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EdizioniLaGru

supportare l'editoria indipendente?

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a parte il fatto che era una battuta. comunque è ovvio che dipende dall'interesse. ed è normale che un libro di una grossa casa editrice sia molto più visibile e che quindi l'interesse sia convogliato verso ciò che si può vedere rispetto a ciò che resta invisibile

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Si in effetti Mondadori ha gran bisogno di 10 euro. Comunque sì, è un altro topic. Quello relativo al prezzo giusto dei libri.

Sì in effetti io vado a comprare libri per fare beneficenza ai piccoli editori, non perché ho voglia di leggere qualcosa.

Davvero, credo che uscite simili sviliscano e rendano inutile la discussione. Io ho solo cercato di farle capire qual è il mio punto di vista da lettore, punto di vista che tra l'altro dovrebbe interessarle provenendo da un potenziale acquirente.

Tornando al prezzo dei libri: ho letto il suo post nell'altro topic, ma purtroppo non è molto utile alla discussione. Io non ho detto che i prezzi dei suoi libri sono disonesti o gonfiati. Ho solo detto, e glielo ripeto, che da cliente io li percepisco come troppo alti, e che di sicuro questo non aiuta le vendite. E mai, MAI, spenderei 10,00 euro per un libro di 70 pagine di un esordiente.

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a parte il fatto che era una battuta. comunque è ovvio che dipende dall'interesse. ed è normale che un libro di una grossa casa editrice sia molto più visibile e che quindi l'interesse sia convogliato verso ciò che si può vedere rispetto a ciò che resta invisibile

non è questone di visibilità, dato che in genere a me piacciono trame poco convenzionali se non giro in internet in libreria difficilmente trovo qualcosa, infatti ormai compro tutto via web o in ogni caso dopo aver ordinato appositamente.

Però non vedo perchè dovrei a priori preferire un libro di una CE piccola se la Mondadori mi offre un libro con una trama che fa per me a un buon prezzo. Adesso nella lista dei desideri ho diversi libri di CE piccole oltre che quelli di grossi editori, comunque.

Un problema che secondo me hanno svariate piccole CE è che il loro catalogo non è nè concorrenziale per prezzi (e su questo non si può fare più di tanto,) ma soprattutto non lo è per offerta. Spesso mi son chiesta per quale arcano motivo una CE avesse deciso di scommettere su quel particolare testo, casi in cui palesemente si trattava di roba mediocre sotto tutti i punti di vista. Considerando che una CE dovrebbe guadagnarci su quei pochi libri...

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Forse occorrerebbe sfogliarlo il libro da 10 euro e poi valutare cosa fare. se comprarlo o no.

E non parlavo di beneficenza ai piccoli editori, ci mancherebbe altro. lo troverei triste. infinitamente triste.

quello che dico è che sarà decisamente più facile trovare in libreria libri di certi editori, che forse ne hanno meno bisogno di altri, rispetto alla media editoria. tutto qua.

Poi per quanto riguarda il catalogo della piccola editoria...beh i fondi statali non sono per tutti i comuni mortali che fanno i salti mortali per campare.

Non so, e lo dico in tutta sincerità, quale sia la filosofia che soggiace a tutti i piccoli e medi editori. So cosa sta dietro a noi e di questo posso parlare, anche legandomi ai prezzi tipografici e ai fondi che sono a disposizione. So che quello che pubblichiamo è ciò che ci piace. Se piacerà a qualcuno, ne saremo felici.

Se qualcuno vorrà sperperare 10 euro per un libro di misere 70 pagine spero solo che quelle 70 pagine regalino le emozioni che hanno dato a noi nel curarlo e farlo nascere.

Non voglio portare nessuno dalla nostra parte. Ripeto, ognuno legga ciò che vuole. Dico solo che i mezzi e tutto ciò che consegue dal loro investimento è totalmente diverso da casa editrice a casa editrice.

Credo che la differenza la faccia l'onestà intellettuale.

Noi in tutta sincerità pensiamo di essere intellettualmente onesti.

Mi sorge una domanda: non è che forse libri mediocri, che poi magari per altre persone possono essere capolavori (mi viene in mente Garcia Marquez e L'amore all'età del colera che a mio parere ha meno valore della carta straccia e che per altri è un gioiello), non siano stati pubblicati a pagamento? Mah. Chiaramente non è il caso della porcheria sopra citata. Mi riferisco alla piccola e media editoria ovviamente. E non è che forse per un editore un libro che per qualcuno è mediocre possa essere bello?

A parte ciò, e chiudo, il nostro sogno è quello di crescere come catalogo in quantità di pari passo con la qualità, e di diventare sempre più grandi, giorno dopo giorno, senza, perdonate il termine, "instronzirsi" qualitativamente e mantenendo un forte rispetto verso le librerie coraggiose (penso alla LIbreria Al Levante di Lecce) che hanno trattamenti mediamente vergognosi da parte di molti editori.

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Forse occorrerebbe sfogliarlo il libro da 10 euro e poi valutare cosa fare. se comprarlo o no.

ma ammetterai che se uno legge molto e ha pochi soldi da spendere, se ci sono due libri che costano 10 euro (facciamo entrambi di due case editrici piccole) ma uno da 70 pagine e l'altro da 150... considerando pure che chi legge molto sa benissimo che scrivere un bel libro in poche pagine è più difficle, e sa anche che già non è semplice trovare un esordiente che sia bravo... io personalmente libri di esordienti così piccoli e costosi non ne prendo.

Se fossi nababba comprerei senza problemi tutti i libri che m'incuriosiscono un minimo e qulli del piano di sotto sarebbero già morti dopo il crollo della casa per via del peso dei volumi, ma per loro fortuna son senza denari.

Se poi tu dici che il catalogo della tua CE contiene solo libri bellissimi lunghi o corti che siano, lieta che voi curiate così la qualità ma l'Italia pullula di CE che non lo fanno e rendono rischioso l'acquistare esordienti.

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Secondo me il problema delle piccole case editrici è, più in generale, la poca attenzione verso le abitudini del lettore. Anzi, ho notato che molti piccoli editori pretendono che siano i lettori ad adeguarsi al modo di lavorare della casa editrice, e non viceversa.

Consideriamo che, solitamente, i libri pubblicati dai piccoli medi/editori sono:

-Primi lavori di scrittori esordienti (se va bene secondi o terzi lavori di scrittori non conosciuti);

-Ordinabili solo dal sito dell'editore o al massimo ordinabili in libreria (quasi mai presenti sugli scaffali);

-Cari quanto i libri che si trovano in libreria (euro più, euro meno) e a volte anche di più;

Detto questo, io che, con tutta la buona volontà, decido di acquistare un libro da un piccolo editore faccio un acquisto più scomodo (devo ordinare, caricare la carta se non ho credito, aspettare la consegna, reclamare se tarda...), meno piacevole (non vado in libreria a passeggiare, sfogliare libri, ecc.) e più rischioso (compro uno sconosciuto che può essere un genio come un incapace).

Quanto meno, per compensare, mi aspetterei fosse un acquisto più economico, ma così non è.

E qui, molte case editrici rispondono "Eh, ma noi curiamo i nostri libri! Sono libri che valgono!". Ma perché, quelli in libreria fanno tutti schifo? Non scherziamo...

La domanda che ogni piccolo/medio editore dovrebbe porsi è "perché un lettore dovrebbe comprare i miei libri e non quelli che trova i libreria?".

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Le abitudini del lettore... Significa dire quindi che un editore deve pubblicare ciò che vende? Quindi per esempio subire l'invasione di libri sui vampiri visto il successo, del tutto inspiegabile a mio parere, di Twilight (se non forse per il faccino e il culettino degli attori e delle attrici)? Corretto?

No grazie, preferisco di gran lunga evitare la prostituzione intellettuale.

Primi lavori di esordienti, sì certo. A me farebbe piacere pubblicare Travaglio, ma temo sia fuori budget, non ne convieni? E ahimè non sono l'unico ereditiero di uno sceicco morente.

Libri ordinabili in libreria e non presenti... In effetti se un piccolo editore passa, tipo noi, ore a parlare con i librai o a scrivere loro proponendo i nostri libri la risposta è semplice: noi mettiamo Mondadori perchè vende anche se pubblica un album fotografico sui migliori ruttatori della storia con annesso DVD a testimonianza delle performances.

Cari quanto i libri che si trovano in libreria... Beh, sono libri e i costi si abbassano all'aumentare della tiratura. E non avendo i mezzi per abbattere tanti alberi ci dobbiamo accontentare di piccole tirature a costi unitari tipografici maggiori.

Per quanto riguarda la piacevolezza del girare in libreria sono d'accordo, e stiamo lavorando per questo. A noi non basta che il libro sia comprabile (senza spese di spedizione) solo attraverso di noi. Poi sul fatto che un esordiente sia peggio di un affermato... dipende. Lo ripeto fino alla noia: ho trovato esordienti patetici e affermati patetici esattamente nella stessa percentuale. Anche quando un annetto fa chiedevamo un contributo stampa (che come detto altrove abbiamo restituito agli autori) abbiamo scartato il 90% di ciò che ci è stato spedito. E a mio parere il 90% della produzione di libri in cui mi sono imbattuto per 10 anni in magazzini editoriali (che hanno più dei libri che finiscono nelle librerie) fa vergogna.

Poi è ovvio che una casa editrice dica che curano i loro libri.

Se l'affermazione corrisponde a verità è giusto che lo dicano.

Se corrisponde a balla assurda è giusto che lo dicano.

Altrimenti non venderebbero.

Un po' come la pubblicità, no? Mai visto uno spot o un testimonial che dicano che il prodotto fa vomitare? Eppure la gente al supermercato compra. E perchè compra una cosa che conosce rispetto ad una cosa che non conosce? Perchè George Clooney dice che è buono o la Clerici dice che aiuta a fare i ruttini dopo il pasto. Ma vengono pagati per farlo. E gli spot vanno alla grande. CI saranno anche sicuramente prodotti pubblicizzati realmente validi.

Che so...dove c'è Barilla c'è casa... Poi anche carroarmati, bombe a mano, fucili e tutto quello che viene prodotto attraverso la vendita di prodotti Barilla (basta conoscere i suoi azionisti e fare un piccolo ragionamento)

E lo ripeto ancora una volta perchè forse non è chiaro il pensiero espresso da oggi pomeriggio: non ho detto che i libri dei piccoli valgano e quelli dei grandi no.

Comunque sia quello che emerge è che il supporto della piccola e media editoria (non parlo di noi, parlo in generale) è molto attiva a parole, molto meno a fatti. Ma la cosa non mi stupisce. Mi incuriosiva capire i pensieri e sono contento perchè il dibattito è stato interessante.

E spero che quanto detto faccia capire bene perchè ci sono certi prezzi, perchè la piccola e media editoria non sia in libreria con facilità, e tanti altri perchè.

Mi scuso se alcuni toni usati sono forse stati sopra le righe. Non era mia intenzione offendere nessuno nè tantomeno tirare acqua al nostro mulino.

La cosa buffa però è continuare a ricevere un sacco di manoscritti da parte di tanti aspiranti scrittori che sanno però perfettamente che:

1) i grandi editori non se li calcolano minimamente

2) ben che vada finiranno nella piccola e media editoria che

3) avrò prezzi alti e

4) scarsa o assente distribuzione perché

5) l'editore medio piccolo fa libri qualitativamente (mediamente) inferiore rispetto ai grandi editori che

a) hanno grandi editors che tramutano porcherie in prodotti profumati

:D sono in libreria ovunque

c) a prezzi contenuti perché hanno finanziamenti pubblici e si possono permettere di stampare 7000 copie per volta abbattendo i costi unitari in modo spaventoso.

d) hanno spesso una grandiosa catena distributiva di proprietà (e quindi non devono pagare un magazzino intermediario che pretende il 60% di sconto sul prezzo di copertina)

e) sono qualitativamente superiori.

Forse sarò riuscito a farmi odiare abbastanza. Non era mia intenzione. Pazienza.

Saluti a tutti.

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Le abitudini del lettore... Significa dire quindi che un editore deve pubblicare ciò che vende? Quindi per esempio subire l'invasione di libri sui vampiri visto il successo, del tutto inspiegabile a mio parere, di Twilight (se non forse per il faccino e il culettino degli attori e delle attrici)? Corretto?

No grazie, preferisco di gran lunga evitare la prostituzione intellettuale.

mi sa che non ci si sta capendo. Non è questione di pubblicare roba "commerciale" o meno.

I piccoli editori vorrebbero che i lettori gli vadano incontro, ma non è che le piccole CE a loro volta tendano la mano ai lettori.

Considerando poi che visti i pochi mezzi la maggior pubblicità ce la si fa in rete, e che internet è frequentata ancora in maggioranza da gente giovane e quindi spesso squattrinata, "scusate" se uno non può permettersi di comprare tutti 'sti libri di esordienti senza fare storie.

Quante piccole CE fanno edizioni economiche (voi non saprei)?

Quante piccole CE metteono qualche ebook gratis nel catalogo?

Tanto per dirne un paio.

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E come devono tendere la mano ai lettori?

Seconda cosa: a me non interessa che uno non si possa permettere di comprare i libri degli esordienti senza fare storie. Dico solo che non si può ragionare per stereotipi. E non abbiamo la pretesa di vendere migliaia di copie. Mi ripeto ancora: a noi interessa fare cose che ci piacciano, che per noi abbiano qualità e che gli autori siano seguiti in ogni passo, prima e dopo la pubblicazione perchè in primo luogo sono persone e in secondo luogo, e solo in secondo luogo, sono autori e autrici.

Le edizioni economiche l'ho già spiegato: bisogna avere un sacco di soldi per stampare un sacco di copie e quindi abbassare i costi tipografici. Semplice.

Ma se uno ha un sacco di soldi non è un piccolo editore.

Gli ebook gratis sono un'idea. Al momento abbiamo messo degli estratti scaricabili gratuitamente dal nostro sito. Ci si fa un'idea. Peccato però che non tutti gli autori siano felici all'idea che il loro lavoro sia scaricabile per intero a gratis.

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E come devono tendere la mano ai lettori?

Seconda cosa: a me non interessa che uno non si possa permettere di comprare i libri degli esordienti senza fare storie. Dico solo che non si può ragionare per stereotipi. E non abbiamo la pretesa di vendere migliaia di copie. Mi ripeto ancora: a noi interessa fare cose che ci piacciano, che per noi abbiano qualità e che gli autori siano seguiti in ogni passo, prima e dopo la pubblicazione perchè in primo luogo sono persone e in secondo luogo, e solo in secondo luogo, sono autori e autrici.

ma tutto questo cosa c'entra col discorso di prima surprice.gif

Comunque penso che se una CE vuole campare debba pensare a curare bene i propri autori (validi, non gente che scrive cosa banalissime e pure male) e debba curare i prorpi clienti, che sono quelli che poi sborseranno i soldi.

Qua sembra che "la piccola CE fa tante bellissime cose ma la gente se ne strafrega e non apprezza e si vanno a leggere il codice da vinci". La sagra del vittimismo.

Le edizioni economiche l'ho già spiegato: bisogna avere un sacco di soldi per stampare un sacco di copie e quindi abbassare i costi tipografici. Semplice.

Ma se uno ha un sacco di soldi non è un piccolo editore.

per edizione "economica" intendo l'evitare di stampare il libro di uno scoscoiuto su carta di prima qualità, magari con copertina rigida, sovracoperta, le alette, i segnalibri... okay che una bella confezione è sempre bella, ma visto che il prezzo è un fattore importante...

Gli ebook gratis sono un'idea. Al momento abbiamo messo degli estratti scaricabili gratuitamente dal nostro sito. Ci si fa un'idea. Peccato però che non tutti gli autori siano felici all'idea che il loro lavoro sia scaricabile per intero a gratis.

una paio di ebook gratis nel cataologo non fanno male per farsi un'idea della qualità delle pubblicaizoni di una CE. Senza offesa per gli autori di oggi ma trovo un po' eccessivo tutto questo essere venalmente attaccati alla prorpia opera. Un autore esordiente a meno che non pubblichi con una mondadori non guadagnerà mai granchè, quindi può benissimo permettersi di farsi leggere gratis ma da più persone. Li trovo un po' miopi.

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Quante piccole CE fanno edizioni economiche (voi non saprei)?

E' quello che mi chiedo anch'io. Perché non pubblicare libri di esordienti validi solo in edizione economica? Ci sarebbe un risparmio notevole sia per l'editore che per i lettori. Se poi l'autore vende molto allora si passa al formato classico.

Le edizioni economiche l'ho già spiegato: bisogna avere un sacco di soldi per stampare un sacco di copie e quindi abbassare i costi tipografici.

Ma se si usa carta non patinata e formati più piccoli come i superpocket si stampano meno pagine per libro quindi si risparmia. La qualità della carta non sarà il massimo ma in fondo è il contenuto del libro che è importante non la confezione. (almeno io la penso così)

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E come devono tendere la mano ai lettori?

Qui non si parla di farsi dei favori, si parla di puro e semplice Marketing. Si tratta di tenere in considerazione costi e benefici, così come vengono percepiti dai lettori/clienti, in modo da dare ai lettori una ragione per scegliere i propri libri.

Gli aspetti della piccola editoria che ho sottolineato nel commento precedente non sono accuse, sono dati di fatto di cui l'editore deve tener conto. Oggettivamente la piccola editoria ha diversi problemi che l'editore deve saper compensare agli occhi del lettore.

Ad esempio molte compagnie aeree hanno orari scomodissimi, pochi voli disponibili e un servizio scadente rispetto ad altre. Perché la gente continua a volare con queste compagnie? Perché costano meno. Molto meno.

Ancora: c'è un cinema in cui vado spesso anche se è molto lontano, il biglietto costa di più e il popcorn è meno buono. Perché continuo ad andarci? Perché hanno una tecnologia 3d che non hanno in altri cinema nei dintorni.

Molti piccoli editori non si pongono il problema di offrire al lettore un beneficio "esclusivo", e questo è sbagliato considerati i disagi che il lettore ha nel comprare dai piccoli editori. Troppi editori vogliono semplicemente vendermi libri (se mi va bene) della stessa qualità, dello stesso genere e dello stesso prezzo di quelli che trovo in libreria; la cosa, secondo me, non funziona.

Poi, se vogliamo spostare il discorso sul piano "Non ci interessa vendere, vogliamo solo pubblicare libri che riteniamo validi" allora non ha alcun senso discutere, ma allo stesso modo non ha senso stare qui a lamentarsi del lettore che non compra, dell'editore che non collabora e del libraio che non ordina.

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A me farebbe piacere pubblicare Travaglio, ma temo sia fuori budget, non ne convieni?

Ecco, a me incuriosisce questa affermazione buttata un po' lì in mezzo al guazzabuglio.

Che io sappia, i diritti (salvo eventuali anticipi, ma non stiamo parlando di Eco) si pagano sul venduto, e (se ti va bene) semestralmente se non addirittura annualmente, ossia ben dopo che la libreria ha saldato il conto e reso gli invenduti. Quindi, esattamente, di quale budget stiamo parlando?

Di quello della pubblicità? Ma abbiamo appena letto che ci sono autori che vendono per il nome che portano, e non per la pubblicità che gliene si fa.

Di quello della stampa massiva? Ma quando parliamo di autori che assicurano i volumi, possiamo tranquillamente supporre ancor prima di tirare la prima edizione che i costi di stampa finiranno per essere coperti.

E dunque? Che mi sono perso?

Forse sarò riuscito a farmi odiare abbastanza.

sì, quando hai definito "L'amore ai tempi del colera" (sbagliando anche il titolo!) come "carta straccia". icon_cheesygrin.gif

Concedo il non essere il miglior Marquez, ma certo non è peggio de "L'autunno del patriarca" o "Memoria delle mie puttane tristi", e comunque di certo meglio di quasi tutto quello che è arrivato in libreria nel 2010: resto a disposizione per controesempi.

--

Alain

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Alain, a Padova funziona così: vuoi stampare 7000 copie di un libro di Travaglio? Perfetto: pagalo. Diciamo un libro da 250 pagine? Diciamo 250 pagine ok... 35000 euro da pagare a 30 giorni.

Travaglio cosa vorrà di diritti d'autore? Boh? 20% Può essere. 7000 euro.

I distributori vogliono il 60% di sconto.

Travaglio il 20%.

Spese pubblicitarie? Ah non servono. Travaglio vende da solo.

Infatti c'è pubblicità (inutile) dei suoi libri in Tv e sui giornali. Vabè, forse è uno scrupolo. Ma se non fosse mettiamoci 10000 euro di pubblicità su canali secondari. 40000 per spot tv e pubblicità sui quotidiani nazionali. Ma proprio per scrupolo però.

Supponiamo poi di sfiga che il libro non vada perchè d'un tratto Travaglio ha stufato.

Abbiamo un esborso di facciamo 60000 euro per 7000 copie. Chi se lo può permettere un rischio del genere?

Poi su Garcia Marquez (pardon per il titolo sbagliato. Sinceramente non ricordo cosa ho scritto.) come ho detto e ridetto la lettura è a gusto personale. A me ha fatto schifo. Amen. Se io dicessi che la mortadella con ketchup, panda squartati e guano è buonissima e che nessuno capisce una mazza visto che non la mangia nessuno avrei torto? Assolutamente no. A me piace e ad altri no. Pazienza. Gusti personali. Il bello soggettivo è una colossale fesseria.

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Ad ogni modo non avevo intenzione di fare pietismo. Non mi interessa affatto. Riporto solo la mia esperienza da lettore, libraio ed editore. Più o meno 40 anni complessivi.

Questo non vuol dire che ne sappia di più o di meno di altri. E' un'esperienza.

Ci sono cose che non vanno nel sistema. Pazienza. Ci si ingegna e si trova una soluzione alternativa.

Mal che vada chiuderemo domani e nessuno piangerà la nostra dipartita così come quella di SE e di un'infinità di altri editori e di librerie che negli ultimi anni sono cadute come mosche. Parlo di librerie storiche di Firenze e Roma, per fare un paio di esempi, non del mio inutile piccolo negozietto di 28 mq portato avanti per 5 anni sputando sangue e passione.

Nessun rammarico. Evidentemente o ero un pirla nella gestione o era destino.

Sono abbastanza fatalista nella vita. Ci sono cose ineluttabili e scritte.

Saluti a tutti.

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Ad ogni modo mi spiace che non sia arrivato ciò che volevo dire. Con questo chiudo perchè i punti di vista sono diametralmente opposti e non ho intenzione di alimentare una guerra insignificante.

Ripeto, ciò che ho riportato è come stanno le cose qui.

Tutto qua.

Saluti a tutti.

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Alain, a Padova funziona così: (omissis)

No, il conto non mi torna:

hai detto che a te stampare costa 0,03 euro/pagina, meno se in quantità (lo dici in questo post).

Buono, teniamo validi i 3 cent: per 250 pagine, 7,5 euro, più uno di legatura. A te, 8,5 euro.

Mi sembra già folle così, e sono sicuro che c'è già un errore, ma diamolo per buono.

7.000 copie, 60.000 euro (ma stiamo scherzando!)

Hai detto di voler investire 50.000 euro di pubblicità (altra follia, ma passiamola).

Sono 110.000 euro, oltre 15 euro a copia, e devi ancora pagare il 20% all'autore, e il 60% al distributore, e il 4% di iva.

Vuoi sapere il prezzo di vendita finale, per andare in pari? 100 euro a copia.

NAAA!

Morale: coi costi che TU hai dichiarato, non puoi andare in pari MAI, non dico con Travaglio, ma con proprio nessuno. Anche senza contare i diritti all'autore e senza pubblicità, 8,5 euro di costo a te, se ci metti il 64% di margine per compensare distributore e iva, fanno al pubblico un MINIMO di 25 euro a copia, il che ti assicura l'invenduto, tranne giusto per Eco e pochi altri.

Forse inizio a capire perché i piccoli editori spariscono.

Alla Mondadori avranno sicuramente meno buon gusto per la letteratura, ma almeno sanno fare i loro conti.

--

Alain

p.s. non me la sono presa per Marquez, mica sono suo parente! Solo, mi urta un po' sentire un editore che fa questi discorsi: se non gli piace nemmeno un Nobel, che speranze posso avere io col mio manoscritto? Nemmeno glielo mando, anche se a me non sembrava malvagio.

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Il conto non torna perchè non è il conto che ho fatto io.

7000 copie a 2 centesimi a pagina fa, se il libro fosse da 250 pagine, 5 euro a libro, legatoria esclusa (se interessa posso postare il pdf dei vari preventivi stampa dei tipografi locali. Nessun problema, a disposizione)

Il che significa che in 7000 copie, IVA esclusa, fa 35000 euro come avevo scritto prima.

Per un'inserzione pubblicitaria sul Corriere della Sera in pagine secondarie e con un riquadro piccolo per un solo giorno ci hanno chiesto 3000 euro. Ipotizzando una pubblicità massiccia che va fatta anche per Eco, si sale parecchio. Figuriamoci se si va su mediaset.

E allora ipotizzo 60000 euro totali tra stampa e pubblicità massiccia. Ipotizzo.

Ripeto, ipotizzo,

Ecco il motivo per cui si arriva a 10 euro per un libro da 120 pagine per un piccolo editore che non può che permettersi un certo tipo di tiratura. Abbastanza chiaro il concetto?

Mondadori ha agevolazioni e finanziamenti (Non lo dico a caso. Conosco chi ci lavora da 32 anni in amministrazione) oltre che mezzi economici e comunicativi decisamente fuori budget per quasi chiunque. Ecco perchè si può permettere un modus operandi leggermente diverso.

Poi per quanto riguarda Marquez non ho detto che non sappia scrivere. Ho detto che QUEL libro nello specifico a me ha fatto schifo. Ma non sono la legge. E il fatto che sia un Nobel a me sinceramente non fa ne caldo ne freddo.

Trovo ben più assurdo che in Italia nessuno abbia mai pubblicato Carl Sandburg. Tranne qualche annetto fa Mondadori Junior con Rootabaga stories, ma ormai è fuori catalogo da un pezzo a quanto pare.

Saluti.

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Ecco il motivo per cui si arriva a 10 euro per un libro da 120 pagine per un piccolo editore che non può che permettersi un certo tipo di tiratura. Abbastanza chiaro il concetto?

questo si sa, ma non cambia che c'è gente che 10 euro per 120 pagine o ancor meno non li scuce. D'altronde einaidi ha pubblicato un libricino di 100 pagine con 3 racconti di Fred Vargas al prezzo di 13 euro, e tutti d'accordo che fosse cara ammazzata (edizione non economica, comunque).

Io adoro quell'autrice e ho tutti i suoi libri ma quello non l'ho comprato, l'ho letto in biblioteca, e a chiunque voglia leggerlo consiglio di prenderlo, leggerlo e rimetterlo sullo scaffale della libreria. Non lo comprerei nemmeno scontato a 10 euro (e su mailorder lo troverei a quel prezzo).

Ma quel libricino della Vargas pur essendo inferiore a tutta la sua produzione (oddio, forse L'uomo a rovescio compete) è mille volte meglio di un sacco di libri di esordienti che ho letto.

A quel prezzo pretendo un capolavoro, da qualsiasi CE. Dato che tra gli emergenti i capolavori non abbondano certo, libri così piccoli o hanno una trama che davvero adoro o lascio perdere. Tanto ci sono libri che costano uguale con molto più pagine anche nel catologo di CE piccole e che hanno belle trame, compro quelli.

Non è pregiudizio, è praticità. Il portafogli langue e con 10 euro ci prendo scontato Nessun uomo è mio fratello che sono 200 pagine e oltre, pur essendo di una CE piccola (giusto per citare il primo libro che ho in lista dei desideri). Invece Pinocchio 2112,sempre di una CE piccola, lo prenderò giusto perchè mi ispira e sui siti da cui compro spesso lo fanno a 10, ma a 15 euro non l'avrei mai comprato (per neanche 200 pagine?).

Poi l'Einaudi può anche permettersi di prendere un autore con millemila fan e vendere i suoi libri a prezzi simili, tanto gente a sufficienza che li compra c'è comunque. Per un autore esordiente no.

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Abbastanza chiaro il concetto?

Credo sia chiaro, ma permettimi di riassumere per vedere se ho capito bene.

Tu, come editore:

a) vorresti pubblicare un Grande, ma non te lo puoi permettere

B) quindi ti accontenti delle seconde scelte

c) ma non hai budget per promuoverle, quindi le tirature restano basse

d) tirature basse significano grossi costi di stampa

e) in più il distributore vuole il 60% di sconto, quindi non puoi distribuire

f) ergo, le tirature sono ancora più basse, e quindi il costo per copia aumenta

La tua soluzione?

Io (lettore ed aspirante autore) dovrei nell'ordine:

1) cercarmi una libreria che vende piccoli editori fuori dai circuiti distributivi

2) anche trovandola a distanza ragionevole, accontentarmi di un autore di seconda scelta

3) anche accontentandomi, pagare per il libro di uno sconosciuto il doppio di quanto pago nella libreria sotto casa per un premio Nobel (che tanto può essere lo stesso carta straccia, secondo te).

Il tutto per finanziare un modello come quello descritto qui sopra, che mi permetta, come aspirante autore, di vendere qualche centinaio di copie agli amici, senza visibilità al pubblico e senza promozione. Non parlo di diritti, che nel mio caso vanno comunque in beneficenza; nel caso di altri, diciamo che (a 1 euro a copia) questi assicurano in un anno sì e no due o trecento euro, dunque 25 euro al mese, ossia poco più del costo di UN libro di quelli così pubblicati.

Ti confesso che mi sfugge la logica in tutto questo.

Sai qual è la mia impressione?

Che restituire i soldi agli Autori a Proprie Spese sia un bel gesto, ma da solo non sia sufficiente a eliminare la mentalità da Editore a Pagamento.

Mi permetti un ultimo consiglio, poi prometto che la pianto?

Lasciate perdere i direttori editoriali (magari chiedendo ai blogger di selezionare per voi manoscritti validi), e assumete invece un buon direttore marketing.

--

Alain

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Abbastanza chiaro il concetto?

La tua soluzione?

Io (lettore ed aspirante autore) dovrei nell'ordine:

1) cercarmi una libreria che vende piccoli editori fuori dai circuiti distributivi

2) anche trovandola a distanza ragionevole, accontentarmi di un autore di seconda scelta

3) anche accontentandomi, pagare per il libro di uno sconosciuto il doppio di quanto pago nella libreria sotto casa per un premio Nobel (che tanto può essere lo stesso carta straccia, secondo te).

4) non lamentarmi, stare zitto e comprare, perché chi si lamenta è responsabile del fallimento della piccola editoria, della chiusura delle librerie indipendenti, del prosperare della spazzatura commerciale, della morte della Vera Letteratura e dell'estinzione dei panda.

Sai qual è la mia impressione?

Che restituire i soldi agli Autori a Proprie Spese sia un bel gesto, ma da solo non sia sufficiente a eliminare la mentalità da Editore a Pagamento.

A onor del vero, credo non sia una problema di editoria a pagamento. E' più che altro una mentalità propria di molta (troppa) piccola editoria.

Mi permetti un ultimo consiglio, poi prometto che la pianto?

Lasciate perdere i direttori editoriali (magari chiedendo ai blogger di selezionare per voi manoscritti validi), e assumete invece un buon direttore marketing.

Parole sante.

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Secondo me è inutile criticare l'editore. La realtà del mercato è quella. Un salumiere di quartiere non potrà mai fare i prezzi del grande centro commerciale. Potrebbe puntare sul salume di altissima qualità, ma quanti sanno distinguere un buon prosciutto da un prodotto più infimo? Quanti, pur sapendo distinguere, preferiscono comunque il prodotto più infimo perché non hanno soldi da spendere? Il piccolo editore quindi è destinato a soccombere, può anche pubblicare un capolavoro ma non riuscirà mai a dargli la giusta pubblicità e quindi tale opera rimarrà sempre un prodotto di nicchia.

Ovvio che l'unica scelta è aprirsi un mercato alternativo, fare qualcosa di diverso, puntare su scelte non convenzionali.

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Ci sono cose che non vanno nel sistema. Pazienza. Ci si ingegna e si trova una soluzione alternativa.

Qual è la soluzione alternativa? Non l'ha scritto... surprice.gif

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Ragazzi, per cortesia, non degeneriamo in un flame che non ha motivo di esistere. Cerchiamo tutti di tenere bassi i toni.

Grazie.

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Come ha detto l'editore stesso nel primo post, esistono in consorzi. Non capisco come mai gli editori non ne facciano, dato che potrebbero risparmiare moltissimo sui costi di stampa, tanto per dirne una.

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Come ha detto l'editore stesso nel primo post, esistono in consorzi. Non capisco come mai gli editori non ne facciano, dato che potrebbero risparmiare moltissimo sui costi di stampa, tanto per dirne una.

Per come la vedo io, il problema non sono i costi di stampa, ma quelli di distribuzione.

Se è vero quello che ci ha rivelato Massimiliano (col quale, per inciso, non sono in polemica personale, ma solo riguardo un'idea di marketing che non condivido -- mi scuso con lui e NayaN se l'intervento di quest'ultima riguardava le mie osservazioni un po' sarcastiche), qui un editore deve fare il 60% di sconto alla distribuzione.

Definiamo un target, ossia quello che vogliamo ottenere: un libro vendibile a 10 euro, prezzo di copertina.

Ragionevole? Vediamo:

40 centesimi sono l'IVA al 4%, restano 9,60

7% di diritti d'autore (e l'esordiente ringrazi), sono 9,60*0,07=0,67 euro, ne restano 8,93

60% di sconto al distributore, sono 9,60x0,6=5,76 di sconto, restano 3,84

regaliamo 84 centesimi di margine all'editore (dovrà pur mangiare anche lui, no?)

restano 3 euro per stampare e rilegare.

O resti sotto questa cifra (molto, molto, ma molto, difficile), o ti scordi i tuoi 10 euro.

A meno di non riuscire a fare a meno della distribuzione, ovviamente.

Come? Qualcuno suggeriva di consorziare una libreria (o più d'una). E' un'idea, se si riescono a mettere d'accordo più editori (nessuno riuscirebbe a mantenerne una dedicata: qui non siamo a Londra!)

Si potrebbe invece consorziare un distributore, sempre ammesso che ci siano abbastanza editori interessati e disposti a investire sulla stampa di un po' di copie da tenere in magazzino.

Non so, non mi metto a fare il lavoro altrui (e soprattutto non gratis icon_cheesygrin.gif ), ma a me pare che ci siano molte più speranze di raggiungere il target agendo sulla distribuzione che non sul resto.

--

Alain

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Ci sarebbero molte cose da quotare; infantile è a dir poco lo "scrittore" che risolve il tutto con un "ok allora fottiti, tanto scrivo bene e tu hai fatto il più grande errore della tua esistenza a non pubblicarmi gne gne".

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Ci sarebbero molte cose da quotare; infantile è a dir poco lo "scrittore" che risolve il tutto con un "ok allora fottiti, tanto scrivo bene e tu hai fatto il più grande errore della tua esistenza a non pubblicarmi gne gne".

Va beh, io a uno così gli riderei in faccia. Tanto peggio per lui se è così immaturo da non riuscire ad accettare un rifiuto.

Comunque i consorzi non sono solo anti-concorrenziali, ma si possono fare anche tra editori-distributori-librai, per esempio. Ora do un'occhiata al mio libro di diritto commerciale, vah. XD

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