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Don Chisciotte

Quali sono le vostre citazioni preferite

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"Diventa ciò che sei!" dallo Zarathustra di Nietzsche. Ma se non sbaglio non è proprio sua, l'ha ripresa da altri.

E comunque, in questo caso e per me, più che di citazione preferita, parlerei di citazione più significativa.

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"Carpe diem". Sempre e comunque. Nel messaggio iniziale di ogni cellulare, sui muri dei bagni, tatuato (virtualmente) sulla pelle.

Vivi l'oggi, vivi il momento. Adoro vivere così. Penso sia l'unico modo di vivere.

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Ciao,

"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir...", Dante, l'orazion picciola di Ulisse.

E anche "There is no darkness but ignorance", Shakespeare.

La mia traduzione: "Non esiste vera oscurità se non l'ignoranza", ovviamente "ignoranza" intesa come non conoscenza. La seconda, quella di William, è per me più di una semplice citazione, fa parte della mia etica, o almeno tento di far sì che ne faccia parte!

Ciao!

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[…] le inopinate catastrofi non sono mai le conseguenze o l’effetto che dir si voglia d’un unico motivo, d’una causa singolare: ma sono come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti.

C. E. Gadda, dal Pasticciaccio. L'ho messo come citazione all'inizio di un romanzo che poi ho abbandonato.

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"I cuori si spezzano. Alle volte mi viene da pensare che sarebbe meglio che morissimo quando succede, invece sopravviviamo."

Stephen King, Cuori In Atlantide.

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Lunghetta, ma merita...

".. quando la gente ti dirà che hai sbagliato... e avrai errori dappertutto dietro la schiena, fregatene.

Ricordatene. Devi fregartene. Tutte le bocce di cristallo che hai rotto erano solo vita...

non sono quelli gli errori... quella è vita... e la vita vera magari è proprio quella che si spacca,

quella vita su cento che alla fine si spacca..... io questo l'ho capito, il mondo è pieno di gente

che gira con in tasca le sue piccole biglie di vetro....le sue piccole tristi biglie infrangibili.....

e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo.....

sono belle, a me è piaciuto guardarle, per tutto il tempo che ti sono stato vicino...

ci si vede dentro tanta di quella roba..... é una cosa che ti mette l'allegria addosso...

non smetterla mai..... e se un giorno scoppieranno anche quella sarà vita,

a modo suo..... meravigliosa vita"

Alessandro Baricco - Castelli di rabbia

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Continua, pensò. L'odio sanguinario. Forse questi ne sono già i semi. Finiranno per divorarsi l'un l'altro, lasciando ancora vivi alcuni di noi, sparsi qua e là nel mondo. E ancora, saremo sempre abbastanza, per costruire e per sperare e per realizzare pochi, semplici progetti.

Da La svastica sul sole di Philip Dick

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Mentre mia madre era incinta di me, io fui iscritto nel reggimento Semjonovskij come sergente, grazie al maggiore della guardia principe B., nostro prossimo parente. Se contro ogni aspettativa mia madre avesse partorito una bambina, il papà avrebbe dichiarato a chi di dovere che il sergente non era comparso, e la cosa sarebbe finita lì.

Da La figlia del capitano, di quel bel soggettone di Aleksandr Puškin.

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Un passaggio letterario:

Il colonnello Aureliano Buendìa promosse trentadue sollevazioni armate e le perse tutte. Ebbe

diciassette figli maschi da diciassette donne diverse, che furono sterminati l'uno dopo l'altro in

una sola notte, prima che il maggiore compisse trentacinque anni. Sfuggì a quattordici attentati, a

settantatré imboscate e a un plotone di esecuzione. Sopravvisse a una dose di stricnina nel caffé

che sarebbe bastata ad ammazzare un cavallo. Respinse l'Ordine del Merito che gli conferì il presidente

della repubblica. Giunse a essere comandante generale delle forze rivoluzionarie, con

giurisdizione e comando da una frontiera all'altra, e fu l'uomo più temuto dal governo, ma non

permise mai che lo fotografassero. Declinò il vitalizio che gli offrirono dopo la guerra e visse fino

alla vecchiaia dei pesciolini d'oro che fabbricava nel suo laboratorio di Macondo. Malgrado

avesse sempre combattuto alla testa dei suoi uomini, l'unica ferita se la produsse lui stesso dopo

aver firmato la capitolazione di Neerlandia che mise fine a quasi venti anni di guerre civili. Si

sparò un colpo di pistola nel petto e il proiettile gli usc ì dalla schiena senza ledere alcun centro

vitale. L'unica cosa che rimase fu una strada di Macondo intitolata al suo nome. Ciò nonostante,

secondo quanto dichiarò pochi anni prima di morire di vecchiaia, nemmeno questo si aspettava il

mattino in cui se ne andò coi suoi ventun uomini a riunirsi alle forze del generale Victorio Medina.

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'Per aspera ad astra'. Mi dà sempre l'idea che, a forza di insistere, riuscirò a pubblicare il mio primo romanzo...

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Amelie Nothomb bambina e la sua bicicletta, da Sabotaggio d'amore

Questo cavallo è un cavallo. Ogni volta che c'è liberazione per mezzo del vento e della velocità, c'è un cavallo. Definisco cavallo non ciò che ha quattro zampe e produce sterco, ma ciò che maledice il suolo e me ne allontana, ciò che mi solleva e mi costringe a non cadere, ciò che mi calpesterebbe a morte se cedessi alla tentazione del fango, ciò che mi fa danzare il cuore e nitrire il ventre, ciò che mi spinge a un'andatura così forsennata, che devo stringere le palpebre, poichè anche la luce più pura non abbaglierà mai quanto la sferza dell'aria.

Definisco cavallo quel luogo unico dove è possibile perdere ogni ormeggio, ogni pensiero, ogni coscienza, ogni nozione di futuro, per essere solo uno slancio, una vela spiegata.

Definisco cavallo quell'accesso all'infinito, e cavalcata il momento in cui incontro le schiere innumerevoli dei Mongoli, dei Tartari, dei Saraceni, dei Pellerossa o di altri fratelli di galoppo che hanno vissuto solo per essere cavalieri, cioè per essere.

Definisco cavalcatura lo spirito che scalcia con quattro ferri, e io so che la mia bicicletta ha quattro ferri, e scalcia ed è un cavallo.

Definisco cavaliere colui che il suo cavallo ha sottratto all'insabbiamento, colui che il suo cavallo ha reso alla libertà che fischia nelle orecchie.

Ecco perchè nessun cavallo ha mai meritato il nome di cavallo quanto il mio.

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Da L'amante di Marguerite Duras

Ma quel giorno non sono le scarpe la nota insolita, inaudita nell'abbigliamento della ragazza. Quel giorno porta in testa un cappello da uomo con la tesa piatta, un feltro morbido color rosa, con un largo nastro nero. A creare l'ambiguità dell'immagine è quel cappello. Come fosse capitato in mio possesso l'ho dimenticato. Non vedo chi potrebbe avermelo dato. Credo che me l'abbia comprato mia madre e su mia richiesta. Unica certezza: è un saldo di saldi. Come spiegare quell'acquisto? Nessuna donna, nessuna ragazza portava cappelli da uomo nella colonia, a quei tempi. Neppure le indigene. Ecco come deve essere successo: mi sono provata quel cappello, tanto per ridere, mi sono guardata nello specchio del negozio e ho visto, sotto il cappello maschile, la magrezza ingrata della mia persona, difetto dell'età, diventare un'altra cosa. Ho smesso di essere un dato grossolano e fatale della natura. E' diventato l'opposto, una scelta che contrastava la natura, una scelta dello spirito.

Improvvisamente è diventata una cosa voluta. Mi vedo un'altra, come sarebbe vista un'altra, al di fuori, a disposizione di tutti, di tutti gli sguardi, immessa nella circolazione delle città, delle strade, del piacere. Prendo il cappello, me lo metterò sempre, ormai posseggo un cappello che, da solo, mi trasforma tutta, non lo abbandono più. Per le scarpe deve essere successa più o meno la stessa cosa, ma dopo il cappello. Lo contraddicono come il cappello contraddice la figura gracile, quindi fanno per me. Anche quelle non le abbandono più, vado ovunque con quelle scarpe, quel cappello, fuori con ogni tempo, in tutte le occasioni, in città.

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Ospite queenseptienna

Qualche volta ho nei suoi confronti una sensazione curiosa, specialmente quando mi è vicina, come ora. Mi sembra di avere una corda nella parte sinistra nel mio petto strettamente legata a una corda analoga nella parte corrispondente della sua personcina. E se mare e terra si frapporranno tra noi, tempo che quella congiunzione andrà spezzata, e ho la convinzione che comincerò a sanguinare dentro.. quanto a lei.. mi dimenticherà!

Jane Eyre - Charlotte Brontë

Quando entra in gioco il possesso delle cose terrene, è difficile che gli uomini ragionino secondo giustizia.

Il nome della rosa - Umberto Eco

Memento audere semper. (questa me la sono tatuata XD)

Gabriele D'Annunzio

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Ma vedo che è tempo ormai di andar via, io a morire, voi a vivere. Chi di noi avrà sorte migliore, occulto è a ognuno, tranne che a Dio.

Apologia di Socrate, Platone

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Il sesso è come il bridge. Se non hai un buon partner, spera almeno in una buona mano.

_____

Alain vi dirà di chi è! (È un tipo di letteratura, eh!)

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Alain vi dirà di chi è! (È un tipo di letteratura, eh!)

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Allora rilancio (dallo stesso autore):

"Il lupo e l'agnello giaceranno assieme, ma l'agnello dormirà ben poco."

--

Alain

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Non devo aver paura.

La paura è la piccola morte che porta con sé l'annullamento totale.

Guarderò in faccia la mia paura.

Permetterò che mi calpesti e mi attraversi. E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne scruterò il percorso.

Là dove andrà la paura non ci sarà più nulla. Soltanto io ci sarò.

Preghiera di Paul Atreides ( chiamato dai Fremen: Usul Muad Dib. Grazie per essermi stato al fianco, durante le mie letture giovanili).

Dal primo romanzo "Dune" di Frank Herbert. (Ne ha scritti sei, li ho letti tutti).

Amo anche questa:

Oh Eterno, non lascio la tua mano, la tua dura mano, prima che tu mi abbia benedetto.

Benedici me, tua umanità che soffre, soffre per il tuo dono della vita. Me per primo che tanto ho sofferto per il dolore di non poter essere quello che volevo.

(E' la preghiera di un personaggio di un'opera del drammaturgo svedese August Strindberg).

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Ospite

Questa citazione da Scrubs, non so perché, mi fa sempre pensare a Jess :grat:

Una volta ogni 4,2 secondi un uomo dice una stupidaggine, e una donna lo sente e lo punisce.

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Ospite Mrs C
Questa citazione da Scrubs, non so perché, mi fa sempre pensare a Jess :grat:

Una volta ogni 4,2 secondi un uomo dice una stupidaggine, e una donna lo sente e lo punisce.

Fatti due domande, Jack :^_^:

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Uno scrittore deve sempre avere il suo manoscritto in tasca, non si sa mai cosa può succedere. (Henry-Bonaventure Monnier, Memorie di M. Joseph Prudhomme)

È la mia opinione e io la condivido. (Henry-Bonaventure Monnier, Memorie di M. Joseph Prudhomme)

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I poeti non dovrebbero mai morire perché ci regalano quello che altrimenti non potremmo mai avere. Essi vedono molto oltre il nostro orizzonte, come se vivessero sulla cima di una montagna altissima, odono suoni e voci che noi non udiamo, vivono molte vite contemporaneamente e soffrono e gioiscono come se queste vite fossero reali e concrete. Vivono l'amore, il dolore, la speranza con un'intensità sconosciuta anche agli dei. Sono sempre stato convinto che siano una stirpe a se stante: ci sono gli dei, ci sono gli umani e ci sono i poeti. Essi nascono quando il cielo e la terra sono in comunione fra loro o quando scocca la folgore nel cuore della notte e colpisce la culla di un bambino senza ucciderlo, sfiorandolo soltanto in una carezza di fuoco.

(Valerio Massimo Manfredi)

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Sarebbero troppe da elencare tutte. In questo momento mi viene in mente questa:

Le stirpi condannate a cent'anni di solitudine non avevano una seconda opportunità sulla terra.

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"Non importa se sorridono di me, io sono un piccolo prezzo da pagare."

Safran Foer, "Molto forte, incredibilmente vicino"

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Eros che scioglie le membra nuovamente mi scuote, dolceamara invincibile belva...
Saffo
Je méprise cette poussière qui me compose et qui vous parle; on pourra la persécuter et faire mourir cette poussière! Mais je défie qu’on m’arrache cette vie indépendante que je me suis donnée dans les siècles et dans les cieux."
Saint-Just

(Traduzione alla meno peggio: "Disprezzo questa polvere che mi compone e che vi parla; potrete perseguirla e far morire questa polvere! Ma vi sfido a strapparmi questa vita indipendente che mi sono donato nei secoli e nei cieli." In francese suona molto meglio...)

"Faitez-en deux d'un coup"dit il.

Et, se tournant vers Enjolras avec douceur, il lui dit:

"Permets-tu?"

Enjolras lui serra la main en souriant. Ce sourire n'était pas achevé que la détonation éclata. Enjolras, traversé de huit coup de feu, resta adossé au mur comme si les balles l'y eussent cloué. Seulment il pencha la tête.

Grantaire, foudroyé, s'abattit à ses pieds.

Hugo, Les Miserables

(Traduzione alla meno peggio: "Uccidetene due con un colpo solo"disse.

E, voglendosi verso Enjolras con dolcezza gli disse:

"Permetti?"

Enjolras gli prese la mano sorridendo. Questo sorriso non era stato ancora del tutto spiegato quando scoppiò la detonazione. Enjolras, traversato da otto colpi, rimase addossato al muro, come se i proiettili lo avessero inchiodato. Grantaire, trapassato dai colpi, si abbatté ai suoi piedi")

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