding si esaurisce e la Samuele Editore, in attesa di trovare nuove modalità di pubblicazione, torna all’iter tradizionale di pubblicazione che può prevedere, in caso di mancanza di sponsor o di progetti internazionali d’appoggio o di progetti specifici dell’Editore, un acquisto copie da parte dell’autore".

Insomma: o hai lo sponsor, o chi per lui, che sborsa (e in poesia lo sponsor neanche Montale credo che lo avesse), o ti compri le tue belle copie *Editato dallo Staff*!

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Confermo, richiede acquisto copie e anche tante (si va da 1500 ai 2000 euro). Certo, rispetto ad altri editori, è molto attivo in presentazioni, eventi ed iniziative in tutta Italia. Rimane il fatto che quella cifra, soprattutto per la poesia ma non solo (la troverei assurda anche per la narrativa!), è davvero un investimento importante.

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è strano perché sembrava una casa editrice di qualità, forse non riuscendo a vendere, fa pagare a caro prezzo opere che poi non promuove per poi reinvestire nella pubblicazione di altre opere in cui crede, purtroppo molti fanno così ormai

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14 ore fa, Zenzeroebiscotti ha scritto:

è strano perché sembrava una casa editrice di qualità, forse non riuscendo a vendere, fa pagare a caro prezzo opere che poi non promuove per poi reinvestire nella pubblicazione di altre opere in cui crede, purtroppo molti fanno così ormai

Non sono un autore di questa CE, ma ho avuto modo di appurare la loro buona distribuzione (i loro titoli si trovano spesso in libreria) e la qualità dei lavori che propongono. Sinceramente l'equazione CE a pagamento = CE scadente la trovo priva di qualsivoglia fondamento. Poi ognuno può essere favorevole o contrario alla EAP. Ma che passi il messaggio per cui un editore non sia di qualità soltanto per il fatto di chiedere contributi, personalmente non lo trovo condivisibile, in quanto - a mio modesto parere - non corrispondente alla realtà. Chiedo scusa per il piccolo OT. 

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