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PeppeArte

Riferimenti a fatti/cose/persone reali

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Ospite
Ciao, forse è già stato detto.

A quanto ne so, per le persone, basta cambiare i nomi e i luoghi e poi è fatta, almeno così risulta a me. Ciao!

No, non basta affatto :sss:

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Ciao, forse è già stato detto.

A quanto ne so, per le persone, basta cambiare i nomi e i luoghi e poi è fatta, almeno così risulta a me. Ciao!

No, non basta affatto :sss:

Ciao, a quanto mi risulta per le persone reali, non famose (gente comune come me), cambiare i nomi e i luoghi è

più che sufficiente: quando

invece c'entrano persone famose, allora è meglio lasciar perdere, a meno che uno non ne faccia un panegirico; in

ogni caso, se uno ha un dubbio forse è meglio sentire un legale, credo. A te Jack risulta diversamente? Fammi

sapere, per favore! Grazie:-)

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Nel mio romanzo ho nominato più di una volta una grossa azienda (multinazionale famosa)...

In particolare ho usato in merito un'espressione del tipo:

«In questi ultimi tempi ho sentito dire che la ''nome azienda'' non ha rinnovato il contratto a circa duecento lavoratori...».

Una cosa del genere, tenuta sul vago e chiusa con questa unica battuta, mi rende attaccabile?

Altra cosa...Sempre a proposito di multinazionali, ne ho anche nominata un'altra, nella quale ne ho descritto un incidente con un muletto avvenuto trent'anni prima...Si può fare?

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Ospite
Ciao, forse è già stato detto.

A quanto ne so, per le persone, basta cambiare i nomi e i luoghi e poi è fatta, almeno così risulta a me. Ciao!

No, non basta affatto :sss:

Ciao, a quanto mi risulta per le persone reali, non famose (gente comune come me), cambiare i nomi e i luoghi è

più che sufficiente: quando

invece c'entrano persone famose, allora è meglio lasciar perdere, a meno che uno non ne faccia un panegirico; in

ogni caso, se uno ha un dubbio forse è meglio sentire un legale, credo. A te Jack risulta diversamente? Fammi

sapere, per favore! Grazie:-)

Io mi sono informato più che bene e ti spiego a te e anche a tutti gli altri qual'è il limite.

Non basta affatto cambiare nome e luoghi, a volte non è sufficiente neppure evitare di mettere il nome.

Prima di informarmi in maniera dettagliata quando pubblicai il mio primo romanzo, ho già avuto un'esperienza diretta di tipo giornalistico, nella quale un mio articolo non venne pubblicato dall'editore nonostante io non nominassi né il soggetto (del quale per altro non conoscevo neppure il nome) né il luogo o i luoghi della vicenda.

Il limite sta in questo. Le persone delle quali si parla, per quante modifiche si possano fare (nomi, luoghi e quant'altro) non devono essere riconosciute o riconoscibili.

Se la persona in questione si riconosce o familiari, amici o estranei, la riconoscono fra le righe del romanzo, si è passibili di querela.

La fonte è un giornalista/editore, che con queste cose ci combatte da una vita...

Quindi, ripeto... ha senso rischiare? Poi, fate voi.

P.S.

Nel mio romanzo ho utilizzato un paio di persone e alcune attività commerciali realmente esistenti, però prima di pubblicare, ho sottoposto i brani ai protagonisti, chiedendo loro l'autorizzazione. Meglio prevenire che curare...

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uhm...

ma posso inventare completamente una storia usando figure istituzionali e religiose...

parlando del presidente del consiglio... di quello della repubblica... o di un vescovo che ricopre un ruolo importante...

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Ospite

Valeria, ripeto... il problema non è quello di nominare figure istituzionali.

Il problema è: quali azioni fai compiere a queste figure istituzionali.

Per fare un esempio famoso, anche Dan Brown nei suoi libri il Papa se l'è inventato.

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Ciao, forse è già stato detto.

A quanto ne so, per le persone, basta cambiare i nomi e i luoghi e poi è fatta, almeno così risulta a me. Ciao!

No, non basta affatto :sss:

Ciao, a quanto mi risulta per le persone reali, non famose (gente comune come me), cambiare i nomi e i luoghi è

più che sufficiente: quando

invece c'entrano persone famose, allora è meglio lasciar perdere, a meno che uno non ne faccia un panegirico; in

ogni caso, se uno ha un dubbio forse è meglio sentire un legale, credo. A te Jack risulta diversamente? Fammi

sapere, per favore! Grazie:-)

Io mi sono informato più che bene e ti spiego a te e anche a tutti gli altri qual'è il limite.

Non basta affatto cambiare nome e luoghi, a volte non è sufficiente neppure evitare di mettere il nome.

Prima di informarmi in maniera dettagliata quando pubblicai il mio primo romanzo, ho già avuto un'esperienza diretta di tipo giornalistico, nella quale un mio articolo non venne pubblicato dall'editore nonostante io non nominassi né il soggetto (del quale per altro non conoscevo neppure il nome) né il luogo o i luoghi della vicenda.

Il limite sta in questo. Le persone delle quali si parla, per quante modifiche si possano fare (nomi, luoghi e quant'altro) non devono essere riconosciute o riconoscibili.

Se la persona in questione si riconosce o familiari, amici o estranei, la riconoscono fra le righe del romanzo, si è passibili di querela.

La fonte è un giornalista/editore, che con queste cose ci combatte da una vita...

Quindi, ripeto... ha senso rischiare? Poi, fate voi.

P.S.

Nel mio romanzo ho utilizzato un paio di persone e alcune attività commerciali realmente esistenti, però prima di pubblicare, ho sottoposto i brani ai protagonisti, chiedendo loro l'autorizzazione. Meglio prevenire che curare...

anch'io Jack, pur non rischiando in teoria querele (i miei sono omaggi o attestati di stima), ho preferito contattare chi ho potuto e ottenere l'autorizzazione per l'utilizzo del nome. Con coloro che non sarà possibile, allora ricorrerò al metodo cheyenne: resto sul generale!

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Dilemma:

nel mio romanzo su una giovane sensitiva vorrei citare gustavo adolfo rol, sensitivo riconosciuto e morto nel 1994.

Secondo voi è possibile? attenendosi ovviamente alla biografia ufficiale per quanto riguarda le informazioni date

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Utilizzo questo discussione già aperta per esporre il mio dubbio.

Nel mio romanzo racconto la Love Story avuta con un personaggio famoso. Me ne assumo tutte le responsabilità del caso.

Ma poi mi chiedo: avendone parlato solo bene, potrebbe l'interessato/a citarmi in giudizio?

Essendo anche la mia di storia, se voglio raccontare un'autobiografia, non ne ho il diritto?

Si attendono risposte.

Come funziona il Copiright in questo caso?

Devo provvedere a farmi tutelare anche il racconto tesse le qualità positive del personaggio famoso?

SOS! Schiaritemi le idee. Chi ne sa legalmente.

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Tra l'altro sopra ho letto il seguente passo. Lo sriporto:

"Le persone delle quali si parla, per quante modifiche si possano fare (nomi, luoghi e quant'altro) non devono essere riconosciute o riconoscibili.

Se la persona in questione si riconosce o familiari, amici o estranei, la riconoscono fra le righe del romanzo, si è passibili di querela."

Premetto che avevo anche letto che quando si citano personaggi pubblici e lo scopo è l'arte (in questo caso la stesura di un romanzo), si è tutelati.

Per altro ho cambiato pure il nome al personaggio, anche se si capisce chiaramente chi è dalle sue abitudini, descritte accuratamente nel racconto.

Vorrei aggiungere che sono stato intervistato su Rai1, per cui non sarebbe difficile ricondurre il mio nome al personaggio in questione.

Che mi dite ragazzi? Risolvetemi questo giallo.

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La discussione per me è stata illuminante. Concordo, in generale, con le posizioni del nostro ben più esperto amico che ha esperienza di editing. Vi rivolgo però una domanda più specifica. Nel caso in cui in un romanzo si inseriscano vicende autobiografiche che coinvolgono persone comuni, che linea bisognerebbe tenere? Ovviamente, in tal caso, un cambio di nomi non sarebbe un dramma, equivarrebbe a scrivere Luca al posto di Andrea, ma le vicende ed i reali protagonisti potrebbero comunque riconoscersi. Che ne pensate?

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Fabio, grazie. Avevo letto, sicuramente sono stato poco chiaro. Il senso della mia domanda era più "di mestiere", volevo sapere, se vi è capitato, fino a che limite ci si può spingere la descrizione. Il fatto che i protagonisti possano riconoscersi, non implica che siano riconoscibili da terzi. Suppongo sia capitato anche a te di scrivere partendo anche da vicende reali, mi piacerebbe sapere come in genere scegli di gestire i riferimenti.

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Grazie infinite Nuwanda. Chiedo scusa, seguivo qui la discussione e non mi sono reso conto che la mia domanda sarebbe stata più appropriata in un'altra sede.

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Ospite

Riprendo questo topic in quando mi è sorto qualche dubbio. Giusto per consolidare dei punti in questa discussione vorrei porvi alcuni esempi, dire che la protagonista aveva delle ciocche bionde come Candy oppure indossava un lungo cappotto di pelle nera simile a quello di Keanu Reeves nel film Matrix, pensate che queste descrizioni siano possibili?

Cosa diversa è scrivere Candy ha portato molte bambine alla depressione oppure Matrix induce al suicidio il protagonista perchè crede di essere all'interno di un programma. È possibile focalizzare questi limiti?

Riguardo alle marche siate a conoscenza di qualche novità?

Giusto per avere delle linee da seguire.

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Bret Easton Ellis non avrebbe scritto nemmeno una riga se fosse esistito seriamente (recte: giuridicamente) il problema :)

Il romanzo, per la sua stessa natura, difficilmente può integrare gli estremi di una diffamazione o di un abuso di marchi registrati (cosa del tutto diversa per la saggistica); la differenza è ben nota alla giurisprudenza, tanto di merito quanto di legittimità. C'è una ben nota sentenza del Tribunale Penale di Mondovì dei primi anni del duemila in cui viene esclusa in radice l'operatività della fattispecie di reato disciplinata dall'articolo 595 comma 3 CP, diffamazione aggravata a mezzo stampa (imputato era Vincenzo Cerami, per il libro Fattacci)

Ci sono corposi contributi dottrinali in tema di diffamazione (con annesse conseguenze penali e civili), penso a "diffamazione a mezzo stampa e risarcimento del danno" Giuffrè, "diffamazione; conseguenze penali e civili", UTET Giuridica, in cui interi capitoli sono dedicati al romanzo; generalmente per impostazione consolidata in giurisprudenza quando si tratta di romanzo puro, il riferimento anche se a persona/marchio/luogo reale è protetto dall'aura finzionistica e quindi non si rischia nulla. Altro a dirsi quando l'opera ha una pretesa di verità (romanzo-verità, film-verità)

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Non vorrei andare OT, e non so se sia meglio dedicare a questa digressione un post a sé stante, ma un manuale di scrittura mi ha fatto venire una leggera ansia riguardo alle possibili omonimie con persone vere. Pare che l'autore del suddetto manuale abbia una vera fobia, infatti usa metodi incrociati per essere sicuro che i nomi dei suoi personaggi non possano creargli problemi. Io finora usavo solo google, ma questo qua controllava gli elenchi telefonici delle città dove ambientava i suoi romanzi, consultava albi professionali, liste più o meno disparate e quant'altro. Non sarà esagerato? Possibile che ci sia tutto questo rischio? Ma gli omonimi reali non dovrebbero anche dimostrare in qualche maniera il danno che gli avresti arrecato, prima di pensare soltanto a farti causa? E il disclaimer "nomi e persone sono frutto di fantasia etc" non serve più a niente, allora?

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Non sono ancora un grande conoscitore di tutti i meandri di questo forum, hai fatto bene a spostarlo...

 

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On 23/10/2016 at 18:06, butch dice:

Non vorrei andare OT, e non so se sia meglio dedicare a questa digressione un post a sé stante, ma un manuale di scrittura mi ha fatto venire una leggera ansia riguardo alle possibili omonimie con persone vere. Pare che l'autore del suddetto manuale abbia una vera fobia, infatti usa metodi incrociati per essere sicuro che i nomi dei suoi personaggi non possano creargli problemi. Io finora usavo solo google, ma questo qua controllava gli elenchi telefonici delle città dove ambientava i suoi romanzi, consultava albi professionali, liste più o meno disparate e quant'altro. Non sarà esagerato? Possibile che ci sia tutto questo rischio? Ma gli omonimi reali non dovrebbero anche dimostrare in qualche maniera il danno che gli avresti arrecato, prima di pensare soltanto a farti causa? E il disclaimer "nomi e persone sono frutto di fantasia etc" non serve più a niente, allora?

Se c'è questo tipo di timore, il mio consiglio è o di dare nomi molto generici (i "Mario Rossi" et similia sono già rassegnati per forza di cose al dramma dell'omonimia), o di usare cognomi che non esistono nella realtà. Oppure chiamatelo Marco Frullanti, che solo io mi chiamo così e prometto di non offendermi, a meno che non lo facciate veramente troppo cattivo :D

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Ospite Andrea.Dee

CI sono scrittori che se non avessero attinto dalla loro vita non avrebbero scritto una parola, vedi Bukowski. Semplicemente cambi tutto il possibile e speri che nessuno ti venga mai a far presente qualcosa. Persino Jack Frusciante è uscito dal gruppo è autobiografico, poi non so se Brizzi abbia subito delle querele, ma di sicuro è ancora vivo e scrive ancora.

Modificato da Andrea.Dee

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Ho appena finito di leggere un romanzo di Lansdale, dove i protagonisti sono Verne, Wells (viene usata anche parte della trama de La guerra dei mondi), Mark Twain. Non credo abbia avuto problemi.

Nel precedente libro aveva stravolto la storia del Mago di Oz chiamando la protagonista Dot (come ho fatto io qui in un racconto) mentre Frankenstein e Dracula erano chiamati così.

 

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Ospite Andrea.Dee

Si ma quello è diverso. Al massimo è una cosa per cui avrà dovuto pagare dei diritti o altro che non so. Quì si parlava dello sfigato medio che vuole scrivere il suo libro (tipo noi) e allora fa il solito romanzetto semi autobiografico ma romanzato. Poi però si chiede "ma se Carlotta lo legge e capisce che in quella scena di sesso sadomaso parlo di lei, mi denuncia?". La risposta è "boh". Bisognerebbe chiedere a un avvocato. Di sicuro però se Brizzi (per ripetermi) ha scritto Jack Frusciante è uscito dal gruppo che è autobiografico con i nomi cambiati e Bukowski ci ha costruito sopra una carriera, lo scrittore sfigato da cameretta non è l'unico a farlo.

Modificato da Andrea.Dee

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e cosa mi dite a proposito di scrivere nomi di persone e/o conoscenti che inevitabilmente si riconoscerebbero tra i personaggi? di sicuro e' un problema.. basta semplicemente cambiare i nomi?

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Buba, temo che dovrai chiedere loro il permesso oppure cambiare nomi e anche luoghi, dati, aspetto e forse anche qualche avvenimento

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Riapro la discussione che mi interessa molto con questa domanda: è' lecito inserire un personaggio storico (nel mio caso uno scrittore, guarda la combinazione) con il suo vero nome in un romanzo e farlo interagire come un personaggio, anche se in modo indiretto (nel mio caso)? 

 

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