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Ospite Andrea.Dee

La trama non dovrebbe essere editata, ma la correzione bozze dev'essere effettuata. Altrimenti 80 centesimi a cartella per far revisionare le virgole di un romanzo li abbiamo tutti ed è una scelta personale affidarsi a chi si presume abbia conoscenze superiori. Fai un investimento di cento euro e hai in mano un bel romanzo perfetto da un punti di vista tecnico. Se l'editore non ci lavora esce una cosa che se letta ti fa passare per un inetto.

Modificato da Andrea.Dee

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Il 13/11/2018 alle 01:33, Niccolò Gennari ha detto:


In ogni caso se volete l'e-book per guadagnare qualcosa fate con amazon, che è mille volte meglio, altrimenti dovreste venderne veramente tanto con loro, prima di vedere 1 euro...

ma immagino non si possa pubblicare autonomamente su amazon se hai pubblicato già con loro in cartaceo, no?

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17 minuti fa, ElleryQ ha detto:

@lubia , ho notato che hai già un altro account ( @Lubia70 ) e da Regolamento ciò non è consentito. Posso provvedre a unirli?

certamente si, perdonami ma mi sono iscritta in due momenti molto diversi e non riuscivo più ad entrare. scusami per il disagio

 

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Il 14/9/2016 alle 11:08, Darvax2 ha detto:

Salve a tutti, io ho pubblicato con Nulla die a gennaio. Passati nove mesi mi sento pronto per condividere qualche opinione.

 

Il contratto

Io personalmente ho avuto da ridire con l'editore, 20 anni sono un'enormità ma la possibilità di scioglimento dopo 5 è comunque un buon compromesso. Idem dicasi per la soglia dei 300 euro, che sono riuscito a far abbassare a 200; ma sappiatelo, praticamente vuol dire non vedere un euro (il perché lo scrivo più avanti). Il vero problema è il diritto di opzione, che secondo me non ha senso alcuno per l'autore, perché vuol dire affidarsi totalmente alle volontà di un editore col quale non si è mai collaborato. Se Einaudi, dopo il primo libro, mi chiede l'opzione io ci sto (eccome: 1) è Einaudi; 2) è dopo il primo libro); ma affidarsi così a una casa editrice sconosciuta e con cui non si è mai collaborato è stato un grave errore (mio).

Il mio consiglio generale è: evitate il diritto di opzione, sempre.

Ultima info: il prezzo è troppo alto. Per il mio testo di 155 pagine sono usciti fuori 15 euro; quando ho chiesto di abbassarlo "perché nessuno spende 15 euro per un libro di 155 pagine di un autore esordiente", mi è stato risposto che "è l'editore che decide il prezzo". Risultato: la gente mi dice che costa troppo (NB: con 15 euro ci compri un libro Einaudi cartonato da 300 pagine; uno Baldini&Castoldi da 350; uno Mondadori da 300).

 

Il processo di pubblicazione

Nonostante le parole rassicuranti dell'editore, per quanto ho potuto vedere un processo di editing e correzione vero e proprio non c'è stato.

Riguardo l'editing, il testo è stato impaginato secondo le norme Nulla die, ma ogni volta non c'erano suggerimenti su come migliorarlo: io mi sono messo a rileggerlo (a correggere dei refusi trovati e degli aspetti dell'impaginazione che erano saltati, fra cui dei corsivi importanti ecc.); io ho suggerito dei cambiamenti (sempre accettati a dir là verità).

Riguardo la correzione, non so se è stata effettivamente portata avanti, ma a posteriori alcuni lettori hanno trovato dei refusi (pochi a dir la verità, meno di quanti ne ho trovati io in un testo Voland o della Nave di Teseo... ma il merito è mio o loro?). Refusi che verranno sistemati "nella prossima edizione", se mai ci sarà.

Il libro è uscito con la copertina da me suggerita, il grafico ha fatto un ottimo lavoro e il libro è bello a vedersi a prima vista. A seconda vista, guardando bene, risulta un po' sgranata. L'assenza di bandelle o altro e il tipo di carta scelta lasciano al tutto un sapore vagamente amatoriale (ma ci sta essendo una piccola CE).

 

La distribuzione e la promozione

Qui arrivano le note dolenti. Nulla die ha un piccolo distributore, e di fatto il libro circola solo online. Se lo chiedete in libreria al 90% il libraio dice che non è disponibile; nel restante 10% vi dice che è ordinabile ma che la spedizione si paga a parte. Io ho lasciato in conto deposito 10 libri a un circuito romano, ma l'editore, nonostante mia richiesta esplicita, non risulta abbia mai inviato le sue copie. Online il libro c'è, ma quello vale anche per Youcanprint.

La promozione è assente, nel senso che su Facebook esiste una pagina Nulla die che conta meno di mille "mi piace" e che, essenzialmente, fa sapere al mondo i libri in uscita, le fiere, i premi ecc. Però il problema è che manca un esperto di marketing: l'informazione viene pubblicata come tale e non enfatizzata come dovrebbe ("È uscita la recensione del libro XXX di YYY" e simili). Solo in occasione di un premio ho avuto modo di vedere una bella scritta come "Successo per Nulla die: due autori vincono..." ecc.

Nulla so riguardo a invio di testi presso giornali, riviste, blog letterari. A oggi le recensioni ricevute sono tutto merito mio.

 

La comunicazione

Questo è un vero fiore all'occhiello di Nulla die: alle mail si riceve pronta risposta, sempre con molta gentilezza e disponibilità. Periodicamente si ricevono proposte di partecipazione ai concorsi (fra cui anche il Campiello) con la classica formula "metà spesa all'editore, metà all'autore". Ma considerando che i libri possono essere acquistati dall'autore al 50% di sconto, questa formula è praticamente inutile. Ma l'intento è comunque lodevole, visto che io autore dovrei perdere tantissimo tempo a cercare premi ecc.

 

I resoconti

Su questa voce nulla dico finché non ho certezze. Ma ho il forte sospetto che per ora siano a zero, perché, per arrivare a 200 euro, col 7% di 15 euro a copia, avrei dovuto vendere 200 copie. La vedo ardua

 

Salve a tutti, torno su questo post per raccontarvi alcuni sviluppi. Ho pubblicato con Nulla die nel 2015, la mia esperienza è riportata nel testo citato.

Ieri, per motivi su cui non mi dilungo, ho chiesto all'editore di rescindere il contratto che mi avrebbe vincolato, con anche il diritto di opzione, fino almeno alla fine del 2020 (e fino al 2035 per quanto riguardava l'opera pubblicata). Ho inviato una mail formale spiegando le mie ragioni e sinceramente mi aspettavo non dico insulti ma qualche contestazione, invece l'editore mi ha risposto con cordialità, accettando la mia richiesta senza avvalersi di eventuali cavilli per ottenere risarcimenti. Mi ha inviato un atto di transazione per risolvere il contratto e chiesto di inviarlo in duplice copia presso i loro uffici, anticipando il tutto tramite scansione.

A questa mail ne ha fatta seguire un'altra, informale, in cui mi augurava in bocca al lupo.

 

Tutto questo conferma quanto risulta dalla discussione generale: è un editore con pochi mezzi e una distribuzione inesistente, tuttavia ci tiene al confronto con l'autore e soprattutto a mantenere rapporti civili.

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Il 6/3/2019 alle 12:05, Darvax2 ha detto:

I resoconti

Su questa voce nulla dico finché non ho certezze. Ma ho il forte sospetto che per ora siano a zero, perché, per arrivare a 200 euro, col 7% di 15 euro a copia, avrei dovuto vendere 200 copie. La vedo ardua

Sulla voce rendiconti vorrei condividere la mia esperienza, perché è una delle ragioni che mi ha spinta a muovermi per recedere anticipatamente dal contratto con questo editore.

Dunque, l'articolo 8 del contratto è secondo me un vero capolavoro, perché in poche righe si dice tutto e il contrario di tutto, per uno scopo a mio avviso ben preciso, almeno per quel che ho sperimentato in prima persona in oltre due anni e mezzo con loro.

 

Articolo 8: entro ogni mese di ottobre l'Editore comunicherà all'Autore il rendiconto del venduto, accreditandogli quanto dovuto per l'anno solare precedente.

Le parti concordano che non si procede a rendicontazione finché gli importi  a favore dell'Autore non raggiungano la somma di € 300,00 (trecento euro).

 

La prima e la seconda parte dell'articolo sono in netta contraddizione. Questo, di fatto, non solo consente all'editore di non versare le competenze fino al raggiungimento di una certa somma, ma anche - sfruttando ignoranza  e ingenuità dell'autore - di non inviare il rendiconto del venduto, cosa illegale che di fatto rende nullo questo articolo. Può anche andar bene la franchigia, ma non si può assolutamente non comunicare all'autore a quanto ammonta il venduto, ed è la legge sull'editoria a dirlo. 

Fatto sta che io, in oltre due anni e mezzo, non ho mai saputo quante copie del mio romanzo sono state vendute. Ho dovuto inviare loro una diffida ad adempiere, per sapere come stavano le cose. 

Sommando questa situazione a 1)mancanza totale di editing e correzione bozze, 2) prezzo di copertina esorbitante (€21,00 per 375 pagine, tra l'altro non pulite), 3) assenza di forme concrete di pubblicità, anche minima (partecipano praticamente solo al Modena Buk Festival, vendendo più ai propri autori che al pubblico), per quanto mi riguarda non posso dire che sia stata un'esperienza positiva.

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Anch’io,  a loro ho spedito, da pochissimo,  il mio manoscritto. Non so cosa accadrà in futuro ma posso dire che come primo approccio per livello d’umanità e empatia mi sono sembrati i migliori. Se molte case editrici non si degnano di risponderci, a noi autori esordienti, quasi a voler sottolineare il loro potere di considerarci nullità,  Il Signor Giordano, dopo avergli mandato la sinossi e l' incipit del mio romanzo,  mi ha risposto con due mail in cui gentilmente mi ha spiegato che per valutare il lavoro gli occorreva l’intero manoscritto, solo cosi’ giustamente si sarebbe potuto esprimere. Mi hanno colpito le parole usate,  dalle quali ho letto molto rispetto nei confronti dell'autore oltre al fatto che mi ha fatto capire che non da giudizi superficiali basandosi solo su sinossi e lettere di presentazione,  cosa che dovrebbero imparare a fare anche le altre case editrici. Maria.

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A me in altri lidi avevano offerto una tiratura iniziale di seicento copie, pagate al 10% e per ogni centesimo.

Con tutto il rispetto; di un contratto in cui sotto le trecento copie non ricevete un euro, cosa ve ne fate? Gli artisti siete voi; è come se ripararste un'auto d'epoca gratis perché poi la vedete girare per strada e ne siete orgogliosi.

 

Poi certo: vi fate decine di date e lavorate sodo e vendete 400 copie. Allora sì, buon per voi.

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Ciao a tutti, confermate che è una casa editrice free? Chi ha già pubblicato con loro mi può dire se fanno davvero bene la distribuzione e pubblicizzazione?

Grazie mille, vorrei tentare di pubblicare con loro.

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44 minuti fa, Angela Stola ha scritto:

Ciao a tutti, confermate che è una casa editrice free? Chi ha già pubblicato con loro mi può dire se fanno davvero bene la distribuzione e pubblicizzazione?

Grazie mille, vorrei tentare di pubblicare con loro.

Proprio così. Non ho pagato nulla, ho ricevuto i rendiconti e le royalty nei tempi dovuti e per tutte le copie. La distribuzione è nazionale ed efficiente in linea con quella degli altri editori free (se non vendessero, non guadagnerebbero, no?), la pubblicizzazione avviene soprattutto tramite social, interviste anche in radio, partecipazione a concorsi. 

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Il 27/7/2019 alle 10:11, Angela Stola ha scritto:

Ciao a tutti, confermate che è una casa editrice free? Chi ha già pubblicato con loro mi può dire se fanno davvero bene la distribuzione e pubblicizzazione?

Grazie mille, vorrei tentare di pubblicare con loro.

No. A me hanno chiesto un contributo per la pubblicazione delle mie opere, le hanno impaginate molto male a livello di indice, soprattutto, lasciando dei refusi nel testo e, in alcuni casi, utilizzando corpi diversi all'interno della stessa pagina (nonostante vari "giri di bozze", almeno così dicevano).

Non mi hanno mai inviato rendicontazioni, né pubblicizzato in alcun modo i miei testi. Si limitano a inviare mail sui concorsi a cui partecipare (concorsi, le cui informazioni sono accessibili e alla portata di tutti). 

La mia esperienza è di qualche anno fa, non so se adesso abbiano cambiato il loro modus operandi. Nel caso fosse lo stesso, li sconsiglio. 

 

*Editato dallo Staff*

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Nulla Die è un editore free.

La distribuzione è affidata a Libro Co.

Per il discorso distribuzione vale la pena ricordare che sono i librai a creare un ulteriore filtro, ovvero decidono se prendere in carico o meno le copie delle opere a loro presentate e metterle sugli scaffali...

Per la promozione c'è una pubblicità di base, cui si aggiungono consigli sui premi a cui partecipare.

Inoltre c'è un'ampia disponibilità di collaborazione per quanto riguarda le presentazioni (locandine, copie del libro, ecc...)

 

 

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Sull'ampia collaborazione per quanto riguarda le presentazioni

20 minuti fa, Hugo Riemann ha scritto:

Nulla Die è un editore free.

La distribuzione è affidata a Libro Co.

Per il discorso distribuzione vale la pena ricordare che sono i librai a creare un ulteriore filtro, ovvero decidono se prendere in carico o meno le copie delle opere a loro presentate e metterle sugli scaffali...

Per la promozione c'è una pubblicità di base, cui si aggiungono consigli sui premi a cui partecipare.

Inoltre c'è un'ampia disponibilità di collaborazione per quanto riguarda le presentazioni (locandine, copie del libro, ecc...)

 

 

Sull'ampia disponibilità di collaborazione per quanto riguarda le presentazioni mi sento di dissentire.

Oltretutto, la promozione è un'attività che dovrebbe interessare anzitutto l'editore... quando questo è realmente interessato a vendere libri, s'intende. 

Tuttavia, ci tengo a ribadire che, a differenza di affermazioni generiche (e anche poco aderenti al reale stato delle cose) sulla distribuzione e sulle scelte dei librai, io sto riportando la mia esperienza, che, come ho sottolineato, non è neanche recente.

L'augurio è che col tempo Nulla Die sia migliorata. 

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Le mie affermazioni non sono generiche, neanche in merito a Nulla Die che conosco personalmente.

Le mie affermazioni si basano su esperienze derivanti dall'aver pubblicato con diversi editori che si appoggiavano a diversi distributori.

Il mercato dei distributori è abbastanza ridotto, se parliamo di grandi distributori.

Per fare un esempio reale, tra qualche mese verrò pubblicato da un editore del gruppo LIT, distribuito da Messaggerie.

L'essere distribuito da uno dei più grandi distributori (se non il più grande in assoluto) non garantisce di vedere il tuo romanzo sugli scaffali delle librerie italiane.

 

Intendiamoci, gli editori medio-piccoli (ma talvolta anche quelli grandi) non hanno la possibilità di investire grandi risorse su tutti gli autori della scuderia, a meno che il nome dell'autore (più ancora di ciò che scrive, ahinoi) possa far fruttare il doppio della cifra investita.

La pubblicità di base di cui parlavo nel precedente intervento è la seguente: gli editori medio-piccoli si limitano a spedire brochure pubblicitarie ai librai, ultimo step della filiera (tolto il lettore che deciderà se acquistare o meno ciò che vede).

 

 

 

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Il 27/7/2019 alle 10:11, Angela Stola ha scritto:

Ciao a tutti, confermate che è una casa editrice free? Chi ha già pubblicato con loro mi può dire se fanno davvero bene la distribuzione e pubblicizzazione?

Se per free intendi una CE che per la pubblicazione del libro non ti chiede soldi, lo è. Ma, e sottolineo MA, l'invito all'acquisto di copie è caldamente raccomandato con una frequenza impressionante, più che altro attraverso il suggerimento di vari concorsi cui partecipare. Nel mio contratto, ad esempio, era previsto l'obbligo di partecipare ad almeno un concorso.

 

Il 29/7/2019 alle 10:32, Hugo Riemann ha scritto:

 

Inoltre c'è un'ampia disponibilità di collaborazione per quanto riguarda le presentazioni (locandine, copie del libro, ecc...)

 

 

Locandine? Mai vista una, mai ricevuto un aiuto che fosse uno per presentazioni, in tre anni. Anzi, dalle foto pubblicate sulla loro pagina facebook, ho potuto vedere che il mio libro non veniva neppure portato agli eventi cui prendevano parte. Forse hanno mandato il libro a un paio di blog e hanno messo sul loro sito (frequentazione scarsa) un banner. 

 

Il 29/7/2019 alle 09:28, matthew89 ha scritto:

Non mi hanno mai inviato rendicontazioni, né pubblicizzato in alcun modo i miei testi. Si limitano a inviare mail sui concorsi a cui partecipare (concorsi, le cui informazioni sono accessibili e alla portata di tutti). 

Fino a Novembre 2018 la musica era esattamente questa.

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7 ore fa, Debora Paolini ha scritto:

Se per free intendi una CE che per la pubblicazione del libro non ti chiede soldi, lo è. Ma, e sottolineo MA, l'invito all'acquisto di copie è caldamente raccomandato con una frequenza impressionante, più che altro attraverso il suggerimento di vari concorsi cui partecipare. Nel mio contratto, ad esempio, era previsto l'obbligo di partecipare ad almeno un concorso.

 

Locandine? Mai vista una, mai ricevuto un aiuto che fosse uno per presentazioni, in tre anni. Anzi, dalle foto pubblicate sulla loro pagina facebook, ho potuto vedere che il mio libro non veniva neppure portato agli eventi cui prendevano parte. Forse hanno mandato il libro a un paio di blog e hanno messo sul loro sito (frequentazione scarsa) un banner. 

 

Fino a Novembre 2018 la musica era esattamente questa.

Quoto tutto, tranne l'obbligo dell'acquisto copie. Nel mio caso (ma ripeto che si tratta di un po' di anni fa, e non so se adesso siano cambiate le cose) l'obbligo c'era, eccome. Neanche per me hanno mai organizzato nulla a livello di presentazioni, disinteressandosi totalmente alle mie opere.

Come ha scritto qualcuno nelle precedenti pagine, loro sono degli stampatori, nulla di più. E lo si evince anche dall'enorme numero di libri del loro catalogo, cifre che dovrebbero far riflettere sulla poca attenzione che un editore, con poche risorse, può realmente destinare alle sue pubblicazioni.

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Il 29/7/2019 alle 11:46, Hugo Riemann ha scritto:

Le mie affermazioni non sono generiche, neanche in merito a Nulla Die che conosco personalmente.

Le mie affermazioni si basano su esperienze derivanti dall'aver pubblicato con diversi editori che si appoggiavano a diversi distributori.

Il mercato dei distributori è abbastanza ridotto, se parliamo di grandi distributori.

Per fare un esempio reale, tra qualche mese verrò pubblicato da un editore del gruppo LIT, distribuito da Messaggerie.

L'essere distribuito da uno dei più grandi distributori (se non il più grande in assoluto) non garantisce di vedere il tuo romanzo sugli scaffali delle librerie italiane.

 

Intendiamoci, gli editori medio-piccoli (ma talvolta anche quelli grandi) non hanno la possibilità di investire grandi risorse su tutti gli autori della scuderia, a meno che il nome dell'autore (più ancora di ciò che scrive, ahinoi) possa far fruttare il doppio della cifra investita.

La pubblicità di base di cui parlavo nel precedente intervento è la seguente: gli editori medio-piccoli si limitano a spedire brochure pubblicitarie ai librai, ultimo step della filiera (tolto il lettore che deciderà se acquistare o meno ciò che vede).

 

 

 

Sono d'accordo con te sul fatto che il mercato dei distributori è piuttosto ridotto; tuttavia trovo che sia generico quello che dici perché se un editore si affida a un distributore, questo gli deve garantire che i suoi libri siano distribuiti. Poi, certo, dipende dagli accordi e dalla selezione che fa il singolo libraio. 

Alcuni editori investono tempo e risorse per far distribuire il proprio catalogo nelle librerie; altri, che si spendono anche molto poco per la promozione, no. 

Temo che Nulla Die appartenga alla seconda categoria.

 

Quello che dici su LIT è assolutamente vero; inoltre, conosco molto bene questo gruppo, anche loro sfornano moltissimi romanzi e non è facile che si trovino tutti in libreria. Il fatto che si appoggino a Messaggerie offre delle garanzie maggiori rispetto ad altri distributori minori (come quello a cui dice di affidarsi Nulla die).

 

Credo, infine, che non si possano proprio paragonare LIT e Nulla Die.  

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3 ore fa, matthew89 ha scritto:

Quoto tutto, tranne l'obbligo dell'acquisto copie. Nel mio caso (ma ripeto che si tratta di un po' di anni fa, e non so se adesso siano cambiate le cose) l'obbligo c'era, eccome. Neanche per me hanno mai organizzato nulla a livello di presentazioni, disinteressandosi totalmente alle mie opere.

Come ha scritto qualcuno nelle precedenti pagine, loro sono degli stampatori, nulla di più. E lo si evince anche dall'enorme numero di libri del loro catalogo, cifre che dovrebbero far riflettere sulla poca attenzione che un editore, con poche risorse, può realmente destinare alle sue pubblicazioni.

 

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14 minuti fa, scrivopercaso ha scritto:

 

Caro Mattew89 in un post di anni fa (basta tornare indietro in questa discussione) però hai scritto così:

 

"Volevo riportarvi la mia esperienza.

Io fino all'anno scorso ero un aspirante poeta in cerca di una buona casa editrice che mi pubblicasse e ho inviato i miei componimenti a decine di case editrici.

Come potete ben immaginare, molte di queste, come il gruppo **EDITATO DALLO STAFF** (per fare solo un esempio), hanno espresso parere favorevole, ma col piccolo dettaglio di volere un contributo, delle volte pazzesco, per pubblicarmi.

Poi ho trovato, navigando sul web, il sito di Nulla Die, che era nata da appena due mesi o poco più. Ho inviato alcune poesie e con gentilezza, il mio lavoro è stato rifiutato, ma l'editore mi ha scritto che se avessi avuto altro materiale da sottoporgli, era ben lieto di leggerlo.

Così ho scelto altre poesie, le ho inviate, sebbene non avessi davvero la speranza di riuscire a pubblicare con loro. Ed invece ce l'ho fatta.

Mi hanno sottoposto un contratto regolare, senza la richiesta di alcun contributo, e ho pubblicato la prima silloge. Ho richiesto l'acquisto di alcune copie, ma non me lo ha imposto la casa editrice: l'ho voluto io!"

 

E oggi scrivi che ti hanno richiesto un contributo...

Ma se le hai volute tu le tue copie, che avrebbe dovuto fare l'editore, rifiutarsi di dartele?

 

Comunque non solo non pago per pubblicare con loro, ma ricevo pure delle copie in omaggio all'uscita del libro. 

Modificato da swetty
Evitiamo di citare altre realtà nel topic di una CE

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16 ore fa, scrivopercaso ha scritto:

Caro Mattew89 in un post di anni fa (basta tornare indietro in questa discussione) però hai scritto così:

 

"Volevo riportarvi la mia esperienza.

Io fino all'anno scorso ero un aspirante poeta in cerca di una buona casa editrice che mi pubblicasse e ho inviato i miei componimenti a decine di case editrici.

Come potete ben immaginare, molte di queste, come il gruppo **EDITATO DALLO STAFF** (per fare solo un esempio), hanno espresso parere favorevole, ma col piccolo dettaglio di volere un contributo, delle volte pazzesco, per pubblicarmi.

Poi ho trovato, navigando sul web, il sito di Nulla Die, che era nata da appena due mesi o poco più. Ho inviato alcune poesie e con gentilezza, il mio lavoro è stato rifiutato, ma l'editore mi ha scritto che se avessi avuto altro materiale da sottoporgli, era ben lieto di leggerlo.

Così ho scelto altre poesie, le ho inviate, sebbene non avessi davvero la speranza di riuscire a pubblicare con loro. Ed invece ce l'ho fatta.

Mi hanno sottoposto un contratto regolare, senza la richiesta di alcun contributo, e ho pubblicato la prima silloge. Ho richiesto l'acquisto di alcune copie, ma non me lo ha imposto la casa editrice: l'ho voluto io!"

 

E oggi scrivi che ti hanno richiesto un contributo...

Ma se le hai volute tu le tue copie, che avrebbe dovuto fare l'editore, rifiutarsi di dartele?

 

Comunque non solo non pago per pubblicare con loro, ma ricevo pure delle copie in omaggio all'uscita del libro. 

Scrivopercaso, sono molto contento per te e per la tua esperienza positiva. 

 

Quello che ho scritto anni fa (molti anni fa) purtroppo corrisponde solo in parte al vero, ed è triste doverlo dire, ma mi era anche stato chiesto di scriverlo (non in termini di contenuto, ma mi era stato chiesto di riportare una testimonianza "positiva", infatti già ai tempi altri utenti mi avevano fatto notare come nel loro caso non fosse andata così bene).

 

Sì, è vero, che avevo voluto io le copie dei libri; ma se non avessi pagato, questi non sarebbero stati pubblicati. Ai tempi ero molto giovane e inesperto e desideroso di vedermi pubblicato e fu per questo che accettai. 

 

Sono contento che ora le cose siano cambiate, per te e (spero) per altri. 

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Col senno di poi, mi viene da pensare che l'obbligo di acquisto copie forse è il male minore, perché puoi scegliere, se ti viene messo davanti. 

Nel mio caso,  il contratto mi obbligava a partecipare ad almeno un concorso. Per partecipare a un concorso, si sa, bisogna inviare un certo numero di copie. E dove le prendi le copie, se non dal tuo editore? Tra l'altro, con loro nemmeno a prezzo di costo (come su Amazon, per dirne una). 

Con una frequenza allucinante, mi sono stati proposti concorsi su concorsi, addirittura il Campiello. Se avete letto il regolamento del Campiello, converrete con me che per qualcuno potrebbe essere un affarone, visto il numero di copie da inviare, specialmente se tu, autore, devi fati carico di almeno il cinquanta per cento dell'invio. Ora, proporre a me il Campiello equivale a dirmi di andare a gareggiare sui cento metri contro Usain Bolt: follia pura. Pretendere che debba farlo a spese anche solo in parte mie mi pare una gran furbata. 

Per continuare col capitolo furbate, oltre alle mail contenenti i calorosi inviti a partecipare ai concorsi, arrivavano anche quelle "sconto imperdibile per te, autore!", mail in cui comprando copie del tuo libro o di quello dei tuoi colleghi di CE, ti veniva concesso uno sconto imperdibile. 

Tutto questo di per sé non rappresenterebbe un problema, se non che, in tre anni, solo questo ho visto, inviti a comprare. 

Ora voglio anche fare un ulteriore passo indietro. Nel mio caso, quando li ho contattati per la prima volta, se non ricordo male compilando un modulo, già mi si chiedeva se esistesse o meno l'intenzione di acquistare copie. Io le volevo, ero convinta mi servissero per le presentazioni, ad esempio. Ne prenoto un certo numero. Il libro viene accettato, mi viene mandato il contratto e ups, accidentalmente, ma proprio accidentalmente, il numero di copie che avevo prenotato era salito di qualche decina. 

Per passare dalle furbate alle scorrettezze vere e proprie, riferendomi al discorso sull'editing inesistente, accade questo: nella mail per il visto si stampi, scrissi loro di apportare le ultime modifiche contenute nei commenti del file PDF e poi di andare in stampa. Succede che quando mi arriva il cartaceo a casa, mi rendo conto che quelle ultime modifiche non sono mai state apportate. Li contatto, si scusano e mi promettono la ristampa di cento copie per rimediare a un errore che riconoscono essere loro, copie che avrei ricevuto a domicilio. Mai viste.

Ci tengo a precisare che io qui scrivo col mio nome e cognome reale, quindi ci metto "la faccia", e che quello che racconto è dimostrabile. Lo dico a scanso di equivoci.

 

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Io posso solo parlare della mia esperienza che con Nulla Die è stata positiva, e dico questo dopo aver pubblicato precedentemente altri due libri con un altro editore free, che è stato un totale disastro. Per prima cosa Nulla Die non mi ha chiesto nessun contributo. Nel contratto si parlava di "eventuali copie" se avessi voluto ordinarle, ma non era una cosa imposta. Ho scritto semplicemente "zero" e sono stato pubblicato lo stesso, ne ho ricevute tre in omaggio. Io vivevo n Veneto, Giordano in Sicilia, ed è chiaro che, per quanto riguarda le presentazioni nella mia zona ho dovuto arrangiarmi, ma l'editore ha sempre provveduto a farmi pubblicità nei social e dove ha potuto. Ho ottenuto un paio di recensioni su quotidiani locali a cui l'editore, su mia richiesta ha inviato le copie in omaggio. Essendo poi il tema del mio romanzo piuttosto particolare, l'editore ha partecipato col mio titolo a un paio di avvenimenti a tema che si sono svolti in Sicilia, chiedendomi se volevo partecipare, ma non ho potuto per problemi logistici. La distribuzione è quella di un qualunque piccolo editore che si affidi a un piccolo distributore, quindi carente, ma questo dipende molto dalle librerie e naturalmente dal distributore. I concorsi: nel mo contratto non mi veniva minimamente imposto di partecipare ai concorsi. Certo, mi sono stati proposti spesso,  e a qualcuno ho anche partecipato,e posso dire con orgoglio di averne vinti un paio (primo posto), e di aver ricevuto un premio speciale della giuria in un terzo. Per carità, non si tratta del Campiello, ma erano comunque concorsi di degno prestigio. Per partecipare ai concorsi mi è stato chiesto di dividere le spese per le copie a metà con l'editore, e in questo, scusate ma non ci vedo niente di male visto che alcuni concorsi ti chiedono di partecipare anche con una decina di copie. Per quanto riguarda il Campiello, a parte il fatto che la partecipazione è sempre facoltativa, ma mi chiesto: che male c'è? In fondo è anche questo un modo per farsi conoscere. Non dimentichiamo che parecchi libri di questo editore hanno vinto diversi premi e molti si sono posizionati ai primi posti, o hanno ricevuto premi speciali dalle giurie. Alcuni autori, dopo aver esordito con Nulla Die, sono approdati a editori più grossi. Inoltre un libro di questo editore è stato anche finalista al premio Strega. Insomma, non siamo ai livelli della grande editoria, ma credo comunque che nel mondo dei piccoli editori, la Nulla Die si difenda bene, e francamente, non ho ancora provato di meglio. Tutto qui.

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9 ore fa, lucfax ha scritto:

I concorsi: nel mo contratto non mi veniva minimamente imposto di partecipare ai concorsi.

Può essere benissimo che nel tuo contratto non ci sia questa clausola. Nel mio sì, e lo posso anche pubblicare, volendo, senza problemi.

 

9 ore fa, lucfax ha scritto:

Per quanto riguarda il Campiello, a parte il fatto che la partecipazione è sempre facoltativa, ma mi chiesto: che male c'è? In fondo è anche questo un modo per farsi conoscere.

Che male c'è? Beh, se per tre anni ti arrivano soltanto mail in cui si suggeriscono concorsi a cui partecipare, e quindi l'invito ad acquistare le copie necessarie, se già non le si hanno, qualcosina di male sotto sotto s'intravede. Se a queste si aggiungono le mail "sconto pazzesco" sul mio stesso libro, mi sa tutto di voglia di vendere e basta. Nel mio caso è stato così, ma sono felicissima di sapere che altri autori si sono trovati bene e hanno collezionato successi. Ma diciamocelo: anche da Wattpad e dal Self publishing Amazon sono usciti fior di scrittori che hanno ottenuto grandi risultati, quindi attribuirne il merito a un editore è una mezza forzatura, perché ce l'hanno fatta anche quelli che un editore non l'hanno avuto. In questo spazio si parla delle case editrici dal punto di vista della professionalità, quindi editing, distribuzione, contratti, rendiconti, pagamenti. A quello io faccio riferimento.

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Il 4/8/2019 alle 18:03, Debora Paolini ha scritto:

Può essere benissimo che nel tuo contratto non ci sia questa clausola. Nel mio sì, e lo posso anche pubblicare, volendo, senza problemi.

 

Che male c'è? Beh, se per tre anni ti arrivano soltanto mail in cui si suggeriscono concorsi a cui partecipare, e quindi l'invito ad acquistare le copie necessarie, se già non le si hanno, qualcosina di male sotto sotto s'intravede. Se a queste si aggiungono le mail "sconto pazzesco" sul mio stesso libro, mi sa tutto di voglia di vendere e basta. Nel mio caso è stato così, ma sono felicissima di sapere che altri autori si sono trovati bene e hanno collezionato successi. Ma diciamocelo: anche da Wattpad e dal Self publishing Amazon sono usciti fior di scrittori che hanno ottenuto grandi risultati, quindi attribuirne il merito a un editore è una mezza forzatura, perché ce l'hanno fatta anche quelli che un editore non l'hanno avuto. In questo spazio si parla delle case editrici dal punto di vista della professionalità, quindi editing, distribuzione, contratti, rendiconti, pagamenti. A quello io faccio riferimento.

Beh certo, io parlo della mia esperienza e quindi del mio contratto, non stavo minimamente mettendo in discussione il suo o quello degli altri, e credo di averlo fatto con un post semplice in cui non c'è la minima intenzione a polemizzare. Cioè voglio dire, perché lei può raccontare la sua esperienza e io non posso dire la mia? Solo perché la mia è una testimonianza diversa? 

Per non ricevere più mail dalla Nulla Die, è sufficiente scrivere un messaggio a Giordano, come ho fatto io, e le mail non arriveranno più.

Non sto innalzando la Nulla Die sugli altari, sto solo dicendo che ci troviamo davanti a un piccolo editore free, che non è né meglio né peggio di tutti gli altri. Cioè, questa è la situazione per quanto riguarda la piccola editoria, altrimenti ben venga il self-publishing, ognuno sia libero di scegliere.

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10 ore fa, lucfax ha scritto:

Beh certo, io parlo della mia esperienza e quindi del mio contratto, non stavo minimamente mettendo in discussione il suo o quello degli altri, e credo di averlo fatto con un post semplice in cui non c'è la minima intenzione a polemizzare. Cioè voglio dire, perché lei può raccontare la sua esperienza e io non posso dire la mia? Solo perché la mia è una testimonianza diversa? 

Per non ricevere più mail dalla Nulla Die, è sufficiente scrivere un messaggio a Giordano, come ho fatto io, e le mail non arriveranno più.

Non sto innalzando la Nulla Die sugli altari, sto solo dicendo che ci troviamo davanti a un piccolo editore free, che non è né meglio né peggio di tutti gli altri. Cioè, questa è la situazione per quanto riguarda la piccola editoria, altrimenti ben venga il self-publishing, ognuno sia libero di scegliere.

Ma ci mancherebbe, non mi pare di aver mai scritto nero su bianco che qualcuno non possa riportare esperienze diverse dalla mia. Le ho risposto quotando parti a lei riconducibili soltanto perché lei ha menzionato situazioni legate alle cose che stavo dicendo io: Campiello. Lei chiedeva che male c'è, io ho cercato di spiegare dove secondo me sta questo così detto male, nulla di più, tra l'altro analizzando suddetta questione all'interno del quadro generale, che è quello che conta, poi ognuno si farà la propria opinione. Nel complesso, mi pare che dai vari commenti siano venuti fuori dei bei problemi, riguardo Nulla Die, quindi magari gli utenti, più che sapere che qualche loro libro è arrivato in finale al concorso X o Y, potrebbero essere interessati ad argomentazioni inerenti la mera professionalità di una CE. Riguardo al fermare le mail, lei ha ragione, si può fare, ma trovo abbia poco senso, o per lo meno non è un metodo sano per ovviare ai problemi che si possono avere con questo editore: non è fermando le mail che il loro editing diventa degno di essere definito tale, o che le clausole dei contratti migliorano, o che l'editore manda i dovuti rendiconti, fa la necessaria pubblicità, rispetta le promesse messe nero su bianco e via discorrendo. Insomma, mi parrebbe un po' la storia dello struzzo. Sul fatto che poi Nulla Die non sia meglio o peggio di molti altri, sono anche d'accordo con lei, con le dovute eccezioni, ma questo non significa che siccome son quasi tutti un po' così, si debba far finta di niente e accettare tutto quel che viene così com'è.

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2 ore fa, Fraudolente ha scritto:

@lucfax e  @Debora Paolini,  come utente che, per di più, qualche anno fa ricevette una proposta da questo editore, prendo atto che c'è chi è soddisfatto e chi no: non si deve avere ragione per forza...

Ma infatti, io mi limito solo a parlare della mia esperienza. Non posso dire che non sia stato fatto alcun editing sul mio libro, non posso dire che non abbia fatto pubblicità al mio libro, non posso dire che non mi siano stati presentati i rendiconti, e non posso dire che non mi siano state riportate fin dall'inizio le difficoltà di distribuzione. L'editore ha fatto quel che ha potuto, se dicessi il contrario sarei un disonesto. Poi, sul fatto che tanti autori siano insoddisfatti, beh, è soggettivo, molti autori Nulla Die non sono membri del WD, quindi manca una buona parte di testimonianza. Migliorare le condizioni del contratto... cioè, l'editore propone, se all'autore sta bene lo firma, altrimenti no. Io non contesto l'esperienza negativa di Debora o di chiunque altro, mi limito a dire la mia.

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4 ore fa, Fraudolente ha scritto:

@lucfax e  @Debora Paolini,  come utente che, per di più, qualche anno fa ricevette una proposta da questo editore, prendo atto che c'è chi è soddisfatto e chi no: non si deve avere ragione per forza...

A mio avviso non si tratta di avere ragione o torto, di essere soddisfatti o meno. Emerge di sicuro che ci sono esperienze differenti con lo stesso editore, ma alcuni punti restano gli stessi per tutti: ho avuto modo di visionare diversi testi di questa casa editrice, e gli strafalcioni e i difetti di impaginazione (anche per elementi paratestuali basici come l'indice) erano parecchi in più casi, e già solo questo elemento, ovvero la poca cura di un editore per i suoi testi dovrebbe far desistere dal pubblicare con lui, e conosco anche altri autori che non hanno mai ricevuto nessun rendiconto da questo editore (e che hanno pagato le loro copie per essere pubblicati). 

Un editore serio non dovrebbe seguire le stesse modalità di lavoro per tutti? Io penso di sì, ma magari mi sbaglio... 

 

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