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PeppeArte

Riferimenti a fatti/cose/persone reali

Post raccomandati

26 minuti fa, Giallo_F ha scritto:

ho cercato qua e là se fosse già stata aperta una discussione inerente a questo argomento ma non l'ho trovata

In realtà ce ne sono una marea: è la domanda più gettonata del forum insieme a "come si scrive una sinossi?".

Ti ho unito alla discussione più corposa (forse), ma se hai pazienza ne troverai di certo altre in "Scrivere".

Buon proseguimento.

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44 minuti fa, Marcello ha scritto:

In realtà ce ne sono una marea: è la domanda più gettonata del forum insieme a "come si scrive una sinossi?".

Ti ho unito alla discussione più corposa (forse), ma se hai pazienza ne troverai di certo altre in "Scrivere".

Buon proseguimento.

Grazie mille 

 

Spero in una risposta in merito... 

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2 ore fa, Giallo_F ha scritto:

Non intendo la classica Coca Cola o il McDonald ma anche nomi di applicazioni famose, nomi di scuole veramente esistenti etc.

 

La discussione dovrebbe riportare già la risposta. In ogni caso, se non denigri marchi, aziende, istituti, app, eccetera, in una storia realistica è anche normale chiamare le cose con i loro reali nomi. 

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Il 16/11/2020 alle 20:06, Giallo_F ha scritto:

Grazie

Se vengo ispirato da una battuta o da una frase di qualcuno (un amico, per esempio) per creare un personaggio o una situazione non dovrò mica citarlo o riconoscerli qualche diritto? Parlo di ispirazione, non di copia. 

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23 minuti fa, kapotty ha scritto:

non dovrò mica citarlo o riconoscerli qualche diritto? Parlo di ispirazione, non di copia. 

 

No, non preoccuparti. Se così fosse, molti comici sarebbero debitori verso amici e conoscenti per la caratterizzazione dei propri personaggi. :D

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Il 17/11/2020 alle 23:46, kapotty ha scritto:

Se vengo ispirato da una battuta o da una frase di qualcuno (un amico, per esempio) per creare un personaggio o una situazione non dovrò mica citarlo o riconoscerli qualche diritto? Parlo di ispirazione, non di copia. 

 

Se così fosse, Carlo Verdone (che ha appena compiuto settant'anni: auguri, maestro!) vivrebbe sotto i ponti, chiedendo l'elemosina! :D

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Il 16/11/2020 alle 18:51, Giallo_F ha scritto:

applicazioni famose, nomi di scuole veramente esistenti etc.

come legge non so, come prassi direi di sì: è pieno di libri dove la gente si scrive utilizzando Facebook o Whatsapp, e tanti romanzi italiani hanno per protagonisti giovanni che vanno in determinate scuole (Tutti giù per terra, Jack Frusciante, Due di due etc.)

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Ne ho un'altra: se descrivo un museo (o luoghi simili) con quello che c'e dentro e lo faccio diventare parte della narrazione, devo chiedere dei permessi? 

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Se l'edificio è un luogo aperto al pubblico (come il museo), non è necessario. 

Anche se fosse un pub non sarebbe necessario chiedere il permesso. Stai facendo solo pubblicità gratuita, l'importante, come sempre, è non parlarne male. 

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21 minuti fa, ElleryQ ha scritto:

Se l'edificio è un luogo aperto al pubblico (come il museo), non è necessario. 

Anche se fosse un pub non sarebbe necessario chiedere il permesso. Stai facendo solo pubblicità gratuita, l'importante, come sempre, è non parlarne male. 

Ok, grazie. E se nel museo vero inserisco degli oggetti inventati da me che servono alla mia narrazione vado incontro a rischi? 

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Oddio, a questo non saprei risponderti, ma credo di no. Tutt'al più eventuali futuri visitatori, lettori della storia, si chiederanno dove sono quegli oggetti. :D

O al limite potresti mettere una nota a piè pagina, per specificare che non si trovano realmente nel museo. 

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Per la precisione io faccio ritrovare delle carte (una mappa) dentro oggetti veri che si trovano nel museo (sulla cui presenza mi sono ovviamente documentato). Rischioso? 

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1 ora fa, kapotty ha scritto:

Per la precisione io faccio ritrovare delle carte (una mappa) dentro oggetti veri che si trovano nel museo (sulla cui presenza mi sono ovviamente documentato). Rischioso?

 

No, non credo proprio. :)

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Allora una domanda sorge spontanea anche a me :D ma se cito una famosa applicazione d'incontri nella quale una persona incontra il suo omicida è brutta pubblicità all'applicazione ?

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19 minuti fa, Giallo_F ha scritto:

ma se cito una famosa applicazione d'incontri nella quale una persona incontra il suo omicida è brutta pubblicità all'applicazione 

 

È una cosa assolutamente verosimile, ma per sicurezza andrei su un nome simile, che richiami l'app ma che non sia al contempo la medesima. 

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Il 27/11/2020 alle 10:15, Giallo_F ha scritto:

Allora una domanda sorge spontanea anche a me :D ma se cito una famosa applicazione d'incontri nella quale una persona incontra il suo omicida è brutta pubblicità all'applicazione ?

 

Eviterei di scrivere che Su Tinder s'incontrano degli assassini.

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Riporterei brevemente e per sommi capo l'esperienza di un mio amico impegnato per la pubblicazione di una raccolta di racconti, tra cui uno in cui ci sono dei riferimenti, particolarmente polemici, a un noto imprenditore (mai nominato, ma se lo si conosce un pò, si capisce chiaramente di chi si parla, leggendolo). Si è posto il problema di evitare grane legali, consultandosi con avvocati e agenti letterari di sua conoscenza oltre che con la stessa casa editrice. La casa editrice ha detto che non si prende alcuna responsabilità in caso di danni morali a terzi, e che effettivamente c'è stato un precedente simile in cui  un 'autore, della stessa regione del mio amico, ha avuto problemi legali, pur riuscendo poi a vincere la causa, dovendosi però scomodare andando a processo nella zona geografica di competenza della casa. Cosa però molto importante, nel caso del racconto del mio amico, i tratti con cui l'imprenditore viene descritto, pur decisamente in senso spregiativo, riguardano l'immagine pubblica con cui si presenta, nessun pettegolezzo, retroscena o insinuazione inerente fatti sconosciuti è fatto cenno, e ciò dovrebbe essere sufficiente a evitare accuse di diffamazione. Non ci sono nemmeno offese inerenti l'aspetto fisico. Questo mio amico si sta orientando a lasciare nella bozza definitiva gli stessi riferimenti, ma a cambiare l'ambientazione, trasferendola in un paese straniero. In generale, immagino che gli elementi da considerare siano gli stessi che il mio amico, da come mi ha riportato la cosa ha considerato: valutare se il genere di riferimenti attiene all'immagine con cui una certa persona decide scientemente di presentarsi al pubblico, oppure se si fa cenno a fatti che la riguardano attualmente nascosti, e considerare quanto i riferimenti vengano colti da figure del ramo come agenti letterari, avvocati, editori. Soprattutto prendere  in considerazione quanto eventuali ritocchi tesi a rendere meno espliciti i riferimenti finiscano o meno con l'alterare il senso, il messaggio di fondo che motiva la scrittura (nel caso del mio amico, l'ambientazione, italiana o straniera era del tutto irrilevante).

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