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Don Chisciotte

Quali sono le vostre citazioni preferite

Post raccomandati

La neve se ne frega di Luciano Ligabue

 

 

Ma dai?! Non mi dispiace come cantante, ma non avrei mai detto sapesse scrivere anche cose del genere.

I suoi testi sono di tutt'altro livello.

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"Io so come ti senti. Quando ero a scuola, mi sentivo come circondata da alieni. Negli esami nessuno mirava al massimo, tutti miravano alla sufficienza. Se facevamo una maratona, dicevano "Corriamo tutti assieme!". Erano un branco di egualitari, nel bene e nel male. Ti avrebbero detto che pi è uguale a tre. E' la tragedia di 0.14: in un mondo di egualitari, i marginali gustano il vero isolamento. E' lì che nascono i geni. Ma non tutti i marginali sono geni."

 

Il Ciclo della Decapitazione, volume 1 di NisioIsin.

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Dicono che quando ti aspetti troppo una cosa questa non accade mai, e più ti prepari per quell'evento più quello scappa. E la teoria vale anche all'incontrario: se stai pregando con tutto il cuore che un certo evento non si verifichi, puoi star certo che si verificherà il prima possibili. E non vale fare i furbi e fingere di desiderare qualcosa che in realtà non si vuole affatto. La cosa migliore da fare è non pensare. Peccato che io non ci riesca.

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Alice, non mi suona nuova questa tua citazione. Di chi è? Bellissima! :flower:

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Alice, non mi suona nuova questa tua citazione. Di chi è? Bellissima! :flower:

 

Del mio adorato Francesco Gungui in Mi piaci così.

 

Ps. scusate se non cito mai l'autore o il libro quando rispondo in questo topic, solo che mi piace quando chiedete

chi è. Lo so, son contorta ahah

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E a me piace il tuo ragionare contorto! :ohh:

 

No, non la conoscevo, comunque... :)

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In questo periodo mi piace troppo questa frase:

La gente semplicemente spariva, e sempre di notte.

e questa:
 

...quegli occhi vi seguono ovunque e ovunque vi avvolge la stessa voce. Nella veglia o nel sonno, al lavoro o a tavola, in casa o fuori, a letto o in bagno, non c'è scampo. Nulla vi appartiene, se non quei pochi centimetri cubi che avete dentro il cranio.

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Seduto con una bottiglia alla macchina da scrivere non è la via più semplice per scampare al terrore. Ho sognato per una vita di diventare scrittore e adesso i demoni sono su di me. Scrivere eleva i sentimenti a tale livello che siamo alla mercè di tutti gli avvenimenti. Un filo d'erba diventa una spada; una storiella d'amore dilania le viscere. Con quei pochi che conosco fingo di essere un duro, ma non la do a bere a nessuno. Una delle poche cose che mi salva (ecco una banalità) è l'abilità di ridere ogni tanto. Senza quella andare avanti sarebbe impossibile.

 

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Chi prende l'estinzione come estinzione

e, presa l'estinzione come estinzione,

pensa all'estinzione,

pensa sull'estinzione,

pensa: "mia è l'estinzione"

e si rallegra dell'estinzione,

costui, io dico,

non conosce l'estinzione.

 

(da un testo buddista, estrapolato da letture di Julius Evola)

 

 


Quando l'inferno è nell'anima, può essere bello vivere accanto a un fraterno burlone sotto l'occulto potere di Dio;

puoi ancora aprire i divini cancelli del cielo con le chiavi pesanti del tuo stesso tormento.

 

(Sven Hassel)

 

 

"Non farsi costringere dal massimo e tuttavia farsi contenere dal minimo: questo è divino."

 

(S. Ignazio di Loyola, fondatore dell'ordine dei Gesuiti, ordine al quale appartiene Papa Francesco)

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Ospite

"Ad ogni vizio o colpa che io veggo in altrui, prima di sdegnarmene mi volgo a esaminare me stesso, presupponendo in me i casi antecedenti e le situazioni convenevoli a quel proposito.

E vedendomi sempre o macchiato o capace degli stessi difetti, non mi basta l'animo d'irritarmene.

Riserbo sempre l'adirarmi a quella volta che io vegga una malvagità che non possa avere luogo nella natura mia. Ma fin qui non ne ho potuto vedere."

 

Eleandro, da "Dialogo di Timandro e di Eleandro" di Giacomo Leopardi

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«Chi era il Capitano Uncino?» le chiese interessato quando Wendy gli parlò del suo mortale nemico.

«Ma come! Non ti ricordi di quando l'uccidesti salvando le nostre vite?» chiese lei stupefatta.

«Sai, appena li ho uccisi, me ne dimentico» rispose Peter con noncuranza.

Quando Wendy, con scarsa convinzione, disse che Campanellino sarebbe stata contenta di vederla, Peter chiese: «Chi è Campanellino?»

«Dio mio, Peter!» esclamò Wendy sconcertata; ma anche dopo le sue spiegazioni, Peter non riuscì a ricordare.

«Ce ne sono tante, di Fate» disse. «Può darsi che ormai sia morta».

 

- James Matthew Berrie, Peter Pan

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Dio crea le cose, no? E' un contadino, un artigiano, una levatrice. Dio dà vita alle cose. Cosa potrebbe mai farsene Dio di una spada?

 

- Joe Abercrombie, The Heroes

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Esiste una stanchezza dell'intelligenza astratta ed è la più terribile delle stanchezze. Non è pesante come la stanchezza del corpo, e non è inquieta come la stanchezza dell'emozione. È un peso della consapevolezza del mondo, una impossibilità di respirare con l'anima. 

 

F. Pessoa

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Da "Le braci" di Sandor Marai

Alle domande più importanti si finisce sempre per rispondere con l'intera esistenza.Non ha importanza quello che si dice nel frattempo, in quali termini e con quali argomenti ci si difende. Alla fine, alla fine di tutto, è con i fatti della propria vita che si risponde agli interrogativi che il mondo ci rivolge con tanta insistenza.

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<Mi immaginavo le case dov'era stato, le finestre e i portoncini, i vestiti e i capelli delle sue donne, il passaggio della gente per le strade, i colori dei cieli, le temperature, gli odori nell'aria, le atmosfere dei negozi, dei luoghi di lavoro. Pensavo a quanto le nostre vite erano state diverse in questi anni, e anche simili in fondo, due i due possibili percorsi iniziati dallo stesso bivio.>

 

E' un po' lunga  :eheh:  ma non potevo non inserirla dato che è una citazione presa dal mio libro preferito :superbava:

 

"Due di due" di Andrea De Carlo :love:

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Ospite Valpur

"By what men think, we create the world daily new".
Tratto da "Le Nebbie di Avalon". E' anche un po' il mio motto da scrittrice :)

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"Riesci a percepire tutta la vita che c'è in questo mondo?

Ne è colmo!

Riesci a vedere le tracce del vento che trasporta la vita?

Riesci a sentire il suono della vita che riempie il mondo?"

 

La prima (e ultima) che mi è venuta in mente

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Così continuiamo a vivere la nostra vita, pensai. Segnati da perdite profonde e definitive, derubati dalle cose per noi più preziose, trasformati in persone diverse che di sé conservano solo lo strato esterno della pelle; tuttavia, silenziosamente, continuiamo a vivere. Allungando le mani, riusciamo a prenderci la quantità di tempo che ci è assegnata, e poi la guardiamo mentre indietreggia alle nostre spalle. A volte, nel ripetersi dei gesti quotidiani, sappiamo farlo anche con destrezza.

Questi pensieri mi lasciarono una sensazione di terribile vuoto.

(Haruki Murakami, La ragazza dello sputnik)

 

Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.

Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Doloressulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.

(Vladimir Nabokov, Lolita)

 

Devo iniziare ad appuntarmeli.

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La prima che mi viene in mente è questa, di Kahlil Gibran:

«Quando io mi posi davanti a te come nitido specchio mi fissasti a lungo e vedesti la tua immagine.

E mi dicesti: "Ti amo".

Ma in verità amavi in me te stessa.»

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Questo post mi piace tantissimo!

Sul Kindle uso la funzione evidenziare per ricordarmi tutte le frasi che mi colpiscono. Metto alcune delle mie preferite:

 

J.Kerouac -  Sulla Strada  
«Quell'ultima cosa è ciò che non puoi avere,Carlo.Nessuno può arrivare a quell‟ultima cosa.Viviamo nella speranza di riuscire ad afferrarla una volta per tutte».
 
Emily Brontë - Cime Tempestose  
A che scopo sarei io stata creata se fossi interamente contenuta in me stessa?Le mie grandi pene in questo mondo sono state le pene di Heathcliff,e io le ho conosciute e le ho sentite tutte una a una dal principio;la sola ragione di vivere per me è  lui.Se tutto il resto perisse,e  lui rimanesse,io continuerei a esistere;e,se tutto il resto rimanesse e lui fosse annientato,l'universo si cambierebbe per me in un'immensa cosa estranea;non mi parrebbe più di essere una parte di esso.Il mio amore per Linton è simile al fogliame del bosco;il tempo lo muterà,ne sono sicura,come l'inverno muta gli alberi;il mio amore per Heathcliff somiglia alle eterne rocce che stanno sottoterra:una sorgente di gioia poco visibile,ma necessaria.Nelly,io  sono Heathcliff!Lui è sempre,sempre nella mia mente;non come un piacere,come neppur io sono sempre un piacere per me stessa,ma come il mio proprio essere.Così non parlare più della nostra separazione:è impossibile,e...

 

1Q84 - Libro 1 e 2 (Haruki Murakami)
Ecco, questa è esattamente la differenza tra letteratura e titoli azionari. Nella prima, nel bene o nel male, c'è una motivazione più forte del denaro a muovere le cose. 
 
Guida galattica per gli autostoppisti (Douglas Adams)
«Sai disse Arthur è in momenti come questi, in cui mi trovo intrappolato in un compartimento stagno vogon in compagnia di uno di Betelgeuse in attesa come me di morire d'asfissia nello spazio profondo, che mi pento amaramente di non avere dato retta a mia madre, agli insegnamenti che mi dava quando ero giovane. »
«Perché, cosa ti diceva tua madre? »
«Non lo so, non la stavo a ascoltare. »
 
Guida galattica per gli autostoppisti (Douglas Adams)
La storia di tutte le maggiori civiltà galattiche tende ad attraversare tre fasi distinte e ben riconoscibili, ovvero le fasi della Sopravvivenza, della Riflessione e della Decadenza, altrimenti dette fasi del Come, del Perché e del Dove. La prima fase, per esempio, è caratterizzata dalla domanda Come facciamo a procurarci da mangiare?, la seconda dalla domanda Perché mangiamo? e la terza dalla domanda In quale ristorante pranziamo oggi? 

 

Così parlò Zarathustra (Friedrich Nietzsche)
È tempo che l'uomo pianti il seme della sua più alta speranza. Il suo terreno è ancora abbastanza ricco per questo. Ma questo terreno diverrà un giorno povero e sterile e nessun altro albero potrà crescervi. Ahimè! Viene il tempo nel quale l'uomo non getterà più al di sopra degli uomini il dardo del suo desiderio, e la corda del suo arco più non saprà vibrare! Vi dico: bisogna ancora portare in sè un caos, per po- ter generare una stella danzante. Vi dico: avete ancora del caos in voi. 
 
Lui è tornato (Timur Vermes)
“Dica, non è che mi saccheggerà l’edicola?” Lo guardai indignato: “Le sembro forse un delinquente?” Mi guardò: “Mi sembra Adolf Hitler.” “Appunto,” dissi io. 
 
Fight Club (Chuck Palahniuk)
Sul lavoro il mio capo mi ha chiesto che cosa facevo per il buco che ho nella guancia che non si rimargina mai. Quando bevo caffè, gli ho detto, mi metto due dita sul buco così non mi cola fuori.
 
Misery (King Stephen)
Quando guardi nell'abisso, l'abisso guarda in te. Friedrich Nietzsche

 

Misery (King Stephen)
Perché gli scrittori ricordano tutto, Paul. Specialmente quello che fa male. Denuda uno scrittore, indicagli tutte le sue cicatrici e saprà raccontarti la storia di ciascuna di esse, anche della più piccola. E dalle più grandi avrai romanzi, non amnesie. Un briciolo di talento è un buon sostegno, se si vuol diventare scrittori, ma l'unico autentico requisito è la capacità di ricordare la storia di ciascuna cicatrice. L'arte consiste nella perseveranza del ricordo.
 
Ecco, mi sono dilungata un po', e anche tentando di fare una cernita delle mie preferite ho comunque ottenuto un lunghissimo post!

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Ospite

Non ti ho mai fatto un complimento, Rachel, in vita mia.
L'amore fortunato può qualche volta adoperare un linguaggio lusinghiero, lo ammetto.
Ma l'amore senza speranza, carissima, dice sempre il vero.

La pietra di Luna - Wilkie Collins.

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Ospite

Proprio in quel tempo Drogo si accorse come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangano sempre lontani; che se uno soffre il dolore è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; che se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l'amore è grande, e questo provoca la solitudine della vita.

Dino Buzzati "Il deserto dei Tartari"

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