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[N20-2] Nella pace degli dei

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Traccia di pan di zenzero:

Potete utilizzare la traccia che più vi piace tra quelle uscite agli altri. La stessa traccia sarà quindi usata da due partecipanti.

Per la mia prova ho scelto dunque, dopo una sonquassante lotta interiore, la traccia:

Prima o dopo la vendetta:
La vendetta è spesso raccontata nel suo compiersi. Ma ci sono altri due momenti fondamentali: quello in cui scaturisce il proposito di vendetta, e quello in cui si fanno i conti con sé stessi dopo averla messa in atto. Scegli uno dei due momenti e descrivine le sensazioni dal punto di vista di chi la vendetta vuole compierla o l’ha compiuta.

 

 

 

 

Nella pace degli dei

 

 

Né nutrimento, né riposo.

Né più lacrime.

L’oltraggio mi corrode.

Selvaggia.

Dal torto ora dipendo.

 

Odio, smania feroce.

Guerra crudele nell’animo.

Lotta che mi spacca il cuore.

Sarò implacabile.

E quasi mi basta il pensiero.

 

Il sapore del sangue,

il castigo, ora richiede.

Poveri figli miei.

Perfettamente,

sarete voi la mia vendetta.

 

L’idea di piangervi assai,

mi affligge di meno,  

se è vostro padre soffrire di più.

Perché Medea!

È stata a fargli questo.

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A me questa traccia è capitata per caso e la odiavo:lol:. Anch'io avevo pensato a una vendetta storica famosa, anche se poi ho cambiato strada.

Bello il pensare a Medea, avevo letto la tragedia di Euripide e la tua poesia me la ricorda molto. Brava, sia con i versi che col significato, e hai descritto bene i sentimenti che precedono la vendetta.

 

La punteggiatura sai già che è un tuo cruccio:

11 minuti fa, Alba360 ha scritto:

L’idea di piangervi assai,

mi affligge di meno,  

dopo "assai" per me la virgola non va

 

12 minuti fa, Alba360 ha scritto:

Perché Medea!

È stata a fargli questo.

nemmeno qui secondo me andrebbero divisi i due versi (si divide soggetto e verbo)

 

13 minuti fa, Alba360 ha scritto:

se è vostro padre a soffrire di più.

qui manca una "a"

Per il resto molto bella, e con un tono che richiama molto la tragedia classica. Complimenti!

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@Alba360 più vendetta di così... hai fatto un’operazione attoriale: entrare nel personaggio Medea e far vivere quell’odio così insano e profondo. Meno facile di quanto sembri. :sss: 

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Ciao @Alba360

alla fine hai rinunciato a usare quella del focolare, eh? :D In effetti, dopo averla ricevuta, anch'io per un po' ho meditato vendetta :D.

Grande donna, Medea. Mi è sempre stata più simpatica di quel bastardo di Giasone, che sapeva sempre che scusa trovare.

Ciao e complimenti.

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Ciao, @Alba360. La poesia ha un suo perché, non mi è dispiaciuta. Non amo i testi molto enfatici e teatrali, ma questo è un mio gusto personale e non un difetto intrinseco della tua poesia, che per scelta hai deciso di impostare in maniera teatrale. L'idea di ricorrere al mito per interpretare la traccia sulla vendetta è originale (per paradosso, dal momento che reinterpreti una storia non originale).

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Il 29/12/2020 alle 23:37, Alba360 ha scritto:

se è vostro padre soffrire di più.

qui la a mancante l'hanno segnalata altri.

 

Sono rimasto spiazzato quando ho capito che si trattava di Medea. I versi per tre quarti della poesia hanno un ritmo rapido e un tono asciutto. Per come la ho letta io non mi sarei aspettato un legame con un tema classico. Leggendola una seconda volta ho notato un paio con una costruzione che forse voleva ricordare un certo linguaggio. come questa:

Il 29/12/2020 alle 23:37, Alba360 ha scritto:

Il sapore del sangue,

il castigo, ora richiede.

 

Complessivamente mi è piaciuta, ma trovo una frattura fra la parte finale e il resto, che secondo me non valorizza appieno il potenziale della poesia.

 

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@Alba360 tu mi fai paura! 

Secondo me ti sei immedesimata tanto, tanto bene.

Ora lo so, potresti essere un'arma pericolosa da "cacciare" all'occorrenza. ;)

 

Hai saputo trasmettere la voglia di vendetta, di sangue e di male. Brava. :rosa:

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@Alba360 Ciao!

Per quello che vale il mio parere, trovo che la tua poesia sia molto bella. Tragica, sembra essere uscita da un poema antico insieme alla sua protagonista. 

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Classicheggiante e altisonante. Sembra un componimento antico, eppure vibra di modernità. Operazione di sintesi molto interessante fra passato e presente. A una seconda lettura si apprezza di più! Piaciuta molto <3

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Hai lasciato che il tuo io lirico prendesse la voce di Medea, una delle più alte figure tragiche che il teatro greco ci abbia donato. Medea, Alcesti, Antigone, Elettra: tutto il mistero del femminino si racchiude, forse, in queste quattro donne.

Sei stata brava e coraggiosa, @Alba360, e il risultato è bello da leggere.

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