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PeppeArte

Riferimenti a fatti/cose/persone reali

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Visto che nella maggioranza dei libri che ho letto ho sempre trovato riferimenti a fatti/cose/persone reali (ad esempio in un romanzo poliziesco si parla senza problemi di CIA o altre organizzazioni reali...oppure in genere vengono in continuazione citati nomi di telefilm, film, locali, attori etc etc etc), mi chiedevo quale fosse la "regola" che vige su questo punto...è possibile farlo o si va incontro a problemi?

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Ospite

Ovviamente dipende.

Premetto che la famosa dichiarazione di responsabilità in realtà non solleva da alcuna responsabilità.

Si possono ovviamente citare nomi di canzoni, film, personaggi pubblici, città, strade, organizzazioni, etc...

Se invece devi citare nomi di esercizi pubblici, la faccenda è più complessa. In teoria servirebbe l'autorizzazione...

Nel dubbio, quando si va nel dettaglio o si descrivono scene potenzialmente diffamatorie, sempre meglio inventare, secondo me...

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in fase di scrittura direi che non è compito tuo farti questo genere di seghe mentali. ci penserà l'editor, eventualmente.

per cui se Mary indossa Converse All Star Chuck Taylor, ascolta i Clash con il suo iPod, vive in un monolocale arredato con mobili Ikea e paccottiglia comprata su eBay, sogna di possedere una borsa di Balenciaga ma non può permettersela perché lo stipendio che le danno da Miley's Cookie è troppo basso, scrivilo.

Poi a me personalmente leggere che Mary indossa "una famosa marca di scarpe", ascolta "una delle più celebri punk-rock band britanniche" con il suo lettore musicale, vive in un monolocale arredato con mobili "acquistati da quella catena svedese" oppure rimediati "su un famoso sito internet di aste online", sogna di possedere "la borsa più venduta di quello stilista spagnolo attivo a partire dal 1919" ma non può permettersela perché "la catena di venditori di biscotti take away" in cui lavora la paga troppo poco, mi fa venire voglia di prendere a testate qualcuno.

Voglio dire, se un personaggio guida una Panda, scrivi che guida una Panda, non fare voli pindarici per paura di fare pubblicità occulta :sss:

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Ospite
per cui se Mary indossa Converse All Star Chuck Taylor, ascolta i Clash con il suo iPod, vive in un monolocale arredato con mobili Ikea e paccottiglia comprata su eBay, sogna di possedere una borsa di Balenciaga ma non può permettersela perché lo stipendio che le danno da Miley's Cookie è troppo basso, scrivilo.

Ma questo è ovvio...

Però se volesse scrivere che Robert Pattinson vende il suo corpo per favori sessuali a marinai afroamericani in cambio di crack...

be' prima di farlo ci penserei un attimino...

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boh, mi sembra un po' una paraculaggine. se nel romanzo c'è un personaggio che non si fa problemi a dire "kevin spacey è un finocchio" (cosa peraltro risaputa °_°) deve essere libero di dirlo

in un libro per il quale ho curato l'editing mi è capitato di leggere un paragrafo in cui l'autore dava come assodata l'ipotesi fantasiosa dell'autoattentato l'11 settembre 2001. lo diceva e basta, come se fosse una verità acquisita dalla storia anziché il parto di qualche fantasia malata. però mica gliel'ho corretto, perché faceva parte di una sorta di flusso di coscienza della protagonista.

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Secondo me è sempre meglio tenersi alla larga da marchi registrati e affini per sicurezza.

Scrivere nella premessa: "Questo è un racconto di fantasia. Ogni riferimento a persone, cose o fatti realmente accaduti è puramente casuale." può funzionare contro certe brutte sorprese che si possono avere pubblicando un libro ma ha i suoi limiti e dipende dall'uso, situazione e quanto spesso.

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Secondo me è sempre meglio tenersi alla larga da marchi registrati e affini per sicurezza.

Scrivere nella premessa: "Questo è un racconto di fantasia. Ogni riferimento a persone, cose o fatti realmente accaduti è puramente casuale." può funzionare contro certe brutte sorprese che si possono avere pubblicando un libro ma ha i suoi limiti e dipende dall'uso, situazione e quanto spesso.

concordo

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Ospite
boh, mi sembra un po' una paraculaggine. se nel romanzo c'è un personaggio che non si fa problemi a dire "kevin spacey è un finocchio" (cosa peraltro risaputa °_°) deve essere libero di dirlo

Certo, assumendosene la responsabilità. Ergo, se l'editore poi si rifiuta di pubblicarlo perché non vuole rogne, oppure se ai legali di Kevin gli viene segnalata la cosa e intentano una querela, poi sono affari di chi l'ha scritto...

in un libro per il quale ho curato l'editing mi è capitato di leggere un paragrafo in cui l'autore dava come assodata l'ipotesi fantasiosa dell'autoattentato l'11 settembre 2001. lo diceva e basta, come se fosse una verità acquisita dalla storia anziché il parto di qualche fantasia malata. però mica gliel'ho corretto, perché faceva parte di una sorta di flusso di coscienza della protagonista.

Non è esattamente la stessa cosa, non trovi?

Il parallelismo sarebbe stato calzante se l'autore ipotizzava che fosse stato Bush in persona a ordinare l'attentato.

A quel punto, per quanto opera di fantasia, l'autore e l'editore di concerto sarebbero passibili di denuncia da parte dell'ex presidente.

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i personaggi hanno opinioni che non sempre sono quelli dell'autore. stephen king è stato spesso accusato di sponsorizzare la violenza sugli animali perché in la zona morta e gli occhi del drago due personaggi uccidevano a sassate un cane. il che è francamente ridicolo.

in italia non abbiamo il cervello per separare, nella fiction, ciò che costruisce il personaggio da ciò che è opinione dell'autore. non per niente marco materazzi ha intentato causa contro chi produceva la serie tv l'ispettore coliandro perché uno dei personaggi diceva "quel bastardo di materazzi si è fatto espellere pure 'sta domenica e io ho perso al fantacalcio".

Non è esattamente la stessa cosa, non trovi?

Il parallelismo sarebbe stato calzante se l'autore ipotizzava che fosse stato Bush in persona a ordinare l'attentato.

A quel punto, per quanto opera di fantasia, l'autore e l'editore di concerto sarebbero passibili di denuncia da parte dell'ex presidente.

no, non sono stato abbastanza specifico. si chiamava in causa direttamente la CIA.

e temere denunce da parte di ex presidenti mi sembra un tantino paranoico, specialmente leggendo il letame che c'è in rete e che, di sicuro, ha più possibilità di influenzare il lettore medio del libro di un esordiente

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per cui se Mary indossa Converse All Star Chuck Taylor, ascolta i Clash con il suo iPod, vive in un monolocale arredato con mobili Ikea e paccottiglia comprata su eBay, sogna di possedere una borsa di Balenciaga ma non può permettersela perché lo stipendio che le danno da Miley's Cookie è troppo basso, scrivilo.

Voglio dire, se un personaggio guida una Panda, scrivi che guida una Panda, non fare voli pindarici per paura di fare pubblicità occulta :sss:

E' questo quello che intendevo. Dire che "Mary sta bevendo una Peroni mentre la CIA fa irruzione all'Hollywood di Milano" (una frase che mi è venuta ora così XD), comporterebbe dei problemi? In questo caso ho citato:

Peroni - Casa specifica di una birra

CIA - Agenzia di spionaggio

Hollywood - Locale notturno

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E' questo quello che intendevo. Dire che "Mary sta bevendo una Peroni mentre la CIA fa irruzione all'Hollywood di Milano" (una frase che mi è venuta ora così XD), comporterebbe dei problemi? In questo caso ho citato:

Peroni - Casa specifica di una birra

CIA - Agenzia di spionaggio

Hollywood - Locale notturno

Perdonami se non ho letto tutto il thread, ma trovi strettamente necessario dover usare nomi reali?

Se la birra fosse Pincopallo, la CIA si chiamasse IAC e l'Hollywood fosse invece BollyWood, cambierebbe molto ai fini della tua storia? L'attinenza con la realtà a volte è imprescindibile, a volte si può benissimo evitare. Almeno nei nomi di cose e persone.

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'scolta, se il romanzo parla della CIA, o la CIA è un elemento importante, è assurdo non nominarla.

al massimo puoi usare un generico "la birra" e puoi inventarti un locale di fantasia che corrisponda all'hollywood, però se è importante per il tuo romanzo che ci siano riferiemnti alla cia, l'hollywood, megan fox o la sessualità di kevin spacey, usali. non mettere il carro davanti ai bui, che tanto spetta sempre a qualcun altro scegliere cosa pubblicare o meno. e ti assicuro che se un editore rifiuta il tuo romanzo, non è perché hai citato la Peroni mentre lui è un fan dell'Ichnusa

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Perdonami se non ho letto tutto il thread, ma trovi strettamente necessario dover usare nomi reali?

Se la birra fosse Pincopallo, la CIA si chiamasse IAC e l'Hollywood fosse invece BollyWood, cambierebbe molto ai fini della tua storia? L'attinenza con la realtà a volte è imprescindibile, a volte si può benissimo evitare. Almeno nei nomi di cose e persone.

No, non è strettamente necessario. E' solo una mia curiosità, e volevo condividere con voi questo dubbio.

'scolta, se il romanzo parla della CIA, o la CIA è un elemento importante, è assurdo non nominarla.

al massimo puoi usare un generico "la birra" e puoi inventarti un locale di fantasia che corrisponda all'hollywood, però se è importante per il tuo romanzo che ci siano riferiemnti alla cia, l'hollywood, megan fox o la sessualità di kevin spacey, usali. non mettere il carro davanti ai bui, che tanto spetta sempre a qualcun altro scegliere cosa pubblicare o meno. e ti assicuro che se un editore rifiuta il tuo romanzo, non è perché hai citato la Peroni mentre lui è un fan dell'Ichnusa

Il dubbio mi è venuto leggendo diversi gialli (mi piace molto leggere questo genere). Ho nominato la CIA perchè nella maggior parte dei romanzi d'oltreoceano è citata, e quindi mi chiedevo se non fosse un problema...Riguardo le marche si potrebbe anche sorvolare, ma mettiamo caso stessi scrivendo un romanzo poliziesco ambientato in America, riferimenti ad agenzia del luogo mi sembrano inevitabili, non trovi?

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trovo eccome. non riesco a immaginare un giallo, che per definizione deve essere quanto di più realistico possibile, nominare agenzie inesistenti.

che poi è anche vero che, ad esempio, la serie tv senza traccia si basava sull'unità persone scomparse dell'FBI, quando l'FBI non ha un'unità persone scomparse, o che i tecnici della scientifica non vanno in giro a interrogare i testimoni come in CSI, ma quelli sono solo stratagemmi narrativi. chiamare la CIA DCA (department of central intelligence) è inutilmente irrealistico

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ma mettiamo caso stessi scrivendo un romanzo poliziesco ambientato in America, riferimenti ad agenzia del luogo mi sembrano inevitabili, non trovi?

Si, in questo caso trovo sia inevitabile.

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Ospite
E' questo quello che intendevo. Dire che "Mary sta bevendo una Peroni mentre la CIA fa irruzione all'Hollywood di Milano" (una frase che mi è venuta ora così XD), comporterebbe dei problemi? In questo caso ho citato:

Peroni - Casa specifica di una birra

CIA - Agenzia di spionaggio

Hollywood - Locale notturno

No, assolutamente nessun problema se si tratta di cose come questa.

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James Ellroy, nei suoi libri, dipinge diverse organizzazioni e personaggi americani come delle esimie teste di cazzo (incluso JFK) e, almeno che io sappia, non è mai stato coinvolto in alcun problema. Nella maggior parte dei suoi libri il Los Angeles Police Department fa una pessima figura: viene mostrato come un gruppo di poliziotti violenti e razzisti pronto ad usare ogni mezzo per raggiungere i loro scopi... Pur trattandosi di opere di fantasia, il LAPD è veramente trattato male. Eppure, non ha mai avuto alcun problema con i rappresentanti della polizia né con altri che venivano citati (in maniera pessima, generalmente) nei suoi libri.

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Ospite

Non so se Ellroy ha mai ricevuto querele, ma vi ricordo che qui siamo in Italia, il paese dove la legge consente di sporgere querela anche se uno dice la verità.

Qui per es. non puoi andare in un bar a dire a un tizio che ti deve ridare quei 10 euro che gli hai prestato, perché tale gesto costituisce giusta causa per farti querela e risarcirlo per danni morali.

Ora, ognuno è libero di fare ciò che vuole, assumendosi le responsabilità di ciò che scrive.

Quello che mi domando io è: ne vale la pena di correre rischi? Se la risposta è sì, allora fate tutti i nomi che volete, se la risposta è no, lasciate perdere...

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qui siamo in Italia, il paese dove la legge consente di sporgere querela anche se uno dice la verità.

già, quando me l'hanno spiegato non ci potevo credere, fino a quando non ho letto la legge sulla diffamazione hurted.gif

ne vale la pena di correre rischi? Se la risposta è sì, allora fate tutti i nomi che volete, se la risposta è no, lasciate perdere...

stai tralasciando l'effetto pubblicità: se in un mio romanzo di esordiente (poche centinaia di copie vendute) dico che in Italia i treni arrivano sempre in ritardo, e Trenitalia è tanto imbelle da querelarmi per diffamazione, vuoi mettere la pubblicità gratuita che posso farmi andandolo a strombazzare in giro? Minimo minimo finisco al tiggì, e le copie vendute diventano migliaia nel giro di una notte... la settimana dopo lo vedo in mano a metà dei pendolari che incontro in treno! wohow.gif

--

Alain

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vuoi mettere la pubblicità gratuita che posso farmi andandolo a strombazzare in giro? Minimo minimo finisco al tiggì, e le copie vendute diventano migliaia nel giro di una notte...

ih ih ih, sarebbe il colmo. In Italia potrebbe accadere :facepalm:

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Ospite
ne vale la pena di correre rischi? Se la risposta è sì, allora fate tutti i nomi che volete, se la risposta è no, lasciate perdere...

stai tralasciando l'effetto pubblicità: se in un mio romanzo di esordiente (poche centinaia di copie vendute) dico che in Italia i treni arrivano sempre in ritardo, e Trenitalia è tanto imbelle da querelarmi per diffamazione, vuoi mettere la pubblicità gratuita che posso farmi andandolo a strombazzare in giro? Minimo minimo finisco al tiggì, e le copie vendute diventano migliaia nel giro di una notte... la settimana dopo lo vedo in mano a metà dei pendolari che incontro in treno! wohow.gif

--

Alain

Stai tralasciando l'effetto vendite.

Più ne venderesti più sarebbe alto l'importo del danno da risarcire a trenitalia icon_lol.gif

Il fatto è che noi, nel nostro piccolo, difficilmente rischiamo querele (ma ricordiamoci che tale rischio è diviso a metà con l'editore) a causa delle poche copie vendute.

Però ti racconto un fatto che ha dell'incredibile.

Una volta ho scritto un racconto, che è anche qui sul WD (un gran bel racconto, il migliore che abbia mai scritto) che si intitola Word

Nel racconto ci sono un paio di personaggi, dei quali mi ero inventato il nome.

Se lo leggi ti renderai conto che questo personaggio non fa nulla di che...

Eppure...

Eppure mi scrisse un tizio, omonimo del protagonista, che mi diceva che googolando il suo nome, era spuntato il mio racconto, per il quale mi intimava di rimuovere il racconto o almeno modificare il nome, o avrebbe preso "fantomatici" provvedimenti.

Potevo tranquillamente mandarlo a cagare, ma per non avere rogne ho preferito modificare il nome... :facepalm:

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Eppure...

Eppure mi scrisse un tizio, omonimo del protagonista, che mi diceva che googolando il suo nome, era spuntato il mio racconto, per il quale mi intimava di rimuovere il racconto o almeno modificare il nome, o avrebbe preso "fantomatici" provvedimenti.

coolgun.gif

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Ma io l'avrei mandato sai dove ad un tizio che mi intima certe cose solo perchè è omonimo del protagonista? Allora non possiamo più usare nomi e cognomi reali perchè al mondo c'è sicuramente almeno una persona chiamata in quel modo che verrà a portarci in tribunale. XD

Se c'è la premessa sul riferimento casuale non può far altro che tacere. ^_^ Ah le manie di protagonismo di certe persone. XD

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Concordo con Ewan.

Sono i particolari che vivificano l'insieme.

Anna può pure scarpinare per grandi magazzini cercando un letto nuovo per la figlia perché non può permettersene uno fighetto visto su internet, ma se io dico che gira tutta la mattina da Ikea con la ragazzina che fa storie, e che la cameretta Moretti che ha visto è fuori dalla sua portata, mi identifico meglio e provo tutta la sua frustazione. Poi non mi sembrerà che Anna sia matta quando molla un ceffone alla figlia, no?

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Mi sa che un pò ci stiamo allontanando da quello che intendevo...Nel citare fatti/cose/persone reali, non intendevo certo sotto forma di diffamazione. Come ho detto prima, se parlo di un omicidio in America, non posso non citare le istituzioni locali. Questo non è diffamare, ma è far riferimento ad un'entità che esiste davvero, e realmente svolge il compito descritto nel libro..Così come se parlo di un imprenditore francese che ama vestirsi con abiti griffati G.Armani.. qui si parla di un gusto vestiario di un personaggio inventato...Non so se sono stato chiaro...

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Ehm, cosa intendi allora?

Inserire nel romanzo la vecchia del piano di sopra, che fa la stronza e ti sporca il giardino per dispetto?

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