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PeppeArte

Riferimenti a fatti/cose/persone reali

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@Lemmy Caution Sì, è proprio questo che voglio fare. Il problema è che il mio personaggio è uno scrittore di cui non sono ancora scaduti i diritti. Io però non cito nulla, faccio solo cenno alle opere principali (i titoli, in pratica) e a un po' di biografia. Poi compie delle azioni inventate da me. Ci sono rischi?

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@kapotty sinceramente su queste basi non vedo motivi di preoccupazione (se ci si attiene al nome e ai titoli). Chiaramente quando ci si riferisce a persone vere c'è sempre un minimo di rischi, per esempio valutazioni sul personaggio, azioni che compie ecc. (bisogna stare attenti alle diffamazioni, per esempio).

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On 26/10/2017 at 14:30, kapotty ha detto:

Il problema è che il mio personaggio è uno scrittore di cui non sono ancora scaduti i diritti. Io però non cito nulla, faccio solo cenno alle opere principali (i titoli, in pratica) e a un po' di biografia. Poi compie delle azioni inventate da me. Ci sono rischi?

 

Se è uno scrittore contemporaneo, che ha eredi viventi, potrebbero obiettare qualcosa. Ti converrebbe contattarli e chiedere loro il consenso.

Un conto è una biografia romanzata ma attinente ai fatti, un altro è inventare azioni e vicende presunte a lui riconducibili, magari verosimili ma non reali.

 

17 ore fa, kapotty ha detto:

In più accenno al contenuto di alcuni scritti (solo l'argomento, in pratica). Ci possono essere problemi con i diritti?

 

Sotto questo aspetto non ce ne sono. Se accenni ai contenuti degli scritti citandone anche i titoli, il fatto stesso che siano le opere del protagonista della storia rende inequivocabile l'attribuzione, per cui non credo che si corrano rischi. Non è una citazione o un estratto delle opere; in questo secondo caso, invece, si rende necessaria una nota di citazione a piè di pagina o in appendice.

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Ahimè, anche io ho questo problema. Mi spiego: sto cercando di cambiare una storia che avevo scritto in precedenza per renderla pubblicabile da una CE ma mi è sorto un dubbio con i luoghi che riporto che esistono realmente.  

Allora, la storia è ambientata a Londra (un pezzettino a Canvey Island, ma non fa testo) e fin qui niente di strano, se non fosse che cito molte vie della città, alcuni esercizi commerciali (come una libreria, descrivendola puntigliosamente), una rivista di moda (Elle) e una casa discografica che ora mi risulta non esserci più (di questa riporto anche l'indirizzo). Come posso risolvere? lascio tutto e magari quando mando via la roba lo annoto? o cambio? perchè ci sono dei passi in un capitolo in cui riporto una lettera che la protagonista scrive a questa casa discografica (che è la sua).  

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37 minuti fa, Ginevra M. Woods ha detto:

Ahimè, anche io ho questo problema. Mi spiego: sto cercando di cambiare una storia che avevo scritto in precedenza per renderla pubblicabile da una CE ma mi è sorto un dubbio con i luoghi che riporto che esistono realmente.  

Allora, la storia è ambientata a Londra (un pezzettino a Canvey Island, ma non fa testo) e fin qui niente di strano, se non fosse che cito molte vie della città, alcuni esercizi commerciali (come una libreria, descrivendola puntigliosamente), una rivista di moda (Elle) e una casa discografica che ora mi risulta non esserci più (di questa riporto anche l'indirizzo). Come posso risolvere? lascio tutto e magari quando mando via la roba lo annoto? o cambio? perchè ci sono dei passi in un capitolo in cui riporto una lettera che la protagonista scrive a questa casa discografica (che è la sua).  

Io avrei problemi se quella nella foto fossi o fosti tu...

Ma non parliamo delle mie psicosi. Sul nome delle strade non ci sono problemi, sui negozi anche (credo... insomma, molti scrittori riportano nomi di negozi che magari esistono dalle loro parti).

Io ho scritto un romanzo ambientato in una città norvegese e ho messo qualche luogo reale, anche un negozio che nemmeno esiste, e pare verrà pubblicato senza problemi.

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50 minuti fa, Ginevra M. Woods ha detto:

una casa discografica che ora mi risulta non esserci più (di questa riporto anche l'indirizzo).

Basta una semplice nota a piè di pagina (o al limite nella postfazione): "... all'epoca in cui è ambientato il romanzo la casa discografica aveva sede all'indirizzo citato, ma è stata chiusa nel...".

Io ci devo convivere di continuo con i miei romanzi ambientati ad Amsterdam: dall'inizio della prima stesura alla pubblicazione ci sono sempre dei cambiamenti nei luoghi che scelgo per ambientare la vicenda.  Nell'ultimo addirittura mi hanno fatto sparire quaranta lucertoloni in bronzo, un'esposizione di sculture in un prato che erano sempre state lì fin dalla mia prima visita nell'ottantadue.   Ora c'è un parcheggio di biciclette, realizzato il mese dopo che ero stato ad Amsterdam l'ultima volta... :(

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Ospite gecosulmuro

Bel problema... In molte cose che faccio, ma non tutte, descrivo in modo molto dettagliato luoghi e persone (sia pure personaggi pubblici). Credo che il nostro @Marcello abbia una discreta esperienza in materia.

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Ospite gecosulmuro

L'ho evocato? mi è partito l'invio un istante prima di vedere la sua notifica...  :D

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17 minuti fa, gecosulmuro ha detto:

L'ho evocato? mi è partito l'invio un istante prima di vedere la sua notifica...  :D

:asd:  Ebbene sì!

Spoiler

Kleine-gartmanplantsoen fino a ottobre 2015

Amsterdam - kleine gartmanplantsoen 3.jpg

 

 

 

 

e da dicembre 2015:

Spoiler

Amsterdam - kleine-gartmanplantsoen oggi.jpg

 

 

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2 ore fa, gecosulmuro ha detto:

@Marcello Non posso che unirmi a te nel rimpiangere il primo scenario... :(

:sob:Purtroppo lo spazio per le biciclette ad Amsterdam (in tutta l'Olanda, a dire il vero) rappresenta un problema: sono una quantità smisurata... 

Spoiler

una visione parziale del parcheggio della Centraal Station di Amsterdam

Amsterdam - parcheggio biciclette.jpg

 

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Buonasera a tutti. Vorrei riprendere questa discussione per esporvi un mio dubbio.

Sto scrivendo un romanzo basato sulla storia vera che una mia cara amica ha vissuto quando era adolescente.

È una storia che all’epoca, 45 anni fa, aveva suscitato molto scalpore. Purtroppo negli ultimi anni, storie simili sono quasi all’ordine del giorno.

La “trama” è sempre la stessa: il padre, alcolizzato e violento, dopo aver vessato la moglie per anni, l’ha uccisa, ponendo fine poi anche alla propria vita.

Il mio dubbio è questo: io ho l’autorizzazione della mia amica, ma questa ha altri 3 fratelli, due maschi e una femmina. Con uno di questi è in buoni rapporti, con gli altri non si parlano ormai da molto tempo.

Io ho raccontato principalmente episodi della sua vita, lasciando le figure dei fratelli marginali. Racconto solo i fatti e non offendo o diffamo nessuno e naturalmente luoghi e nomi sono completamente cambiati.  Secondo voi è sufficiente avere solo il suo permesso ed eventualmente quello del fratello a cui lei è legata?

È impossibile per me andare a chiedere l’autorizzazione agli altri due. Come potrei fare? Vi ringrazio.

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Ciao @Edmalo , di solito ci farebbe piacere conoscere prima i nuovi utenti attraverso una loro presentazione nella sezione Ingresso. Sarà un modo utile per conoscersi e darti il benveuto.

 

Il 27/7/2018 alle 22:26, Edmalo ha detto:

È impossibile per me andare a chiedere l’autorizzazione agli altri due. Come potrei fare? Vi ringrazio.

 

Il fratello che è in buoni rapporti con la tua amica, in che rapporti è con gli altri due? Potrebbe essere lui a fare da tramite se vuoi sentirti sicuro al 100%.

 

Il 27/7/2018 alle 22:26, Edmalo ha detto:

Io ho raccontato principalmente episodi della sua vita, lasciando le figure dei fratelli marginali. Racconto solo i fatti e non offendo o diffamo nessuno e naturalmente luoghi e nomi sono completamente cambiati.  Secondo voi è sufficiente avere solo il suo permesso ed eventualmente quello del fratello a cui lei è legata?

 

Se hai cambiato nomi e luoghi dovrebbe esserlo a tutti gli effetti. Proprio perché, come tu dici, fatti così sono purtroppo all'ordine del giorno. A meno che non riveli particolari e dettagli attraverso cui le persone possano riconoscersi e soprattutto siano tali da poter essere riconducibili a loro in maniera inequivocabile.

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Prima di tutto mi scuso per non essermi presentata (porrò rimedio quanto prima) e grazie per la risposta.

Per quanta riguarda il fratello la risposta è no: neanche lui li frequenta. Quindi la situazione è un po’ complicata.

 

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Allora può valere la seconda parte della risposta ;):

 

Il 28/7/2018 alle 15:29, ElleryQ ha detto:

Se hai cambiato nomi e luoghi dovrebbe esserlo a tutti gli effetti. Proprio perché, come tu dici, fatti così sono purtroppo all'ordine del giorno. A meno che non riveli particolari e dettagli attraverso cui le persone possano riconoscersi e soprattutto siano tali da poter essere riconducibili a loro in maniera inequivocabile.

 

 

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Salve a tutti. Ho letto con interesse la discussione, in quanto mi accingo a scrivere la sceneggiatura di un film storico. Nel mio film compaiono persone realmente esistite in Italia, poco più di cento anni fa. Persone come Fogazzaro, Pascoli e D'Annunzio, tanto per intenderci. Queste e altre persone, all'interno del mio film, fanno cose che effettivamente han fatto nella vita reale. Mi sto documentando molto. Quindi, per fare un esempio, se D'Annunzio il 21 novembre 1904 era (sto inventando) a Milano e io riporto questa informazione nel mio film, romanzando, quindi mettendogli in bocca delle battute inventate (in cui magari cammina per strada e saluta il suo amico fiorista, per dire), rischio qualcosa? Magari a causa di qualche suo discendente...

Se nel film compare Fogazzaro che partecipa a una seduta spiritica (così fu), rischio qualcosa, ammettendo che vi siano dei discendenti?

In teoria, non dovrei, visto che esistono libri di storia che citano certi fatti... Secondo me, potrebbe essere sufficiente attenersi ai fatti. Ovvio che se scrivo che D'Annunzio era un serial killer, magari ciò potrebbe non piacere ai discendenti. Ma io parlo proprio di attenersi ai fatti storici narrati nei libri. 

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15 ore fa, gipas76 ha detto:

Secondo me, potrebbe essere sufficiente attenersi ai fatti. Ovvio che se scrivo che D'Annunzio era un serial killer, magari ciò potrebbe non piacere ai discendenti. Ma io parlo proprio di attenersi ai fatti storici narrati nei libri. 

 

Sì, esatto. Se ti attieni a dei fati realmente accaduti non rischi nulla. Chiaro che nei dialoghi devi andare d'inferenza e immaginarli. Romanzi ispirati a personaggi storici o della cultura mondiale ne esistono svariati e qui nel forum ci sono anche altri utenti che hanno scritto storie simili e magari potrebbero darti conferma. Tra questi mi viene in mente @Elisabeta Gavrilina, per esempio, con il suo libro su Leonardo.

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1 minuto fa, simone volponi ha detto:

Quindi non si può trasformare, che so, Totò in un investigatore privato?

Secondo me si può, ma devi avere il consenso ( in questo caso degli eredi, visto che si tratta di una persona scomparsa "recentemente") Per Giulio Cesare potresti andare abbastanza sul sicuro :D

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1 minuto fa, simone volponi ha detto:

Quindi non si può trasformare, che so, Totò in un investigatore privato?

 

Sì, in teoria si potrebbe. Magari partendo da un contesto "cinematografico" in cui lui si trova a indagare quasi per caso sul set. Del resto è noto anche il romanzo di Malvaldi in cui Pellegrino Artusi è in veste d'investigatore; anche se in tal caso parliamo di un personaggio non recente (scomparso nel 1911).

Devi calarlo in un contesto realistico, che non alteri troppo la realtà dei fatti. Certo è che per un personaggio come Totò, con una figlia viviente, il consenso di lei sarebbe utile. ;)

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Buonasera a tutti.

 

Voglio subito dire che so benissimo vi sia un topic dal titolo praticamente uguale al mio, ma ho deciso comunque di aprire questo perché penso il contenuto sia diverso. ;)

 

Sto scrivendo un resoconto di un mio viaggio avvenuto qualche anno fa, che mi piacerebbe, un giorno, pubblicare... Volevo chiedervi se, secondo voi, è cosa buona citare le persone ed (le prime, soprattutto) i luoghi (non intendo le città, ma strutture, negozi, vie ecc.) con i loro nomi reali oppure - come sto pensando di fare - inventarseli. Lo chiedo perché vorrei sapere se, nel caso queste dovessero sentirsi scontente di quanto potrebbero leggere, io rischierei una denuncia.

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16 ore fa, Mauro86 ha detto:

Lo chiedo perché vorrei sapere se, nel caso queste dovessero sentirsi scontente di quanto potrebbero leggere, io rischierei una denuncia. 

 

A meno che tu non dica cose diffamanti e non corrispondenti al reale, non possono denunciarti. Diversamente tutti gli utenti che scrivono recensioni negative su una struttura, in rete, sarebbero passibili di denuncia, mentre esistono siti appositi in cui raccogliere le esperienze personali degli utenti e clienti.

Per le persone, invece, se non hai modo di chiedere loro il consenso forse è meglio cambiare nome.

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4 ore fa, ElleryQ ha detto:

 

A meno che tu non dica cose diffamanti e non corrispondenti al reale, non possono denunciarti. Diversamente tutti gli utenti che scrivono recensioni negative su una struttura, in rete, sarebbero passibili di denuncia, mentre esistono siti appositi in cui raccogliere le esperienze personali degli utenti e clienti.

Per le persone, invece, se non hai modo di chiedere loro il consenso forse è meglio cambiare nome.

Infatti. Allora meglio cambiare nome. Grazie, @ElleryQ. ;)

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Però decade il senso dell'ucronia, genere letterario che si fa. Voglio dire, se prendi Totò e lo trasformi in un agente segreto che contribuisce alla caduta del Fascismo, crei un fantasy ucronico non diffamante. Diventa un'opera di fantasia...

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18 ore fa, simone volponi ha detto:

crei un fantasy ucronico non diffamante. Diventa un'opera di fantasia...

 

Sì, è vero. In tal caso credo che dei margini vi siano, perché il contesto è già palesemente verosimile ma non reale.

Se lo cali in una situazione realistica, però, non puoi snaturare più di tanto il personaggio rispetto alle sue caratteristiche, per questo, dicevo, devi ricreare una situazione che sia attinente al suo vissuto.

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