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Martina Seppi

Il Drago Nero

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La città di Enogher resisteva a fatica. L'esercito degli orchi era più preparato di quanto Bel volesse ammettere e i soldati della città erano numericamente inferiori. Bel diede di speroni, superò le urla e i gemiti dei soldati impegnati a respingere il nemico e si diresse verso la Sommità, la parte più alta della città, dove si ergeva il castello. Man a mano che saliva i vari livelli di strade, gli echi della battaglia si allontanavano. La Sommità era un ottimo punto strategico. Da quell'altura, Bel si rese finalmente conto di quanto gli orchi fossero numerosi, ben più di 10.000. In centinaia si stavano accalcando al Gran Portone, l'ingresso della città, per aprirsi la via che gli avrebbe condotti verso il castello, per reclamare il Libro degli Antichi Incantesimi. Bel sollevò la spada e lo smeraldo incastonato nell'elsa brillò. Un fascio di luce verde colpì gli orchi intenti a distruggere il Gran Portone. A decine finirono in polvere sulla terra. Diversi alzarono lo sguardo e digrignarono i denti quando lo riconobbero. Bel sollevò di nuovo la spada. Lo stesso fascio di luce, lo stesso risultato. Non avrebbe sconfitto tutti gli orchi, ma avrebbe dato ai soldati il tempo per organizzare le difese interne e riparare il Gran Portone, indebolito dalle asce nemiche.

 

Un ruggito proruppe da ovest. Bel girò la testa di scatto, neanche si accorse di aver abbassato la spada. Un enorme Drago Nero volteggiava sopra la città di Enogher. Le squame erano fatte di ossidiana, gli occhi rossi come rubini e i denti di puro diamante affilati come spade. Il Drago Nero volò due volte sopra la città, ruggendo maestosamente. I soldati smisero di combattere, pietrificati dalla paura. Gli orchi ne approfittarono per riprendere l'attacco contro il Gran Portone con più veemenza. Bel non alzò la spada. Non fece brillare lo smeraldo neanche quando il Drago Nero sputò fiamme nere contro i soldati e i palazzi di Enogher. Con un paio di fiammate incenerì diverse decine di soldati e distrusse una delle torri di difesa della città. Poi ruggì di nuovo e riprese ad incenerire la città e tutto ciò che al suo interno di muoveva. Incenerì anche diversi orchi, poco preziosi agli occhi di chi lo cavalcava. Dopo tre fiammate, due torri di difesa erano distrutte, un centinaio di soldati era cenere e il Gran Portone era semi-aperto.

 

Il Drago Nero volò verso Bel che ancora non muoveva un muscolo, ipnotizzato da quello spettacolo. Il Drago Nero volò in cerchio e atterrò sulla Sommità in un turbinio di polvere. Ruggì di nuovo, con ancora più ferocia. Chi lo cavalcava tirò le redini e il Drago Nero si acquietò. Da quando le fiamme nere si erano scontrate con la città di Enogher, Bel aveva avuto solo occhi per chi sedeva in sella al Drago Nero. La donna smontò in modo elegante, lo sguardo fisso negli occhi di Bel. I lunghi capelli neri a boccoli le ricadevano fino a metà schiena. Il vestito viola scuro era sormontato quasi interamente da un'armatura di ossidiana, l'arco visibile dietro la schiena. Bel la osservò dietro ad un velo di lacrime, mentre lei lo fissava intensamente con i suoi occhi azzurri. Si voltò con aria di superficialità e di diresse verso il castello, alla volta del Libro degli Antichi Incantesimi. 

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